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1533–1601

VI

Ascanio Pignatelli

Fra le pene, ch' eterno il mio duol fanno, S' aggira l' alma, e sempre a pianger riede, Et a l' antico un nuovo mal succede Quasi ampio cerchio di perpetuo affanno;

Ben come centro, a cui veloci vanno Le spere intorno, immoto il mio cor siede, E quel saldo voler de la sua fede Non cangia il tempo mai, né scema il danno:

Son io vero Ission, che volga, e giri Penosa rota, che continua mova, E nel suo moto avanzi i miei martiri, Ma chi m' offende mi consola, e giova,

Che forza porge a i lassi miei desiri, E co i tormenti anco il vigor rinova.

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VI · Ascanio Pignatelli · Poetry Cove