Tu l' ale impenni al tuo nobil Pegaso
Nuovo Bellerofonte, et ei raggira
Vers' Oriente il suo gran volo, e l' ira
Già del tempo schernisce, e de l' Occaso,
Né temi tu di quell' antico il caso,
Ch' a le tue glorie il nostro Giove aspira:
Ecco a i suoi vanni aure beate spira,
E l' inalza, e lo scorge al suo Parnaso;
Quivi da le tue carte ornate, e conte
Sorger feconda fa leggiadra vena,
Qual d' Hippocrene in Helicona il fonte,
Et ei l' accoglie, e 'n pura aria serena,
Che le penne sostien veloci, e pronte,
Fra le sue stelle a splender seco il mena.