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1533–1601

CIII

Ascanio Pignatelli

Cenere è quel, che 'n lungo incendio ardente Soave foco in su 'l mio cor si sparse, E de l' antiche sue faville, ond' arse, Già fredde hor segna le vestigia, e spente;

D' un sì leve principio, aspro e possente Qual crebbe il mio dolor, qui può mirarse, E de' miei danni le ruine sparse Fien di misero fin segno dolente:

Morto lo spirto, che talor vivace Le sue fiamme sostenne invitto, e forte, Non sente, o gusta il cor dolcezza, o doglia, E, se già visse in pene, or ne la morte

Queto giace, e tranquillo, e questa spoglia Lacera e rotta almen riposa in pace.

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CIII · Ascanio Pignatelli · Poetry Cove