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1533–1601

LXXV

Ascanio Pignatelli

Signor, quest' è tuo colpo, ecco la mano Ch' a sé mi trahe, però mi sferza, e punge, Ecco che mi ferisce insieme, et unge, E, se 'l corpo percote, il cor fa sano;

O de' tuoi gran misteri alto, e sovrano Divin consiglio, ove l' human non giunge, Da cui restio s' arretra il senso, e lunge Cerca fuggir, ma si dilunga in vano;

Ei perché teme i tuoi giuditii, poco Di sé si fida, e lascia infermo e cieco Più a i falli suoi ch' a le tue gratie loco; Ma resti fisso entr' al suo fango, e seco

Le sue dolcezze; e doglia, e ferro, e foco Da lui mi parta, e mi congiunga teco.

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LXXV · Ascanio Pignatelli · Poetry Cove