cHe dolce piu che piu giocondo stato seria di quel dun amoroso core? che viver piu felice et piu beato che ritrovarsi in servitu dAmore?
se non fusse lhuom sempre stimulato di quel suspetto rio: da quel timore da quel martir: da quella frenesia da quella rabbia detta gelosia
Perho ch ogni altro amaro che si pone tra questa suavissima dolcezza e un augumento una perfettione et e un condurre amor a piu finezza
lacque parer fa saporite & buone la sete: e il cibo pel digiun si apprezza non connosce la pace: et non lestima chi provato non ha la guerra prima
Se ben non veghon gliocchi cio che vede ognhor il cor: in pace si sopporta chel star lontano: poi quando si riede quanto piu lungo fu: piu riconforta
el stare in servitu senza mercede (pur che non resti la speranza morta) patir si puo: che premio al ben servire pur viene al fin: se ben tarda a venire
Li sdegni: le repulse: & finalmente tutti i martir dAmor: tutte le pene: fan per lor rimembranza che si sente con miglior gusto un piacer quando viene
ma se la infernal peste una egra mente avien che infetti: ammorbi: et avelene se ben festa et gioir poi le vien drieto non puo uno amante mai piu viver lieto
Questa e la cruda & venenata piaga a cui non val liquor: non val impiastro ne murmure: ne imagine di saga ne val lungo osservar di benigno astro
ne quanta experientia darte maga fece mai linventor suo Zoroastro piaga crudel che sopra ogni dolore conduce lhuom che disperato muore
O incurabil piaga che nel petto dun amator si facile se imprime non men per falso che per ver suspetto piaga che lhuom si crudelmente opprime
che la ragion gli offusca & lintelletto et lo tra fuor de le sembianze prime o iniqua Gelosia: che cosi a torto levasti a Bradamante ogni conforto
Non di questo che Hippalcha & chel fratello le havea nel cor amaramente impresso ma dico d uno annuntio crudo & fello che le fu dato pochi giorni appresso
questo era nulla a paragon di quello ch io vi diro: ma non dirollo adesso di Rinaldo ho da dir primeramente che ver Parigi vien con la sua gente
Scontraro il di seguente in ver la sera un cavallier chavea una donna a fianco con scudo & sopravesta tutta nera se non che per traverso ha un fregio bianco
sfido alla giostra Ricciardetto: ch era dinanzi: & vista havea di guerrier franco et quel che mai nessun ricusar volse giro la briglia: & spatio a correr tolse
Senza dir altro o piu notitia darsi de lesser lor: si vengono all incontro Rinaldo et glialtri cavallier fermarsi per veder come seguiria quel scontro
costui per terra presto ha da versarsi se in luogo fermo a mio modo lo incontro dicea tra se medesmo Ricciardetto ma contrario al pensier segui leffetto
Perho che lui sotto la vista offese di tanto colpo il cavalliero istrano che lo levo di sella: & lo distese piu di due lance al suo caval lontano
di vendicarlo incontinente prese lassunto Alardo: & ritrovossi al piano stordito & mal acconcio: si fu crudo il scontro: che lo giunse a mezo il scudo
Pone Guicciardo incontinente in resta lhasta: che vede i dui germani in terra benche Rinaldo gridi resta resta che mia convien che sia la terza guerra
ma lelmo anchor non ha allacciato in testa siche Guicciardo al corso se diserra ne piu de glialtri si seppe tenere & ritrovossi subito a giacere
Vuol Ricciardo: Viviano: & Malagigi & lun prima de laltro essere in giostra ma Rinaldo pon fin a lor litigi che inanzi a tutti armato si dimostra
dicendo loro e tempo ir a Parigi et seria troppo la tardanza nostra s io volesse aspettar fin che ciascuno di voi: fosse abbattuto ad uno ad uno
Dissel tra se: ma non che fusse inteso che seria stato a glialtri ingiuria & scorno lun et laltro del campo havea gia preso & si faceano in contra aspro ritorno
non fu Rinaldo per terra disteso che valea tutti glialtri chavea intorno le lance si fiaccar come di vetro ne li guerrier si piegar oncia adietro
Lun et laltro cavallo in guisa urtosse che gli fu forza interra a por le groppe Baiardo immantinente ridrizzosse tanto che a pena il correre interroppe
sinistramente si laltro percosse che la spalla et la schiena insieme roppe il cavallier chel caval morto vede lascia le staffe: & e subito in piede
Et al figlio dAmon: che gia rivolto tornava a lui con la man vota: disse Signor il buon destrier che tu mhai tolto perche caro mi fu mentre che visse:
me faria uscir del mio debito molto se cosi invendicato si morisse siche vientene et fa cio che tu puoi perche battaglia esser convien tra noi
Disse Rinaldo a lui: sel caval morto et non altro ne de porre a battaglia un de miei ti daro: piglia conforto che men del tuo non credero che vaglia
colui soggiunse: o cavallier mal scorto se crederai che dun destrier mi caglia ma poi che non comprendi cio ch io voglio ti spieghero piu chiaramente il foglio
Vuo dir: che mi parria commetter fallo se con la spada non ti provassi ancho & non sapessi se in quest altro ballo tu mi sia pari: o se piu vali o manco
come ti piace: o scendi: o sta a cavallo pur che le man tu non ti tegna a fianco io son contento ogni vantaggio darti tanto alla spada bramo di provarti
Rinaldo molto non lo tenne in lunga & disse la battaglia ti prometto et perche tu sia ardito: et non ti punga di questi cho dintorno alcun sospetto
se ne anderanno fin ch io gli raggiunga ne meco restera fuor ch un valletto che mi tenga il cavallo: et cosi disse alla sua compagnia che se ne gisse
La cortesia del Paladin gagliardo commendo molto il cavallier extrano smonto Rinaldo: & del destrier Baiardo diede al valletto le redine in mano
et poi che piu non vide il suo stendardo (che gia di lungo spatio era lontano) imbraccio il scudo: et strinse il brando fiero & sfido alla battaglia il cavalliero
Et quivi incominciossi una battaglia di ch altra mai non fu piu fiera in vista non crede lun che tanto laltro vaglia che troppo lungamente gli resista
ma poi chel paragon ben gli raguaglia ne lun de laltro piu sallegra o attrista pongon lorgoglio et il furor da parte et al vantaggio lor usano ogni arte
S odon lor colpi dispietati & crudi intorno ribombar con suono horrendo levando hora li canti ai grossi scudi schiodando hor piastre: & hor le maglie aprendo
ne qui bisogna tanto che si studi a ben ferir: quanto a parar: volendo star luno a laltro par: ch eterno danno lor puo causar il primo error che fanno
Duro lassalto un hora & piu chel mezo d un altra: & era il Sol gia sotto londe et era sparso il tenebroso rezo de lorizon fin all estreme sponde
ne riposato o fatto altro intermezo haveano alle percosse furibonde questi guerrier: che non ira o rancore ma tratto allarme havea disio dhonore
Rivolve tuttavia tra se Rinaldo chi sia lextrano cavallier si forte che non pur gli sta contra ardito & saldo ma spesso il mena a risco de la morte
et gia tanto travaglio: & tanto caldo gli ha posto: che del fin dubita forte et volentier: se con suo honor potesse: vorria che quella pugna rimanesse
Dalaltra parte il cavallier extrano che similmente non havea notitia che quel fusse il Signor di Montalbano quel si famoso in tutta la militia
che gli havea incontra con la spada in mano condotto cosi poca nimicitia era certo che dhuom di piu excellenza non potesson darlarme experienza
Vorrebbe del impresa esser digiuno chavea di vendicar il suo cavallo & se potesse senza biasmo alcuno si trarria fuor del periglioso ballo
il mondo era gia tanto oscuro et bruno che tutti i colpi quasi ivano in fallo poco ferir: & men parar sapeano ch apena in man le spade si vedeano
Fu quel da Montalbano il primo a dire che non volesson far battaglia al scuro ma quella indugiar tanto et differire chavesse dato volta il pigro Arcturo
et che puo intanto al padiglion venire dove di se non sera men sicuro ma servito honorato & ben veduto quanto in loco ove mai fusse venuto
Non bisogno a Rinaldo pregar molto chel cortese baron tenne lo invito ne vanno insieme ove il drappel raccolto di Montalbano era in sicuro sito
Rinaldo havea al scudiero il caval tolto di gran bellezza et molto ben guarnito a spada & lancia & ogni pruova buono et a quel cavallier fattone dono
Il guerrier peregrin connobbe quello esser Rinaldo che venia con esso che prima che giungessero al hostello venuto a caso era a nomar se stesso
& perche lun de laltro era fratello si senti dentro di dolcezza oppresso et di pietoso affetto toco il core et lagrimo per gaudio & per amore
Questo guerriero era Guidon selvaggio che dianzi con Marphisa & Sansonetto et figli dOlivier molto viaggio havea fatto per mar come vi ho detto
di non veder piu presto il suo lignaggio il fellon Pinabel gli havea interdetto havendol preso e abada poi tenuto in difension del suo crudel statuto
Guidon che questo esser Rinaldo udio Famoso sopra ogni famoso duce chavuto havea piu di veder disio che non ha il cieco la perduta luce
con molto gaudio disse: o Signor mio qual Fortuna a combatter mi conduce con voi che lungamente ho amato & amo et sopra tutto il mondo honorar bramo
Mi partori Gostanza ne le extreme ripe del mare Euxino: io son Guidone concetto de lo Illustre inclyto seme come anchor voi del generoso Amone
di voi vedere & gli altri nostri insieme il desiderio e del venir cagione et dove mia intention fu dhonorarvi mi vegho esser venuto a ingiuriarvi
Ma scusimi apo voi d un error tanto ch io non ho voi ne gli altri connosciuto et se emendar si puo ditemi quanto far debbio: ch in cio far nulla rifiuto
poi che si fu da lun & laltro canto de complessi iterati al fin venuto rispose a lui Rinaldo: non vi caglia meco scusarvi piu de la battaglia
Che per certificarne che voi sete di nostra antiqua stirpe un vero ramo dar miglior testimonio non potete chel gran valor ch in voi chiaro proviamo
se piu pacifiche erano & quiete vostre maniere: mal vi credevamo che la damma non genera il leone ne le colombe: laquila: o il falcone
Non per andar di ragionar lasciando non di seguir per ragionar lor via vennero a i padiglioni: ove narrando il buon Rinaldo alla sua compagnia
che questo era Guidon che disiando veder: tanto aspettato haveano pria molto gaudio apporto ne le sue squadre et parve a tutti assimigliarsi al padre
Non diro le accoglienze che gli fero Alardo: Ricciardetto: et gli altri dui che gli fece Viviano et Aldigiero & Malagigi: frati: & cugin sui
ch ogni signor gli fece & cavalliero: cio chegli disse a loro: & essi a lui ma vi concludero che finalmente fu ben veduto da tutta la gente
Caro Guidone alli fratelli stato credo serebbe in ogni tempo assai ma lor fu al gran bisogno hora piu grato che esser potesse in altro tempo mai
poscia chel nuovo Sole incoronato del mar usci di luminosi rai Guidon coi frati: & coi parenti in schiera se ne torno sotto la lor bandiera
Tanto un giorno: & unaltro se n andaro che di Parigi alle assediate porte a men di dieci miglia se accostaro in ripa a Senna ove per buona sorte
Griphone & Aquilante ritrovaro i dui guerrier da larmatura forte Griphone il bianco & Aquilante il nero che partori Gismonda dOliviero
Con essi ragionava una donzella non gia di vil condition in vista che di sciamito bianco la gonnella fregiata intorno havea d aurata lista
molto leggiadra in apparenza: & bella fusse quantunque lachryimosa & trista & mostrava ne gesti: & nel sembiante di cosa ragionar molto importante
Connobbe i cavallier come essi lui Guidon: che fu con lor pochi di inanzi & a Rinaldo disse: eccovi dui a cui van pochi di valor inanzi
& se per Carlo veniran con nui non ne staranno i saracini inanzi Rinaldo di Guidon conferma il detto che luno & laltro era guerrier perfetto
Li havea riconosciuti egli non manco perho che quelli sempre erano usati lun tutto nero & laltro tutto bianco vestir su larme: & molto andare ornati
dalaltra parte essi connobbero ancho et salutar Guidon Rinaldo e i frati & abbracciar Rinaldo come amico messo da parte ogni lor odio antico
Shebbero un tempo in urta e in gran dispetto per Trufaldin che fora lungo adire ma quivi insieme con fraterno affetto si accarezzar tutte obliando lire
Rinaldo poi si volse a Sansonetto ch era tardato un poco piu a venire et lo raccolse col debito honore a pieno instrutto del suo gran valore
Tosto che la donzella piu vicino vide Rinaldo et connosciuto lhebbe che havea notitia d ogni paladino gli disse una novella che glincrebbe
et comincio: Signore il tuo cugino a cui la Chiesa et lalto Imperio debbe quel gia si saggio et honorato Orlando e fatto stolto: et va pel mondo errando
Onde causato cosi strano et rio accidente gli sia: non so narrarte la sua spada et laltre arme ho vedute io che per li campi havea gittate et sparte
et vidi un cavallier cortese et pio che le ando raccogliendo dogni parte et poi di tutte quelle uno arbuscello fe: a guisa di tropheo pomposo et bello
Ma la spada ne fu presto levata dal figliuol dAgricane il di medesmo tu poi considerare quanto sia stata gran perdita alla gente del battesmo
lesser unaltra volta ritornata Durindana in poter del paganesmo ne Brigliadoro men ch errava sciolto n torno allarme fu dal pagan tolto
Son pochi di ch Orlando correr vidi senza vergogna et senza senno ignudo con urli spaventevoli & con gridi che e fatto pazzo in somma ti conchiudo
et non havrei fuor che a questi occhi fidi creduto mai si acerbo caso & crudo et seguito come lo vide al ponte che seco trasse in lacqua Rodomonte
A qualunque io non creda esser nimico dOrlando (soggiungea) di cio favello ne per dargli dolor questo gli dico ma perche palesando il caso fello
molti per lorme di si degno amico porransi: & cercheran di sanar quello so ben che Brandimarte: come questa novella intenda: si porra in linchiesta
Era costei la bella Fiordiligi da Brandimarte unicamente amata che per lui ritrovar era a Parigi da lale in fretta del disir portata
suggiunse anchor che causa di litigi Durindana era a Mandricardo stata et che poi ch egli fu di vita casso havea la spada havuta il Re Gradasso
Di cosi strano & misero accidente Rinaldo senza fin si lagna & duole ne il cor intenerir men se ne sente che soglia intenerirsi il giaccio al Sole
& con disposta & immutabil mente ovunque Orlando sia cercar lo vuole con speme: poi che ritrovato lhabbia di farlo risanar di quella rabbia
Ma fatto havendo gia quel stuolo unire sia volonta del ciel: o sia aventura li saracin vuol prima far fuggire & liberar le parigine mura
et consiglia lassalto differire che vi par gran vantaggio: a notte scura in la seconda: o in la terza vigiglia lhora chel sonno piu grava le ciglia
Tutta la gente alloggiar fece al bosco & quivi la poso per tutto il giorno ma poi chel Sol lasciando il mondo fosco alla nutrice antiqua fe ritorno
et orse: et capre: & serpe senza tosco & laltre fere hebbeno il ciel adorno che state erano ascose al maggior lampo: mosse Rinaldo il taciturno campo
Et venne con Griphon con Aquilante con Vivian: con Alardo: & con Guidone con Sansonetto: a glialtri un miglio inante a cheti passi: & senza alcun sermone
fin che trovo la scolta dAgramante dormir sicura: e uccise e fe prigione indi arrivo tra quella gente Mora che non fu visto ne sentito anchora
Del campo d infedeli a prima giunta la guardia che fu colta allimproviso lascio Rinaldo si rotta & consunta ch un sol non fu che non restasse ucciso
spezzata che lor fu la prima punta li saracin non lhavean piu da riso che sonnolenti: timidi: & inermi poteano a tal guerrier far pochi schermi
Fece Rinaldo per maggior spavento de saracini: al mover de lo assalto a trombe & corni dar subito vento et gridando il suo nome alzar in alto
spinse Baiardo: & quel non parve lento che dentro all alte sbarre entro dun salto et verso cavallier: pesto pedoni et atterro trabacche & padiglioni
Non fu si ardito tra il popul pagano a cui non se arricciassero le chiome come senti Rinaldo et Montalbano suonar per laria il formidato nome
fugge col campo dAphrica lHispano ne perde tempo a caricar le some chaspettar quella furia piu non vuole chaver provata ancho si piagne & duole
Guidon lo segue & non fa men di lui ne men fanno i dui figli dOliviero Alardo: & Ricciardetto & gli altri dui col brando Sansonetto apre il sentiero
Aldigiero et Vivian provar altrui fan quanto in arme luno & laltro e fiero et fa ciascun che segue il bel stendardo di Chiaramonte da guerrier gagliardo
Settecento con lui tenea Rinaldo in Montalbano e intorno a quelle ville usati a portar larme al freddo e al caldo non gia piu rei dei Myrmidon dAchille
ciascun d essi al bisogno era si saldo che cento insieme non fuggian per mille & se ne potean molti sceglier fuori che dalcun piu famosi eran migliori
Et se Rinaldo ben non era molto ricco ne di citta ne di thesoro facea si con parole & con buon volto et cio chavea partendo ognhor con loro
ch un di quel numer mai non gli fu tolto per offerir altrui piu summa doro questi da Montalban mai non rimuove se non lo stringe un gran bisogno altrove
Et hor perche habbia il magno Carlo aiuto lascio con poca guardia il suo castello tra gli Aphrican questo drapel venuto questo drapel del cui valor favello
ne fece quel che del gregge lanuto sul Phalanteo Galeso il lupo fello o quel che suol de lo barbato appresso il barbaro Cinyphio il leon spesso
Carlo ch aviso da Rinaldo avuto havea: che presso era a Parigi giunto & che la notte il campo sproveduto volea assalir: stato era in arme e in punto
& quando bisogno venne in aiuto co i paladini: e a i paladini aggiunto havea il figliuol del ricco Monodante di Fiordiligi il fido & saggio amante
Chella piu giorni per si lunga via cercato havea per tutta Francia in vano quivi all insegne che portar solia fu da lei connosciuto di lontano
come lei Brandimarte vide pria lascio la guerra: & torno tutto humano & corse ad abbracciarla: & damor pieno mille volte baciolla: o poco meno
Gran fede ch in lor donne & lor donzelle haveano i cavallier di quella etade lasciano andar senza sua scorta quelle per piani & monti: & per strane contrade
& come tornan lhan per buone & belle ne mai tra lor suspitione accade Fiordiligi narro quivi al suo amante che fatto stolto era il Signor dAnglante
Brandimarte si strana & ria novella credere ad altri a pena havria potuto ma lo credette a Fiordiligi bella a cui gia maggior cose havea creduto
non pur d haverlo udito gli dice ella ma che con gliocchi proprii lha veduto cha conoscenza et pratica d Orlando quanto alcun altro & dice dove & quando
Et gli narro del ponte periglioso che Rodomonte a cavallier difende ove un sepolchro adorna: & fa pomposo di sopraveste & arme di chi prende
narra che vide Orlando furioso far quivi cose horribile et stupende ch in lacqua il Re dAlgier mando riverso con gran periglio di restar summerso
Brandimarte chel Conte amava quanto si puo compagno amar fratello o figlio si dispose cercarlo: et poi far tanto non ricusando affanno ne periglio
che per opra di medico o d incanto ritruovi a quel furor qualche consiglio cosi come trovossi armato in sella si mise in via con la sua donna bella
Verso la parte: ove la donna il Conte havea veduto: il lor camin drizzaro di giornata in giornata fin ch al ponte che guarda il Re dAlgier: si ritrovaro
la guardia ne fe segno a Rodomonte et li scudieri a un tempo gli arrecaro larme e il cavallo: et quel si trovo in punto quando fu Brandimarte al passo giunto
Con voce qual conviene al suo furore il Saracino a Brandimarte grida qualunque tu ti sia: che per errore di via o di mente qui tua sorte guida
scendi et spogliati larme et fanne honore al gran sepolchro: inanzi ch io te uccida & che vittima all ombre tu sia offerto chiol faro poi: ne te n havro alcun merto
Non volse Brandimarte a qael altiero altra risposta dar: che de la lancia sprona Batoldo il suo gentil destriero & verso lui con tanto ardir si lancia
che mostra che puo star d animo fiero con qual si voglia al mondo alla bilancia il Saracin vien con la lancia in resta el stretto ponte a tutta briglia pesta
Il suo caval chavea continuo uso corrervi sopra: & far di quel sovente quando uno & quando unaltro cader giuso alla giostra venia sicuramente
laltro del corso insolito confuso venia dubbioso timido et tremente trema ancho il ponte: et par che cada in londa oltre che stretto et privo sia di sponda
Li cavallier di giostra ambi maestri che le lance havean grosse come travi tali qual fur in lor ceppi silvestri si dieron colpi non troppo soavi
a i lor cavalli esser possenti & destri non giovo molto a gliaspri colpi & gravi che si versar di pari ambi sul ponte & seco i Signor lor tutti in un monte
Nel volersi levar con quella fretta ch el gran spronar de fianchi insta & richiede lasse del ponticel lor fu si stretta che non trovaro ove fermar il piede
siche una sorte ugual ambi li getta ne lacqua: & gran ribombo al ciel ne riede simile a quel ch usci del nostro fiume quando ci cadde il mal rettor del lume
Li dui cavalli con tutto il pondo de li signor: che steron fermi in sella a cercar la rivera sino al fondo se vera ascosa alcuna nympha bella
non e gia il primo salto ne il secondo che giu del ponte habbia il pagano in quella onda spiccato col destrero audace: perho sa ben come quel fondo giace
Sa dove e saldo: et sa dove e piu molle sa dove e lacqua bassa: & dove e lalta la spada e il scudo minacciando extolle et Brandimarte a gran vantaggio assalta
Brandimarte il corrente in giro tolle ne la sabbia il destrier chel fondo smalta tutto si ficca: & non puo rihaversi et sono a rischo ambi restar summersi
Londa si lieva & gli fa andar sozopra & dove e piu profonda li trasporta va Brandimarte sotto e il caval sopra: Fiordiligi dal ponte afflitta & smorta
le lachryime e li voti et i prieghi adopra: ah Rodomonte: per colei che morta tu riverisci: non esser si fiero ch affogar lasci un tanto cavalliero
Deh cortese Signor s unque tu amasti di me ch amo costui: pieta ti vegna di farlo tuo prigion per dio ti basti: che se orni il sasso tuo di quella insegna
di quante spoglie mai tu gli arrecasti questa fia la piu bella & la piu degna cosi piegar pregando il Pagan puote cha le fiamme damor per provo note
Et fece si chel suo amator soccorse che sotto acqua il caval tenea sepolto et de la vita era venuto inforse et senza sete havea bevuto molto
ma il Saracin non prima aiuto porse che gli hebbe il brando et dopo lelmo tolto de lacqua mezo morto il trasse: & porre lo fece con molti altri in la sua torre
Fu ne la donna ogni allegrezza spenta quando prigion vide il suo amante gire ma di questo pur meglio si contenta che di vederlo nel fiume perire
di se stessa et non daltri si lamenta ch essa gli die cagion quivi venire quando narrogli haver sopra quel ponte riconnosciuto il furioso Conte
Quindi si parte havendo in se concetto di menarvi Rinaldo paladino o il selvaggio Guidone: o Sansonetto od altri de la corte di Pipino
alcun che in arme sia tanto perfetto che possa contrastar col Saracino & col favor di quel: far ogni pruova perche il suo amante di prigion rimuova
Va molti giorni prima che si abbatta in alcun cavallier chabbia sembiante d esser com ella il vuol: perche combatta col Saracino: & liberi il suo amante
dopo molto cercar di persona atta al suo bisogno: un le vien pur inante che sopravesta havea ricca & ornata a tronchi di cypressi ricamata
Chi costui fusse altrove ho da narrarvi che prima ritornar voglio a Parigi et la crudel sconfitta seguitarvi che a Mori die Rinaldo & Malagigi
quei che fuggiro io non saprei contarvi ne quei che fur cacciati ai fiumi stygi tolse a Turpin la notturna aria oscura di poterli contar tutta la cura
Nel primo sonno dentro al padiglione dormia Agramante: e un camerier lo desta dicendogli che fia fatto prigione se la fuga non e via piu che presta
guarda il Re intorno: & la confusione vede de suoi: che van senza far testa chi qua chi la fuggendo inermi et nudi che non han tempo di pur torre i scudi
Tutto confuso & privo di consiglio si facea porre indosso la corazza quando con Ferrau giunse Marsiglio Falsiron: Balugante: & quella razza
che tutti d un parer dissero al figlio di Troian: che lasciar dovea la piazza & che puo dir salvando la persona che Fortuna gli sia propitia & buona
Cosi Re stordilan: cosi Sobrino: & cosi dicon glialtri ad una voce che a sua destruttion tanto e vicino quanto a Rinaldo: il qual ne vien veloce
che se sprovisto aspetta il Paladino con tanta gente: e un huom tanto feroce esser puo certo ch egli & li suo amici rimarran morti e in man de li nimici
Ma dentro ad Arli: o sia dentro a Narbona si puo ridur con questi che ha d intorno che luna & laltra terra e forte & buona da mantener la guerra piu d un giorno
& quando salva sia la sua persona si potra v endicar di questo scorno che rifara lexercito in un tratto onde alfin Carlo ne sera disfatto
Il Re Agramante al lor parer si attenne ben chel partito fusse acerbo & duro & notte & di verso Acquamorta venne per quel camin che piu trovo sicuro
oltra le buone guide gli sovenne che la partita fu per laer scuro ventimila tra dAphrica & di Spagna fur che a Rinaldo uscir fuor de la ragna
Quei ch egli uccise: & quel che li fratelli quelli che i figli del Signor di Vienna quei che provaro empi nimici & felli li settecento: a cui Rinaldo accenna
quelli che spense Sansonetto: & quelli che ne la fuga si affogaro in Senna chi potesse contar: conteria anchora cio che sparge dApril Favonio & Flora
Estima alcun che Malagigi parte havesse in la vittoria quella notte non che di sangue le campagne sparte fusser per lui: ne per lui teste rotte
ma che li dannati angeli: per arte facesse uscir da le tartaree grotte: & con tante bandiere et tante lancie che insieme piu non ne porrian due Francie
Et che facesse udir tanti metalli tanti tamburi: & tanti varii suoni tanti anitriri in voce di cavalli tanti gridi & tumulti di pedoni
che risuonare: & piani: & monti: & valli dovessen di longinque regioni et che a Mori con questo un timor diede che li fece voltare in fuga il piede
Non si scordo il Re dAphrica Ruggiero chera ferito & stava anchora grave quanto pote piu acconcio sun destriero lo fece por: chavea landar soave
& poi che lhebbe tratto ove il sentiero fu piu sicuro: il fe posar in nave & verso Arli portar commodamente dove si havea a raccor tutta la gente
Quei che a Rinaldo e a Carlo dier le spalle fur credo centomila: o poco manco per campagne per boschi: & monte: et valle cercaro uscir di man del popul Franco
ma la piu parte trovo chiuso il calle et fece rosso ove era verde & bianco cosi non fece il Re di Sericana chavea da lor la tenda piu lontana
Anzi come egli sente chel Signore di Montalbano e questo che gli assalta gioisce di tal iubilo nel core che qua & la per allegrezza salta
loda & ringratia il suo sommo Fattore che quella notte gli occorrea tanta alta et si rara aventura: di acquistare Baiardo quel destrier che non ha pare
Havea quel Re gran tempo desiato (credo ch altrove voi lhabbiate letto) portar la buona Durindana a lato & cavalcar quel corridor perfetto
et gia con piu di centomila armato era venuto in Francia a questo effetto et con Rinaldo gia sfidato s era per quel cavallo alla battaglia fiera
Et sul lito del mar si era condutto & vi dovea la pugna diffinire ma Malagigi a turbar venne il tutto che fe il cugin (mal grado suo) partire
havendol sopra un legno in mar ridutto lungo seria tutto lhistoria dire da indi in qua stimo timido & vile sempre Gradasso il Paladin gentile
Hor che Gradasso esser Rinaldo intende costui che assale il campo: se ne allegra si veste larme: & la sua alfana prende & cercando lo va per laria negra
& quanti ne riscontra a terra stende et inconfuso lascia afflitta & egra la gente: o sia di Lybia: o sia di Francia tutti li mena a un par la buona lancia
Lo va di qua di la tanto cercando chiamandol spesso: et quanto puo piu forte & sempre a quella parte declinando dove piu spesse son le genti morte
ch al fin se incontra in lui brando per brando poi che le lancie loro ad una sorte eran salite in mille schegge rotte sin al carro stellato de la notte
Come Gradasso il Paladin gagliardo connosce: & non perche ne vegha insegna ma per li horrendi colpi: & per Baiardo che par che sol tutto quel campo tegna
non e (gridando) a improverarli tardo la pruova che di lui fece non degna ch al dato campo il giorno non comparse che tra lor la battaglia dovea farse
Suggiunse poi: tu forse havevi speme se potevi nasconderti quel punto che non mai piu per raccozzarne insieme fussimo al mondo: hor vedi ch io tho giunto
sie certo: anchor che se in le fosse estreme vai de linferno: o sie nel cielo assunto ti seguiro: quando habbi il caval teco nel splendor sommo: & giu ne laer cieco
Se dhaver meco a far non ti da il core et vedi gia non poter starmi a paro et piu stimi la vita che lhonore senza periglio ci puoi far riparo
quando mi lasci in pace il corridore et viver puoi se si te il viver caro ma vivi a pie: che non merti cavallo se alla cavalleria fai si gran fallo
A quel parlar si ritrovo presente con Ricciardetto il cavallier Selvaggio et le spade ambi trassero ugualmente per far parer il Serican mal saggio
ma Rinaldo si oppose immantinente et non pati che se gli fesse oltraggio dicendo senza voi dunque non sono a chi mi oltraggia per risponder buono?
Poi se ne ritorno verso il Pagano et disse: odi Gradasso: io voglio farte se tu mascolti manifesto et piano ch io venni alla marina a ritrovarte
poi te sostenero con larme in mano che ti havro detto il vero in ogni parte et che menti ogni volta che dirai ch alla cavalleria mancassi mai
Ma ben ti priego che prima che sia pugna tra noi: che pianamente intenda la giustissima et vera scusa mia accio che a torto piu non mi riprenda
et poi Baiardo al termine di pria tra noi vorro che a piedi si contenda da solo a solo in solitario lato si come a punto fu da te ordinato
Era cortese il Re di Sericana come ogni cor magnanimo esser suole & e contento udir la cosa piana che dir per scusa il paladin gli vuole
con lui ne viene in ripa alla fiumana dove Rinaldo in simplici parole alla sua vera historia trasse il velo & chiamo in testimonio tutto il cielo
Fece chiamar poi lo figliuol di Bovo lhuom che di questo era informato a pieno che a parte a parte replico di nuovo lincanto suo: ne disse piu ne meno
suggiunse poi Rinaldo: cio ch io pruovo col testimonio: io vuo che larme sieno che hora e in ogni tempo che ti piace te nhabbiano a far pruova piu verace
Il Re Gradasso che lasciar non volle per la seconda la querela prima le scuse di Rinaldo in pace tolle ma se son vere o false in dubio stima
non tolgon campo piu sul lito molle di Barcelona: ove lo tolser prima ma si accordaro per laltra matina trovarsi a una fontana indi vicina
Dove Rinaldo seco habbia il cavallo che posto sia communamente in mezo sel Re uccide Rinaldo o il fa vassallo se ne pigli il caval senz altro mezo
ma se Gradasso e quel che faccia fallo che sia condotto al ultimo ribrezo o per piu non poter che gli si renda da lui Rinaldo Durindana prenda
Con maraviglia molta: & piu dolore (come vho detto) havea Rinaldo udito da Fiordiligi bella: ch era fuore del intelletto il suo cugino uscito
havea de larme inteso ancho il tenore & del litigio che nera seguito et che in somma Gradasso havea quel brando ch orno di mille: & mille palme Orlando
Poi che furon daccordo: ritornossi il Re Gradasso: alli sergenti sui ben che dal Paladin pregato fossi che ne venisse ad alloggiar con lui
come fu giorno il Re pagano armossi cosi Rinaldo: & giunsero ambedui ove dovea non lungi alla fontana combattersi Baiardo & Durindana
De la battaglia che Rinaldo havere con Gradasso dovea da solo a solo parean gli amici suoi tutti temere et nanzi il caso ne faceano il duolo
molto ardir: molta forza alto sapere havea Gradasso: & hor che del figliuolo del gran Milone havea la spada al fianco di timor per Rinaldo era ognun bianco
Et piu de glialtri il frate di Viviano stava di questa pugna in dubbio e in tema et v havria posto volentieri mano per farla rimaner di effetto scema
ma non vorria che quel da Montalbano seco venisse a inimicitia estrema ch ancho havea di quella altra seco sdegno che gli turbo quando il levo sul legno
Ma stiano glialtri in dubbio: in tema: in doglia Rinaldo va sicuro ardito & lieto sperando chor il biasmo se gli toglia ch al partir che fe gia gli venne drieto
siche quei da Pontier et dAltafoglia & ogni Maganzese habbia a star cheto va con baldanza et sicurta di core di riportarne il trionphal honore
Poi che lun quinci et laltro quindi giunto fu quasi a un tempo in su la chiara fonte si accarezzaro: & fero a punto a punto cosi serena et amichevol fronte
come di sangue & amista congiunto fusse Gradasso a quel di Chiaramonte ma come poi si andassero a ferire vi voglio a unaltra volta differire
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