Chi fia che satii il cor, se 'l cibo, ond' have
Sostegno in voi, di cui si nutre, e pasce,
La fame accresce, e dal diletto nasce
Novo desio via più noioso, e grave?
Questa è di maggior doglia esca soave,
Quasi velen, che fuor si copra, e fasce,
Ch' altri, qualor più bee, languido lasce
Di doppia sete, e i sensi infermi aggrave:
Lasso, e ciò che da voi larga mi versa
Benigna mano, è breve e dolce stilla
In ampio mar di mille pene immersa;
Così fiamma talor, che di tranquilla
Aura è commossa, o di liev' onda aspersa,
Più superba e feroce arde, e sfavilla.