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1474–1533

I

Ludovico Ariosto

Io dico di quel biondo che tu dici, come nel corpo d'ésca, sonno ed ocio, così grasso ne l'anima di vici; di quel che di vil servo fatto socio

aveasi Alfenio, e facea cosa raro senza lui, di piacere o di negocio. Comperollo già Eraclide, e tal paro ho di boi di più prezzo che non ebbe

colui che gliel vendé, quantunque avaro; a cui di sua ricchezza non increbbe; e con publica invidia odi parlarne, ma 'l fine arà ch'a sua vita si debbe.

Spero veder la sua putida carne pascer i lupi, e l'importuni augelli gracchiarli intorno, e scherno e stracio farne.

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