Arde nel cor, quasi in fornace accolto,
Novello incendio, e 'l mio desir ne bolle,
E le sue fiamme, che feroce estolle,
Da la bocca, e da gli occhi esala il volto;
Come in lucido rio scopre il sepolto
Dolor nel pianto, ond' è bagnato, e molle,
E l' ardor, che ritenne, ardito e folle
Già rompe il freno, e 'n voci erra disciolto;
Ma sembra humor, che 'n suon roco indistinto
Esce da stretto vaso, e si confonde,
E da se stesso è ritardato, e spinto:
Così di fuor l' interno mal dipinto
Ombra torbida appar di ciò ch' asconde,
Povero allor, che da la copia è vinto.