Skip to content
1533–1601

XXV

Ascanio Pignatelli

Al chiaro Sol, che ne' begli occhi impresso Vivace splende, et è suo cielo il volto, L' augel famoso io son, Donna, rivolto, Et egli il foco, e l' esca e 'l nido io stesso;

E di quei lacci allor, che 'n rete oppresso Si chiude il crine, o vaga errante e sciolto, Qual verme suol fra le sue fila involto, M' ordisco i nodi, e la prigion mi tesso;

Spiegate pur mentre vi miro, e sento, De la vostra beltà le pompe altere, Ch' io ministro son poi del mio tormento; Basta l' armi vibrar, ch' indi si fere

Da sé 'l mio cor, che di morir contento Di suo proprio voler languisce, e pere.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
XXV · Ascanio Pignatelli · Poetry Cove