Skip to content
1533–1601

LXXXI

Ascanio Pignatelli

Ahi che pur mi percote empio, e mi punge, Non pago ancor del freddo corpo esangue Sugger le vene, insatiabil angue, E nove piaghe al cor trafitto aggiunge;

Ma chi da me ti scosta, e perché lunge Signor ti stai, né l' alma odi, che langue? Come del pianto mio, lasso, e del sangue Il rio largo, e corrente a te non giunge?

Deh pria ch' acerbo il giorno estremo assaglia Lo spirto stanco, almen sì lungo affanno A suo perdono, e gloria tua mi vaglia, E di sì perigliosa aspra battaglia

Il fin sia queto, e pregio, e vita il danno, Et al tuo regno a coronarsi ei saglia.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
LXXXI · Ascanio Pignatelli · Poetry Cove