Mentre sfoga i suoi sdegni il vostro orgoglio
Nel cor, ch' humile al suo furor consente,
E con sorte inegual cresce egualmente
In voi fierezza, in me pena, e cordoglio,
A voi scopro il mio mal, ma 'ndarno scioglio
Donna, la lingua in suon mesto, e dolente,
Che 'l vostro duro cor voci non sente
Più dolci mai di quelle, ond' io mi doglio,
Ché qual di tromba, che risoni, e canti
Le glorie vostre, indi ascoltar godete
De l' acerba mia morte i pregi, e i vanti,
E l' empia fame allor cruda pascete
Nel sangue mio, né pote il mar de' pianti
A sì fero desio spegner la sete.