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1474–1533

I

Ludovico Ariosto

Oltra che umano sia, vuo' che 'l conoschi pel più dotato om che si trovi, e volve gli Ombri, gl'Insubri, li Piceni e Tóschi. Che saggio e cauto sia, te ne risolve

questo, ch'al varco abbia saputo accòrre quei ch'aver sel credean sotto la polve. Chi sa meglio espedir, meglio disporre quel che conven? Non è intricato nodo

che l'alto ingegno suo non sappia sciorre. Qual forte 'sbergo è del suo cor più sodo? a cui Fortuna far pò mille insulti, ma non che sia per sminuirne un chiodo.

Vedi tu in altri costumi sì culti? Gli po' tu in sì vil cosa esser cortese, ch'amplissima mercé non ti risulti? Hai tu sentiti i ladri nel paese,

di che prima solea dolerse ognuno, poscia ch'egli di noi custodia prese? Mira che qui pò quel che pò nessuno, né però vuol conceder contra il iusto

cosa a sé che negata abbia ad alcuno. Io non ti lodarò l'aspetto augusto, né quell'altro che fuor vedi tu stesso, il corpo alle fatiche atto e robusto.

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