D' occhio divino indegna in sé confusa
Si stima, e dietro al suo Signor s' atterra
Donna celeste homai, non più di terra,
E grata a lui de le sue gratie infusa;
Ella unge i piè, ma fuor l' alma diffusa
In più soave odor scopre, e disserra,
E prega, e sforza, e 'l grave fallo ond' erra,
Ch' humiltà cela, amaro pianto accusa;
Stillin acqua or quegli occhi, onde s' accese
Non degno foco, e i crin, dice, negletti
Sciolgan le reti a mille cor già tese,
Sprezzi mondana forma, a Dio gli affetti
Orni sana la mente, e se l' offese
Beltà di fuor, l' interno hor lo diletti.