Cenere è quel, che 'n lungo incendio ardente
Soave foco in su 'l mio cor si sparse,
E de l' antiche sue faville, ond' arse,
Già fredde hor segna le vestigia, e spente;
D' un sì leve principio, aspro e possente
Qual crebbe il mio dolor, qui può mirarse,
E de' miei danni le ruine sparse
Fien di misero fin segno dolente:
Morto lo spirto, che talor vivace
Le sue fiamme sostenne invitto, e forte,
Non sente, o gusta il cor dolcezza, o doglia,
E, se già visse in pene, or ne la morte
Queto giace, e tranquillo, e questa spoglia
Lacera e rotta almen riposa in pace.