Ben veggo, errai, ma furo erranti e stolti
D' amore i modi, e non gli affetti ond' arsi,
Ch' amar devea, ma con più lenti, e scarsi
Desii frenando i miei pensier disciolti;
Pur chi pon freno là 've Amor travolti
I sensi altrui de' suoi diletti ha sparsi?
Chi può star, s' egli sprona, o chi ritrarsi,
Né restar preda ov' ha i suoi lacci avolti?
Dunque l' amar fu forza, e se l' affetto
Trascorse poi, bramò forse sperando
Pareggiar co' suoi merti il mio difetto,
O pur l' altezza del suo grand' oggetto
Adeguar con la mente, e farsi amando
Di suprema cagion supremo effetto.