Empie, Donna, il mio cor, chiaro, e sereno
Sguardo, che da' begli occhi in me risplende,
E tutto a sé mi tira, e mi raccende,
E i sensi ingombra e l' intelletto a pieno;
Ei sol (che più non cape) hor di voi pieno
De le vostre bellezze i semi apprende,
E le voglie, e 'l desio gravido rende,
E caro stringe alto concetto in seno;
E forse fia, se tempra un raggio humano
Hor de' miei pianti il verno, e la stagione
Torbida scaccia, e spiega i dì migliori,
Che, quasi culta da leggiadra mano
Novella pianta, a i fregi, a le corone,
Ch' ornino il crin, vi somministri i fiori.