L' alma il vago pensier, lasso, non frena
Ma voglie accresce sempre a i miei desiri,
Che quasi scala, onde m' inalzi e tiri,
D' una in altra speranza Amor mi mena;
Così raggiunge a l' empia mia catena
Novelle fila, ov' entro il cor s' aggiri,
Cui, perch' in lungo incendio arda, e sospiri,
Esca raddoppia di continua pena;
Né fia giamai che del mio foco antico
Favilla io scemi, e quell' ardor non curi
Che di me pasco, e dentro in sen nutrico,
Et al mio mal, perché perpetuo duri,
Di morte più, che di salute amico
Nova cagion di doglie io non procuri.