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1533–1601

XIV

Ascanio Pignatelli

Freme ne gli occhi tempestoso, e spira Amor procelle di superbi orgogli, E 'l mio pianto è 'l suo mar, le sirti e scogli Ov' io perisco, i suoi disdegni, e l' ira;

Spinto è 'l mio cor da i venti, onde sospira, Fra mill' onde di pene, e di cordogli, E tu mio polo i lumi tuoi gli togli, E le stelle nascondi, ov' ei si gira,

E sommerso cadrà, se la tua luce, Che pose Amor de le sue gioie in segno, Quasi Leandro a lido hor non l' adduce: Ahi di somma beltà parto non degno,

Che mostri entro al suo pelago produce, E la Venere sua madre è di sdegno.

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XIV · Ascanio Pignatelli · Poetry Cove