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1533–1601

LXXXVIII

Ascanio Pignatelli

A te, ch' amato amai, da cui serene Trassi già l' hore, e vita ebbi, e sostegno, Alma felice, ahi ben contrario, e 'ndegno Frutto d' amor, gran pianto or si conviene;

Dunque d' amaro duol torbide e piene L' onde lor spandan gli occhi, e doglia, e sdegno Versi verace ben, ma picciol segno, E breve parte di perpetue pene;

Tu, che chiusa a i piacer, larga a gli affanni Strada m' apristi, onde penose, e meste Corra le notti e i dì la vita, e gli anni, Queste lagrime pie, quasi funeste

Pompe raccogli, e 'n loro empia de' danni, Ma d' amor dolce la memoria reste.

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LXXXVIII · Ascanio Pignatelli · Poetry Cove