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1533–1601

XCVIII

Ascanio Pignatelli

Ben veggo, errai, ma furo erranti e stolti D' amore i modi, e non gli affetti ond' arsi, Ch' amar devea, ma con più lenti, e scarsi Desii frenando i miei pensier disciolti;

Pur chi pon freno là 've Amor travolti I sensi altrui de' suoi diletti ha sparsi? Chi può star, s' egli sprona, o chi ritrarsi, Né restar preda ov' ha i suoi lacci avolti?

Dunque l' amar fu forza, e se l' affetto Trascorse poi, bramò forse sperando Pareggiar co' suoi merti il mio difetto, O pur l' altezza del suo grand' oggetto

Adeguar con la mente, e farsi amando Di suprema cagion supremo effetto.

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XCVIII · Ascanio Pignatelli · Poetry Cove