Ardo tacito amante, e d' un bel volto
Secrete fiamme insidioso involo,
E caro stringo il mio soave duolo,
Quasi parto amoroso, in sen raccolto;
Temo ch' altri importuno estimi, e stolto
L' ardir, che doglia sforza, et amor solo,
E soffrendo i miei danni in me consolo
L' alma, che poco spera, e desia molto;
Così mi chiudo entro al mio proprio affetto
Felice ardendo, e de' pensier la fame
Pasce, qual Titio, di se stesso il petto;
Né, perché da' begli occhi Amor mi chiame,
E 'nviti, e sproni, fia ch' al mio diletto
Rilasci il freno, e più che lice io brame.