Fra gli abissi, Signor, dove sepolta
L' alma si giacque dal tuo lume esclusa,
L' occhio, e l' orecchia, che 'l suo fallo ha chiusa,
Apri, e rimira, e le mie voci ascolta;
Già da' lacci del mondo in tutto sciolta,
E di vergogna, e di dolor confusa,
De le sue colpe in pianto homai diffusa
A tempo ben, se tardi, a te si volta;
A te suo Dio, suo creator l' antica
Sembianza chiede, e la vitale, e viva
Tua forma a pena in sé conosce unita;
Tu raddoppia le gratie, e 'n lei ravviva
L' opra tua spenta, e con la mano amica
Quel, che formasti, or riformando aita.