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1533–1601

CI

Ascanio Pignatelli

Mentre sfoga i suoi sdegni il vostro orgoglio Nel cor, ch' humile al suo furor consente, E con sorte inegual cresce egualmente In voi fierezza, in me pena, e cordoglio,

A voi scopro il mio mal, ma 'ndarno scioglio Donna, la lingua in suon mesto, e dolente, Che 'l vostro duro cor voci non sente Più dolci mai di quelle, ond' io mi doglio,

Ché qual di tromba, che risoni, e canti Le glorie vostre, indi ascoltar godete De l' acerba mia morte i pregi, e i vanti, E l' empia fame allor cruda pascete

Nel sangue mio, né pote il mar de' pianti A sì fero desio spegner la sete.

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