Di pure fiamme, o del mio cor beatrice,
Ardo, e più non desio, né chieggio, o spero,
Ché temprato in se stesso il mio pensiero
Ne' suoi casti desir si fa felice;
Non brama ei già quel che bramar non lice,
Fallace bene instabile, e leggiero,
Ma gode in voi di quell' eterno, e vero,
Ch' a voi stessa negargli si disdice,
Beato ben, che 'n sé de' proprii affetti
Le cure acqueta, e già non cura o teme
Che scemi il vostro orgoglio i suoi diletti,
E quasi germe a voi congiunto insieme
Da la vostra honestà celesti, e schietti
Frutti produce di celeste seme.