O quando fia, che rotto il duro stame
Che co 'l mondo mi lega, al ciel mi mene,
E da gli abissi a l' ombre sue serene
Smarrita agnella il mio pastor mi chiame?
Quando fra i paschi e i rivi suoi la fame
Sarà che satii, e la mia sete affrene,
E certa l' alma il suo perpetuo bene
Tranquillo goda, e più non speri, o brame?
Deh, ché non sdegno homai di questa vita
L' alte lusinghe, onde ritiemmi, e toglie
Sotto un breve piacer gioia infinita?
Ché non morte desio, s' ella mi scioglie,
E tronca con dolcissima ferita
L' empia radice di sì amare doglie?