Signor, quest' è tuo colpo, ecco la mano
Ch' a sé mi trahe, però mi sferza, e punge,
Ecco che mi ferisce insieme, et unge,
E, se 'l corpo percote, il cor fa sano;
O de' tuoi gran misteri alto, e sovrano
Divin consiglio, ove l' human non giunge,
Da cui restio s' arretra il senso, e lunge
Cerca fuggir, ma si dilunga in vano;
Ei perché teme i tuoi giuditii, poco
Di sé si fida, e lascia infermo e cieco
Più a i falli suoi ch' a le tue gratie loco;
Ma resti fisso entr' al suo fango, e seco
Le sue dolcezze; e doglia, e ferro, e foco
Da lui mi parta, e mi congiunga teco.