Sarebbe stato, appresso il caso forte del iusto Alfenio, e quella orrenda e vasta ruina che traea con la sua morte, gran duol veder che la sua donna casta,
saggia, bella, cortese e pellegrina, in stato vedovil fusse rimasta. Io me trovai dove in dui rami inclina il destro corno Eridano e si dole
che tanto ancor sia lungi alla marina. Godease la lucertola già al sole, e' pastorelli in le tepide rive ivan cercando le prime viole,
quando in manere accortamente schive giunse Licoria in mezo onesta schiera di bellissime donne, anzi pur dive; dove sposolla Alfenio, ove l'altèra,
pomposa e mai non più veduta festa il padre celebrò, ch'ancor vivo era. Io vidi tutte l'altre, e vidi questa, or sole ad una ad una, e quando in coro,
e quando in una e quando in altra vesta. Quale è il peltro all'argento, il rame all'oro, qual campestre papavero alla rosa, qual scialbo salce al sempre verde alloro,
tale era ogn'altra alla novella sposa; gli occhi di tutti in lei stavano intenti, per mirarla obliando ogn'altra cosa. Quivi di Ausonia tutta i più eccellenti
pastori eran; quivi era il fior raccolto de le nostrali e de l'estrane genti. Tutti la singular grazia del volto, le liggiadre fattezze, il bel simbiante
e quel celeste andar laudavan molto. Ma chi noticia avea di lei più inante, estollea più l'angelica beltade de l'altissimo ingegno e l'opre sante.
Davano a lei quella inclita onestade che giunta con beltà par che si stime al nostro tempo ritrovarsi in rade. Locava, fra le gloriose e prime
virtuti d'ella, il grande animo, sopra il femenil contegno alto e sublime. Onde esce quella degna ed util opra, la qual non pur nei boni irraggia e splende,
ma ne li iniqui par che 'l vizio copra: parlo de la virtù che dona e spende, in che fulge ella sì che d'ogn'intorno i raggi vibra, e i prossimi n'accende.
Tant'altre laude sue dette mi fòrno, che pria che ad una ad una fuor sian spinte, temo che tutto non ci basti un giorno.
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