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1474–1533

XXXV

Ludovico Ariosto

Miser, fuor d'ogni ben, carco di doglia, per questi aspri, selvaggi, orridi sassi, or con sicuri, or con dubbiosi passi, mi vo struggendo d'empia, ardente voglia;

ch'altro cielo, altre mura ed altra soglia chiude 'l mio cor, e la mia Donna stassi lontan, forse con gli occhi umidi e bassi, e a me di rivederla Amore invoglia.

Onde meco vaneggio e, pien di fele, di gelosia, di noia e di martìri, empio l'aria di duol la notte e 'l giorno; tal che l'accese, amare mie querele

e le nebbie atre e folte dei sospiri escon dei scogli e de le pietre intorno.

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XXXV · Ludovico Ariosto · Poetry Cove