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1474–1533

VII

Ludovico Ariosto

Un arbuscel ch'in le solinghe rive all'aria spiega i rami orridi ed irti, e d'odor vince i pin, gli abeti e i mirti, e lieto e verde al caldo e al giaccio vive,

il nome ha di colei che mi prescrive termine e leggi a' travagliati spirti, da cui seguir non potrian Scille o Sirti ritrarmi o le brumali ore o l'estive.

E se benigno influsso di pianeta, lunghe vigilie od amorosi sproni son per condurmi ad onorata meta; non voglio, e Febo e Bacco mi perdoni,

che lor frondi mi mostrino poeta, ma ch'un genebro sia che mi coroni.

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