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1474–1533

Canto XXXVII.

Ludovico Ariosto

l Odor che sparso in ben notrita & bella o chioma: o barba: o delicata vesta: di giovene leggiadro: o di donzella ch amor sovente lachrymando desta:

se spira: & fa sentir di se novella & dopo molti giorni anchora resta mostra con chiaro & evidente effetto come a principio buono era & perfetto

Lalmo liquor che a i meditori suoi fece Icaro gustar con suo gran danno & che si dice che gia Celte et Boi fe passar lalpe & non sentir laffanno

mostra che dolce era a principio: poi che si serva anchor dolce al fin de lanno larbor ch al tempo rio: foglia non perde mostra ch a primavera era anchor verde

Linclyta stirpe che per tanti lustri raggio di cortesia sempre gran lume & par ch ognhor piu ne risplenda & lustri fa che con chiaro inditio si presume

che chi progenero gli Estensi illustri dovea dogni laudabile costume che sublimar al ciel glihuomini suole splender non men che fra le stelle il Sole

Ruggier pur come in ciascadun suo gesto dalto valor & cortesia solea dimostrar chiaro segno & manifesto & sempre piu magnanimo parea:

cosi verso Dudon lo mostro in questo col qual (come di sopra io vi dicea) dissimulato havea quanto era forte per pieta che gli havea ponerlo a morte

Havea Dudon ben connnosciuto certo che ucciderlo Ruggier non lha voluto perche si ha ritrovato hor al scoperto hor stanco si che piu non ha potuto

poi che chiaro comprende & vede aperto che gli ha rispetto & che va ritenuto quando di forza & gagliarda val meno di cortesia non vuol cedergli al meno

Perdio (dice) Signor pace facciamo ch esser non puo piu la vittoria mia esser non puo piu mia: che gia mi chiamo vinto & prigion de la tua cortesia

Ruggier rispose: & io la pace bramo non men di te: ma che con patto sia che questi sette Re che hai qui legati lasci che in liberta mi siano dati

Et gli mostro li sette Re ch io dissi che stavano legati a capo chino et gli suggiunse che non gli impedissi pigliar con essi in Aphrica il camino

& cosi furo in liberta remissi quei Re: che glil concesse il paladino & gli concesse anchor: che un legno tolse quel che a lui parve: e verso Aphrica sciolse

Sciolse il naviglio & fe scioglier la vela & se die al vento perfido in possanza che da principio in la gonfiata tela spiro secondo: & die al nocchier baldanza

il lito fugge: e in tal modo si cela che par che ne sia il mar rimaso sanza nel oscurar del giorno fece il vento chiara la sua perfidia e il tradimento

Mutosse da la poppa ne le sponde indi alla prora: & qui non rimase ancho ruota il naviglio & li nocchier confonde chor di drieto hor dinanzi hor loro e al fianco

surgono altiere & minacciose londe muggendo sopra il mar va il gregge bianco di tante morti in dubbio e in pena stanno quanto son lacque che a ferir li vanno

Hor da fronte hor da tergo il vento spira & questo inanzi: & quello a dietro caccia un altro da traverso il legno aggira & ciascun pur naufragio gli minaccia

quel che siede al governo alto sospira pallido & sbigottito ne la faccia & grida in vano: e in van con mano accenna hor di voltar: hor di calar lantenna

Ma poco il cenno: el gridar poco vale tolto e il veder da la piovosa notte la voce senza udirsi in aria sale in laria che feria con maggior botte

de naviganti il grido universaie e il fremito de londe insieme rotte e in prora e in poppa e in amendue le bande non si puo cosa udir che si commande

Da la rabbia del vento che si fende ne le ritorte: escono horribil suoni di spessi lampi laria si raccende risuona il ciel de spaventevol tuoni

chi va al timone: et chi li remi prende van per uso a gliuffici a che son buoni chi si affatica a sciorre: & chi a legare vota altri lacqua: & torna il mar nel mare

Ecco stridendo lhorribil procella chel repentin furor di Borea spinge la vela contra larbore flagella el mar si lieva & quasi il cielo attinge

frangonsi li remi: & di fortuna fella tanto la rabbia impetuosa stringe che la prora si volta & verso londa riman la disarmata & debol sponda

Tutta sotto acqua va la destra banda & sta per riversar disopra il fondo ognun gridando a Dio si raccomanda che piu che certi son gire al profundo

Fortuna dun periglio in laltro manda il primo scorre: & vien drieto il secondo il legno vinto in piu parti si lassa & dentro linimica onda vi passa

Muove crudele & spaventoso assalto da tutti i lati il tempestoso verno veghon tal volta il mar venir tanto alto che par che arrivi in sin al ciel superno

talhor fan sopra londe in su tal salto ch a mirar giu par lor veder lo inferno o nulla o poca speme e che conforte & sta presente inevitabil Morte

Tutta la notte per diverso mare scorsero errando ove cacciolli il vento il fiero vento che dovea cessare nascendo il giorno: & ripiglo augumento:

ecco improviso un scoglio inanzi appare voglion schivarlo et non v hanno argumento mal grado lor gli porta a quella via il crudo vento & la tempesta ria

Tre volte & quattro il pallido nocchiero mette vigor perche il timon sia volto & truovi piu sicuro altro sentiero ma quel si rompe & poi dal mar gli e tolto

ha si la vela piena il vento fiero che non si puo calcar poco ne molto ne tempo han di riparo o di consiglio che troppo appresso e quel mortal periglio

Poi che senza rimedio si comprende la irreparabil rotta de la nave ciascuno al suo privato utile attende ciascun salvar la vita sua cura have

chi puo piu presto al palischermo scende ma quello e fatto subito si grave per tanta gente che sopra gli abonda che poco avanza a gir sotto la sponda

Ruggier che vide il Comite e il Padrone & glialtri abbandonar con fretta il legno come senza arme si trovo in giuppone campar su quel battel fece disegno

ma lo trovo si carco di persone & tante venner poi: che lacque il segno passaro in guisa: che per troppo pondo con tutto il carco ando il legnetto al fondo

Ando nel fondo & con lui trasse quanti lasciaro a sua speranza il maggior legno allhor si udi con dolorosi pianti chiamar soccorso dal celeste regno

ma quelle voci andaro poco inanti che venne il mar pien dira & di disdegno et subito occupo tutta la via onde il lamento e il flebil grido uscia

Altri la giu senza apparir piu resta altri risorge & sopra londe sbalza chi vien nuotando & mostra fuor la testa chi mostra un braccio et chi una gamba scalza

Ruggier chel minacciar de la tempesta temer non vuol: dal fondo al sommo salza tanto che vede a poco piu di un miglio il scoglio appresso onde temea il naviglio

Spera per forza di piedi & di braccia salir nuotando in su quel scoglio al sciutto soffiando viene: & lungi da la faccia londa respinge & limportuno flutto

il vento in tanto & la tempesta caccia il legno voto e abbandonato in tutto da quelli che per lor pessima sorte il disio di campar trasse alla morte

O fallace de glihuomini credenza campo il naviglio che dovea perire quando il padrone e i galleotti: senza governo alcun lhavean lassato gire

parve che si mutasse di sentenza il vento: poi che ognhuom vide fuggire fece chel legno a miglior via si torse siche oltra il scoglio in sicura onda corse

Et dove col Nocchier tenne via incerta poi che non lhebbe ando in Aphrica al dritto & venne a capitar presso a Biserta tre miglia o due dal lato verso Egytto

et ne larena sterile & deserta resto: mancando il vento et lacqua: fitto hor quivi sopravenne a spasso andando come di sopra io vi narrava: Orlando

Et disioso di saper se fusse la nave sola: o fusse vota o carca con Brandimarte a quella si condusse et col Cognato su una lieve barca

poi che sotto coverta se introdusse dhuomini & mercantie la trovo scarca vi trovo sol Frontino il buon destriero larmatura & la spada di Ruggiero

Di cui fu per campar tanto la fretta ch a tor la spada non hebbe pur tempo connobbe quella il paladin: che detta fu Balisarda: & che gia sua fu un tempo

so che tutta la historia havete letta come la tolse a Falerina: al tempo che le distrusse ancho il giardin si bello & come a lui poi la rubo Brunello

Et come sotto il monte di Carena Brunel ne fe a Ruggier libero dono di che taglio ella fusse & di che schiena nhavea gia fatto experimento buono

io dico Orlando: & perho nhebbe piena letitia: & ringrationne il summo Trono & si credette (& spesso il disse dopo) che Dio la gli mandasse a si grande uopo

A si grande uopo quanto era: dovendo condursi col Signor di Sericana choltra che di valor fusse tremendo sapea che havea Baiardo & Durindana

laltra armatura non la connoscendo non apprezzo per cosa si soprana come apprezzar solea chi connobbe ella per buona si: ma per piu ricca & bella

Et perche gli facean poco mistiero larme: che era inviolabile e affatato contento fu che le havesse Oliviero il brando non: che sel pose egli al lato

a Brandimarte consegno il destriero: cosi diviso et ugualmente dato volse che fusse a ciascadun compagno ch insieme si trovar: di quel guadagno

Pel di de la battaglia ogni guerriero studia haver ricco & nuovo habito indosso Orlando riccamar fa nel quartiero lalto Babel dal fulmine percosso

un can dargento haver vuole Oliviero che giaccia: & che la lassa habbia sul dosso con un motto che dica: fin che vegna: et vuol doro la vesta et di se degna

Fece disegno Brandimarte: al giorno de la battaglia: per amor del padre & per suo honor: di non andare adorno se non di sopraveste oscure & adre

Fiordiligi le fe: con fregio intorno quanto piu seppe far belle & leggiadre di ricche gemme il fregio era contesto dun schietto drappo & tutto nero il resto

Fece la donna di sua man le sopra vesti: a chi usbergo converia piu fine de lequai larme il cavallier si copra & la groppa al cavallo e il petto e il crine

ma da quel di che comincio questa opra continuando a quel che le die fine et dopo anchora: mai segno di riso far non pote ne di allegrezza in viso

Sempre ha timor nel cor: sempre tormento che Brandimarte suo non le sia tolto gia lha veduto in cento luoghi & cento in gran battaglie & perigliose involto

ne mai pote: come hor: simil spavento dentro aggiacciarla e impallidir in volto & questa novita di haver timore le fa tremar di doppia tema il core

Poi che son d arme et di ogni arnese in punto alzano al vento i cavallier le vele Astolfo & Sansonetto con lassunto riman del grande exercito fedele

Fiordiligi col cor di timor punto empiendo il ciel di voti et di querele quanto con vista seguitar le puote segue le vele in lalto mar remote

Astolfo a gran fatica & Sansonetto pote levarla da mirar nel onda et ritrarla al palagio: ove sul letto la lasciaro affannata et tremebonda

portava in tanto il bel numero eletto de li tre cavallier laura seconda ando il legno a trovar lisola al dritto ove far si dovea tanto conflitto

Sceso nel lito il cavallier dAnglante: il cognato Oliviero: et Brandimarte col padiglione il lato di Levante primi occupar: ne forse il fer senza arte

giunse quel di medesimo Agramante & se accampo da la contraria parte ma perche molto era inchinata lhora differir la battaglia ne laurora

Di qua & di la sin alla nuova luce stero alla guardia i servitori armati la sera Brandimarte si conduce dove i pagani s erano alloggiati

& parlo con licentia del suo Duce al Re Aphrican: che amici erano stati & Brandimarte gia con la bandiera del Re Agramante in Francia passato era

Dopo i saluti e il giunger mano a mano molte ragion si come amico disse il fedel cavalliero al Re Pagano perche a questa battaglia non venisse

et di riporli ogni cittade in mano che sia tra il Nilo e il segno che Hercol fisse con volonta dOrlando gli offeria se creder volea al figlio di Maria

Perche sempre v ho amato et amo molto questo consiglio (gli dicea) vi dono et quando gia Signor per me lho tolto creder potete ch io lestimo buono

Christo vero connobbi & Machon stolto & bramo voi por ne la via in che io sono ne la via di salute Signor bramo che siate meco et tutti glialtri chiamo

Qui consiste il ben vostro: ne consiglio altro potete prender che vi vaglia et men di tutti gli altri: se col figlio di Milon vi mettete alla battaglia

chel guadagno del vincere: al periglio de la perdita grande: non si aguaglia vincendo voi poco acquistar potete ma non perder gia poco se perdete

Quando uccidiate Orlando & noi venuti qui per morire o vincere con lui io non veggio che per questo li perduti dominii a racquistar s habbian per vui

ne dovete sperar che si si muti il stato de le cose: morti nui chuomini a Carlo manchino da porre quivi a guardar fin all estrema torre

Cosi parlava Brandimarte: et era per suggiungere anchor molte altre cose ma fu con voce irata & faccia altiera dal Pagano interrotto: che rispose

temerita per certo et pazzia vera e la tua & di qualunque: che si pose a consigliar mai cosa o buona o ria dove chiamato a consigliar non sia

Et chel consiglio che mi dai proceda da ben che mi hai voluto & vuommi anchora io non so (a dire il ver) come tel creda quando qui con Orlando ti vegho hora

credero ben tu che ti vedi in preda lalma haver data a chi le ree divora che brami teco nel dolor eterno tutto il mondo poter trarre all inferno

Ch io vinca o perda: o chabbia nel mio regno tornare antiquo: o sempre starne in bando in mente sua n ha Dio fatto disegno loqual ne io: ne tu: ne vede Orlando

sia quel che vuol: non potra ad atto indegno di Re: inchinarmi mai timor nefando s io fussi morir certo esser vuo morto prima che al sangue mio far si gran torto

Hor ti puoi ritornar: che se migliore non sei dimano in questo campo armato che tu mi ci sia parso hoggi oratore mal troverasse Orlando accompagnato

queste ultime parole usciron fuore del petto acceso di Agramante irato ritorno luno et laltro: & ripososse fin che uscito del mare il giorno fosse

Nel biancheggiar de la nuova alba: armati e in un momento fur tutti a cavallo pochi sermon si son tra lor usati non vi fu indugia: non vi fu intervallo:

che i ferri de le lancie hanno abbassati ma mi parria Signor far troppo fallo se per voler di costor dir: lasciassi tanto Ruggier nel mar che v affogassi

Il Giovinetto con piedi & con braccia percotendo venia le horribil onde il vento & la tempesta gli minaccia ma piu la conscientia lo confonde

teme che Christo vendetta non faccia che poi che battizarse in lacque monde quando hebbe tempo si poco gli calse: hor lo battezi in queste amare & salse

Gli ritornano a mente le promesse che tante volte alla sua donna fece quel che giurato havea quando si messe contra Rinaldo: et nulla satisfece

a Dio ch ivi punir non lo volesse pentito disse quattro volte & diece et fece voto di core & di fede farse christian se ponea in sciutto il piede

Et mai piu non pigliar spada ne lancia contra a Fedeli in aiuto de Mori ma che ritorneria subito in Francia e a carlo renderia debiti honori

ne Bradamante piu terrebbe a ciancia & verria a honesto fin de li sui amori miracol fu che senti al fin del volto crescersi forza e agevolarsi il nuoto

Cresce la forza & lanimo indefesso Ruggier percuote londe & le respinge londe che seguon luna all altra appresso di che una il lieva: un altra lo sospinge

cosi montando & discendendo spesso con gran travaglio al fin larena attinge et da la parte onde se inchina il colle piu verso il mar: esce bagnato & molle

Fur tutti glialtri che nel mar si diero vinti da londe: e al fin restar ne lacque nel solitario scoglio usci Ruggiero come allalta bonta divina piacque

poi che fu sopra il monte inculto & fiero sicur dal mar: nuovo timor gli nacque d havere exilio in si strette confine et di morirvi di disagio al fine

Ma pur col core indomito & constante di patir quanto e in ciel di lui prescritto pei duri sassi le intrepide piante mosse poggiando inver la cima al dritto

non era cento passi andato inante che vide di anni & di astinentie afflitto huom chavea dEremita habito & segno di summissione et riverentia degno

Che come gli fu presso: Salvo Salvo (grido) perche persegui la mia fede come allhor il Signor disse a san Paulo chel colpo salutifero gli diede

passar credesti il mar ne pagar naulo & defraudare altrui de la mercede vedi che Dio cha lunga man ti giunge quando tu gli pensasti esser piu lunge

Et seguito il santissimo Eremita ilqual la notte inanzi havuto havea in vision da Dio: che con sua aita Ruggiero al scoglio capitar dovea

& di lui tutta la passatavita & la futura: e anchor la morte rea figli & nepoti: & ogni discendente gli havea Dio revelato intieramente

Seguito lEremita riprendendo prima Ruggiero: e al fin poi confortollo lo riprendea ch era ito differendo sotto il soave giuogo a porre il collo

& quel che dovea far libero essendo mentre Christo pregando a se chiamollo fatto havea poi con poca gratia: quando venir con sferza il vide minacciando

Poi confortollo: che mai Christo il cielo non niega o presto o tardi: a chi lo chiede & di quelli operarii del vangelo narro: che tutti hebbono ugual mercede

con charitade & con devoto zelo lo venne ammaestrando ne la fede verso la cella sua con lento passo ch era cavata a mezo il duro sasso

Disopra siede alla devota cella una piccola chiesa: che risponde all Oriente: assai commoda & bella di sotto un bosco scende sino all onde

di lauri & di ginepri & di mortella & di palme fruttifere & feconde che riga sempre una liquida fonte che mormorando cade giu dal monte

Eran de glianni hormai presso a quaranta che lEremita in sul scoglio si messe ch a menar vita solitaria & santa luogo opportuno il Salvator gli elesse

de frutte colte hor duna hor daltra pianta & d acqua pura la sua vita resse che valida & robusta & senza affanno era venuta all ottuagesimo anno

Dentro la cella il vecchio accese il fuoco et la mensa ingombro di varii frutti dove si ricreo Ruggier un poco poi chebbe i panni & li capelli asciuti

imparo poi piu adagio in questo loco de la Fe nostra li mysterii tutti et alla pura fonte hebbe battesmo il di seguente dal Vecchio medesmo

Secondo il luogo: assai contento stava quivi Ruggier: chel buon servo di Dio fra pochi giorni intention gli dava di rimandarlo ove piu havea disio

di molte cose in tanto ragionava con lui sovente: hor al regno di Dio hora a gli proprii casi appertinenti hora al suo sangue e a sue future genti

Havea il Signor chel tutto intende et vede rivelato al sanctissimo Eremita che Ruggier da quel di chebbe la fede dovea quattro anni: & non piu star in vita

che per la morte che sua Donna diede a Pinabel: ch allui fia attribuita & per quella seria di Bertolagi morto da i Maganzesi empi & malvagi

Ma cosi il tradimento andera occulto che non se ne udira di fuor novella perche nel proprio loco fia sepulto dove ancho ucciso da la gente fella

per questo tardi vendicato & ulto fia da la moglie & da la sua sorella & che col ventre pien per lunga via da la moglie fedel cercato fia

Fra lAdice & la Brenta a pie de colli ch al Troiano Anthenor piacqueno tanto con le sulphuree vene & rivi molli co i lieti solchi et prati ameni a canto

che con lalta Ida volentier mutolli col sospirato Ascanio & caro Xanto a parturir verra ne le foreste che son poco lontane al Phrigio Ateste

Et ch in bellezza & in valor cresciuto il parto suo che pur Ruggier fia detto & del sangue Troian riconnosciuto da quei Troiani: in lor Signor fia elletto

& poi da Carlo a cui sera in aiuto contra li Longobardi giovinetto dominio giusto havra del bel paese & titolo honorato di Marchese

Et perche dira Carlo in latino: este Signori qui: quando faragli il dono nel secolo futur nominato Este sera il bel luogo con augurio buono

et cosi lasciera il nome d Ateste de le due prime note il vecchio suono havea Dio anchora al servo suo predetta di Ruggier la futura aspra vendetta

Che in visione alla fedel consorte apparira dinanzi al giorno un poco et le dira chi lhavra messo a morte et dove giacera: mostrera il loco

onde ella poi con la Cognata forte distruggera Pontieri a ferro e a fuoco ne fara a Maganzesi minor danni il figlio suo Ruggier come habbia glianni

D Alberti: Obizi: & Azzi: amplo discorso fatto gli haveva: & di lor stirpe bella insino a Nicolo: Leonello: & Borso Hercole: Alfonso: Hippolyto: e Issabella

ma il santo Vecchio: che alla lingua ha il morso non di quanto egli sa perho favella narra a Ruggier quel che narrar conviensi & quel che in se de ritener: ritiensi

In questo tempo Orlando & Brandimarte e il marchese Olivier col ferro basso vanno a trovare il saracino Marte che cosi nominar si puo Gradasso

& glialtri dui che da contraria parte han mosso i buon destrier piu che di passo io dico il Re Agramante e il Re Sobrino ribomba al corso il lito e il mar vicino

Et quando al scontro vengono a trovarsi e in tronchi vola al ciel rotta ogni lancia del gran rumor fu visto il mar gonfiarsi del gran rumor che si udi sino in Francia

venne Orlando & Gradasso a riscontrarsi & potea star ugual questa bilancia se non era il vantaggio di Baiardo che fe parer Gradasso piu gagliardo

Percosse egli il destrier di minor forza ch Orlando havea d un urto cosi strano che lo fece piegar a poggia & orza & poi cader: quanto era lungo: al piano

Orlando di levarlo si risforza tre volte & quattro & con sproni & con mano & quando al fin nol puo levar: ne scende rimbraccia il scudo: & Balisarda prende

Scontrosse col Re dAphrica Oliviero & fur di quello incontro a paro a paro: Brandimarte restar senza destriero fece Sobrin: ma non si seppe chiaro

se vi hebbe il destrier colpa o il cavalliero che avezzo era a cader quel Pagan raro o del destriero o suo pur fusse il fallo Sobrin si ritrovo giu del cavallo

Hor Brandimarte che vide per terra il Re Sobrin: non lassali altrimente ma contra il Re Gradasso se disserra chavea abbatuto Orlando parimente

tra il Marchese e Agramante ando la guerra come fu cominciata primamente poi che si ruppon lhaste in mezo i scudi seran tornati incontra a stocchi nudi

Orlando che Gradasso in atto vede che par che a lui tornar poco gli caglia ne tornar Brandimarte gli conciede tanto lo stringe: et tanto lo travaglia

si volge intorno: et similmente a piede vede Sobrin: che sta senza battaglia ver lui se aventa: e al muover de le piante fa il ciel tremar del suo fiero sembiante

Sobrin che di tanto huom vede lo assalto si stringe in larmi & se apparecchia tutto come nocchiero a cui vegna a gran salto muggendo incontra il minaccioso flutto

driza la prora: & quando il mar tanto alto vede salir: vorria trovarsi al sciutto Sobrin oppone il scudo alla ruina che da la spada vien di Fallerina

Di tal finezza e quella Balisarda che larmi le puon far poco riparo in man poi di persona si gagliarda in man dOrlando unico al mondo o raro

taglia quel scudo et nulla la ritarda perche cerchiato sia tutto d acciaro taglia quel scudo et sino al fondo fende et sotto il scudo in su la spalla scende

Scende in la spalla: & perche la ritruovi di doppia lama & di maglia coperta non vuol che perho molto la le giovi che di gran piaga non la lasci aperta

mena Sobrin: ma indarno e che si pruovi ferir Orlando: a cui per gratia certa diede il Motor del cielo & de le stelle che mai forar non se gli puo la pelle

Radoppia il colpo il valoroso Conte & pensa da le spalle il capo torgli Sobrin che sa il valor di Chiaramonte et che poco gli e valso il scudo opporgli

si arretra: ma non tanto che la fronte non venisse ancho Balisarda a corgli di piatto fu: ma il colpo tanto fello ch amacco lelmo et glintrono il cervello

Cadde Sobrin del fiero colpo in terra donde a gran pezzo poi non e risorto crede finita haver con lui la guerra il paladino: et che si giaccia morto

& verso il Re Gradasso si disserra che Brandimarte non meni a mal porto chel pagan darme et di spada lo avanza et di destriero et forse di possanza

Lardito Brandimarte in su Frontino quel buon destrier che di Ruggier fu dianzi si porta cosi ben col Saracino che non par gia che quel troppo lo avanzi

& segli avesse usbergo cosi fino come il Pagan: gli staria meglio inanzi ma gli convien (che mal si sente armato) spesso dar luogo hor duno hor daltro lato

Altro caval non e che meglio intenda di quel Frontino il cavalliero a cenno par che dovunque Durindana scenda hor quinci hor quindi habbia a schivarla senno

Agramante e Olivier battaglia horrenda altrove fanno: & giudicar si denno per dui guerrier di pari in arme accorti et pochi differenti in esser forti

Havea lasciato (come io dissi) Orlando Sobrino in terra: & verso il Re Gradasso soccorrer Brandimarte disiando come si trovo a pie: venia a gran passo

era vicin per assalirlo: quando vide per mezo il campo andare a spasso il buon cavallo onde Sobrin fu spinto & per haverlo presto si fu accinto

Hebbe il caval che non trovo contesa et levo un salto & si caccio in la sella la spada in luna man tenea sospesa prese in laltra la briglia ricca & bella

Gradasso vede Orlando: & non gli pesa ch a lui sen viene et per nome lappella ad esso: e a Brandimarte: e allaltro spera far parer notte et che non sia anchor sera

Voltasi al Conte & Brandimarte lassa & duna punta lo truova al camaglio fuor che la carne ogni altra cosa passa per forar quella e vano ogni travaglio

Orlando a un tempo Balisarda abbassa non vale incanto ove ella mette il taglio dal elmo al scudo et dal scudo all arnese venne fendendo in giu cio ch ella prese

Et nel volto: & nel petto: & ne la coscia lascio ferito il Re di Sericana di cui non fu mai tratto sangue: poscia chebbe quell armi: hor gli par cosa strana

che quella spada (e nha dispetto e angoscia) le tagli hor si: ne pur e Durindana & se piu lungo il colpo era o piu appresso lhavria dal capo sino al ventre fesso

Piu non bisogna chabbia in larme fede come havea dianzi: che la pruova e fatta con piu riguardo & piu ragion procede che non solea: meglio al parar si adatta

Brandimarte che Orlando intrato vede che gli ha di man quella battaglia tratta si pone in mezo all una & laltra pugna perche in aiuto ove e bisogno giugna

Essendo la battaglia in cotal stato Sobrin ch era giacciuto in terra molto si levo: poi ch in se fu ritornato & molto gli dolea la spalla e il volto

alzo la vista & miro in ogni lato poi dove vide il suo Signor rivolto per dargli aiuto i lunghi passi torse tacito si: che alcun non se ne accorse

Vien drieto ad Olivier che tenea gliocchi al Re Agramante: & poco altro attendea & gli feri gli deretan ginocchi del buon caval duna percossa rea

tagliati i nervi & forza che trabbocchi cade Olivier: ne il piede haver potea il manco pie che al non pensato caso sotto il destriero in staffa era rimaso

Sobrin raddoppia il colpo: & di riverso disegna ove gli pensa il capo torre ma lo vieta lo acciar lucido & terso che tempero Vulcan: porto gia Hettorre

vede il periglio Brandimarte: & verso il Re Sobrino a tutta briglia corre & lo fere in sul capo & gli da durto ma il fiero vecchio e presto in pie risurto

Et ritorna a Olivier per dargli spaccio siche expedito all altra vita vada o non lasciare almen ch esca d impaccio ma che si stia sotto il destriero a bada

Olivier cha di sopra il miglior braccio si che si puo difender con la spada di qua di la tanto percuote & punge che quanta e lunga fa Sobrin star lunge

Spera se alquanto il tien da se rispinto in poco spatio uscir di quella pena tutto di sangue il vede molle & tinto & che ne versa tanto in su larena

che gli par chabbia tosto a restar vinto debole e si che si sostiene a pena fa per levarsi Olivier molte pruove ne da dosso il caval perho si muove

Trovato ha Brandimarte il Re Agramante & cominciato a tempestargli intorno hor con Frontin gli e al fianco: hor gli e davante con quel Frontin che gira come un Torno

buon caval ha il figliuol di Monodante non lha peggior il Re di Mezogiorno ha Brigliador che gli dono Ruggiero poi che lo tolse a Mandricardo altiero

Vantaggio ha bene assai de larmatura a tutta pruova lha buona & perfetta Brandimarte la sua tolse a aventura qual pote haver a tal bisogno in fretta

ma sua animosita si lassicura ch in miglior presto di cangiarla aspetta come chel Re Aphrican daspra percossa gli habbia la spalla destra fatta rossa

Et serbi da Gradasso ancho nel fianco piaga da non pigliar perho da giuoco tanto lo attese al varco il guerrier franco che di cacciar la spada trovo loco

gli spezzo il scudo & feri il braccio manco & poi ne la man destra il tocco un poco ma questo un scherzo si puo dire e un spasso verso quel che fa Orlando e il Re Gradasso

Gradasso ha mezo Orlando disarmato lelmo gli ha in cima et da dui lati rotto & fattogli cadere il scudo al prato usbergo & maglia apertagli disotto

non lha ferito gia che era affatato ma il paladino ha lui peggio condotto che in la faccia: in la gola: in mezo il petto lha ferito: oltra quel che gia vho detto

Gradasso disperato che si vede del proprio sangue tutto molle & brutto & che Orlando del suo dal capo al piede sta dopo tanti colpi anchora asciutto

lieva il brando a due mani: & ben si crede partirgli il capo: il petto: il ventre: e il tutto & come disegno: sopra la fronte percosse a meza spada il fiero Conte

Et sera altro che Orlando lo havria fatto lhavria sparrato fin sopra la sella ma come accolto lo havesse di piatto la spada ritorno lucida & bella

de la percossa Orlando stupefatto vide mirando in terra alcuna stella lascio la briglia: e il brando havria lasciato ma di catena al braccio era legato

Del suon del colpo fu tanto smarrito il corridor che Otlando havea sul dorso che discorrendo il polveroso lito mostrando gia quanto era buono al corso

de la percossa il Conte trammortito non ha valor di ritenerli il morso segue Gradasso & lhavria presto giunto poco piu che Baiardo havesse punto

Ma nel voltar de gliocchi il Re Agramante vide condutto al ultimo periglio che nel elmo il figliuol di Monodante col braccio manco gli ha dato di piglio

& quel gli ha dislacciato gia dinante & tenta col pugnal nuovo consiglio ne gli puo far quel Re difesa molta perche di man gli ha anchor la spada tolta

Volta Gradasso & piu non segue Orlando ma dove vede il Re Agramante accorre lincauto Brandimarte: non pensando che Orlando costui lasci da se torre

non gli ha ne gliocchi nel pensiero: instando il coltel ne la gola al Pagan porre giunge Gradasso e a tutto suo potere con la spada a due man lelmo gli fere

Padre del ciel da fra li eletti tuoi spiriti: luogo al Martir tuo fedele che giunto al fin de tempestosi suoi viaggi: in porto hormai lega le vele

ah Durindana: dunque esser tu puoi al tuo Signor Orlando si crudele? che la piu grata compagnia & piu fida che egli habbia al mondo inanzi tu gli uccida

Era un cerchio di fer grosso dua dita intorno all elmo & fu tagliato & rotto dal gravissimo colpo: & fu partita la cuffia de lacciar che era di sotto

Brandimarte con faccia sbigottita giu del caval si riverscio di botto & fuor del capo fe con larga vena correr di sangue un fiume su larena

Il Conte si risente et gliocchi gira et ha il suo Brandimarte in terra scorto & sopra in atto il Serican gli mira che ben connoscer puo che gli lha morto

non so se in lui pote piu il duolo o lira ma da piangere il tempo havea si corto che resto il duolo: & lira usci piu presto Signor dirovi in laltro canto il resto

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Canto XXXVII. · Ludovico Ariosto · Poetry Cove