Piangeste, o Donna, ove funebri, e meste
Pompe afflitta trahea dogliosa gente,
E voi, cui mai non mosse ogn' hor presente
La mia, pietà de l' altrui morte aveste;
Voi già con occhio asciutto empia vedeste
Lieta fra mille morti il cor dolente,
E lui nel rogo del mio foco ardente
Incenerito rimirar poteste,
Né però su l' incendio, ov' egli ardea,
Stilla da' vostri lumi ancor discese,
Che sol curarlo, e ravvivar potea:
Acerba voglia, che quel cor, ch' accese,
Strugger lasciando, di due colpe rea
Ardendo pria, poi non sanando offese.