Nel vostro lume, in cui mi specchio e giro,
Veggo, Donna, il mio mal, ma sì giocondo,
Che fra le pene in mille gioie abondo,
E so che m' arde, e fuor che 'n lui non miro;
Allor le voci, ond' io piango e sospiro,
In un secreto alto silentio ascondo,
E pien di gloria, e di stupor profondo
Tacito e 'ntento i vostri pregi ammiro,
Che 'ncontro a tanti rai l' alma soccorre
D' ogni sua forza il debil guardo infermo,
E 'n sé tutta raccolta a lui sol corre;
Dunque aperto veder ciò ch' entro ascose
Quivi potete voi, che saldo e fermo,
Quel che tolse a la lingua, a gli occhi pose.