cOrtesi donne che benigna udienza date a miei versi: io vi vegho al sembiante che questaltra si subita partenza che fa Ruggier da la sua fida amante
vi da gran noia: e havete displicenza poco minor chavesse Bradamante & fate ancho argumento chesser poco in lui dovesse lamoroso fuoco
Per ogni altra cagion che allontanato contra la voglia d essa se ne fusse anchor che avesse piu thesor sperato che Creso o Crasso insieme non ridusse
io crederia con voi: che penetrato non fusse al cor il stral che lo percusse ch un almo gaudio un cosi gran contento comperar non potrebbe oro ne argento
Pur per salvar lhonor: non solamente d excusa: ma di laude e degno anchora per salvar dico: in caso che altrimente facendo: biasmo & ignominia fora:
et se la donna fusse renitente & ostinata in fargli far dimora darebbe di se inditio & chiaro segno o d amar poco: o d haver poco ingegno:
Che se lamante del amato deve la vita amar piu de la propria o tanto (io parlo d uno amante a cui non lieve colpo dAmor passo piu la del manto)
al piacer tanto piu ch esso riceve: lhonor di quel deve anteponer: quanto lhonor e di piu pregio che la vita che a tutti li piaceri e preferita:
Fece Ruggiero il debito a seguire il suo Signor: che non se ne potea se non con ignominia dipartire che ragion di lasciarlo non havea
& se Almonte gli fe il padre morire tal colpa in Agramante non cadea che in molti effetti havea con Ruggier poi emendato ogni error dei maggior suoi
Fe il debito Ruggiero a ritornare al suo Signor: et ella anchor lo fece che sforzar non lo volse di restare con mille prieghi ove eran troppo diece
Ruggier potra alla donna satisfare a un altro tempo s hor non satisfece ma chi manca al honor solo un momento non puo in centanni satisfargli & cento
Ruggier ritorno in Arli havendo ritratta la spada che non fe piu resistenza Bradamante & Marphisa: che contratta col parentado havean benivolenza
andaro insieme ove Re Carlo fatta la maggior pruova havea di sua potenza sperando o per battaglia o per assedio levar di Francia cosi lungo tedio
Di Bradamante: poi che connosciuta in campo fu: si fe letititia & festa ognun la riverisce & la saluta et ella a questo e a quel china la testa
Rinaldo come udi la sua venuta le venne incontra: ne Ricciardo resta ne Ricciardetto o daltri di sua gente et la raccoglion tutti allegramente
Come se intese poi che la compagna era Marphisa: in arme si famosa che dal Cataio a termini di Spagna di mille chiare palme iva pomposa
non e povero o ricco che rimagna nel padiglion: la turba disiosa vien quinci: & quindi: & s urta storpia & preme sol per veder si bella coppia insieme
A Carlo riverenti appresentarsi questo fu il primo di (scrive Turpino) che fu vista Marphisa inginocchiarsi che sol le parve il figlio di Pipino
degno: a cui tanto honor dovesse farsi tra quanti o mai nel popul Saracino o nel christiano: imperatori & regi per virtu vide o per ricchezza egregi
Carlo benignamente la raccolse et le usci contra fuor de padiglioni et che sedesse a lato suo poi volse sopra tutti Re: principi: & baroni
se die licentia a chi non se la tolse siche presto restaro in pochi & buoni restaro i paladini: e i gran signori la vilipesa plebe ando di fuori
Marphisa comincio con grata voce excelso invicto & glorioso Augusto che dal mar Indo alla Tirynthia foce dal bianco Scytha all Ethyope adusto
riverir fai la tua candida croce ne di te regna il piu saggio o il piu giusto tua fama ch alcun termine non serra qui tratto m ha: fin da lestrema terra
Et (per narrarti il ver) sola mi mosse Invidia: & sol per farti guerra io venni accio che si possente un Re non fosse che non tenesse la legge che io tenni
per questo ho fatto le campagne rosse del christian sangue: & altri fieri cenni ero per farti da crudel nimica: se non cadea chi mi t ha fatto amica
Quando nuocer pensai piu alle tue squadre io truovo (& come sia diro piu adagio) chel gran Ruggier di Risa fu mio padre tradito a torto dal fratel malvagio
portommi in corpo mia misera madre di la dal mare: & nacqui in gran disagio nutrimmi un Mago in fin al settimo anno a cui li Arabi poi rubata mhanno
Et mi vendero in Persia per ischiava a un Re: che poi cresciuta io posi a morte che mia virginita tor mi cercava lui un di uccisi: & tutta la sua corte
tutta cacciai la sua progenie prava et presi il regno: & tal fu la mia sorte che a diciotto anni di mia eta non venni che di sette reami il scettro tenni
Et di tua fama invidiosa: come io tho gia detto: havea fermo nel core la grande altezza abbatter del tuo nome forse il facevo: & forse ero in errore
ma hora avien che questa voglia dome & faccia cader lale al mio furore lhaver inteso: poi che qui son giunta come io ti son di affinita congiunta
Et come il padre mio parente: & servo ti fu: parente & serva anch io ti sono et quella invidia: & quel odio protervo ch io thebbi un tempo: qui tutto depono
anzi pur contra il Re dAphrica il servo et contra tutti quei che scesi sono da Troiano & dAlmonte: che fur rei de lempia morte de genitor miei:
Et seguito voler christiana farsi & dopo che havra extinto il Re Agramante voler: piacendo a Carlo: ritornarsi a battizar il suo regno in Levante
et indi contra tutto il mondo armarsi dove Machon si adori: & Trivigante & con promission ch ogni suo acquisto sia de lImperio: & de la Fe di Christo
LImperator che non meno eloquente era: che fusse valoroso: & saggio molto exaltando la Donna excellente et molto il padre: e molto il suo lignaggio
rispose ad ogni parte humanamente & mostro in fronte aperto il suo coraggio et fu conchiuso in ultima parola per parente accettarla: & per figliuola
Et qui se lieva: & di nuovo labbraccia & come figlia bacia ne la fronte vengono tutti con allegra faccia quei di Mongrana: & quei di Chiaramonte
lungo a dir fora: quanto honor le faccia Rinaldo: che di lei le pruove conte vedute havea piu volte al paragone quando dAlbracca assedio il girone:
Lungo a dir fora quanto il giovinetto Guidon si allegri di veder costei Aquilante: & Griphone: & Sansonetto ch alla citta crudel furon con lei
Malagigi: & Viviano: & Ricciardetto ch all occision de Maganzesi rei & de li venditori empii di Spagna lhaveano havuta si fedel compagna
Apparecchiar per il seguente giorno & hebbe cura Carlo egli medesmo che fusse un luogo riccamente adorno dove prendesse Marphisa battesmo
li Vescovi & gran chierici dintorno che le leggi sapean del Christianesmo fece raccorre: accio da loro in tuta la santa Fe fusse Marphisa instrutta
Venne in pontificale habito sacro larcivesco Turpino: & battizolla Carlo dal salutifero lavacro con cerimonie debite levolla
ma tempo e hormai ch al capo voto e macro di senno: si soccorra con lampolla conche dal ciel piu basso ne venia il duca Astolfo sul carro dHelia
Sceso era Astolfo dal giro lucente alla maggiore altezza de la terra con la felice ampolla: che la mente dovea sanare al gran mastro di guerra
una herba quivi di virtu excellente mostra Giovanni al Duca dInghilterra con essa vuol ch al suo ritorno tocchi al Re di Nubia: & che gli sani gliocchi
Accio per questi & per li primi merti gente gli dia conche Biserta assaglia & come poi quei populi inexperti armi et acconci ad uso di battaglia
& senza danno passi gli deserti dove larena glihuomini abbarbaglia a punto a punto lordine che tegna tutto il Vecchio santissimo glinsegna:
Poi lo fe rimontar su quello alato che di Ruggiero et fu prima dAtlante il Paladin lascio: licentiato da san Giovanni: le contrade sante
& secondando il Nilo a lato a lato presto i Nubi apparir si vide inante et ne la terra che del regno e capo scese da laria: & ritrovo il Senapo
Molto fu il gaudio: & molta fu la gioia che porto a quel Signor nel suo ritorno che ben si raccordava de la noia che gli havea tolta de lHarpie dintorno
ma poi che la grossezza gli discuoia di quel humor: che gia gli tolse il giorno et che gli rende la vista di prima ladora: & cole: & come un Dio sublima
Siche non pur la gente che gli chiede per muover guerra al regno di Biserta ma centomila sopra gli ne diede et de la sua persona fe proferta
delephanti: & camelli: & gente apiede (perho che de cavalli e male experta) senza piu differir fu il campo tutto in sette giorni a bello instrutto
La notte inanzi il di: che a suo camino lexercito di Nubia dovea porse monto su lHippogrypho il Paladino & verso Mezodi: con fretta corse
tanto che giunse al monte che lAustrino vento produce: & spira contra lOrse trovo la cava: onde per stretta bocca quando si desta il furioso scocca
Et come raccordogli il suo maestro havea seco arrecato un utre voto mentre ne lantro rigido & alpestro profundamente sogna il fiero Noto
pon lutre al buco Astolfo cheto & destro et e laguato in modo al vento ignoto che credendosi uscir fuor la dimane preso & legato in quel utre rimane
Di tanta preda il Paladino allegro ritorna in Nubia: e in la medesma luce si pone a caminar col popul negro & vettovaglia drieto si conduce
a salvamento trasse il stuolo integro sopra lAtlante il glorioso Duce venuto al dritto per mezo la sabbia senza temer che vento a nuocer gli habbia
Giunto che fu di qua dal giogo in parte onde il pian si discuopre & la marina: Astolfo elegge la piu nobil parte del campo: & la meglio atta a disciplina
& qua & la per ordine la parte a pie dun colle: ove nel pian confina quivi la lascia: & su la cima ascende in vista dhuom che a gran pensier intende
Poi che inchinando le ginocchia fece al santo suo maestro oratione sicuro che sia udita la sua prece copia di sassi a far cader si pone
o quanto a chi ben crede in Christo lece li sassi fuor di natural ragione crescendo si vedean venire in giuso & formar ventre: & gambe: & collo: et muso
Et con chiari annitrir giu per quei calli venian saltando: & giunti poi nel piano scuotean le groppe: & fatti eran cavalli chi baio: & chi leardo: & chi roano
la turba che aspettando ne le valli stava alla posta: lor dava di mano siche in poche hore fur tutti montati che con sella & con freno erano nati
Ottanta mila cento & dua in un giorno fe di pedoni Astolfo cavallieri con questi tutta scorse Aphrica intorno facendo prede: incendi: & prigionieri
posto Agramante havea fin al ritorno il Re di Fersa: e il Re de li Algazeri col Re Branzardo a guardia del paese: & questi si fer contra al Duca Inglese
Prima havendo spacciato un suttil legno che a vele e a remi ando battendo lali ad Agramante aviso come il regno pativa da li Nubi oltraggi & mali
giorno & notte ando quel senza ritegno tanto che giunse a i liti Provenzali & trovo in Arli il suo Re mezo oppresso chel campo havea di Carlo un miglio appresso
Sentendo il Re Agramante a che periglio per guadagnar il regno di Pipino lasciava il suo: chiamar fece a consiglio Principi: & Re del popul saracino
et poi che una o due volte giro il ciglio quinci a Marsiglio et quindi al Re Sobrino li qual dognaltro fur che vi venisse li dui piu antiqui & saggi: cosi disse:
Quantunque io sappia come mal convegna a un capitano dir non mel pensai pur lo diro: che quando un danno vegna dogni discorso human lontano assai
a quel fallir par che sia excusa degna: & qui si versa il caso mio: ch errai a lasciar darme lAphrica sfornita se da li Nubi esser dovea assalita
Ma chi pensato havria fuor che Dio solo a cui non e cosa futura ignota che dovesse venir con si gran stuolo a farne danno gente si remota?
tra quali: & noi giace lo instabil suolo di quella arena ognhor da venti mota pur e venuta ad assediar Biserta et ha in gran parte lAphrica deserta
Hor sopra cio vostro consiglio chieggio se partirmi di qui senza far frutto o pur seguir tanto la impresa deggio che prigion Carlo meco habbi condutto
o come insieme io salvi il nostro seggio et questo Imperial lasci distrutto se alcun di voi sa dir: priego nol taccia accio si truovi il meglio: et quel si faccia
Cosi disse Agramante: & volse gliocchi al Re di Spagna che gli sedea appresso come mostrando di voler che tocchi de li suoi detti la risposta ad esso
et quel: poi che surgendo hebbe i ginocchi per riverentia: & cosi il capo flesso nel suo honorato seggio si raccolse indi la lingua a tai parole sciolse
O bene o mal che la Fama ne porti Signor: di sempre crescerlo ha in usanza percio non sera mai ch io mi sconforti o mai piu del dover pigli baldanza
per casi o buoni o rei che sieno sorti ma sempre ne havero tema & speranza che esser debbian minori: & non del modo ch a noi per tante lingue venire odo:
Et tanto men prestar gli debbio fede quanto piu al verisimile si oppone hor se glie verisimile si vede chabbia con si gran numer di persone
posto in la populosa Aphrica il piede un Re di si lontana regione traversando larene a cui Cambyse con male augurio il popul suo commise
Credero ben che sien li Arabi scesi da le montagne: & habbian dati i guasti et saccheggiato: & morti huomini & presi dove trovato havran pochi contrasti
& che Branzardo che per quei paesi luogotenente evice Re lasciati per le decine scriva le migliaia accio lexcusa sua piu degna paia
Vuo concedergli anchor che sieno i Nubi per miracol dal ciel forse piovuti? o forse ascosi vennero in le nubi poi che non fur mai per camin veduti
temi tu che tal gente Aphrica rubi? se ben di piu soccorso non laiuti? el tuo presidio havria ben trista pelle quando temesse un populo si imbelle
Ma se tu mandi anchor che poche navi pur che si veghan li stendardi tuoi sciolti non ne seran si tosto i cavi che fuggiran ne li confini suoi
questi o sien Nubi: o sieno Arabi ignavi a i quali il ritrovarti qui con noi separato pel mar da la tua terra ha dato ardir: & ti fa romper guerra
Hor piglia il tempo che per esser senza il suo nipote Carlo hai di vendetta poi che Orlando non ce: far resistenza non ti puo alcun de la nimica setta
se per non veder lasci o negligenza lhonorata vittoria che te aspetta voltera il calvo: ove hor il crin ne mostra con molto danno: & lunga infamia nostra
Queste & altre parole accortamente usa lo Hispano: dando per consiglio che non muova di Francia la sua gente fin che non sia tutto abbattuto il giglio
ma il Re Sobrin che vide apertamente il camino a che andava il Re Marsiglio che piu per lutil proprio: queste cose che pel commun dicea: cosi rispose
Quando io ti confortavo a star in pace fusse io stato Signor falso indovino o tu: se io dovea pur esser verace: creduto havessi al tuo fidel Sobrino
et non piu presto a Rodomonte audace a Marbalusto Alzirdo e a Martasino liquali hora vorrei qui havere a fronte ma vorrei piu de glialtri Rodomonte
Per rinfacciargli che volea di Francia far quel che si faria dun fragil vetro e in cielo & ne lo inferno la tua lancia seguir anzi lasciarsela diretro
poi nel bisogno si gratta la pancia nel otio immerso abominoso & tetro & io che per predirti il vero allhora codardo detto fui: son teco anchora
Et sero sempremai: fin che abbandono questa vita: che anchor che d anni grave per te sovente ho posta in dubbio pono ne mai fur lopre mie triste ne prave
& con Orlando al risco stato sono con Rinaldo et ognialtro che nome have & non han piu di me fatto ne tanto molti che si donar di me piu vanto
Dico cosi per dimostrar che quello ch io dissi allhora: & che ti voglio hor dire ne per viltade avien ne per cor fello ma d amor vero & da fedel servire
io ti conforto ch al paterno hostello piu presto che tu poi vogli redire che poco saggio si puo dir colui che perde il suo per acquistar laltrui:
Se acquisto ce tu il sai: trentadui fummo Re tuoi vassalli a uscir teco del porto hor se di nuovo il conto ne rasummo ce a pena il terzo & tutto il resto e morto
che non ne cadan piu piaccia a Dio summo ma se tu vuoi seguir: temo di corto che non ne rimarra quarto ne quinto e il miser popul tuo fia tutto extinto
Che Orlando non ci sia ne aiuta: che ove sian pochi: forse alcun non ci saria ma per questo il periglio non rimuove se ben prolunga nostra sorte ria
ecci Rinaldo che per molte pruove mostra che non minor dOrlando sia il suo lignaggio: & tutti i paladini timore eterno a nostri saracini:
Et hanno appresso quel secondo Marte (ben che i nimici al mio dispetto lodo) io dico il valoroso Brandimarte non men dOrlando o di Rinaldo prodo
del qual provata ho la virtude in parte parte ne vegho allaltrui spese et odo poi son piu di: che non vi e Orlando stato & piu perduto habbian che guadagnato
Se per adietro haven perduto: io temo che da qui inanzi perderen piu ingrosso del nostro campo Mandricardo e scemo Gradasso il suo soccorso n ha rimosso
Marphisa n ha lasciati al punto estremo et cosi il Re dAlgier: di cui dir posso che se fusse fedel come gagliardo poco uopo era Gradasso o Mandricardo:
Dove sono a noi tolti questi aiuti & tante mila de li nostri morti et quei che a venir han: son gia venuti ne si aspetta altro legno che ne apporti:
quattro son giunti a Carlo non tenuti manco di Orlando o di Rinaldo forti & con ragion: che da qui sino a Battro potresti mal trovar tali altri quattro
Non so se sai chi sia Guidon selvaggio et Sansonetto: e i figli d Oliviero di questi fo piu stima: & piu tema haggio che d ogni altro lor duca et cavalliero
che de Lamagna: o daltro stran linguaggio sia contra noi per aiutar lImpero ben che importa ancho assai la gente nuova che a nostri danni in Francia se ritruova:
Quante volte uscirai alla campagna tanto havrai la peggior o serai rotto se spesso perde il campo Aphrica & Spagna quando sian stati sedici per otto
che sera poi che Italia & Lamagna con Francia e unita e il populo Anglo e Scotto & che contra li dui quattro seranno ch altro si puo sperar che biasmo & danno
La gente qui: la perdi a un tempo il Regno s in questa impresa piu duri ostinato dove se al ritornar muti disegno servi lavanzo di tua gente: e il stato:
lasciar Marsiglio e di te caso indegno ch ognun te ne terrebbe molto ingrato ma ce rimedio: far con Carlo pace ch a lui deve piacer se a te pur piace:
Pur se ti par che non ci sia il tuo honore se tu che prima offeso sei la chiedi & la battaglia piu ti sta nel core che come sia fin qui successa vedi
studia almen di restarne vincitore il che forse sera se tu mi credi se d ogni tua querela a un cavalliero darai lassunto: & se quel fia Ruggiero
Io so et tul sai ch in arme e Ruggier tale che a sol a sol sel pon con larme in mano ne di Rinaldo ne dOrlando vale ne men daltro guerrier di Carlo mano
ma se tu vuoi far guerra universale anchor chel valor suo sia soprahumano egli perho non sera piu ch un solo & di par suoi trovera contra un stuolo
A me par se a te par: che a dir si mandi al Re Christian: che per finir le liti et perche cessi il sangue che tu spandi ognhor di suoi: egli de tui infiniti
che contra un tuo guerrier tu gli dimandi che metta in campo un de li suoi piu arditi & faccian questi dui tutta la guerra fin che lun vinca: & laltro resti in terra
Con patto: che qual dessi perde: faccia chel suo Re al altro Re tributo dia questa condition non credo spiaccia a Carlo anchor che sul vantaggio sia
io mi confido in le robuste braccia poi di Ruggier: che vincitor ne fia et ragion tanta e da la nostra parte che vincera se havesse contra Marte:
Con questi et altri piu efficaci detti fece Sobrin: siche il partito ottenne & linterpreti fur quel giorno eletti & quel di a Carlo lambasciata venne
Carlo che havea tanti guerrier perfetti vinta per lui quella battaglia tenne di cui la impresa al buon Rinaldo diede in che havea dopo Orlando maggior fede
Di questo accordo parimente lieto luno exercito & laltro si godea pur non curando i danni corsi a drieto ciascun gioir per lavenir volea
lotio tranquillo: e il bel viver quieto ogni lingua lodando al ciel tollea tutti maledicendo quel furore che di far guerra havuto havean in core
Rinaldo che exaltar molto si vede: che Carlo in lui di quel che tanto pesa via piu che in tutti glialtri ha havuto fede: lieto si mette allhonorata impresa
Ruggier non stima: & veramente crede che contra se non potra far difesa: che se pareggiar possa non gli e aviso se ben in campo ha Mandricardo ucciso:
Ruggier da laltra parte: anchor che molto honor gli sia: chel suo Re lhabbia eletto & pel miglior di tutti i buoni tolto a cui commetta un si importante effetto
pur mostra affanno: & gran mestitia in volto non per paura che gli turbi il petto che non che un sol Rinaldo ma non ne teme se fusse con Rinaldo Orlando insieme
Ma perche vede esser di lui sorella la sua cara & fidissima consorte che ognhor scrivendo il stimula & martella come colei ch e ingiuriata forte
hor se alle vecchie offese aggiunge quella di entrar in campo a porli il frate a morte se la fara damante cosi odiosa che a placarla mai piu fia dura cosa
Se tacito Ruggier se affligge & ange de la battaglia che mal grado prende la sua cara moglier lachryma & piange come la nuova indi a poche hore intende
batte il bel petto: & lauree chiome frange & le guancie innocenti irriga e offende & chiama con ramarichi & querele Ruggiero ingrato: e il suo destin crudele
Dogni fin che sortisca la contesa a lei non puo venirne altro che doglia chabbia a morir Ruggier in questa impresa pensar non vuol: che par chel cor le toglia
quando ancho per punir piu duna offesa la ruina di Francia Christo voglia oltra che le sera morto il fratello seguira un danno a lei piu acerbo & fello
Che non potra se non con biasmo et scorno & nimicitia di tutta sua gente far al marito suo mai piu ritorno siche lo sappia ognun publicamente
come si havea pensando notte & giorno piu volte disegnato ne la mente & tra lor era la promessa tale chel ritrarsi e il pentir piu poco vale
Ma quella usata in laltre cose adverse mai non mancarle di soccorsi fidi dico Melissa maga: non sofferse udirne il pianto: e i dolorosi gridi
& venne a consolarla: et le proferse quando ne fusse il tempo: alti sussidi et disturbar quella pugna futura di ch ella piange: & si pon tanta cura:
Rinaldo in tanto: e linclyto Ruggiero apparechiava larme alla tenzone di cui dovea la eletta al cavalliero che del Romano imperio era campione
et come quel: che poi chel buon destriero perde Baiardo: ando sempre pedone si elesse a pie coperto a piastra et maglia con lAzza et col pugnal far la battaglia
O fusse caso: o fusse pur ricordo di Malagigi suo provido et saggio che sapea quanto Balisarda ingordo il taglio havea di far all arme oltraggio
combatter senza spada fur daccordo luno et laltro guerrier come detto haggio del luogo si accordar presso alle mura del antiquo Arli in una gran pianura
A pena havea la vigilante Aurora dal hostel di Tithon fuor messo il capo per dar al giorno terminato: e allhora ch era prefissa alla battaglia: capo
quando di qua & di la vennero fuora li eletti accio: ch in luno e in laltro capo de li steccati: i padiglion tiraro e un grande altar presso a ciascun fermaro
Dopo non molto instrutto a schiera a schiera si vide uscir lexercito pagano in mezo armato & suntuoso v era di barbarica pompa il Re Aphricano
et su un baio corsier di chioma nera di fronte bianca: e di dui pie balzano a par a par con lui venia Ruggiero di cui servir non e Marsiglio altiero
Lelmo che dianzi con travaglio tanto trasse di testa al Re di Tartaria lelmo che celebrato in maggior canto porto il Troiano Hettor millanni pria
gli porta il Re Marsiglio a canto a canto daltri principi & Re gran compagnia s hanno partite laltre arme fra loro ricche di gioie et ben fregiate doro
Da laltra parte fuor de gran ripari Re Carlo usci con la sua gente darme con li ordini medesmi & modi pari che terria se venisse al fattodarme
cingonlo intorno i suoi famosi Pari & Rinaldo e con lui con tutte larme fuor che lelmo che fu del Re Mambrino che porta Ugier Danese paladino
Et di due Azze ha il duca Namo luna & laltra Salamon Re di Bertagna Carlo da un lato i suoi tutti raguna da laltro son quei dAphrica & di Spagna
nel mezo non appar persona alcuna voto riman gran spatio di campagna che per bando commune: a chi vi sale excetto a i deputati: e capitale
Poi che de larme la seconda eletta si die al campion del populo pagano dui sacerdoti: lun de luna setta laltro de laltra: uscir coi libri in mano
in quel del nostro e la vita perfetta scritta di Christo: & laltro e Lalcorano con questi dui li Re si fero inante Carlo con lun: con laltro il Re Agramante
Giunto Carlo al altar che statuito li suoi gli haveano: al ciel levo le palme & disse: o Dio chai di morir patito per redimer da morte le nostre alme
o Donna il cui valor fu si gradito che Dio prese da te lhumane salme et nove mesi fu nel tuo santo alvo sempre serbando il fior virgineo salvo
Siatemi testimoni chio prometto per me & per ogni mia successione ad Agramante et a chi dopo eletto sera al governo di sua regione
dar venti some ognianno doro schietto s hoggi qui riman vinto il mio campione & chio prometto subito la tregua incominciar che poi perpetua segua
Et se in cio manco subito si accenda la formidabil ira d ambidui laqual me solo et li miei figli offenda non alcun altro che sia qui con nui
siche in brevissima hora si comprenda che sia il mancar de la promessa a vui cosi dicendo Carlo sul Vangelo tenea la mano: & gliocchi fissi al cielo
Si lievan quindi: & poi vanno all altare che riccamente havean pagani adorno dove giuro Agramante che oltra il mare con lexercito suo faria ritorno
& a Carlo daria tributo pare se restasse Ruggier vinto quel giorno & perpetua tra lor triegua saria coi patti chavea Carlo detti pria
Et similmente con parlar non basso chiamando in testimonio il gran Maumette sul libro chavea in mano il suo Papasso cio cha detto: osservar tutto promette
del campo poi se ne partono a gran passo et tra suoi luno & laltro si rimette poi quel par di campioni a giurar venne el giuramento lor questo contenne
Ruggier promette se de la tenzone il suo Re viene o manda a disturbarlo che ne suo guerrier piu ne suo barone esser mai vuol: ma darsi tutto a Carlo
giura Rinaldo anchor: che se cagione sera del suo Signor quindi levarlo fin che non resti vinto egli o Ruggiero si fara dAgramante cavalliero
Poi che le cerimonie finite hanno si ritorna ciascun da la sua parte ne vi sindugia molto: che lor danno le chiare trombe segno al fiero Marte
hor li animosi a ritrovar si vanno con senno i passi dispensando et arte ecco si vede incominciar lassalto suonar il ferro: hor girar basso hor alto
Hor inanzi col calce hor col martello accennan quando al capo et quando al piede con tal destrezza & con modo si snello ch ogni credenza il raccontarlo excede
Ruggier che combattea contra il fratello di cui la misera alma gli possede a ferir lo venia con tal riguardo che stimato ne fu manco gagliardo
Era a parar piu che a ferire intento & non sapea egli stesso il suo desire spegner Rinaldo seria mal contento ne vorria volentieri egli morire
ma ecco giunto al termine mi sento ove convien lhistoria diferire ne laltro canto il resto intenderete se udir nel altro canto mi vorete
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