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1533–1601

LV

Ascanio Pignatelli

Tu l' ale impenni al tuo nobil Pegaso Nuovo Bellerofonte, et ei raggira Vers' Oriente il suo gran volo, e l' ira Già del tempo schernisce, e de l' Occaso,

Né temi tu di quell' antico il caso, Ch' a le tue glorie il nostro Giove aspira: Ecco a i suoi vanni aure beate spira, E l' inalza, e lo scorge al suo Parnaso;

Quivi da le tue carte ornate, e conte Sorger feconda fa leggiadra vena, Qual d' Hippocrene in Helicona il fonte, Et ei l' accoglie, e 'n pura aria serena,

Che le penne sostien veloci, e pronte, Fra le sue stelle a splender seco il mena.

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