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1474–1533

X

Ludovico Ariosto

Com'esser può che dignamente io lodi vostre bellezze angeliche e divine, se mi par ch'a dir sol del biondo crine volga la lingua inettamente e snodi?

Quelli alti stili e quelli dolci modi non basterian, che già greche e latine scole insegnaro, a dire il mezo e il fine d'ogni lor loda alli aurei crespi nodi,

e 'l mirar quanto sian lucide e quanto lunghe ed ugual le ricche fila d'oro materia potrian dar d'eterno canto. Deh! morso avess'io, come Ascreo, l'alloro!

Di queste, se non d'altro, direi tanto, che morrei cigno, ove tacendo io moro.

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