Corro al mio fin veloce, e già ruina
Precipitoso il viver mio fugace,
Che d' alto giel, che si distrugge, e sface,
Quasi torbido rio, cade, e declina;
Già de gli anni la fresca, e matutina
Soave età, che più diletta, e piace,
A gli oltraggi di morte esposta giace,
Come tenero fior, languida, e china:
Misera vita, a che caduco, e frale
Schermo t' appoggi, e rapida, e 'nquieta
Brev' hore aggiunger tenti al dì fatale;
Ahi posi homai chi mi ritiene, e vieta
Tranquillo stato a l' alma, et immortale,
E voli ella al suo ben libera, e lieta.