Quelle, onde nova furia ogn' hor m' infesta,
De' miei spenti piacer son ombre, e larve,
Che di quel dolce ben, che venne e sparve,
Ahi ch' amara memoria al cor mi resta;
Di pianto e morte fu dogliosa, e mesta
Favola quel che riso e vita parve:
Deh qual, cangiato il primo volto, apparve
L' alta mia gioia horribile, e funesta;
Felice tempo, che soave, e queto,
Pur troppo, ahi lasso, a le mie voglie amico,
Contemplo hor tristo, e già provai sì lieto,
Empie reliquie del diletto antico
Mi lasci, e già tranquillo, e mansueto
Turbi hor le paci tue fiero, e nemico.