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1474–1533

I

Ludovico Ariosto

Fereo fu come il sorco o come il tarlo, che nascoso rodendo fa sentirse da chi non avea cura di trovarlo. Tacendo ne potea libero girse,

ma 'l timor ch'egli avea d'esser scoperto fu tanto ch'egli stesso andò a scoprirse; e rende a' suoi seguaci or questo merto, che tratti gli ha come pecore al chiuso,

e poi la notte al lupo ha l'uscio aperto. Né meno ancor fu dal timor confuso quantunque volte per conchiuder venne con l'opra quel ch'avea il pensier conchiuso;

onde sin qui tra ferro e tòsco indenne è giunto Alfenio, mercé quel vil core che la man pronta sul ferir ritenne. Siamo adunque obrigati a quel timore

che dal ferro difese e dal veneno la nostra guardia e 'l nostro almo pastore. Come è nostro pensier ch'ora abbia fieno e stalla il gregge, ora salubri paschi,

e quando fiume o canal d'acqua pieno, così gli è cura sua che non si caschi in peste, in guerra, in carestia, che 'l grande del minor le fatiche non intaschi.

Hai sentito ch'alcun mai gli dimande cosa che iusta sia, che da sé vuoto o poco satisfatto lo rimande?

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