Non può brev' hora il digiun lungo, e rio
Quetar de l' alma desiosa ardente,
Ch' improvisa dolcezza ella non sente,
Et empie ben, né satia il suo desio;
Nel voler pronto, e ne l' ardir restio,
Corro ove sprona Amor rapidamente,
Né ben securo del mio ben presente
Temo, e turba il sospetto il piacer mio;
Sembro qual huom cui dura fame aggrave,
Che rabbioso, et ingordo egual divore
Amaro cibo, o pur grato e soave,
Né di quell' esca, onde mi pasce Amore,
I sensi a pien nodrisco, e più non have
Già pieno e ricco, che mendico il core.