dEh come invan si piange et si suspira drieto all error & non gli vale emenda se avien chel sdegno & limpeto de lira a cacciar dalto la ragione ascenda
quando con forza irreparabil tira o lingua o man siche li amici offenda lasso io mi doglio e affligo in van: di quanto dissi per ira al fin de laltro canto
Ma simile son fatto ad uno infermo che dopo molta patientia & molta quando contra il dolor non ha piu schermo cede a la rabbia: e a bestemmiar si volta
manca il dolor nel impeto sta fermo che la lingua al dir mal facea si sciolta lhuom si ravede: & pente: et stassi cheto ma non puo il detto ritornar piu a drieto
Ben spero donne (vostra cortesia) haver da voi perdon: poi ch io vel chieggio voi scusarete che per frenesia vinto da laspra passion vaneggio
date la colpa alla nimica mia che mi fa star ch io non potrei star peggio et mi fa dir quel: di ch io son poi gramo sallo Idio s ella ha il torto essa s io lhamo
Non men son fuor di me che fusse Orlando ne son meno di lui di scusa degno chor per li monti: hor per le piagge errando scorse in gran parte di Marsiglio il regno
molti di la cavalla strascinando morta come era senza alcun ritegno ma giunto ove un gran fiume entra nel mare gli fu forza il cadavero lasciare
Et perche sa nuotar come una lontra entra nel fiume: & surge all altra riva ecco un pastor sopra un cavallo incontra che per a beverarlo al fiume arriva
colui ben che gli vada Orlando incontra perche egli e solo & nudo non lo schiva vorrei del tuo caval (gli disse il matto) con la giumenta mia far un baratto
Io te la mostrero di qui se vuoi che morta la su laltra ripa giace la potrai far tu medicar dipoi altro diffetto in lei non mi dispiace
senza altra giunta il caval dar mi puoi smontane in cortesia perche mi piace il pastor ride: & senza altra risposta va verso il guado: & dal pazzo si scosta
Io voglio il tuo cavallo oh la non odi suggiunse Orlando: & con furor si mosse havea un baston con nodi spessi & sodi quel pastor seco: e il Paladin percosse
la rabbia e il sdegno passo tutti i modi del Conte: & parve fier piu che mai fosse sul capo del pastore un pugno serra che spezza losso: & morto il lascia in terra
Salta a cavallo & per diversa strada va discorrendo: & molti pone a sacco non gusta il caval mai fieno ne biada tanto ch in pochi di ne riman fiacco
ma non perho ch Orlando a piedi vada che di vetture vuol vivere a macco et quante ne trovo tante ne mise in uso: poi che lor patroni uccise
Capito al fin a Malega: et piu danno vi fece: ch egli havesse altrove fatto che oltra che ponesse a saccomanno il popul: si che ne resto disfatto
ne si pote rifar quel ne laltro anno tanti ne uccise il periglioso matto vi spiano tante case & tante accese che disfe piu chel terzo del paese
Quindi partito venne ad una terra Zizera detta: che siede allo stretto di Zibeltarro: o vuoi di Zibelterra che luno et laltro nome le vien detto
dove una barca che sciogliea da terra vide piena di gente da diletto che solazzando al aura matutina gia per la tranquilissima marina
Comincio il pazzo a gridar forte: aspetta che gli venne disio dandare in barca ma vanamente et gridi et urli getta che volentier tal merce non si carca
per lacqua il legno va con quella fretta che va per laria hirondine che varca Orlando per la briglia il caval stringe et con un mazzafrusto all acqua el spinge
Forza e ch al fin ne lacqua il caval entre ch in van contrasta: & spende in vano ogni opra bagna i genocchi e poi la groppa e il ventre indi la testa: e apena appar di sopra
tornare a dietro non si speri mentre la verga tra lorecchie se gli adopra misero: o si convien tra via affogare o nel lito Aphrican passare il mare
Non vede Orlando piu poppe ne sponde del legno che lha in mar tratto dal sciutto perche e troppo lontano: & lo nasconde a gliocchi bassi: lalto et mobil flutto
& tuttavia il destrier caccia tra londe ch andar di la dal mar dispone in tutto el destrier dacqua pieno & dalma voto finalmente fini la vita e il nuoto
Ando nel fondo & vi trahea la salma se non si tenea il stolto in su le braccia mena le gambe: & luna & l altra palma soffia & londa respinge da la faccia
era laria suave: e il mare in calma et ben vi bisogno piu che bonaccia che ogni poco chel mar fusse piu sorto restava il Paladin ne lacqua morto
Ma la Fortuna che dei pazzi ha cura del mar lo trasse nel lito di Setta in una spiaggia: lungi da le mura quanto serian dui tratti di saetta
lungo il mar molti giorni alla ventura verso levante ando correndo in fretta fin che trovo dove tendea sul lito di nera gente exercito infinito
Lascian chel pazzo errando se ne vada ben di parlar di lui tornera tempo quanto Signore ad Angelica accada dopo ch usci di man d Orlando a tempo
& come a ritornare in sua contrada trovasse & buon naviglio & miglior tempo & de lIndia Medoro havesse il scettro forse a ltri cantera con miglior plettro
Io sono a dir tante altre cose intento che di seguir piu questa non mi cale volger conviemmi il bel ragionamento al Tartaro: che spinto il suo rivale
quella bellezza si godea contento a cui non resta in quei contorni uguale poi che d Europa Angelica e partita & la casta Issabella al ciel salita
De la sententia Mandricardo altiero ch in suo favor la bella donna diede non puo fruir tutto il diletto intiero che contra lui son altre liti in piede
luna gli muove il giovene Ruggiero perche lAquila bianca non gli cede laltra il famoso Re di Sericana che da lui vuol la spada Durindana
Non vi puo accordo il Re d phrica porre de la querela principal non dico che Gradasso & Ruggier voglia comporre con Mandricardo: & far che lor sia amico
ma che Ruggier gli lasci il scudo torre o Durindana laltro suo nimico & lun dia loco a laltro et tanto aspetti che luna dele liti si rasetti
Ruggier non vuol che in altra pugna vada col scudo suo: ne il Re Gradasso vuole che fuor che contra lui porti la spada chel glorioso Orlando portar suole
al fin veggiamo in chi la sorte cada disse Agramante: & non sian piu parole Veggian quel che fortuna ne dispone & sia preposto quel chella prepone
Et se compiacer meglio mi volete siche io ve nhabbia haver obligo ognhora chi dee di voi combatter sortirete ma con patto che al primo chesce fuora
amendue le querele in man porrete siche per se vincendo: vinca anchora pel compagno: & perdendo lun di vui cosi perduto habbia per ambidui
Tra Gradasso & Ruggier credo che sia di valor nulla: o poca differenza siche venga qual vuol dessi fuor pria so ch in arme fara per excellenza
poi la vittoria da quel canto stia che vorra la divina providenza il cavallier non havra colpa ignuna ma il tutto imputerassi alla fortuna
Steron taciti al detto dAgramante & Ruggiero & Gradasso et accordarsi che qualunque di loro uscira inante & luna briga & laltra habbia a pigliarsi
cosi in dui brevi chavean simigliante et ugual forma: i nomi lor notarsi et quelli dentro un urna hanno rinchiusi versati molto: & sozopra confusi
Un semplice fanciul nel urna messe la mano: et prese un breve: et vene a caso ch in questo il nome di Ruggier si lesse essendo quel del Serican rimaso
non si puo dir quanta allegrezza havesse quando Ruggier si senti trar del vaso et daltra parte il Sericano doglia ma quel che manda il ciel forza e chuom toglia
Ogni suo studio il Sericano ogni opra a favorire ad aiutar converte perche Ruggiero: habbia a restare di sopra & le cose in suo pro chavea gia experte
come hor di spada: hor di scudo si copra qual sien botte fallaci: & qual sien certe quando tentar: quando schivar Fortuna si dee: gli torna amente ad una ad una
El resto di quel di che da lo accordo & dal trar de le sorti sopravanza e speso da gli amici a dar ricordo chi a lun guerrier chi a laltro come e usanza
el popul di veder la pugna ingordo se affretta a gara di occupar la stanza ne basta a molti inanzi giorno andarvi che voglion tutta notte ancho vegghiarvi
La sciocca turba disiosa attende che li dui cavallier vengano in pruova che non mira piu lungi: piu comprende di quel ch inanzi a gliocchi si ritruova
ma Sobrino & Marsiglio: & chi piu intende & vede cio che nuoce: & cio che giova biasma questa battaglia: & Agramante che voglia comportar che vada inante
Ne cessan raccordargli il grave danno che nha dhaver il popul Saracino mora Ruggier o il Tartaro tyranno quel che prefisso e dal suo fier destino
dun sol di lor via piu bisogno havranno per contrastare al figlio di Pipino che di dieci altri mila che ci sono tra quai fatica e ritrovar un buono
Connosce il Re Agramante che eglie il vero ma non puo piu negar cio cha promesso ben prega Mandricardo: e il buon Ruggiero che gli ridonin quel cha lor concesso
et tanto piu: che il lor litigio e un Zero ne degno in pruova darme esser rimesso et s in cio pur nol vogliono ubidire vogliano almen la pugna differire
Cinque o sei mesi il singular certame o meno o piu si differisca: tanto che cacciato habbin Carlo del Reame toltogli il scettro la corona e il manto
ma lun & laltro anchor che voglia: et brame il Re ubidir: pur sta duro da canto che tal accordo obbrobrioso stima a chil consenso suo vi dara prima
Ma piu del Re: ma piu d ognun che invano spenda a piegar il Tartaro parole la bella figlia del Re Stordilano supplice il priega: si lamenta & duole
lo prega che consenta al Re Aphricano et voglia quel che tutto il campo vuole si lamenta & si duol: che per lui sia timida sempre: et piena d angonia
Lassa (dicea) che ritrovar poss io rimedio mai cha riposar mi vaglia s hor contra questo hor quel: nuovo disio vi trarra sempre a vestir piastra & maglia
cha potuto giovare al petto mio il gaudio: che sia spenta la battaglia che contra Rodomonte havate presa se un altra non minor se n e gia accesa
Ohime che in vano io me n andavo altiera ch un Re si degno un cavallier si forte per me volesse in perigliosa & fiera battaglia porsi al rischo de la morte
chor vegho per cagion tanto leggiera non meno exporvi alla medesma sorte fu natural ferocita di core ch a quella vinstigo piu chel mio amore
Ma se glie ver chel vostro amor sia quello che vi sforzate persuadermi ognhora per lui vi priego: et per quel gran flagello che mi percuote lalma et che maccora
che non vi caglia sel candido augello nel scudo azurro ha quel Ruggiero anchora utile o danno a voi non so ch importi che lasci quella insegna: o che la porti
Poco guadagno et perdita uscir molta de la battaglia puo: che per far sete quando habbiate a Ruggier laquila tolta poca merce d un gran travaglio havrete
ma se Fortuna le spalle vi volta che non perho nel crin presa tenete causate un danno ch a pensarvi solo mi sento il petto gia sparrar di duolo
Quando la vita a voi per voi non sia cara: & piu amate una aquila dipinta vi sia almen cara per la vita mia non sera luna senza laltra extinta
non gia morir con voi grave mi fia son di seguirvi in vita e in morte accinta ma non vorrei morir si mal contenta come io sero: se dopo voi son spenta
Con tal parole & simili altre assai che le lachryme accompagnano & suspiri pregar non cessa tutta notte mai perche alla pace il suo amator ritiri
& quel suggendo da li humidi rai quel dolce pianto: & quei dolci martiri da le vermiglie labra piu che rose: lachrymando egli anchor cosi rispose
Deh vita mia non vi mettete affanno deh non per Dio di cosi lieve cosa che se Carlo: e il Re dAphrica: e cio channo qui di gente Moresca: & di Franciosa
spiegasse le bandiere in mio sol danno pur non ne dovereste esser pensosa ben mi mostrate in poco conto havere se per me un Ruggier sol vi fa temere
Et vi dovria pur ramentar che solo (& spada io non havea ne scimitarra) con un troncon di lancia a un grosso stuolo d armati cavallier tolsi la sbarra
Gradasso: anchor che con vergogna et duolo lo dica: pur a chil domanda narra che fu in Soria a un castel mio prigionero et e pur daltra fama che Ruggiero
Non niega similmente il Re Gradasso & sallo Isolier vostro: & Sacripante io dico Sacripante il Re Circasso e il famoso Griphone & Aquilante
cent altri & piu: che pur a questo passo stati eran presi alcuni giorni inante Machomettani: & gente di batesmo che tutti liberai quel di medesmo
Non cessa anchor la maraviglia loro de la gran pruova ch io feci quel giorno maggior che se lexercito del Moro & del Franco inimici havessi intorno
et hor potra Ruggier giovine soro farmi da solo a solo: o danno: o scorno: & hor cho Durindana & larmatura dHettor: vi de Ruggier metter paura?
Perche con Rodomonte non venni io a far di voi con larme in mano: acquisto? so che vi havrei si aperto il valor mio ch havreste il fin gia di Ruggier previsto
sciugote queste lachryme: & per dio non mi fate un augurio cosi tristo & siate certa chel mio honor mha spinto et non augel ch e nel scudo dipinto
Cosi disse egli: & molto ben risposto gli fu da la mestissima sua donna che non pur lui mutato di proposto ma di luogo havria mossa una colonna
ella era per dover vincer lui tosto anchor ch armato: & ch ella fusse in gonna & lhavea indutto a dir: che sel Re parla d accordo piu: che volea contentarla
Et lo facea: se non che come al Sole la vaga Aurora fe lusata scorta lanimoso Ruggier: che mostrar vuole che con ragion la bella Aquila porta
per non udir piu d atti & di parole dilation: ma far la lite corta sonando il corno se appresenta armato dove circonda il populo il steccato
Hor come sente il Tartaro superbo laltiero suon ch alla battaglia il sfida non vuol piu de laccordo intender verbo ma si lancia del letto: & arme grida
& si dimostra si nel viso acerbo che Doralice istessa non si fida ne di pace piu dirli ne di triegua et forza e in fin che la battaglia segua
Subito s arma: & a fatica aspetta da suoi scudieri i debiti servigi poi monta sopra il buon cavallo infretta che del gran difensor fu di Parigi
& vien correndo inver la piazza eletta per terminar con larme i gran litigi vi giunse il Re & la corte allhora allhora siche allassalto fu poca dimora
Posti lor furo & allacciati in testa li lucidi elmi: & dato lor le lance segue la tromba a dar il segno presta che fece a mille impallidir le guance
posero lhaste i Cavallieri in resta e i corridori punsero alle pance & venner con tal impeto a ferirsi che parve il ciel cader la terra aprirsi
Quinci & quindi venir si vede il bianco augel che Giove per laria sostenne come ne la Thessalia si vide ancho venir piu volte: ma con altre penne
quanto sia luno et laltro guerrier franco mostra il portar de le massiccie antenne & piu il ferir: & piu ch al scontro duro qual torri a venti: o scogli a londe furo
Li tronchi sin al ciel ne sono ascesi scrive Turpin verace in questo loco che dui o tre giu ne tornaro accesi ch eran saliti alla spera del fuoco
li Cavallieri i brandi haveano presi & come quel che si temeano poco si ritornaro in contra: e a prima giunta ambi alla vista si ferir di punta
Ferirsi alla visera al primo tratto & non miraron per mettersi in terra dar a cavalli morte: ch e mal atto per ch essi non han colpa de la guerra
chi pensa che tra lor fusse tal patto non sa lusanza antiqua: et di molto erra senza altro patto era vergogna & fallo & biasmo eterno a chi feria il cavallo
Ferirsi alla visera ch era doppia & a pena ancho a tanta furia resse lun colpo appresso laltro si radoppia le botte piu che grandine son spesse
grandine che lo gran strugga & la stoppia et fraudi altrui de la sperata messe se Durindana & Balisarda taglia sapete: & quanto in queste mani vaglia
Ma degno di se colpo anchor non fanno si lun et laltro ben sta su lo aviso usci da Mandricardo il primo danno per cui fu quasi il buon Ruggier ucciso
d uno di quei gran colpi che far sanno gli fu pel mezo il bel scudo diviso & la corazza apertagli di sotto & fin sul vivo il crudel brando ha rotto
Laspra percossa aggiaccio il cor nel petto per dubbio di Ruggiero a i circostanti nel cui favore inclinava lo affetto ben de li piu: se non di tutti quanti
& se Fortuna ponesse ad effetto quel che la maggior parte vorria inanti gia Mandricardo seria morto o preso si chel suo colpo ha tutto il campo offeso
Io credo che qualche agnol se interpose per salvar da quel colpo il Cavalliero ma ben senza piu indugia gli rispose terribil piu che mai fusse Ruggiero
la spada in capo a Mandricardo pose ma tanto il sdegno fu subito & fiero & tal fretta gli fe: ch io men lo incolpo se non venne a ferir di taglio il colpo
Se Balisarda lo giungea pel dritto lelmo dHettorre era incantato in vano fu si del colpo Mandricardo afflitto che si lascio la briglia uscir di mano
cenno dandar tre volte a capo fitto in terra: mentre iva scorrendo il piano quel Brigliador che connoscete al nome dolente anchor de le mutate some
Calcata serpe mai tanto non hebbe ne ferito leon sdegno & furore quanto il Tartaro poi che si rihebbe del spasmo che di se lo trasse fuore
et quanto lira & la superbia crebbe tanto: & piu crebbe in lui forza & valore fece spiccar a Brigliadoro un salto verso Ruggiero: e alzo la spada in alto
Levossi in su le staffe: & a lelmetto segnolli: & se credette veramente partirlo a quella volta sin al petto ma fu di lui Ruggier piu diligente
che pria chel braccio scenda al duro effetto gli caccia sotto la spada pungente & gli fa ne la maglia ampla finestra ch eraa diffesa de lascella destra
Et Balisarda al suo ritorno trasse di fuori il sangue tiepido & vermiglio et vieto a Durindana che calasse impetuosa con tanto periglio
ben che fin su la groppa si piegasse Ruggier: & per dolor strignesse il ciglio & s elmo in capo havea di peggior tempre gli era quel colpo memorabil sempre
Ruggier non cessa: & spinge il suo cavallo & Mandricardo al destro fianco truova quivi scelta finezza di metallo et ben condutta tempra poco giova
contra la spada che non scende in fallo che fu incantata non per altra pruova che per che contra a colpi suoi non vaglia piastra incantata ne incantata maglia
Taglionne quanto ella ne prese: e insieme lascio ferito il Tartaro nel fianco chel ciel biastemmia: et di tanta ira freme che el tempestoso mare e horribil manco
hor se aparecchia a por le forze extreme il scudo ove in azurro e laugel bianco dal sdegno vinto si gitto lontano et messe al brando et luna et laltra mano
Ah (disse lui Ruggier) senza piu basti a mostrar che non merti quella insegna chor tu la getti: et dianzi la tagliasti ne potrai dir mai piu che ti convegna
cosi dicendo forza e ch egli attasti con quanta furia Durindana vegna che si gli grava: & si gli pesa in fronte che piu leggier potea cadergli un monte
Et per mezo gli fende la visera buon per lui che dal viso si discosta poi calo su larcion che ferrato era ne lo difese haverne doppia crosta
giunse al fin su larnese: & come cera laperse con la falda sopraposta et feri gravemente ne la coscia Ruggier: siche assai stette a guarir poscia
De lun come de laltro fatte rosse il sangue larme havea con doppia riga tal che diverso era il parer chi fosse de li dui sul vantaggio in quella briga
ma Ruggier presto tal dubbio rimosse con la spada che tanti ne castiga mena di punta: & drizza il colpo crudo donde il Tartaro havea gittato il scudo
La corazza foro dal lato manco e un palmo vi caccio dentro la spada la punta entro fra lossa sopra il fianco e il core ando a ferir per quella strada
cosi il Tartaro perde lucel bianco et e forza ch insieme se ne vada la vita: che gli fu piu di iattura che spada et scudo et tutta larmatura
Il miser non mori senza vendetta: ch a quel medesmo tempo che fu colto la spada: poco sua: meno di fretta & a Ruggier havria partito il volto
se gia Ruggier non gli havesse intercetta prima la forza: e assai del vigor tolto di forza & di vigor troppo gli tolse dianzi che sotto il destro braccio il colse
Da Mandricardo fu Ruggier percosso nel punto ch egli a lui tolse la vita tal chel cerchio di ferro anchor che grosso & la cuffia dacciar ne fu partita
Durindana taglio cotenna & osso et nel capo a Ruggiero entro dua dita Ruggier stordito in terra si riversa et di sangue un ruscel dal capo versa
Il primo fu Ruggier ch ando per terra et di poi stette laltro a cader tanto che quasi crede ognun che de la guerra riporti Mandricardo il pregio e il vanto
et Doralice sua che con glialtri erra et che quel di piu volte ha riso et pianto Dio ringratio con mani al ciel supine chavesse havuta la pugna tal fine
Ma poi ch appar a manifesti segni vivo chi vive: & senza vita il morto nel cor de li fautor mutano regni di la mestitia: & di qua vien conforto
li Re li Duci: & principi piu degni con Ruggier ch a fatica era risorto a rallegrarsi & abbracciar si vanno et senza fin gloria & honor gli danno
Ognun se allegra con Ruggiero: & sente il medesmo nel cor cha ne la bocca sol Gradasso il pensiero ha differente tutto da quel che fuor la lingua scocca
mostra gaudio nel viso: e occultamente del glorioso acquisto invidia il tocca et maledice: o sia destino: o caso che inanzi a se Ruggier ttasse del vaso
Che diro del favor che de le tante carezze & tante affetuose et vere che fece a quel Ruggiero il Re Agramante senza il qual dare al vento le bandiere
ne volse muover dAphrica le piante ne senza lui si fido in tante schiere hor che del Re Agricane ha spento il seme prezza piu lui: che tutto il mondo insieme
Ne di tal volonta gli huomini soli eran verso Ruggier: ma le donne ancho che dAphrica & di Spagna fra li stuoli eran venute al territorio franco
& Doralice istessa che con duoli piangea lamante suo pallido & bianco forse con laltre ita sarebbe in schiera se di vergogna un duro fren non era
Io dico forse: non ch io ve lo accerti ma potrebbe esser stato di leggiero tal la bellezza: & tal erano i merti i costumi e i sembianti di Ruggiero
ella per quel che gia ne semo experti si facile era a variar pensiero che per non si veder priva dAmore potuto havria porre in Ruggiero il core
Per lei buono era vivo Mandricardo ma che ne volea far dopo la morte? proveder le convien dun che gagliardo sia notte & di ne suoi bisogni: & forte
non era stato intanto avenir tardo el piu perito medico di corte che di Ruggier veduta ogni ferita gia lo havea assicurato de la vita
Con molta diligentia il Re Agramante fece colcar Ruggier ne le sue tende che notte & di veder sel vuole inante si lama si di lui cura si prende
al letto il scudo et larme tutte quante che fur di Mandricardo: il Re gli appende tutte le appende: excetto Durindana che fu lasciata al Re di Sericana
Con larme laltre spoglie a Ruggier sono date di Mandricardo: e insieme dato gli e Brigliador: quel destrier bello et buono che per furor Orlando havea lasciato
poi quello al Re diede Ruggier in dono che s avide ch assai gli seria grato non piu di questo: che tornar bisogna a chi Ruggiero in van sospira e agogna
Gliamorosi tormenti che sostenne Bradamante aspettando: io vho da dire a Montalbano Hippalca a lei rivenne et nuova le arreco del suo desire
prima di quanto di Frontin le avenne con Rodomonte: lhebbe a riferire poi di Ruggier che ritrovo alla fonte con Ricciardetto & frati d Agrismonte
Et che con esso lei si era partito con speme di trovare il Saracino & punirlo di quanto havea fallito di haver tolto a una donna il suo Frontino
& chel disegno poi non gli era uscito perche diverso havea fatto il camino la cagione ancho perche non venisse a Montalban Ruggier: tutta le disse
Et riferille le parole a pieno ch in sua scusa Ruggier le havea commesse et si trasse la lettera di seno chebbe da lui perche a costei la desse
con viso piu turbato che sereno prese la charta Bradamante: & lesse che se non fusse la credenza stata gia di veder Ruggier: fora piu grata
Lhaver Ruggiero ella aspettato: e in vece di lui: vedersi hora appagar dun scritto del bel viso turbar laria le fece di timor: di cordoglio: et di dispitto
bacio la charta diece volte & diece havendo a chi la scrisse il cor diritto le lachryme vietar che su vi sparse che con suspiri ardenti ella non larse
Lesse la charta quattro volte & sei & volse ch altretante lambasciata replicata le fosse da colei che luna & laltra havea quivi arrecata
et piangea tuttavolta: & crederei che mai non si seria piu racchetata se non havesse havuto pur conforto di rivedere il suo Ruggier di corto
Termine a ritornar quindici o venti giorni: havea Ruggier tolto: & affermato lhavea ad Hippalca poi: con giuramenti da non temer che mai fusse mancato
che me assicura ohime de li accidenti (ella dicea) chan forza in ogni lato? ma ne le guerre piu: che non distorni alcun tanto Ruggier che piu non torni?
Oime Ruggiero: oime chavria creduto cheavendote amato io piu di me stessa tu piu di me: non ch altri: ma potuto habbi amar gente tua inimica expressa
a chi opprimer dovresti doni aiuto chi tu dovresti aitar: e da te oppressa non so se biasmo o laude esser ti credi ch al premiar e al punir si poco vedi
u morto da Troian (non so sel sai) el padre tuo: ma fin a sassi il sanno et tu del figlio di Troian cura hai che non riceva alcun disnor ne danno
e questa la vendetta che ne fai? Ruggiero: e a quei che vendicato lhanno rendi tal premio: che del sangue loro me fai morir di stratio et di martoro
Dicea la donna al suo Ruggier absente queste parole & altre lachrymando non una sola volta: ma sovente Hippalca la venia pur confortando
che Ruggier servarebbe intieramente sua fede: & ch ella laspettasse: quando altro far non potea: sin a quel giorno chavea Ruggier prescritto al suo ritorno
Li conforti dHippalca & la speranza che de gliamanti suole esser compagna alla tema e al dolor tolgon possanza di far che Bradamante ognhora piagna
in Montalban senza mutar mai stanza voglion che sin al termine rimagna sin al promesso termine & giurato: che poi fu da Ruggier mal osservato
Ma ch egli alla promessa sua mancasse non perho debbe haver la colpa affatto ch una causa & un altra si lo trasse che gli fu forza preterire il patto
convenne che nel letto si colcasse & piu dun mese si stesse di piatto in dubbio di morir: si il dolor crebbe dopo la pugna che col Tartaro hebbe
La innamorata giovane lo attese tutto quel tempo: & disiollo in vano ne mai ne seppe: fuor quanto ne intese hora da Hippalca: & poi dal suo germano
che le narro che Ruggier lui difese & Malagigi libero & Viviano: questa novella anchor chavesse grata pur di qualche amarezza era turbata
Che di Marphisa in quel discorso udito lalto valore & le bellezze havea udi come Ruggier si era partito con esso lei: & che d andar dicea
la dove con disagio in debol sito mal sicuro Agramante si tenea si degna compagnia la donna lauda ma non che se le allegri o che ne applauda
Ne picciolo e il sospetto che la preme che se Marphisa e bella come ha fama et che fin a quel di sieno iti insieme e maraviglia se Ruggier non lama
pur non vuol creder ancho: & spera et teme & quel di che la puo far lieta & grama misera aspetta: & suspirando stassi da Montalban mai non movendo i passi
Stando ella quivi: il principe: il Signore del bel castello: il primo de suoi frati io non dico di etade: ma dhonore (che di lui prima dui n erano nati)
Rinaldo: che di gloria et di splendore gli ha: come il Sol le stelle: illuminati giunse al castello un giorno in su la nona ne fuor che un servo: era con lui persona
Del suo venir fu causa: che da Brava ritornandosi un di verso Parigi (come vho detto che sovente andava per ritrovar dAngelica vestigi
havea sentita la novella prava del suo Viviano: & del suo Malagigi ch eran per essere dati al Maganzese et per cio ad Agrismonte la via prese
Dove intendendo poi ch eran salvati & li aversarii lor morti & distrutti & Marphisa & Ruggiero erano stati che gli haveano a quei termini ridutti
et suoi fratelli: & suoi cugin tornati a Montalbano insieme erano tutti gli parve un hora un anno di trovarsi con essolor la dentro ad abbracciarsi
Venne Rinaldo a Montalbano & quivi madre moglie abbraccio figli & fratelli e i cugini che dianzi eran captivi & parve quando egli arrivo tra quelli
dopo gran fame hirondine che arrivi col cibo in bocca a pargoletti augelli & poi ch un giorno vi fu stato o dui partisse & fe partir altri con lui
Ricciardo: Alardo: Ricciardetto: & dessi figli dAmone: il piu vecchio Guicciardo Malagigi et Vivian: si furon messi in arme: dietro al Paladin gagliardo
Bradamante aspettando che si appressi il tempo: ch al disio suo ne vien tardo inferma disse a gli fratelli chera et non volse venir con loro in schiera
Et ben lor disse il ver: ch ella era inferma ma non per febbre o corporal dolore era il disio che lalma dentro inferma et fa alteration patir damore
Rinaldo in Montalban piu non si ferma et seco mena di sua gente il fiore come a Parigi ne venisse: & quanto Carlo aiutasse: io diro in laltro canto
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