Tien la mia gioia entro ne l' alma unita
Con la mia pena eguale imperio a parte,
E da le voglie sue divise e sparte
Lacera, e pur non spenta è la mia vita;
Forse con l' una allor l' alta infinita
Forza de l' altra Amor libra, e comparte,
E quella, che cadria languida parte
Morta da l' un, col suo contrario aita;
Né questa è già mercé che la console,
Anzi perch' arda in sempiterno ardore
Tempra le fiamme, onde si strugge, e dole,
E perché stratii, e non ancida il core,
Meschia l' amaro entro al piacer, né vole
Che pietà tronchi, o morte il suo dolore.