cHi salira per me: madonna in cielo a riportarne il mio perduto ingegno che poi ch usci da bei vostri occhi il telo chel cor mi fisse: ognhor perdendo vegno
ne di tanta iattura mi querelo pur che non cresca ma stia a questo segno ch io dubito se piu si va scemando di venir tal qual ho descritto Orlando
Per rihaver: lingegno mio: mi e aviso che non bisogna che per laria io poggi nel cerchio de la Luna: o in paradiso chel mio non credo che tanto alto alloggi
ne bei vostri occhi & nel sereno viso nel sen d avorio e alabastrini poggi se ne va errando: ed io con queste labbia lo raccorro: se par a voi ch io lhabbia
Per gli ampli tetti andava il Paladino tutte mirando le future vite poi chebbe visto sul fatal molino volgersi quelle ch erano gia ordite
et scorse un vello che piu che dor fino splender parea: ne sarian gemme trite se in filo si tirassero con arte da comparargli alla millesma parte
Mirabilmente il bel vello gli piacque che tra infiniti paragon non hebbe et di sapere alto disio gli nacque quando sera tal vita e a chi si debbe
lEvangelista nulla gli ne tacque che venti anni principio: prima havrebbe che col .M. & col .D. fosse notato lanno corrente dal Verbo incarnato
Et come di splendore & di beltade quel vello non havea simile o pare cosi seria la fortunata etade che dovea uscirne al mondo singulare
perche tutte le gratie inclyte & rade ch alma Natura o proprio studio dare o benigna fortuna ad huomo puote havra in perpetua & infallibil dote
Del Re de fiumi tra laltiere corna hor siede humil (diceagli) & piccol borgo dinanzi il Po dirietro gli soggiorna d alta palude un nebuloso gorgo
che volgendosi gli anni la piu adorna di tutte le citta d Italia scorgo non pur di mura: vie: di tetti regi ma d arti: studi: et di costumi egregi
Tanta exaltatione et cosi presta non fortuita o di aventura casca ma lha ordinata il ciel: perche sia questa degna in che lhuom di ch io ti parlo: nasca
che dove il frutto ha da venir se inesta & con studio si fa crescer la frasca et lartefice loro affinar suole in che legar gemma di pregio vuole
Ne si leggiadra ne si bella veste unque hebbe altralma in quel terrestre regno et raro e sceso & scendera da queste spere superne un spirito si degno
come per farne Hippolyto da Este ne sta in leterna mente alto disegno Hippolyto da Este sera detto lhuomo a chi Dio si ricco dono ha eletto
Quegli ornamenti che divisi in molti a molti basterian per tutti ornarli in suo ornamento havra tutti raccolti costui di chai voluto ch io ti parli
le virtudi per lui: per lui soffolti seranno i studi: & s io vorro narrargli meriti suoi: si son dal fin lontano ch Orlando il senno aspettarebbe in vano
Cosi venia lo imitator di Christo ragionando col duca: & poi che tutte le stanze del gran luogo hebbeno visto onde lhumane vite eran condutte
sul fiume usciro che d arena misto con londe discorrea turbide et brutte & vi trovar quel vecchio in su la riva che con limpressi nomi vi veniva
Non so se vi sia a mente: io dico quello che al fin de laltro canto vi lasciai Vecchio di faccia: & si di membra snello che dogni cervo e piu veloce assai
de glialtrui nomi egli si empia il mantello scemava il monte et non finiva mai & in quel fiume che Lethe si noma scarcava anzi perdea la ricca soma
Dico che come arriva in su la sponda del fiume quel prodigo Vecchio: scuote il lembo pieno: & ne la turbida onda tutte lascia cader le impresse note
un numer senza fin se ne profonda ch un minimo uso haver non se ne puote & di cento migliaia che in larena il fondo involve: un se ne serva a pena
Lungo & dintorno quel fiume volando givano corvi & avidi avoltori mulacchie & vari augelli: che gridando facean discordi strepiti et romori
et alla preda correan tutti: quando sparger vedean li amplissimi thesori & chi nel becco: & chi ne lugna torta ne prende: ma lontan poco li porta
Come vogliono alzar per laria i voli non han poi forza chel peso sostegna siche convien che Lethe pur involi de ricchi nomi la memoria degna
fra tanti augelli son dui Cygni soli bianchi: Signor come e la vostra insegna che vengon lieti riportando in bocca sicuramente il nome che lor tocca
Cosi contra i pensieri empi & maligni del Vecchio: che donar li vorria al fiume alcun ne salvan li augelli benigni tutto lavanzo oblivion consume
hor se n e van nuotando i sacri Cygni et hor per laria battendo le piume sin che presso alla ripa del fiume empio truovano un colle: & sopra il colle: un tempio
All immortalitade il luogo e sacro ove una bella nympha giu del colle viene alla ripa del letheo lavacro & di bocca de Cygni i nomi tolle
& quelli affige intorno al simulacro ch in mezo il tempio una colonna extolle quivi li sacra: & ne fa tal governo che vi si puon veder tutti in eterno
Chi sia quel Vecchio: & perche tutti al rio senza alcun frutto i bei nomi dispensi & de gli augelli: & di quel luogo pio onde la bella nympha al fiume viensi
haveva Astolfo di saper disio li gran mysteri & lincogniti sensi et dimando di tutte queste cose lhuomo di Dio che cosi gli rispose
Tu dei saper che non se muove fronda lagiu: che segno qui non se ne faccia ogni effetto convien che corrisponda in terra: e in ciel: ma con diversa faccia
quel Vecchio la cui barba il petto inonda veloce si: che mai nulla lo impaccia gli effetti pari & la medesima opra chel tempo fa lagiu: fa qui di sopra
Volte che son le fila in su la ruota la giu la vita humana arriva al fine la fama la: qui ne riman la nota ch immortali seriano ambe & divine
se non che qui quel da la hirsuta gota et la giu il tempo ognhor ne fa rapine questo le getta (come vedi) al rio et quel limmerge nel eterno oblio
Come qua su li corvi et li a voltori et le mulacchie: & glialtri varii augelli si affaticano tutti per trar fuori de lacqua i nomi che veggion piu belli
cosi la giu ruffiani: adulatori buffon: cinedi: accusatori: & quelli che viveno alle corti: & chi vi sono piu grati assai chel virtuoso e il buono
Et son chiamati cortigian gentili perche sanno imitar lasino el ciacco de lor Signor tratto che nha li fili la giusta Parca: anzi Venere & Baccho
questi di ch io ti dico inerti & vili nati solo ad empir di cibo il sacco portano in bocca qualche giorno il nome poi ne loblio lascian cader le some
Ma come i Cygni che cantando lieti rendeno salve le medaglie al tempio cosi li Signor degni: da poeti son tolti del oblio piu che morte empio
o bene accorti principi et discreti che seguite di Cesare lexempio facendovi i scrittori amici: donde non havete a temer di Lethe londe
Son rari i Cygni: & li poeti rari poeti che non sian del nome indegni si perche il ciel de li huomini preclari non pate mai che troppa copia regni
si per gran colpa dei Signori avari che lascian mendicare i sacri ingegni & virtu deprimendo: & exaltando li vitii: caccian le buone arti in bando
Credi che Dio questi ignoranti ha privi de lo intelletto & lor offusca i lumi che de la poesia li ha fatto schivi accio che Morte il tutto ne consumi
oltra che del sepolchro uscirian vivi anchor che havesser tutti i rei costumi pur che sapesson farsi amica Cyrra piu grato odore havrian che nardo o myrrha
Non si pietoso Enea: ne forte Achille fu come e fama: ne si fiero Hettorre et ne son stati: & mille et mille & mille che lor si puon con verita anteporre
ma li ampli doni di palazzi & ville de li nepoti suoi li ha fatto porre in questi senza fin sublimi onori da lhonorate penne de scrittori
Non fu si santo & si benigno Augusto come la tuba di Virgilio suona lhaver havuto in poesia buon gusto la proscrittion iniqua gli perdona
nessun sapria se Neron fusse ingiusto ne seria forse sua fama men buona havesse havuto & terra et ciel nimici se gli scrittor sapea tenerse amici
Homero: Agamennon vittorioso fece parere: & li Troiani inerti & che Penelopea fida al suo sposo da i prochi mille oltraggi havea sofferti
et se tu vuoi chel ver non ti sia ascoso tutta al contrario lhistoria converti che i Greci rotti: & fu Troia vittrice & che Penelopea fu meretrice
Da laltra parte odi che fama lascia Phoenissa chebbe il cor tanto pudico che riputata viene una bagascia solo: perche Maron non le fu amico
non ti maravigliar chio nhabbia ambascia et se di cio diffusamente io dico li scrittori amo et fo il debito mio ch al vostro mondo fui scrittor ancho io
Et sopra tutti glialtri io feci acquisto che non mi puo levar tempo ne morte & ben convenne al mio lodato Christo rendermi guidardon di si gran sorte
duolmi di quei che sono al tempo tristo quando la cortesia chiuse ha le porte che con pallido viso asciutto & scarno la notte e il giorno vi picchiano indarno
Siche continuando il primo detto sono i poeti e i studiosi pochi che dove non han pasco ne ricetto sino le fere abbandonano i lochi
cosi dicendo il Vecchio benedetto gliocchi infiammo che parveno dui fuochi poi volto al Duca con un saggio riso torno sereno il conturbato viso
Astolfo col scrittor del evangelo restisi hormai: ch io voglio far un salto quanto sia in terra a venir fin dal cielo ch io non posso piu star su lali in alto
torno alla Donna: a cui con grave telo mosso havea Gelosia crudele assalto io la lasciai da Montalbano scesa che di Parigi havea la strada presa
Su larme era vestita dun colore che imitava la foglia che se imbianca quando del ramo e tolta: & che lhumore che facea vivo larbore le manca
ricamata a tronconi era di fuore di Cypresso che mai non se rinfranca poi che sentita ha la dura bipenne lhabito molto al suo dolor convenne
Tolse il caval che Astolfo haver solea & quella lancia dor: che sol toccando cader di sella i cavallier facea perche le la die Astolfo: & dove: & quando
& da chi prima havuto egli lhavea non credo che bisogni ir replicando ella la tolse: con intentione di dar con essa: il suo Ruggier prigione
Fece pensiero in campo ire a trovarlo de Saracini: che ancho si credea che fusse intorno alla citta di Carlo & chiamar quindi a giostra lo volea
menar prigione e a viva forza trarlo a quel: che per amor non lo potea et poi che tra camino hebbe scienza ove era il campo ando verso Provenza
Verso Provenza per la via piu dritta cavalcando scontrosse una donzella anchor che fusse lachrymosa e afflitta bella di faccia et di maniere bella
questa era quella si damor traffitta per lo figliuol di Monodante: quella donna gentil: che havea lasciato al ponte lamante suo prigion di Rodomonte
Et veniva cercando un cavalliero che far battaglia usato come lontra in acqua e in terra fusse: & cosi fiero che lo potesse al Pagan poner contra
la sconsolata amica di Ruggiero come questaltra sconsolata scontra cortesemente la saluta: & poi le chiede la cagion de dolor suoi
Fiordiligi lei mira: & veder parle un cavallier: che al suo bisogno fia et comincia del ponte a ricontarle dove impedisce il Re dAlgier la via
et ch era stato appresso di levarle lamante suo: non che piu forte sia ma sapea darsi il Saracino astuto col stretto ponte et lalto fiume aiuto
Se sei (dicea) si ardito & si cortese come ben mostri luno et laltro in vista mi vendica perdio di chi mi prese il mio Signor: & me fa gir si trista
o consigliami al meno in che paese possa trovare un che a colui resista & sappia tanto darme et di battaglia chel fiume e il ponte al Pagan poco vaglia
Oltra che tu farai: quel che conviensi a un huom cortese: e a cavalliero errante in beneficio il tuo valor dispensi del piu fedel dogni fedele amante
de laltre sue virtu non appertiensi a me narrar: che sono tante & tante che chi non nha notitia: si puo dire che sia del veder privo & del udire
La magnanima donna: a cui fu grata sempre ogni impresa che puo farla degna desser con laude & gloria nominata venir al ponte subito disegna
& hora tanto piu: ch e disperata vien volentier: quando ancho a morir vegna che credendosi misera esser priva del suo Ruggier: ha in odio desser viva
Per quel ch io vaglio giovane amorosa rispose Bradamante: io me offerisco di far l impresa dura & perigliosa per altre cause anchor ch io preterischo
ma piu che del tuo amante narri cosa che narrar di pochi huomini avertisco che sia in amor fedel: che a fe ti giuro che in cio pensai che ognun fusse pergiuro
Con un suspir queste ultime parole fini: con un suspir che usci dal core poi disse andiamo: & nel seguente Sole giunsero al fiume al passo pien dhorrore
scoperte de la guardia che vi suole farne segno col corno al suo Signore il Pagan s arma: & quale e il suo costume sul ponte si appresenta in ripa al fiume
Et come vi compar quella guerriera di porla a morte subito minaccia quando de larme & del caval su ch era al gran sepolchro oblation non faccia
Bradamante che sa lhistoria vera come per lui morta Issabella giaccia che Fiordiligi detto le lhavea al Saracin superbo rispondea
Perche vuoi tu bestial che gli innocenti facciano penitentia del tuo fallo? del sangue tuo placar costei convienti tu la uccidesti: & tutto il mondo sallo
piu di tutte laltre arme & guarnimenti di tanti che gittati hai da cavallo oblatione et vittima havra accetta ch io te le uccida inanzi in sua vendetta
Et di mia man le fia piu grato il dono quanto come ella fu son donna anche io ne qui venuta ad altro effetto sono che a vendicarla: et questo sol disio
ma far tra noi prima alcun patto e buono chel tuo valor si compari col mio se abbattuta saro: di me farai quel che de glialtri toi prigion fatto hai
Ma s io te abbatto (come io credo & spero) guadagnar voglio il tuo cavallo & larmi & quelle offerir sole al cimitero et tutte laltre distaccar da marmi
& voglio che tu lasci ogni guerriero: rispose Rodomonte giusto parmi ma li prigion non potrei darti adesso che non son piu dentro ne qui appresso
Io gli ho al mio regno in Aphrica mandati ma ti prometto & ti do ben la fede che se me avien per casi inopinati che tu stia in sella et ch io rimanga a piede
faro che seran tutti liberati in tanto tempo quanto si richiede di dare a un messo ch in fretta si mandi a far quel: che s io perdo: mi commandi
Ma se a te tocca star disotto: come piu si conviene: & certo so che fia non vuo che lasci larme: & chel tuo nome come di vinta: sottoscritto sia
al tuo bel viso a begliocchi alle chiome che spiran tutti amore et leggiadria voglio donar la mia vittoria: & basti che ti disponi amarmi: ove me odiasti
Io son di tal valor son di tal nerbo che haver non dei dandar di sotto a sdegno sorrise alquanto: ma dun riso acerbo che fece dira piu che daltro segno
la Donna: ne rispose a quel superbo ma torno in capo al ponticel di legno sprono il cavallo: & con la lancia doro venne a trovar quel orgoglioso Moro
Rodomonte alla giostra se apparecchia viene a gran corso: & tal strepito & suono del ponte s ode: ch in tronar lorecchia a molti puo: che assai lontan ne sono
la lancia dor fece lusanza vecchia che quel Pagan si dianzi in giostra buono levo di sella: e in aria lo suspese indi sul ponte a capo in giu lo stese
Nel trapassar ritrovo a pena loco dove intrar col caval quella guerriera & fu a gran risco: & ben le manco poco che non ando del ponte in la rivera
ma Rabican che fu di vento & fuoco concetto: cosi destro et agil era che nel margine estremo trovo strada & serebbe ito ancho sun fil di spada
Ella si volta et contra lo abbattuto Pagan: ritorna: & con leggiadro motto hor puoi (disse) veder chabbia perduto et a chi tocchi di noi star di sotto
di maraviglia il Pagan resta muto chuna donna a cader lhabbia condotto & far risposta non pote o non volle & fu come huom pien di stupore & folle
Di terra si levo tacito & mesto & poi che andato fu quattro o sei passi il scudo et lelmo & de laltre arme il resto tutto si trasse: & gitto contra i sassi
& solo e a pie si deleguo via presto non che commission prima non lassi a un suo scudier che vada a far leffetto de li prigion: secondo che fu detto
Partissi & d esso poi nulla se intese se non che stava in una grotta scura intanto Bradamante havea suspese di costui larme all alta sepultura
& fattone levar tutto larnese che de li cavallieri alla scrittura connobbe de la corte esser di Carlo non levo il resto & non lascio levarlo
Oltra quel del figliuol di Monodante fu quel di Sansonetto & dOliviero che per trovare il principe dAnglante quivi condusse il piu dritto sentiero
quivi fur presi: & furo il giorno inante mandati via dal Saracino altiero di questi larme fe la donna torre da lalta mole & chiuder ne la torre
Tutte laltre lascio pender da i sassi che fur spogliate a cavallier pagani v eran larme d un Re: di cui li passi per Frontalatte mal fur spesi & vani
larme dico del Re de li Circassi che dopo lungo errar per colli & piani venne quivi a lasciar laltro destriero & poi senza arme andarsene leggiero
S era partito disarmato e a piede quel Re pagan dal periglioso ponte si come glialtri ch eran di sua fede partir da se lasciava Rodomonte
ma di tornar piu al campo: non gli diede il cor: ch ivi apparir non havria fronte che per quel che vantossi: troppo scorno gli seria farvi in tal guisa ritorno
Di pur cercar nuovo desir lo prese la donna: chavea ognhor fissa nel core fu laventura sua: che presto intese (io non vi saprei dir chi fu lauthore)
ch ella tornava verso il suo paese onde esso come il sprona & punge Amore dietro alla pesta subito si pone ma tornar voglio alla figlia dAmone
Poi che narrato hebbe con altro scritto come da lei fu liberato il passo a Fiordiligi chavea il cor afflitto et tenea il viso lachrymoso & basso
dimando humanamente: dove dritto volea che fusse indi partendo il passo rispose Fiordiligi: il mio camino vuo che sia in Arli al campo saracino
Dove naviglio & buona compagnia spero trovar da gir in laltro lito ch io non mi fermero: fin ch io non sia venuta al mio Signore: & mio marito
voglio tentar perche in prigion non stia piu modi et piu: che se mi vien fallito questo: che Rodomonte ti ha promesso ne voglio haver uno & unaltro appresso
Io mi offerisco (disse Bradamante) d accompagnarti un pezzo de la strada tanto che tu ti vegha Arli dinante dove per amor mio vuo che tu vada
a trovar quel Ruggier del Re Agramante che del suo nome ha piena ogni contrada & che gli rendi questo buon destriero donde abbattuto ho il Saracino altiero
Voglio che apunto tu gli dica questo: un cavallier che di provar si crede et far a tutto il mondo manifesto che contra lui sei mancator di fede
accio ti truovi apparecchiato & presto: questo destrier perche io tel dia mi diede dice che truovi tua piastra & tua maglia et che lo aspetti a far teco battaglia
Digli questo & non altro: & se quel vuole saper da te chio son: di che nol sai quella rispose humana come suole non sero stanca in tuo servitio mai
spender la vita non che le parole che tu anchora per me cosi fatto hai gratie le rende Bradamante: & piglia Frontino: & le lo porge per la briglia
Lungo il fiume le belle & pellegrine giovani vanno a gran giornate insieme tanto che veghono Arli: e in le vicine rive: il rumor odon del mar che freme
Bradamante si ferma alle confine quasi de borghi: & alle sbarre estreme per dar a Fiordiligi atto intervallo che condurre a Ruggier possa il cavallo
Vien Fiordiligi: & entra nel rastrello nel ponte: et nella porta: et seco prende chi le fa compagnia fin a lhostello dove habita Ruggier: et quivi scende
et secondo il mandato: al damigello fa lambasciata: e il buon Frontin gli rende indi va che risposta non aspetta ad exequir il suo bisogno in fretta
Ruggier riman confuso e in pensier grande et non sa ritrovar capo ne via di saper chi lo sfidi: et chi gli mande a dire oltraggio et fargli cortesia
che costui senza fede lo dimande o possa dimandar huomo che sia non sa vedere: o imaginar et prima ch ognaltro sia che Bradamante extima
Che fusse Rodomonte havea piu presto ma non troppo fondata opinione & perche anchor da lui debba udir questo pensa: ne imaginar puo la cagione
fuor che con lui: non sa di tutto il resto del mondo: con chi lite habbia & tenzone in tanto la donzella di Dordona chiede battaglia & forte il corno suona
Vien la nuova a Marsiglio e ad Agramante ch un cavallier di fuor chiede battaglia a caso Serpentin loro era inante et impetro di vestir piastra & maglia
et promesse pigliar questo arrogante il popul venne sopra la muraglia & non rimase ne fanciul ne veglio che non fusse a veder chi fesse meglio
Con ricca sopravesta & bello arnese Serpentin da la stella in giostra venne al primo scontro in terra si distese il destrier haver parve a fuggir penne
drieto gli corse la donna cortese & per la briglia al Saracin lo tenne et disse: monta & fa chel tuo Signore mi mandi un cavallier di te migliore
Il Re Aphrican che con sua gran famiglia era su i muri alla giostra vicino del cortese atto assai si maraviglia chusato ha la donzella a Serpentino
di ragion puo pigliarlo: & non lo piglia diceva: udendo il popul saracino Serpentin giunge: & come ella commanda un miglior da sua parte al Re dimanda
Grandonio di Volterna furibondo il piu superbo cavallier di Spagna pregando fece si: che fu il secondo et usci con minaccie alla campagna
tua cortesia nulla ti vaglia al mondo: che quando da me vinto tu rimagna al mio Signor menar preso ti voglio ma qui morrai: s io posso come soglio
La donna disse lui: tua villania non vuo che men cortese far mi possa ch io non ti dica che tu torni pria che sul duro terren ti doglian lossa
ritorna: & di al tuo Re da parte mia che per simili a te non mi son mossa ma per trovar guerrier chel pregio vaglia son qui venuta a dimandar battaglia
Il mordace parlare acre et acerbo gran fuoco al cor del Saracino attizza siche senza poter replicar verbo volta il caval con cholera et con stizza
volta la donna: & contra quel superbo la lancia doro: & Rabicano drizza come lhasta fatal nel scudo il tocca coi piedi al ciel di sella lo trabbocca
Il caval la magnanima guerriera gli prese: et disse: pur tel predissi io che far la mia ambasciata meglio ti era che de la giostra haver tanto disio
di al Re ti prego: che fuor de la schiera elegha un cavallier che sia par mio ne voglia con voi altri affaticarmi che havete poca experientia darmi
Quelli da i merli che stimar non sanno chi sia il guerriero in su larcion si saldo quei piu famosi nominando vanno che tremar li fan spesso al maggior caldo
che Brandimarte sia molti detto hanno la piu parte si accorda esser Rinaldo molti su Orlando havrian fatto disegno ma il suo caso sapean di pieta degno
La terza giostra il figlio di Lanfusa chiedendo disse non che vincer speri ma perche di cader piu degna scusa habbian: cadendo anch io: questi guerrieri
& poi di tutto quel che in giostra s usa si messe in punto: & di cento destrieri che tenea in stalla: d un tolse leletta chavea il correre acconcio: & di gran fretta
Contra la donna per giostrar si fece ma prima salutolla: & ella lui disse la donna se saper mi lece ditemi in cortesia che sete vui
di questo Ferrau le satisfece che rado uso voler celarsi altrui ella soggiunse: voi gia non rifuto ma havria piu volentier altri voluto
E chi? Ferrau disse: ella rispose Ruggiero: e a pena il pote proferire & sparse d un color come di rose la bellissima faccia in questo dire
suggiunse al detto poi: le cui famose lode a tal pruova m han fatto venire altro non bramo: & daltro non mi cale che di provar come egli in giostra vale
Semplicemente disse le parole che forse alcuno ha gia prese a malitia rispose Ferrau: prima si vuole provar tra noi chi sa piu di militia
se di me avien quel che de molti suole poi verra ad emendar la mia tristitia quel gentil cavallier che tu dimostri haver tanto desir che teco giostri
Parlando tuttavolta la donzella teneva la visiera alta dal viso mirando Ferrau la faccia bella si sente rimaner mezo conquiso
& taciturno dentro a se favella questo un angel mi par del paradiso & anchor che con la lancia non mi tocchi abbattuto son gia da suoi begliocchi
Preson del campo: & come aglialtri avenne Ferrau se ne usci di sella netto Bradamante il caval suo gli ritenne & disse: torna: & serva quel chai detto
Ferrau vergognoso se ne venne & ritrovo Ruggier ch era al cospetto del Re Agramante: & gli fece sapere ch alla battaglia il cavallier lo chere
Ruggier non connoscendo anchor chi fosse chi a sfidar lo mandava alla battaglia quasi certo di vincere: allegrosse & le piastre arrecar fece & la maglia
ne lhaver visto alle gravi percosse chegli altri sian caduti il cor gli smaglia come si armasse: et come uscisse: et quanto poi ne segui: lo serbo a laltro canto
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