cOnvien chovunque sia sempre cortese sia un cor gentil, ch esser non può altrimente che per natura, e per habito prese quel, che di mutar poi non é potente
convien chovunque sia sempre palese un cor villan si mostri similmente natura inchina al mal, e viene a farsi l habito poi difficile a mutarsi
Di cortesia, di gentilezza exempii fra li antiqui guerrier si vider molti pochi fra li moderni, ma de li empii costumi, avien ch assai ne veggia e ascolti
in quella guerra Hippolyto che i tempii de segni ornaste all inimici tolti e che traheste lor galee captive di preda carche, alle paterne rive
Tutti li crudeli atti et inhumani ch usasse mai, Tartaro, o Turco, o Moro credo contra l voler de Venetiani forse con sdegno ben del Leon d oro
usaron l empie e scelerate mani de li soldati mercennarii loro io non dico hor de tanti accesi fuochi che le ville arse e nostri ameni luochi
Ben che fu quella anchor brutta vendetta maximamente contra voi, che spesso nel tempo che havea lor Cesare astretta Padua d assedio, e voi gli erate appresso
per voi piu d una fiamma fu interdetta e spento il fuoco poi ch era già messo da villaggi e da templi, come piacque all alta cortesia che con voi nacque
Io non parlo di questo ne di tanti altri lor discortesi e crudeli atti ma sol di quel che trar da sassi i pianti devria poter qual volta se ne tratti
quel dí signor che la famiglia inanti vostra mandaste là dove ritratti de i legni lor con importuni auspici s erano in luoco forte li nemici
Qual Hettorre et Enea, sin dentro a i flutti per abbruciar le navi greche andaro un Hercol vidi, e uno Alexandro indutti da troppo ardir, partirsi a paro a paro
e li destrier spronando passar tutti e i nemici turbar fin nel riparo e gir sì inanzi che al secondo molto aspro fu il ritornare e al primo tolto
Salvossi il Faruffin, restó il Cantelmo che cor Duca di Sora, che consiglio fu allhora il tuo? che trar vedesti l elmo fra mille spade al generoso figlio,
e menar preso a nave, e sopra un schelmo troncarli il capo, ben mi maraviglio che darti morte quel spettacol solo non puote, quanto il ferro a tuo figliuolo
Schiavon crudele, onde hai tu il modo appreso de la militia? in qual scythia se intende ch uccider si deggia un poi che s è reso? o mercè chiama, o piu non si difende
dunque uccidesti lui, perche hà difeso la patria? il Sol a torto hoggi risplende crudel seculo, poi che pieno sei di Thyesti, di Tantali, e di Atrei
Festi Barbar crudel del capo scemo el piu ardito garzon, che di sua etade fusse da un polo a l altro, e da l estremo lito de l Indi, a quel dove il Sol cade
potea in Anthropophagò in Polyphemo la beltá e li anni suoi trovar pietade ma non in tè, che sei crudo e fellone via piu d ogni Cyclope e Lestrigone
Simile exempio non credo che sia fra li antiqui guerrieri, anzi lor studi eran di gentilezza e cortesia ne dopo la vittoria erano crudi
Bradamante di cui vi referia a qualunque abbattea toccando i scudi non sol non nocea piu, ma gli tenea el destrier ancho, e rimontar facea
Di questa donna valorosa e bella io vi dissi disopra, che abbattuto haveva Serpentin quel de la Stella Grandonio di Volterna e Ferrauto
e ciascun d essi poi rimesso in sella e dissi anchor ch el terzo era venuto in nome d essa a disfidar Ruggiero la dove era stimata un cavalliero
Ruggier tenne l invito allegramente e l armatura sua fece venire hor mentre che s armava al Re presente tornaron quei signor di nuovo a dire
chi fusse el cavallier tanto excellente che di lancia sapea sí ben ferire e Ferraù che parlato gli havea fu dimandato, se lo connoscea
Rispose Ferraù tenete certo che non è alcun di quei chavete detto a me parea (ch il vidi a viso aperto) il fratel di Rinaldo giovinetto
ma poi ch io n hó l alto valore experto e sò che non può tanto Ricciardetto penso che sia la sua sorella, molto (per quel ch io n odo) a lui simil di volto
Ella hà ben fama d esser forte, a pare del suo Rinaldo, e d ogni paladino ma (quanto n hò veduto hoggi) mi pare che val piu del fratel, piu del cugino
come Rugger lei sente ricordare del vermiglio color, ch el matutino sparge per l aria, si dipinge in faccia e nel cor trema e non sá che si faccia
A questo annoncio stimulato e punto dal stral d amor tutto sentì infiammarse e per l ossa sentì tutto in un punto corrersi un giaccio chel timor vi sparse
timor ch un sdegno quel amor consunto non habbia in lei che già per lui sì l arse Ruggiero e sì confuso che di torre larme o lasciarle non si sà risciorre
In questo mezo senza fargli motto da Marphisa la giostra gli fu tolta era quivi Marphisa, che dibotto ch el rumor si sentì correre in volta
ch el Re Agramante da Rinaldo rotto in Arli poca gente havea raccolta era al soccorso de la sua corona venuta a proferirsegli in persona
Ella aspettato havendo ch alle prove di tor Brunello alcun fusse venuto ch in agonia forse otto giorni o nove col laccio al collo sempre havea tenuto
ne comparendo ignuno, e queste nuove sentendo in tanto, ne venne in aiuto del Re Aphricano, e in man Brunel gli messe tutte l ingiurie havendogli remesse
Del suo tornar quanto piu dir si pote mostró allegrezza, et hebbela Agramante che le gran prove d arme havea già note di lei per fama, e anchor vedute alquante
ne le minaccie, perhò andaron vuote d effetto, ch a Brunel fur fatte tante ch el Re credendo a Marphisa aggradire e a tutto l mondo, in aria il fe morire
Il manigoldo in luoco inculto et ermo de corvi pasto e d avoltor l impese Ruggier che potea solo esserli schermo che dal laccio altravolta lo difese
la Giustitia di Dio fece ch infermo si trovò in letto, e quando il caso intese era sei giorni o sette prima occorso siche non potea piu dargli soccorso
Hor quivi ritrovandosi Marphisa che d uscire alla giostra havea gran voglia et era armata (perche in altra guisa è raro, o notte o dì che tu la coglia)
sentendo che Ruggier s arma, s avisa che di quella vittoria ella si spoglia se lascia che Ruggier esca fuor prima pensa ire inanzi e haver l honor ne stima
Salta a cavallo, e vien spronando in fretta ove nel campo la figlia d Amone con palpitante cor Ruggiero aspetta desiderosa farselo prigione
e pensa solo ove la lancia metta perche del colpo habbia minor lesione Marphisa se ne vien fuor de la porta e sopra l elmo una Phenice porta
O fusse per superbia, dinotando se stessa unica al mondo esser forte o pur sua casta intention lodando di viver sempremai senza consorte
la figliuola d Amon la mira, e quando le fattezze ch amava non hà scorte come si nomi le dimanda, et ode esser colei, che del suo amor si gode
O per dir meglio, esser colei che crede che goda del suo amor, colei che tanto hà in odio, e in ira, che morir si vede se sopra lei non vendica il suo pianto
volta il cavallo, e con gran furia riede non per desir di porla in terra, quanto di passarli con l hasta in mezo il petto e libera restar d ogni suspetto
Forza è a Marphisa che a quel scontro vada a provar sel terreno è duro o molle e cosa tanto insolita le accada che ne fu per venir di sdegno folle
fu in terra a pena che trasse la spada e vendicar di quel cader si volle la figliuola d Amon non men altiera gridò, che fai? tu sei mia prigionera
Se ben uso con li altri cortesia usar teco Marphisa non la voglio come a colei che d ogni villania odo che sei dotata e d ogni orgoglio
Marphisa a quel parlar fremer s udia come un vento marin che dia in un scoglio grida, ma sí la rabbia la confonde che non può exprimer fuor quel che risponde
Mena la spada, e piu ferir non mira lei, ch el caval, nel petto e ne la pancia Bradamante al destrier la briglia gira e quel da parte subito si lancia
e tutto a un tempo con sdegno e con ira la Donna da caval spinge la lancia e con quella toccò Marphisa a pena che riversar la fece in su l arena
Non fu in terra sì presto, che rizzosse cercando far con la spada mal opra di nuovo l hasta Bradamante mosse e Marphisa di nuovo andò sossopra
ben che possente Bradamante fosse non perhò sì a Marphisa era disopra che l havesse ogni colpo riversata ma tal virtù ne l hasta era incantata
Alcuni cavallieri in questo mezo alcuni dico de la parte nostra se n erano venuti dove in mezo l un campo e l altro si facea la giostra
che non eran lontani un miglio e mezo veduta la virtù ch el suo dimostra el suo che non connoscono altrimente che per un cavallier de la lor gente
E questi il Re Agramante, e il Re Marsiglio veduti sì alle mura approssimarsi per ogni caso per ogni periglio non volson sproveduti ritrovarsi
fero ad alcuni all arme dar di piglio e fuor de li ripari appresentarsi tra questi fu Ruggiero, a cui la fretta di Marphisa la giostra havea intercetta
L inamorato giovene mirando stava il successo, e gli tremava il core de la sua cara moglie dubitando che di Marphisa ben sapea il valore
dubitò dico nel principio, quando si mosse l una e l altra con furore ma visto poi come successe il fatto restò maraviglioso e stupefatto
E poi che fin la lite lor non hebbe come havean l altre havute al primo scontro nel cor profondamente gli n encrebbe dubbioso pur di qualche strano incontro
de l una egli e de l altra il ben vorrebbe ch ama amendue, non che da porre incontro sien questi amori è l un fiamma e furore l altro benivolentia piu che amore
Partita volentier lor pugna havria se con suo honor potuto havesse farlo ma quelli chavea seco in compagnia perche non vinca la parte di Carlo
che già lor par che superior ne sia saltan nel campo e vogliono turbarlo da l altra parte i cavallier christiani si fanno inanzi, e son quivi alle mani
Di quá e di là gridar si sente all arme come usati eran far quasi ogni giorno monti chi è a piè, chi non è armato, s arme alla bandiera ognun faccia ritorno
dicea con chiaro e bellicoso carme piu d una tromba che scorrea d intorno ne sveglian men che facciano i cavalli li fanti a tuon di timpani e taballi
La scaramuzza fiera e sanguinosa quanto si possa imaginar si mesce la Donna di Dordona valorosa a cui mirabilmente aggrava e incresce
che quel di che era tanto disiosa di por Marphisa a morte non riesce di quà e di là si volge e si raggira se Ruggier può veder per cui suspira
Lo riconnobbe all aquila d argento chavea nel scudo azurro il giovinetto ella con li occhi e col pensiero intento fermossi a contemplar le spalle, e il petto
le liggiadre fattezze, e il movimento pieno di gratia, e poi con gran dispetto imaginando ch altra ne gioisse da furore assalita così disse
Dunque baciar sì belle e dolce labbia deve altra se baciar non le posso io? ah non sia vero già ch altra mai t habbia che d altra esser non dei se non sei mio
piu presto che morir sola di rabbia che meco di mia man mori disio che se ben qui ti perdo, almen l inferno poi mi ti renda, e stia teco in eterno
Se tu m occidi, è ben ragion che deggi darmi de la vendetta almen conforto che voglion tutti li ordini e le leggi che chi da morte altrui, debbia esser morto
non par ch ancho il tuo danno il mio pareggi che tu mori a ragione, io moro a torto farò morir chi brama ohime ch io mora ma tu crudel chi t ama e chi t adora
Perche non dei tu mano esser ardita d aprir col ferro al mio nemico il core che tante volte a morte m há ferita sotto la pace in sicurtà d amore
et hor può consentir tormi la vita ne pur haver pietà del mio dolore contra questo empio ardisci animo forte vendica mille mie con la sua morte
Gli sprona contra in questo dir, ma prima guardati (grida) perfido Ruggiero non anderai (s io posso) de la opima spoglia del cor d una donzella altiero
come Ruggier ode il parlar, extima che sia la moglie sua come era in vero la cui voce in memoria sì ben hebbe ch in mille riconnoscer la potrebbe
Ben pensa quel che le parole denno volere inferir piu, ch ella l accusa che la convention che insieme fenno non l osservava, onde per farne excusa
di volerle parlar le fece cenno ma quella già con la visera chiusa con cor venia, spinta da sdegno e rabbia per porlo, e forse ove non era sabbia
Quando Ruggier la vide tanto accesa si ristrinse ne l arme e ne la sella la lancia arresta, ma la tien suspesa piegata in parte ove non nuoccia a quella
la Donna che a ferirlo e fargli offesa venia con mente di pietà rubella non puote sofferir, come fu appresso di porlo in terra, e fargli oltraggio expresso
Così lor lancie van d effetto vuote a quel incontro, e basta ben se Amore con l un giostra e con l altro e gli percuote d una amorosa lancia in mezo il core
poi che la Donna sofferir non puote di far onta a Ruggier, volse il furore chavea nel petto altrove. e fece cose che seran, fin che giri il ciel, famose
In poco spatio ne gettò per terra trecento e piu con quella lancia d oro ella sola quel dì vinse la guerra messa ella sola in fuga il popul Moro
Ruggier di qua e di la s aggira et erra tanto che se le accosta e dice, io moro s io non ti parlo, ohime che t hò fatto io che mi debbi fuggire, odi perdio
Come a i meridional tepidi venti che spirano dal mar il fiato caldo le nievi si disciolveno, e i torrenti e il giaccio che pur dianzi era si saldo
cosí a quei preghi a quei brevi lamenti il cor de la sorella di Rinaldo subito ritornò pietoso e molle ch el sdegno piu che marmo indurar volle
Ne vuole o pote dargli altra risposta ma da traverso sprona Rabicano e quanto può da li altri se discosta e che segua, a Ruggier cenna con mano
fuor de la moltitudine in reposta valle si trasse, ove era un piccol piano ch in mezo havea un boschetto di cypressi che parean d una stampa tutti impressi
In quel boschetto era di bianchi marmi fatta di nuovo un alta sepoltura chi dentro giace era con brevi carmi notato a chi saperlo havesse cura
ma quivi giunta Bradamante parmi che giá non pose mente alla scrittura Ruggier drieto il caval l affretta e punge tanto ch al bosco e alla donzella giunge
Ma ritorniamo a Marphisa che s era in questo mezo in sul destrier rimessa e venia per trovar quella guerriera chel havea al primo scontro in terra messa
e la vide partir fuor de la schiera e partir Ruggier vide e seguir essa ne si pensò che per amor seguisse ma per finir con l arme ingiurie e risse
Urta il cavallo e vien drieto alla pesta tanto che a un tempo con lor quasi arriva quanto sua giunta ad ambi sia molesta chi vive amando il sà senza ch io l scriva
ma Bradamante offesa piu ne resta che colei vede onde il suo mal deriva chi le può tor che non creda esser vero che l amor ve la sproni di Ruggiero?
E perfido Ruggier di nuovo chiama non ti bastava perfido (disse ella) che tua perfidia sapessi per fama? se non me facevi ancho veder quella?
di cacciarmi da te veggio chai brama e per sbramar tua voglia iniqua e fella io vuò morir, ma sforzarommi anchora far morir meco chi è cagion ch io mora
Sdegnosa piu che vipera, si spicca così dicendo, e và contra Marphisa ne l hasta al scudo sì presto le appicca che la fa drieto riversare in guisa
che quasi mezo l elmo in terra ficca ne si può dir che sia colta improvisa anzi fe incontra a ciò che far si pote e pure in terra del capo percuote
La figliuola d Amon che vuol morire o dar morte a Marphisa, è in tanta rabbia che non há mente di nuovo a ferire con l hasta onde a gettar di nuovo l habbia
ma le pensa dal busto dipartire il capo mezo fitto ne la sabbia getta da se la lancia d oro, e prende la spada, e da caval subito scende
Ma tarda è la sua giunta, che si truova Marphisa incontra, e di tanta ira piena poi che s hà vista alla seconda prova cader sì facilmente su l arena
che pregar nulla e nulla gridar giova a Ruggier che di questo havea gran pena per l odio che le due guerriere s hanno da disperate la battaglia fanno
A meza spada vengono dibotto e per la gran superbia che le hà accese van pur inanzi, e si son già sì sotto che altro non puon che venire alle prese
le spade il cui bisogno era interrotto lascian cadere, e cercan nuove offese prega Ruggier e supplica amendue ma poco frutto è in le parole sue
Quando pur vede ch el pregar non vale di partirle per forza si dispone lieva di mano ad amendue il pugnale et al piè d un cypresso lo ripone
poi che ferro non han piu da far male con preghi e con minaccie s interpone ma per ciò questa o quella non rimane e fa ciò che far può con piedi e mane
Ruggier non cessa, hor una hor l altra prende per la man per le braccia e la ritira e tanto fa che di Marphisa accende quanto si puó, contra se il sdegno e l ira
quella che tutto il mondo vilipende alla amicitia di Ruggier non mira poi che da Bradamante si distacca corre alla spada e con Ruggier s attacca
Tu fai da discortese e da villano Ruggiero a disturbar la pugna altrui ma ti farò pentir con questa mano che vuò che basti a vincervi ambedui
cercò Ruggier con parlar molto humano Marphisa mitigar, ma contra lui la trovò in modo disdegnosa e fiera che un perder tempo il ragionar seco era
All ultimo Ruggier la spada trasse poi che l ira ancho lui fe rubicondo non credo che spettaculo mirasse Athene, o Roma, o luoco altro del mondo
che così a riguardanti dilettasse come dilettò questo e fu giocondo alla gelosa Bradamate, quando questo le pose ogni suspetto in bando
La sua spada havea tolta ella di terra e tratta s era a riguardar da parte e le parea veder ch el Dio di guerra fusse Ruggiero alla possanza e a l arte
una furia infernal quando si sferra sembra Marphisa, se quel sembra Marte vero è ch un pezzo il giovene gagliardo di non far ciò che puote hebbe riguardo
Sapea ben la virtù de la sua spada che tante experienze n hà giá fatto dove giunge convien che se ne vada l incanto, o nulla giovi e stia di piatto
siche ritien ch el colpo suo non cada di taglio o punta, ma sempre di piatto hebbe Ruggiero acciò lunga avertenza ma pure un tratto perse la patienza
Perche Marphisa una percossa horrenda gli mena per dividerli la testa egli alza el scudo acciò che lo difenda, il fiero colpo su l Aquila pesta
vieta l incanto che nol spezzi o fenda ma di stordir non perhò il braccio resta e s havea altre arme che quelle d Hettorre gli potea il fiero colpo il braccio torre
E seria sceso indi alla testa, dove disegnò di ferir l aspra donzella Ruggiero il braccio manco a pena muove a pena piu sostien l Aquila bella
per questo ogni pietà da se rimuove par che in li occhi gli avampi una facella e quanto può cacciar, caccia una punta Marphisa guai a te se n eri giunta
Io non vi sò ben dir come si fosse la spada andò a ferire in un cypresso e piu d un palmo in l arbore cacciosse così piantato era quel luoco spesso
in quel momento il monte e il pian si scosse per terremuoto, e si sentì con esso da quel avel che in mezo il bosco siede gran voce uscir ch ogni mortale excede
Grida la voce horribile, non sia lite tra voi, gli è ingiusto et inhumano ch alla sorella il fratel morte dia o la sorella uccida il suo germano
tu mio Ruggier e tu Marphisa mia credete al mio parlar che non è vano in un medesimo utero d un seme fuste concetti e usciste al mondo insieme
Concetti fuste da Ruggier secondo Galaciella fu la genitrice li cui fratelli havendole del mondo tolto il marito tuo padre infelice
senza mirar chavesse in corpo il pondo di voi, che erate pur di lor radice la fer, perche s havesse ad affogare s un debil legno porre in mezo il mare
Ma Fortuna, che voi ben che non nati havea giá eletti a gloriose imprese, fece ch el legno a liti inhabitati sopra le Syrti a salvamento scese
dove, poi che nel mondo v hebbe dati, Galaciella al ciel l anima rese come Dio volse e fu vostro destino a questo caso i mi trovai vicino
Diedi alla madre sepultura honesta qual dar si puote in la deserta arena e voi teneri avolti ne la vesta meco portai sul monte di Carena
e mansueta uscir de la foresta feci e lasciare i figli una leena de le cui poppe dieci mesi e dieci ambi notrir con gran studio vi feci
Un giorno che d andar per la contrada e da la casa allontanar mi occorse vi sopravenne a caso una masnada d Arabi (e ricordar ve ne dè forse)
che te Marphisa tolsero in la strada ma non poter Ruggier che meglio corse restai de la tua perdita dolente e di Ruggier guardian piu diligente
Ruggier se ti guardò mentre che visse il tuo maestro Atlante tu lo sai di te sentì predir le stelle fisse che tra christiani a tradigion morrai
e perche il male influsso non seguisse tenertene lontan m affaticai ne obstare al fin potendo alla tua voglia infermo caddi, e mi morì di doglia,
Ma nanzi a morte, quì dove previdi che con Marphisa haver pugna devevi feci raccor con infernal sussidi a formar questa tomba i sassi grevi
et a Charon dissi con alti gridi non vuò che dopo morte il spirto lievi di questo bosco, fin che non ci giugna Ruggier con la sorella per far pugna
E cosí ha il spirto mio per le belle ombre molti giorni aspettato il venir vostro siche mai gelosia piu non t ingombre o Bradamante ch ami Ruggier nostro
ma tempo è hormai che de la luce io sgombre e mi conduca al tenebroso chiostro qui si tacque, e a Marphisa et alla figlia d Amon lasciò e a Ruggier gran maraviglia
Riconnobbe Marphisa per sorella Ruggier con molto gaudio, et ella lui e ad abbracciarsi, senza offender quella che per Ruggiero ardea, vanno ambidui
e ramentando de l età novella alcune cose, io feci, io dissi, io fui, venner trovando con piu certo effetto tutto esser ver, quel chavea il spirto detto
Ruggiero alla sorella non ascose quanto havea nel cor fissa Bradamante e narrò con parole affettuose de le obligation che le havea tante
e non cessò ch in grande amor compose le discordie ch insieme haveano inante e fe per segno di pacificarsi che humanamente andaro ad abbracciarsi
A dimandar poi ritornò Marphisa chi stato fusse, e di che gente il padre e chi l havesse morto, et a che guisa s in campo chiuso o fra l armate squadre
e chi commesso havea che fusse uccisa dal mar atroce la misera madre che se già l havea udito da fanciulla hor ne tenea poca memoria o nulla
Ruggier incominció, che da Troiani per la linea d Hettorre erano scesi che poi che Astyanatte de le mani campò d Ulisse e da li aguati tesi
havendo un de fanciulli coetani per lui lasciato, uscì di quei paesi e dopo un lungo errar per la marina venne in Sicilia, e dominò Messina
Li descendenti suoi di qua dal Faro signoreggiar de la Calabria parte e dopo piu successioni, andaro ad habitar ne la cittá di Marte
piu d uno imperatore, e re preclaro fu d esto sangue in Roma, e in altra parte cominciando a Costante, e a Costantino sino al re Carlo figlio di Pipino
Fu Ruggier primo e Giambaron di questi Bovo, Rambaldo, al fin Ruggier secondo che fe come d Atlante udir potesti di nostra madre l utero fecondo
de la progenie nostra i chiari gesti per l historie vedrai celebri al mondo seguì poi come venne il re Agolante con Aimonte e col padre d Agramante
E come menò seco una donzella ch era sua figlia tanto valorosa che molti paladin gettò di sella e di Ruggier al fin venne amorosa
e per suo amor dal padre fu ribella e battizossi, e diventogli sposa narrò come Beltramo traditore per la cognata arse d incesto amore
E che la patria, il padre e li fratelli tradì, così sperando acquistar lei aperse Risa all inemici, et quelli feron di tutti portamenti rei
come Agolante e i figli iniqui e felli poser Galaciella, che di sei mesi era grave, in mar senza governo quando fu tempestoso al maggior verno
Stava Marphisa con serena fronte fisa al parlar ch el suo german facea et esser scesa da la bella fonte chavea sì chiari rivi, si godea
quindi Mongrana, e quindi Chiaramonte le due progenie derivar sapea ch al mondo fur molti e moltianni e lustri splendide senza par d huomini illustri
Poi ch el fratello al fin le venne a dire ch el padre d Agramante, e l avo, e il zio Ruggiero a tradigion feron morire e posero la moglie a caso rio
piu non lo puote la sorella udire che lo interroppe, e disse fratel mio (salva tua gratia) havuto hai troppo torto a non ti vendicar del padre morto
Se d Aimonte e Troian non ti potevi insanguinar, ch erano morti inante vendicar de li figli te devevi perche vivendo te vive Agramante?
questa è una macchia che mai non ti lievi dal viso, poi che dopo offese tante non pur posto non hai questo re a morte ma tu vivi al suo soldo, e in la sua corte
Io fo ben voto a Dio che adorar voglio Christo Dio vero ch adorò mio padre che di questa armatura non mi spoglio fin che Ruggier non vendico e mia madre
e vuó dolermi, e fin hora mi doglio dite, se piu ti veggio tra le squadre del re Agramante, o d altro signor Moro se non col ferro in man per danno loro
O come a quel parlar lieva la faccia la bella Bradamante, e ne gioisce e conforta Ruggier che così faccia come Marphisa sua ben l ammonisce
e vegna a Carlo, e connoscer si faccia che tanto honora, lauda, e reverisce del suo padre Ruggier la chiara fama che anchor guerrier senza alcun par lo chiama
Ruggier accortamente le rispose che da principio questo far devea ma per non haver ben note le cose come hebbe poi, tardato troppo havea
hor essendo Agramante che gli pose la spada al fianco, farebbe opra rea dandogli morte, e seria traditore che già tolto l havea per suo signore
Promettea ben, come anchor già promesse a Bradamante, di trovar un modo che partir con ragion se ne potesse siche non fusse giudicato frodo
e ben che inanzi fatto non l havesse era per farlo in pochi dì ogni modo e dava colpa d esser stato tardo al combatter che fe con Mandricardo
Perche era stato un mese e piu nel letto e buona testimon Marphisa n era fu sopra questo assai risposto, e detto da l una e da l altra inclyta guerriera
l ultima conclusion, l ultimo effetto è che Ruggier ritorni alla bandiera del suo signor, fin che cagion gli accada che giustamente a Carlo se ne vada
Lascialo pur andar (dicea Marphisa a Bradamante) e non aver timore fra pochi giorni i farò ben in guisa ch el re Aphrican non gli fera signore
Bradamante di nuovo fu divisa dal suo Ruggiero, e dal suo proprio core non vuò ch in questo canto piu si parli di chi va a Carlo, e di chi torna in Arli
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