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1533–1601

III

Ascanio Pignatelli

L' alma beltà, che da due stelle al core Quasi celeste influsso in me discese, In cui vagando in mille parti apprese Le prime fiamme il mio fatale ardore,

Passò ne l' alma, e 'mpresse il suo splendore Vivo sì, che 'l mio giel non mi difese, Anzi, qual raggio in vetro, ivi s' accese, E trasse dal mio ghiaccio incendio fore;

Allor lo schermo, ond' io mi fea riparo, Fe' proprio albergo, e l' armi, e questa mano Volte a sua gloria i suoi trionfi ornaro: E ben sottrarsi a dura sorte in vano

Altri si può, ned al suo fato amaro Chi cede è men, che chi contrasta insano.

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