Corse, e se stessa vagheggiando immerse
Donna le labbra in chiara fonte, e monda,
Che dolce e grata a la sua sete l' onda,
E puro al guardo il bel cristallo offerse;
Ella fra l' acque allor gelide e terse
Le fiamme impresse, onde il suo lume abonda,
E serenando i rai vaga, e gioconda,
Acque (ben parve) e fiamme in sen m' asperse;
E qual si vide in ricco nembo involto
Giove mutarsi, Amor nova forma ebbe,
E cadde accolto in pretiosa pioggia:
Miracol caro! Ella bagnommi il volto,
E 'l petto accese, e quel, ch' estinguer debbe,
Arse il mio cor con disusata foggia.