Le man, che ricche di sì chiare prede
Son de le glorie sue ministre altere,
Di tante offese, ond' ei mi lega, e fere,
Quasi in dolce vendetta, Amor mi diede;
Lasso, mentr' ivi il cor l' incendio crede
Spegner de le sue fiamme ardenti e fiere,
Entro al rimedio suo languisce, e pere,
Né più noce l' ardor, che la mercede;
Allor ch' alta dolcezza ebro ne sugge,
Deh com' incauto un maggior foco accende,
E beve il rio velen, che lo distrugge:
Misero, ch' egualmente Amor m' offende
Pietoso, e crudo, e dal piacer, che fugge
Veloce e lieve, eterno il mal dipende.