Ben veggo homai, come fallace, e vano
Piacer m' adesca, e l' alma invola, e prende,
Qual falsa gemma, che riluce, e splende,
E vaga inganna il senso ingordo humano,
Veggo gli affetti del mio core insano
Misero sol bramar quel che l' offende,
E 'l desio, che tant' oltre ardito stende,
Più restar sempre dal suo fin lontano,
Né pur s' arresta: ahi dolce voglia, e fera,
Che lusinga, et ancide, ove i miei danni
Conosco ben, né però fuggo, o temo;
Lasso, e seguir convien fin a l' estremo,
E de' miei cari, e pretiosi affanni
Gradir le pene, in cui mi strugga, e pera.