Fosti ben del mio giorno aurora, e luce,
Donna, ma de la notte Hespero ombroso,
E di quel tempo mio lieto, e gioioso
E del misero poi ministra, e duce;
Amara notte, ch' a questi occhi adduce
Le sue tenebre sol, non già 'l riposo,
Fra cui rassembro augel notturno ascoso
Nemico a i raggi, onde 'l dì s' orna, e luce;
Lasso fu breve il dì, ma lunga e nera
La notte è poi, vago splendor fugace
Parve, che passi infra le nubi e vole;
Ahi, che lucente andrà de la mia sera
Nuovo cielo, e vedrà chiaro e vivace
Altr' Oriente hor de' miei giorni il Sole.