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1474–1533

Canto XXXI

Ludovico Ariosto

cOnvien chovunque sia sempre cortese sia un cor gentil ch esser non puo altrimente che per natura: & per habito prese quel che di mutar poi non e possente

convien chovunque sia sempre palese un cor villan si mostri similmente natura inchina al mal: & viene a farsi lhabito poi difficile a mutarsi

Di cortesia: di gentilezza exempii fra gli antiqui guerrier si vider molti pochi fra li moderni: ma de li empii costumi: avien ch assai ne vegha e ascolti

in quella guerra Hippolyto che i tempii di segni ornaste aglinimici tolti et che traheste lor galee captive di preda carche: alle paterne rive

Tutti li crudeli atti et inhumani ch usasse mai: Tartaro: o Turco: o Moro: (credo contra il voler de Venetani forse con sdegno ben del Leon doro)

usaron lempie & scelerate mani de li soldati mercenarii loro io non dico hor di tanti accesi fuochi ch arson le ville et nostri ameni lochi

Ben che fu quella anchor brutta vendetta massimamente contra voi: che spesso nel tempo che havea lor Cesare astretta Padua dassedio: & voi gli erate appresso

per voi piu duna fiamma fu interdetta et spento il fuoco poi ch era gia messo da villaggi & da templi: come piacque all alta cortesia che con voi nacque

Io non parlo di questo ne di tanti altri lor discortesi & crudeli atti ma sol di quel che trar da sassi i pianti dovria poter qual volta se ne tratti

quel di Signor che la famiglia inanti vostra mandaste: la dove ritratti de i legni lor con importuni auspici s erano in luogo forte gli nemici

Qual Hettorre et Enea: sin dentro a i flutti per abbruciar le navi greche andaro un Hercol vidi: e uno Alexandro indutti da troppo ardir: partirsi a paro a paro

et li destrier spronando passar tutti e i nemici turbar fin nel riparo et gir si inanzi: che al secondo molto aspro fu il ritornare e al primo tolto

Salvossi il Faruffin: resto il Cantelmo che cor Duca di Sora: che consiglio fu allhora il tuo? che trar vedesti lelmo fra mille spade al generoso figlio:

et menar preso a nave: & sopra un schelmo troncarli il capo: ben mi maraviglio che darti morte quel spettacol solo non pote: quanto il ferro a tuo figliuolo

Schiavon crudele: onde hai tu il modo appreso de la militia? in qual Scythia se intende ch uccider si debbia un poi che glie preso? et merce chiama: et piu non si difende

dunque uccidesti lui: perche ha difeso la patria: il Sol a torto hoggi risplende crudel seculo: poi che pieno sei di Thyesti: di Tantali: & di Atrei

Festi Barbar crudel del capo scemo il piu ardito garzon: che di sua etade fusse da un polo a laltro: et da lestremo lito de lIndi: a quel ove il Sol cade

potea in Anthropophago in Polyphemo la belta et gli anni suoi trovar pietade ma non in te: piu crudo & fellone via piu d ogni Cyclope & Lestrigone

Simile exempio non credo che sia fra gli antiqui guerrieri: anzi lor studi eran di gentilezza & cortesia ne dopo la vittoria erano crudi

Bradamante di cui vi referia a qualunque abbatea toccando i scudi non sol non gli nocea piu: ma gli tenea il destrier ancho: & rimontar facea

Di questa donna valorosa & bella io vi dissi disopra: che abbatuto havea Serpentin quel da la Stella Grandonio di Volterra et Ferrauto

et ciascun dessi poi rimesso in sella et dissi anchor chel terzo era venuto in nome dessa a disfidar Ruggiero la dove era stimata un cavalliero

Ruggier tenne linvito allegramente & larmatura sua fece venire hor mentre che se armava al Re presente tornaron quei Signor di nuovo a dire

chi fusse il cavalliero tanto excellente che di lancia sapea si ben ferire et Ferrau che parlato gli havea fu dimandato: se lo connoscea

Rispose Ferrau tenete certo che non e alcun di quei chavete detto a me parea (chil vidi a viso aperto) il fratel di Rinaldo giovinetto

ma poi ch io nho lalto valore experto & so che non puo tanto Ricciardetto penso che sia la sua sorella: molto (per quel ch io nodo) a lui simil di volto

Ella ha ben fama desser forte: a pare del suo Rinaldo: & dogni paladino ma (quanto nho veduto hoggi) mi pare che val piu del fratel: piu del cugino

come Ruggier lei sente ricordare del vermiglio color: chel matutino sparge per laria: si dipinge in faccia & nel cor trema et non sa che si faccia

A questo annuncio stimulato et punto dal stral amoroso tutto senti infiammarse et per lossa senti tutto in un punto corrersi un giaccio chel timor vi sparse

timor ch un sdegno quel amor consunto non habbia in lei che gia per lui si larse di cio confuso non si risolvea s incontra uscirle o pur restar dovea

Hor quivi ritrovandosi Marphisa che d uscire alla giostra havea gran voglia et era armata (perche in altra guisa e raro: o notte o di che tu la coglia)

sentendo che Ruggier s arma: si avisa che di quella vittoria ella si spoglia se lascia che Ruggiero esca fuor prima pensa ire inanzi e haver lhonor ne stima

Salta a cavallo: & vien spronando in fretta ove nel campo la figlia dAmone con palpitante cor Ruggiero aspetta desiderosa farselo prigione

& pensa solo ove la lancia metta perche del colpo habbia minor lesione Marphisa se ne vien fuor de la porta et sopra lelmo una Phenice porta

O fusse per superbia: dinotando se stessa unica al mondo in esser forte o pur sua casta intention lodando di viver sempremai senza consorte

la figliuola dAmon la mira: & quando le fattezze ch amava non ha scorte come si nomi le dimanda: & ode esser colei: che del suo amor si gode

O per dir meglio: esser colei che crede che goda del suo amor: colei che tanto ha in odio: e in ira: che morir si vede se sopra lei non vendica il suo pianto

volta il cavallo: & con gran furia riede non per desir di porla in terra: quanto di passarli con lhasta in mezo il petto & libera restar dogni suspetto

Forza e a Marphisa che a quel scontro vada a provar sel terreno e duro o molle et cosa tanto insolita le accada che ne fu per venir di sdegno folle

fu in terra a pena che trasse la spada et vendicar di quel cader si volle la figliuola dAmon non men altiera grido: che fai: tu sei mia prigionera

Se ben uso con glialtri cortesia usar teco Marphisa non la voglio come a colei che dogni villania odo che sei dotata & dogni orgoglio

Marphisa a quel parlar fremer si udia come un vento marin che dia in un scoglio grida: ma si la rabbia la confonde che non puo exprimer fuor quel che risponde

Mena la spada: & piu ferir non mira lei: chel caval: nel petto & ne la pancia Bradamante al destrier la briglia gira et quel da parte subito la lancia

& tutto a un tempo con sdegno & con ira la donna da caval spinge si lancia & con quella tocco Marphisa a pena che riversar la fece in su larena

Non fu in terra si presto: che rizzosse cercando far con la spada mal opra di nuovo lhasta Bradamante mosse et Marphisa di nuovo ando sozopra

benche possente Bradamante fosse non perho si a Marphisa era disopra che lhavesse ogni colpo riversata ma tal virtu ne lhasta era incantata

Alcuni cavallieri in questo mezo alcuni dico de la parte nostra se nerano venuti dove in mezo lun campo & laltro si facea la giostra:

che non eran lontani un miglio & mezo: veduta la virtu chel suo dimostra el suo che non connoscono altrimente che per un cavallier de la lor gente

Et questi il Re Agramante: e il Re Marsiglio si veduti alle mura approssimarsi per ogni caso per ogni periglio non volson sproveduti ritrovarsi

fero ad alcuni all arme dar di piglio & fuor de li ripari appresentarsi tra questi fu Ruggiero: a cui la fretta di Marphisa la giostra havea intercetta

Linamorato giovene mirando stava il successo: & gli tremava il core de la sua cara moglie dubitando che di Marphisa ben sapea il valore

dubito dico nel principio quando si mosse luna & laltra con furore ma visto poi come successe il fatto resto maraviglioso & stupefatto

E poi che fin la lite lor non hebbe come havean laltre havute al primo scontro nel cor profundamente gli nencrebbe dubbioso pur di qualche strano incontro

de luna egli et de laltra il ben vorrebbe chama amendue: non che da porre incontro sien questi amori: e lun fiamma & furore laltro benivolentia piu che amore

Partita volentier la pugna havria se con suo honor potuto havesse farlo ma quelli chavea seco in compagnia perche non vinca la parte di Carlo

che gia lor par che superior ne sia saltan nel campo & vogliono turbarlo da laltra parte i cavallier christiani si fanno inanzi: et son quivi alle mani

Di qua di la gridar si sente all arme come usati eran far quasi ogni giorno monti chi e a pie: chi non e armato: si arme alla bandiera ognun faccia ritorno

dicea con chiaro & bellicoso carme piu duna tromba che scorrea dintorno ne sveglian men che facciano i cavalli li fanti a tuon di timpani & taballi

La scaramuzza fiera et sanguinosa quanto si possa imaginar si mesce la Donna di Dordona valorosa a cui mirabilmente aggrava e incresce

che quel di che era tanto disiosa di por Marphisa a morte non riesce di qua di la si volge et si raggira se Ruggier puo veder per cui suspira

Lo riconnobbe all aquila dargento chavea nel scudo azurro il giovinetto ella con gliocchi et col pensiero intento fermossi a contemplar le spalle: e il petto

le liggiadre fattezze: e il movimento pieno di gratia: & poi con gran dispetto imaginando ch altra ne gioisse da furore assalita cosi disse

Dunque baciar si belle & dolce labbia deve altra se baciar non le posso io? ah non sia vero gia ch altra mai thabbia che daltra esser non dei se non sei mio

piu presto che morir sola di rabbia che meco di mia man mori disio che se ben qui ti perdo: almen linferno poi mi ti renda: & stie teco in eterno

Se tu mi occidi: e ben ragion che deggi darmi de la vendetta almen conforto che voglion tutti gli ordini & le leggi che chi da morte altrui: debbia esser morto

ne par ch ancho il tuo danno il mio pareggi che tu mori a ragione: io moro a torto faro morir chi brama ohime ch io mora ma tu crudel chi t ama & chi te adora

Perche non dei tu mano essere ardita di aprir col ferro al mio nimico il core che tante volte a morte m ha ferita sotto la pace in sicurta d amore

et hor puo consentir tormi la vita ne pur haver pieta del mio dolore contra questo empio ardisci animo forte vendica mille mie con la sua morte

Gli sprona contra in questo dir: ma prima guardati (grida) perfido Ruggiero non anderai (s io posso) de la opima spoglia del cor d una donzella altiero

come Ruggiero ode il parlare: extima che sia la moglie sua come era in vero la cui voce in memoria si bene hebbe ch in mille riconnoscer la potrebbe

Ben pensa quel che le parole denno volere inferir piu: ch ella laccusa che la convention che insieme fenno non le osservava: onde per farne excusa

di volerle parlar le fece cenno ma quella gia con la visera chiusa con cor venia: spinta da sdegno & rabbia per porlo: & forse ove non era sabbia

Quando Ruggier la vide tanto accesa si ristrinse ne larme & ne la sella la lancia arresta: ma la tien suspesa piegata in parte ove non nuoccia a quella

la Donna che a ferirlo & fargli offesa venia con mente di pieta rubella non pote sofferir: come fu appresso di porlo in terra: & fargli oltraggio expresso

Cosi lor lancie van di effetto vote a quel incontro: & basta ben se Amore con lun giostra et con laltro: & gli percuote d una amorosa lancia in mezo il core

poi che la donna sofferir non puote di far onta a Ruggier: volge il furore che le arde il petto altrove: & qui fa cose che seran: fin che giri il ciel: famose

In poco spatio ne gitto per terra trecento & piu con quella lancia doro ella sola quel di vinse la guerra messa ella sola in fuga il popul Moro

Ruggier di qua di la si aggira & erra tanto che se le accosta & dice: io moro s io non ti parlo: ohime che t ho fatto io che mi debbi fuggire: odi perdio

Come a i meridional tepidi venti che spirano dal mar il fiato caldo le nevi si disciolveno: e i torrenti e il giaccio che pur dianzi era si saldo

cosi a quei prieghi a quei brevi lamenti il cor de la sorella di Rinaldo subito ritorno pietoso & molle chel sdegno piu che marmo indurar volle

Ne vuole o puote dargli altra risposta ma da traverso sprona Rabicano & quanto puo da glialtri se discosta & che segua: a Ruggier cenna con mano

fuor de la moltitudine in reposta valle si trasse: ove era un piccol piano ch in mezo havea un boschetto di cypressi che parean duna stampa tutti impressi

In quel boschetto era di bianchi marmi fatta di nuovo un alta sepoltura chi dentro giace era con brevi carmi notato a chi saperlo havesse cura

ma quivi giunta Bradamante parmi che gia non pose mente alla scrittura Ruggier drieto il caval le affretta & punge tanto ch al bosco e alla donzella giunge

Ma ritorniamo a Marphisa che s era in questo mezo in sul destrier rimessa & venia per trovar quella guerriera che lhavea al primo scontro in terra messa

& la vide partir fuor de la schiera & partir Ruggier vide & seguir essa ne si penso che per amor seguisse ma per finir con larme ingiurie & risse

Urta il cavallo & vien drieto alla pesta tanto che a un tempo con lor quasi arriva quanto sua giunta ad ambi sia molesta chi vive amando il sa senza chio il scriva

ma Bradamante offesa piu ne resta che colei vede onde il suo mal deriva chi le puo tor che non creda esser vero chel amor vi la sproni di Ruggiero?

Et perfido Ruggier di nuovo chiama non ti bastava perfido (disse ella) che tua perfidia sapessi per fama? se non me facevi ancho veder quella?

di cacciarmi da te vegho chai brama et per sbramar tua voglia iniqua & fella io vuo morir: ma sforzerommi anchora far morir meco chi e cagion ch io mora

Sdegnosa piu che vipera: si spicca cosi dicendo: & va contra Marphisa ne lhasta al scudo si presto le appicca che la fa a drieto riversare in guisa

che quasi mezo lelmo in terra ficca ne si puo dir che sia colta improvisa anzi fa incontra cio che far si puote & pure in terra del capo percuote

La figliuola dAmon che vuol morire o dar morte a Marphisa: e in tanta rabbia che non ha mente di nuovo a ferire con lhasta onde a gittar di nuovo lhabbia

ma le pensa dal busto dipartire il capo mezo fitto ne la sabbia getta da se la lancia doro: & prende la spada: & da caval subito scende

Ma tarda e la sua giunta: che si truova Marphisa incontra: & di tanta ira piena poi che sha vista alla seconda pruova cader si facilmente su larena

che pregar nulla & nulla gridar giova a Ruggier che di questo havea gran pena si lodio & lira le guerriere abbaglia che fan da disperate la battaglia

A meza spada vengono di botto & per la gran superbia che le ha accese van pur inanzi: & si son gia si sotto ch altro non puon che venire alle prese

le spade il cui bisogno era interrotto lascian cadere: & cercan nuove offese priega Ruggier & supplica amendue ma poco frutto e in le parole sue

Quando pur vede chel pregar non vale di partirle per forza si dispone lieva di mano ad amendue il pugnale & al pie dun cypresso lo ripone

poi che ferro non han piu da far male con prieghi & con minaccie se interpone ma tutto e in van: che la battaglia fanno a pugni & calci: poi ch altro non hanno

Ruggier non cessa: hor luna hor laltra prende per le man per le braccia & la ritira et tanto fa che di Marphisa accende quanto si puo: contra di se il sdegno & lira

quella che tutto il mondo vilipende alla amicitia di Ruggir non mira poi che da Bradamante si distacca corre alla spada & con Ruggier si attacca

Tu fai da discortese & da villano Ruggiero a disturbar la pugna altrui ma ti faro pentir con questa mano che vuo che basti a vincervi ambedui

cerca Ruggier con parlar molto humano Marphisa mitigar: ma contra lui la trovo in modo disdegnosa & fiera che un perder tempo il ragionar seco era

All ultimo Ruggier la spada trasse poi che lira ancho lui fe rubicondo non credo che spettaculo mirasse Athene: o Roma: o luogo altro del mondo

che cosi a riguardanti dilettasse come diletto questo & fu giocondo alla gelosa Bradamante: quando questo le pose ogni suspetto in bando

La sua spada havea tolta ella di terra & tratta s era a riguardar da parte & le parea veder chel Dio di guerra fusse Ruggiero alla possanza e a larte

una furia infernal quando si sferra sembra Marphisa: se quel sembra Marte vero e ch un pezzo il giovene gagliardo di non fare il potere hebbe riguardo

Sapea ben la virtu de la sua spada che tante experienze n ha gia fatto dove giunge convien che se ne vada lincanto: o nulla giovi & stia di piatto

siche ritien chel colpo suo non cada di taglio o punta: ma sempre di piatto hebbe a questo Ruggier lunga avertenza ma perde pure un tratto la patienza

Perche Marphisa una percossa horrenda gli mena per dividergli la testa egli alza il scudo accio che lo difenda: il fiero colpo su lAquila pesta

vieta lincanto che nol spezzi o fenda ma di stordir non perho il braccio resta & s havea altre arme che quelle dHettorre gli potea il fiero colpo il braccio torre

Et seria sceso indi alla testa: dove disegno di ferir laspra donzella Ruggiero il braccio manco a pena muove a pena piu sostien lAquila bella

per questo ogni pieta da se rimuove par che in gliocchi gli avampi una facella & quanto puo cacciar: caccia una punta Marphisa mal per te se neri giunta

Io non vi so ben dir come si fosse la spada ando a ferire in un cypresso & piu dun palmo in larbore cacciosse cosi piantato era quel luogo spesso

in quel momento il monte e il pian si scosse per terremuoto: & si senti con esso da quel avel ch in mezo il bosco siede gran voce uscir ch ogni mortale excede

Grida la voce horribile: non sia lite tra voi: glie ingiusto & inhumano ch alla sorella il fratel morte dia o la sorella uccida il suo germano

tu mio Ruggiero & tu Marphisa mia credete al mio parlar che non e vano in un medesimo utero dun seme fuste concetti e usciste al mondo insieme

Concetti fuste da Ruggier secondo Galaciella fu la genitrice li cui fratelli havendole del mondo cacciato il genitor vostro infelice

senza mirar chavesse in corpo il pondo di voi: ch erate pur di lor radice la fer: perche si havesse ad affogare sun debil legno porre in mezo il mare

Ma Fortuna: che voi ben che non nati havea gia eletti a gloriose imprese: fece chel legno a liti inhabitati sopra le Syrti a salvamento scese

dove: poi che nel mondo vhebbe dati: lanima eletta al paradiso ascese come Dio volse & fu vostro destino a questo caso io mi trovai vicino

Diedi: alla madre sepultura honesta qual potea darsi in la deserta arena et voi teneri avolti ne la vesta meco portai sul monte di Carena

& mansueta uscir de la foresta feci et lasciare i figli una leena de le cui poppe dieci mesi & dieci ambi notrir con gran studio vi feci

Un giorno che dandar per la contrada & da la casa allontanar mi occorse vi sopravenne a casa una masnada dArabi (& ricordar ve ne de forse)

che te Marphisa tolsero in la strada ma non poter Ruggier che meglio corse: restai de la tua perdita dolente & di Ruggier guardian piu diligente

Ruggier se ti guardo mentre che visse il tuo maestro Athlante tu lo sai di te senti predir le stelle fisse che tra christiani a tradigion morrai

& perche il male influsso non seguisse tenertene lontan mi affaticai ne obstare al fin potendo alla tua voglia infermo caddi: & mi mori di doglia:

Ma nanzi a morte: qui dove previdi che con Marphisa haver pugna dovevi feci raccor con infernal sussidi a formar questa tomba i sassi grevi

& a Charon dissi con alti gridi non vuo che dopo morte il spirto lievi di questo bosco: fin che non ci giugna Ruggier con la sorella per far pugna

Et cosi ha il spirto mio per le belle ombre molti giorni aspettato il venir vostro siche mai gelosia piu non te ingombre o Bradamante ch ami Ruggier nostro

ma tempo e hormai che de la luce io sgombre & mi conduca al tenebroso chiostro qui si tacque: e a Marphisa et alla figlia dAmon lascio e a Ruggier gran maraviglia

Riconnobbe Marphisa per sorella Ruggier con molto gaudio: & ella lui e ad abbracciarsi: senza offender quella che per Ruggiero ardea: vanno ambidui

& ramentando de leta novella alcune cose: i feci: io dissi: io fui: venner trovando con piu certo effetto tutto esser ver quel chavea il spirto detto

Ruggiero alla sorella non ascose quanto havea nel cor fissa Bradamante & narro con parole affettuose de le obligation che le havea tante

& non cesso: che in grande amor compose le discordie che insieme haveano avante et fe per segno di pacificarsi che humanamente andaro ad abbracciarsi

A dimandar poi ritorno Marphisa chi stato fusse: & di che gente il padre & chi lo havesse morto: & a che guisa se in campo chiuso: o fra larmate squadre

et chi commesso havea che fusse uccisa dal mar atroce la misera madre che se gia lo havea udito da fanciulla hor ne tenea poca memoria o nulla

Ruggier incomincio: che da Troiani per la linea dHettorre erano scesi che poi che Astyanatte de le mani campo dUlisse et da li aguati tesi

havendo un de fanciulli coetani per lui lasciato: usci di quei paesi et dopo un lungo errar per la marina venne in Sicilia: & domino Messina

Li descendenti suoi di qua dal Faro signoreggiar de la Calabria parte et dopo piu successioni: andaro ad habitar ne la citta di Marte

piu d uno imperatore: et Re preclaro fu desto sangue in Roma: e in altra parte cominciando a Costante: e a Costantino sino a Re Carlo figlio di Pipino

Fu Ruggier primo et Gianbaron di questi Bovo: Rambaldo: al fin Ruggier secondo che fe come dAthlante udir potesti di nostra madre lutero fecondo

de la progenie nostra i chiari gesti per lhistorie vedrai celebri al mondo segui poi come venne il Re Agolante con Almonte et col padre dAgramante

Et come meno seco una donzella ch era sua figlia tanto valorosa che molti paladin gitto di sella et di Ruggier al fin venne amorosa

& per suo amor del padre fu ribella & battizossi: & diventogli sposa narro come Beltramo traditore per la cognata arse d incesto amore

Et che la patria: il padre & li fratelli tradi: cosi sperando acquistar lei aperse Risa all inimici: & quelli feron di tutti portamenti rei

come Agolante e i figli iniqui & felli poser Galaciella: che di sei mesi era grave: in mar senza governo quando fu tempestoso al maggior verno

Stava Marphisa con serena fronte fisa al parlar chel suo german facea & esser scesa da la bella fonte chavea si chiari rivi: si godea

quindi Mongrana: & quindi Chiaramonte le due progenie derivar sapea ch al mondo fur molti & molti anni & lustri splendide & senza par d huomini illustri

Poi chel fratello al fin le venne a dire chel padre dAgramante: & lavo: e il zio Ruggiero a tradigion feron morire & posero la moglie a caso rio

non lo pote piu la sorella udire che lo interroppe: & disse fratel mio (salva tua gratia) havuto hai troppo torto a non ti vendicar del padre morto

Se dAlmonte: & Troian non ti potevi insanguinar: ch erano morti inante vendicar de li figli ti dovevi perche vivendo te vive Agramante?

questa e una macchia che mai non ti lievi dal viso: poi che dopo offese tante non pur posto non hai questo Re a morte ma vivi al suo soldo: e in la sua corte

Io fo ben voto a Dio che adorar voglio Christo Dio vero ch adoro mio padre che di questa armatura non mi spoglio fin che Ruggier non vendico & mia madre

et vuo dolermi: & fin hora mi doglio di te: se piu ti vegho fra le squadre del Re Agramante: o daltro signor Moro se non col ferro in man per danno loro

O come a quel parlar lieva la faccia la bella Bradamante: & ne gioisce & conforta Ruggier che cosi faccia come Marphisa sua ben lammonisce

et vegna a Carlo: & connoscer si faccia che tanto honora: lauda: & riverisce del suo padre Ruggier la chiara fama ch anchor guerrier senza alcun par lo chiama

Ruggiero accortamente le rispose che da principio questo far dovea ma per non haver ben note le cose come hebbe poi: tardato troppo havea

hor essendo Agramante che gli pose la spada al fianco: farebbe opra rea dandogli morte: & seria traditore che gia tolto lo havea per suo Signore

Promettea ben: come anchor gia promesse a Bradamante di trovar un modo che partir con ragion se ne potesse siche non fusse giudicato frodo

& ben che inanzi fatto non lo havesse era per farlo in pochi di ogni modo & dava colpa d esser stato tardo al combatter che fe con Mandricardo

Perche era stato un mese & piu nel letto & buona testimon Marphisa n era fu sopra questo assai risposto & detto da luna et da laltra inclyta guerriera

lultima conclusion: lultimo effetto e che Ruggier ritorni alla bandiera del suo Signor: fin che cagion gli accada che giustamente a Carlo se ne vada

Lascialo pur andar (dicea Marphisa a Bradamante) et non haver timore fra pochi giorni io faro ben in guisa chel Re Aphrican non gli sera Signore

Bradamante di nuovo fu divisa dal suo Ruggiero: & dal suo proprio core non vuo ch in questo canto piu si parli di chi va a Carlo: & di chi torna in Arli

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