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1474–1533

Canto .XXIIII.

Ludovico Ariosto

cOrtesi donne hebbe lantiqua etade che le virtu non le ricchezze amaro al tempo nostro si ritrovan rade a cui piu del guadagno altro sia caro

ma quelle poche chan tanta bontade che non seguon di molte il stilo avaro vivendo degne son: viver contente & fama eterna haver poi che sian spente

Degna d immortal laude e Bradamante che non amo thesor: non amo impero ma la virtu: ma lanimo prestante: ma lalta gentilezza di Ruggiero

& merito che ben le fusse amante un cosi valoroso cavalliero et per piacere a lei facesse cose ne secoli avenir miracolose

Ruggier: come di sopra vi fu detto con dui di Chiaramonte era venuto dico con Aldigiero et Ricciardetto per dar a dui fratei prigioni aiuto

vi dissi anchor che di superbo aspetto venire un cavalliero havean veduto che portava laugel che se rinuova et sempre unico al mondo si ritruova

Quel cavallier che de li tre se accorse che quivi per ferir stavan su lale in prova disegno di voler porse se alla sembianza havean virtude uguale

e di voi (disse loro) alcuno forse che provar vogli a chi di noi piu vale a colpi o de la lancia o de la spada fin che lun resti in sella et laltro cada

Farei (disse Aldigier) teco o volessi menar la spada a cerco o correr lhasta ma un alta impresa: che se qui tu stessi veder potresti: questa turba et guasta

di parlar teco: non che ci trahessi a correr giostra: a pena tempo basta seicento huomini al varco: o piu attendemo co quali hoggi provarsi obligo havemo

Per tor lor dui de nostri: che prigioni quinci trarran: pietade: e amor nha mosso et seguito narrando le cagioni che li fece venir con larme indosso

si giusta e questa excusa che mi opponi (disse il guerrier) che contradir non posso et fo certo giudicio che voi siate tre cavallier che pochi pari habbiate

Io chiedea un colpo o dui con voi scontrarme per veder quanto fusse il valor vostro ma quando all altrui spese dimostrarme lo vogliate: mi basta et piu non giostro

ben prego che vi piaccia tra quest arme annoverar la lancia e il scudo nostro et spero dimostrar se con voi vegno che di tal compagnia non sono indegno

Parmi veder che alcun saper disia el nome di costui: che quivi giunto a Ruggier et compagni se offeria compagno darme al periglioso punto

costei non piu costui detto vi sia era Marphisa: che diede lo assunto al misero Zerbin de la ribalda vecchia Gabrina ad ogni mal si calda

Li dui di Chiaramonte: e il buon Ruggiero accettaron Marphisa in la sua schiera chesser credeano certo un cavalliero et non donzella: & non quella che ella era

non molto dopo scoperse Aldigiero et mostro alli compagni una bandiera che facea laura tremolare in volta e intorno havea gente a caval raccolta

E poi che piu lor fur fatti vicini & che meglio notar lhabito Moro connobero chelli eran Saracini & videro i prigioni in mezo loro

legati et tratti su piccol ronzini a Maganzesi: per cambiarli in oro disse Marphisa a glialtri: hora che resta poi che son qui: di cominciar la festa?

Ruggier rispose: linvitati anchora non ci son tutti: & manca una gran parte gran ballo si apparecchia di far hora et perche sia solenne: usiamo ogni arte

ma far non ponno homai lunga dimora cosi dicendo: veghono in disparte venire li traditori di Maganza si che eran presso a cominciar la danza

Giungean da luna parte i Maganzesi & conducean con loro i muli carchi doro e di vesti: & altri ricchi arnesi da laltra in mezo a lance spade & archi

venian dolenti i duo germani presi ch attesi si vedeano essere ai varchi et Bertolagi empio inimico loro udian parlar col capitano Moro

Ne il figliuolo di Bovo ne dAmone veduto il Maganzese: indugiar puote la lancia in resta luno et laltro pone et luno et laltro il traditor percuote

lun gli passa la pancia e il primo arcione & laltro il viso per mezo le gote cosi ne andasser tutti i malvagi come a quei colpi ne ando Bertolagi

Marphisa con Ruggiero a questo segno si move: et non aspetta altra trombetta ne prima rompe lo arrestato legno che tre lun dopo laltro in terra getta

de lhasta di Ruggier fu il Pagan degno che guido glialtri: e usci di vita in fretta et per quella medesima: con lui uno et un altro ando ne regni bui

Di qui nacque uno error: tra li assaliti che lor causo lor ultima ruina quinci li maganzesi esser traditi credeansi da la squadra Saracina

quindi li Mori in tal modo feriti laltra schiera chiamaveno assassina et tra lor cominciar con fera clade a tirar archi: et menar lancie & spade

Salta hor in questa squadra: & hora in quella Ruggiero: et ne tol via quindici o venti altri tanti per man de la donzella di qua di la ne son scemati & spenti

tanti si veghono ir morti di sella quanti ne toccan le spade taglienti a cui dan glielmi & le corazze loco come nel bosco i secchi legni al fuoco

Se mai dhaver veduto vi racorda o rapportato vha fama all orecchie quando uscendo il collegio si discorda & vanno in aria a guerreggiar le pecchie

entri fra lor la Rondinella ingorda & mangi et uccida: e guastine parecchie dovete imaginar che simelmente Ruggier fusse et Marphisa in quella gente

Non cosi Ricciardetto: e il suo cugino tra le due genti variavan danza perche lasciando il campo Saracino solo havean locchio a quelli di Maganza

il fratel di Rinaldo paladino con molto animo havea molta possanza & quivi raddoppiar gli la facea lodio che contra Maganzesi havea

Facea parer questa medesma causa un leon fiero il bastardo di Bovo che con la spada senza indugia & pausa fende ogni elmo: o lo schiaccia come un ovo

et qual persona non seria stata ausa et non seria comparsa un Hettor nuovo? Marphisa havendo in compagnia e Ruggiero ch era leletta: e il fior dogni guerriero

Marphisa tuttavolta combattendo spesso a compagni gliocchi rivoltava et di lor forza paragon vedendo con maraviglia tutti li lodava

ma di Ruggier pur il valor stupendo et senza par al mondo le sembrava et talhor si credea che fusse Marte sceso dal quinto cielo in quella parte

Mirava quelle horribili percosse miravale non mai calare in fallo parea che contra Balisarda fosse el ferro charta: et non duro metallo

fendeva gli elmi et le corazze grosse dal capo al ventre: e fin sopra il cavallo in parti ugual facea caderli al prato cosi da lun come da laltro lato

Continuando la medesma botta uccidea col Signore il caval anche li capi da le spalle alzava in frotta et li busti partia spesso da lanche

cinque et piu a un colpo ne taglio talhotta et se non che pur dubito che manche credenza al ver cha faccia di menzogna di piu direi: ma di men dir bisogna

Il buon Turpin che sa che dice il vero et lascia creder poi quel che alhuom piace narra mirabil cose di Ruggiero ch udendo il stimareste voi mendace

cosi parea di giaccio ogni guerriero contra Marphisa: et ella ardente face et non men di Ruggier gliocchi a se trasse ch ella di lui lalto valor mirasse

Et s ella lui Marte stimato havea stimato egli havria lei forse Bellona se per donna cosi la connoscea come parea il contrario alla persona

forse emulation tra lor nascea per quella gente misera non buona perche alle spese daltrui sangue et ossa provavan chi di lor havea piu possa

Basto di quattro lanimo e il valore a far ch un campo et laltro andasse rotto non restava arme e a chi fuggia migliore che quella che si porta piu di sotto

beato chi il cavallo ha corridore ch in prezzo non e quivi ambio ne trotto et chi non ha destrier: quivi se avede quanto il mistier de larme e tristo a piede

Riman la preda e il campo a vincitori che non e fante: o mulatier che resti la Maganzesi: et qua fuggieno i Mori quei lasciano i pregion: le some questi

furon con lieti visi: et piu coi cori Malagigi et Viviano a scioglier presti non fur men diligenti a sciorre i paggi et por le some interra e i cariaggi

Oltre una buona quantita d argento ch in diverse vasella era formato et alcun muliebre vestimento di lavoro bellissimo fregiato

et per stanze reali un paramento d oro et di seta in Fiandra lavorato et altre cose ricche in copia grande fiaschi di vin trovar pane & vivande

Al trar de glielmi tutti vider come havea lor dato aiuto una donzella fu connosciuta all auree crespe chiome et alla faccia delicata et bella

lhonoran molto et pregano chel nome di gloria degno non asconda: & ella che sempre tra gli amici era cortese a dar di se notitia non contese

Non si ponno satiar di riguardarla che la vider si fiera in la battaglia sol mira ella Ruggier: sol con lui parla altri non prezza: altri non par che vaglia

vengono i servi intanto ad invitarla coi compagni a goder la vettovaglia ch apparecchiata havean sopra una fonte che difendea dal raggio estivo un monte

Era una de le fonti di Merlino di quattro: che per Francia nhavea fatte dintorno cinta di bel marmo fino lucido et terso: & bianco piu che latte

quivi dintaglio havea il lavor divino di huomini & fiere: imagini retratte direste che spiravano: et se prive non fussero di voce: ch eran vive

Quivi una bestia uscir de la foresta parea di crudel vista odiosa et brutta chavea lorecchie dasino: et la testa di lupo et denti: & per gran fame asciutta

branche havea di leon: laltro che resta tutto era volpe: et parea scorrer tutta lAlemagna: la Francia: et lInghilterra Italia: Spagna: e al fin tutta la terra

Per tutto havea genti ferite et morte la bassa plebe & gli superbi capi anzi nuocer parea molto piu forte a Re Signori & Principi et Satrapi

facea gran danno in la Romana corte che vhavea uccisi Cardinali & Papi contaminato havea la bella sede di Pietro: et messo scandalo in la fede

Non sta dinanzi a questa bestia horrenda alcun ripar: cade ogni mur che tocca non si vede citta che se difenda se le apre incontra ogni castello et rocca

par che agli honor divini ancho si estenda et sia adorata da la gente sciocca & che le chiavi si arroghi dhavere dal cielo et del abysso in suo potere

Poi si vedea dImperiale alloro cinto le chiome un cavallier venire con tre gioveni a par: che i gigli doro tessuti havean nel lor real vestire

et con insegna simile con loro parea un leon contra quel mostro uscire havean lor nomi chi sopra la testa & chi nel lembo scritto de la vesta

Lun chavea fin a elsa ne la pancia la spada immersa alla maligna fera Francesco primo havea scritto di Francia Maximigliano dAustria apar seco era

& Carlo di Borgogna che di lancia havea passato il Mostro alla gorgiera laltro era che di stral gli figea il petto Enrigo ottavo dInghilterra detto

Decimo havea il Leon scritto sul dosso chavea attaccate lAsinine orecchi et tanto il Mostro havea fermato & scosso che verano arrivati altri parecchi

parea del mondo ogni timor rimosso et in emenda de li errori vecchi nobil gente accorrea: non perho molta donde alla Belva era la vita tolta

Li cavallieri stavano & Marphisa con desiderio di connoscer questi per le cui mani era la Bestia uccisa che fatti havea tanti luoghi atri & mesti

avegna che la petra fusse incisa de nomi lor: non eran manifesti si pregano tra lor: che se sapesse lhistoria alcuno: aglialtri la dicesse

Volto Viviano a Malagigi gli occhi che stava a udire: & non facea lor motto a te (disse) narrar lhistoria tocchi ch esser ne dei (per quel chio vegha) dotto

chi son costor che con saette & stocchi & lance: a morte han lanimal condotto? rispose Malagigi non e historia di che sin qui ne faccia auhtor memoria

Questi (havete a saper) che li nomi hanno scritti nel marmo: al mondo mai non furo ma fra settecento anni vi seranno con gran splendor del secolo futuro

Merlino il savio incantator Britanno fe far la fonte al tempo del Re Arturo & de cose ch al mondo hanno a venire la fe da buoni artifici sculpire

Questa bestia crudele usci del fondo del inferno: a quel tempo che fur fatti li termini alli campi: & che fu il pondo trovato & la misura: & scritti i patti

ma non ando a principio in tutto il mondo di se lascio molti paesi intatti al tempo nostro in molti lochi sturba ma populari offende & la vil turba

Dal suo principio insino al secol nostro sempre e cresciuto: & andera crescendo sempre crescendo: al lungo andar fia il mostro lo maggior che mai fusse & lo piu horrendo

quel Phyton che per charte & per inchiostro s ode che fu si horribile & stupendo alla meta di questo non fu tutto ne tanto abominevol ne si brutto

Crude lstrage fara: ne sera loco che non guasti contamini: & infetti & quanto mostra la scultura e poco de li nefandi suoi crudeli effetti

al mondo di gridar merce gia roco questi di chi li nomi havemo letti che chiari splenderan piu che piropo verranno a dare aiuto al maggior uopo

Alla fiera crudele il piu molesto non sera di Francesco Re de Franchi & ben convien che molti exceda in questo et nessun prima: & pochi ne habbia a fianchi

quando in real splendor: quando nel resto di virtu fara molti parer manchi che gia parver compiuti: come cede tosto ognaltro splendor chel Sol si vede

Lanno primier del fortunato regno non ferma anchor ben la corona in fronte passera lalpe: & rompera il disegno di chi all incontro havra occupato il monte

da giusto spinto & generoso sdegno che vendicate anchor non sieno lonte che dal furor da paschi & mandre uscito lexercito di Francia havra patito

Et quindi scendera nel ricco piano di Lombardia col fior di Francia drieto & su gliocchi del popul di Milano uccidera lo Elvetio immansueto

ne il campo de la Chiesa ne lHispano ne il Fiorentin gli potra far divieto expugnera il castel: che prima suto sera non expugnabile tenuto

Sopra ognaltre arme ad expugnarlo molto piu gli varra quella honorata spada con che gia prima havra di vita tolto il Monstro corruttor dogni contrada

convien ch inanzi a quella sia rivolto in fuga ogni stendardo o a terra vada ne fossa: ne ripar: ne grosse mura potran da lei tener citta sicura

Questo principe havra quanta excellenza haver felice Imperator mai debbia lanimo del gran Cesar: la prudenza di chi mostrolla a Transimeno e a Trebbia

con la fortuna dAlexandro: senza cui: seria fumo ogni disegno & nebbia sera si liberal chio lo contemplo qui non haver ne paragon ne exemplo

Cosi diceva Malagigi: & messe desire a cavallier dhaver contezza del nome dalcunaltro ch uccidesse linfernal bestia: uccider glialtri avezza

quivi Bernardo tra primi si lesse che Merlin molto nel suo scritto apprezza fia nota per costui (dicea Bibiena quanto Fiorenza sua vicina: & Siena

Quivi non e chi piedi inanzi pona a Hippolyto: a Gismondo: a Ludovico da Este: da Gonzaga: dAragona ciascuno al fiero Mostro aspro nimico

v e Francesco di Mantua ne abandona e sua vestigie il figlio Federico & ha il Cognato e il Genero vicino quel di Ferrara: & quel Duca dUrbino

Ma Consalvo Ferrante: ove ho lasciato lHispano honor ch intanto pregio v era che fu da Malagigi si lodato che pochi il pareggiar di quella schiera

Guglielmo si vedea di Monferrato fra quei che morto havean la brutta fiera et eran pochi verso linfiniti ch ella v havea chi morti & chi feriti

In giuochi honesti & parlamenti lieti dopo mangiar spesero il caldo giorno corcati su finissimi tapeti tra li arbuscelli ond era il rivo adorno

Malagigi & Vivian: perche quieti piu fusser glialtri: tenean larme intorno quando una donna senza compagnia vider: che verso lor dritta venia

Questa era quella Hippalca a chi fu tolto il caval di Ruggier: da Rodomonte lhavea il di inanzi ella seguito molto pregandolo hora: hora dicendogli onte

ma non giovando: havea il pensier rivolto dove a trovar Ruggiero: in Agrismonte dove sua via la trasse: le fu detto che quivi il troveria con Ricciardetto

E perche il luogo ben sapea (che v era stato altre volte) se ne venne al dritto allombrosa fontana: e in la maniera lo ritrovo: chio v ho disopra scritto

ma come buona & cauta messaggiera che sa meglio essequir che non le ditto quando vide il fratel di Bradamante non connoscer Ruggier fece sembiante

A Ricciardetto tutta rivoltosse si come drittamente a lui venisse & quel che la connobbe se le mosse incontra: & dimando dove ne gisse

ella ch anchora havea le luci rosse del pianger lungo: suspirando disse: (ma disse forte: accio che fusse expresso a Ruggier il suo dir: che gliera presso)

Mi traea drieto (disse) per la briglia come imposto mhavea la tua sorella un bel cavallo & buono a maraviglia ch ella molto ama: & che Frontino appella

credendolo condur sin a Marsiglia dove in breve dovea poi venire ella & lo havea tratto de le miglia venti senza mai ritrovar impedimenti

Era si baldanzoso il creder mio ch io non stimavo alcun di cor si saldo che me lo havesse a tor dicendogli io ch era de la sorella di Rinaldo

ma vano il mio disegno hieri mi uscio che me lo tolse un Saracin ribaldo ne per udir di chi Frontino fusse a volermilo render se indusse

Tutto hieri & oggi lho pregato: et quando ho visto uscir prieghi et minacce in vano maledicendol molto et biastemiando lho lasciato di qui poco lontano

dove se col caval molto affannando se aiuta quanto puo con larme in mano contra un guerrier ch in tal travaglio il mette che spero chabbia a far le mie vendette

Ruggier a quel parlar salito in piede chavea potuto a pena il tutto udire si volta a Ricciardetto: & per mercede & premio & guidardon del ben servire

(prieghi aggiungendo senza fin) gli chiede che con la donna sol lo lasci gire tanto chel Saracin gli sia mostrato chel buon destrier di man le havea levato

A Ricciardetto anchor che discortese el conciedere altrui troppo paresse di terminar le a se debite imprese al voler di Ruggier pur se rimesse

& quel licentia dai compagni prese & con Hippalca a ritornar si messe lasciando a quei che rimanean stupore con maraviglia pur: del suo valore

Poi che daglialtri allontanato alquanto Hippalca lhebbe: gli narro: che ad esso era mandata da colei che tanto havea nel core il suo valore impresso.

& senza finger piu: seguito quanto la sua Donna al partir le havea commesso et che se dianzi havea altrimente detto per la presentia fu di Ricciardetto

Disse: che chi le havea tolto il destriero anchor detto lhavea con molto orgoglio perche so che el cavallo e di Ruggiero piu volontier per questo te lo toglio

s egli di ricovrarlo havra pensiero fagli saper che asconder non gli voglio che io son quel Rodomonte il cui valore nel mondo appare con immortal splendore

Ascoltando Ruggier mostro nel volto di quanto sdegno acceso il cor gli sia si perche caro avria Frontino molto si perche venia il dono onde venia

si perche in suo dispregio gli par tolto vede che biasmo et dishonor gli fia se torlo a Rodomonte non saffretta & sopra lui non fa degna vendetta

La donna Ruggier guida: & non soggiorna che por lo brama col Pagano a fronte & giunge: ove la strada fa dua corna lun va giu al piano: & laltro va su al monte

& quello & questo in la vallea ritorna dove ella havea lasciato Rodomonte aspra: ma breve: era la via del colle laltra piu lunga assai: ma piana & molle

El desiderio che conduce Hippalca d haver Frontino: & vendicar loltraggio fa ch el sentier de la montagna calca donde molto piu corto era il viaggio

per l altra in tanto il Re dAlgier cavalca con Mandricardo e glialtri che detto haggio & giu nel pian la via piu facil tiene ne con Ruggiero ad incontrar si viene

Gia son le lor querele diferite fin che soccorso ad Agramante sia (questo sapete) et han dogni lor lite la cagion: Doralice in compagnia

hora il successo de la historia udite alla fontana e la lor dritta via ove Aldigier: Marphisa: Ricciardetto Malagigi & Vivian stanno a diletto

Marphisa a prieghi de compagni havea veste da donna: & ornamenti presi di quelli che a Lanfusa si credea mandare il traditor de Maganzesi

& ben che veder raro si solea senza lusbergo: et glialtri buoni arnesi pur quel di se li trasse et come donna a prieghi lor lascio vedersi in gonna

Tosto che vede il Tartaro Marphisa per la credenza cha di guadagnarla in ricompensa e in cambio ugual se avisa di Doralice: a Rodomonte darla

si come Amor si regha a questa guisa che vender la sua donna: o permutarla possa lamante: ne a ragion se attrista se quando una ne perde una ne acquista

Per dunque provedergli di donzella accio per se questaltra si ritegna Marphisa che gli par leggiadra et bella & dogni cavallier femina degna

come habbia ad haver questa: come quella subito cara: a lui donar disegna et quelli cavallier che con lei vede a giostra seco et a battaglia chiede

Malagigi et Vivian che larme haveano come per guardia et sicurta del resto si mossero dal luogo ove sedeano et se acconciaro alla battaglia presto

perche giostrar con amendui credeano ma lAphrican che non venia per questo non ne fe segno o movimento alcuno siche la giostra resto lor contra uno

Viviano e il primo: & con gran cor si muove & nel venire abbassa un hasta grossa el Re Pagan da le famose pruove da laltra parte vien con maggior possa

dirizza lun & laltro: & segna dove crede meglio fermar laspra percossa Viviano in darno a lelmo il Pagan fere che non lo fa piegar non che cadere

El Re Pagan chavea piu lhasta dura fe il scudo di Vivian parer di giaccio & fuor di sella in mezo la verdura lo mando all herbe: & alli fiori in braccio

vien malagigi: & ponsi in aventura di vendicare il suo fratello avaccio ma poi dandargli appresso hebbe tal fretta che gli fe compagnia piu che vendetta

Laltro fratel fu prima del cugino coll arme in dosso & sul caval salito & diffidato contra il Saracino venne a scontrarlo a tu tta briglia ardito

risono il colpo in mezo a lelmo fino di quel Pagan sotto la vista un dito volo al ciel lhasta in quattro tronchi rotta ma non mosse il Pagan per quella botta

El Pagan feri lui dal lato manco & la ferita fu di si gran forza che poco il scudo & la corazza manco gli valse: che se aprir come una scorza

passo il ferro crudel lhomero bianco piego Aldigier ferito a poggia e ad orza tra fiori & herbe al fin si vide avolto rosso su larme: & pallido nel volto

Con molto ardir vien Ricciardetto appresso & nel venire arresta si gran lancia che mostra ben come ha mostrato spesso che degnamente e paladin di Francia

et al Pagan ne facea segno expresso se fusse stato pari alla bilancia ma sozopra ne ando: perche il cavallo gli cadde adosso: & non gia per suo fallo

Poi ch altro cavallier non se dimostra ch al Pagan per giostrar volti la fronte pensa haver guadagnato de la giostra la donna: et venne a lei presso alla fonte

et disse: damigella siete nostra s altro non e per voi ch in sella monte non potete negarlo: o farne excusa che di ragion di guerra cosi s usa

Marphisa alzando con unviso altiero la faccia (disse) il tuo parer molto erra io te concedo che diresti il vero ch io sarei tua per la ragion di guerra

quando mio Signor fusse o cavalliero alcun di questi chai gittato in terra io sua non son: ne daltri son che mia dunque me tolga a me: chi mi disia

So scudo et lancia adoperare anch io et piu dun cavalliero in terra ho posto presto arrecate larme e il destrier mio grido a scudier: che lubidiron tosto

trasse la gonna: et in farseto uscio et le belle fattezze: e il ben disposto corpo mostro: ch in ciascuna sua parte fuor che nel viso: assimigliava a Marte

Poi che fu armata: la spada si cinse et sul caval monto dun leggier salto et qua & la tre volte et quattro il spinse et quinci et quindi il fe girare in alto

et poi sfidando il Saracino: strinse la grossa lancia: et commincio lassalto tal ne campi Troiani esser dovea contra il Thessalo Achil penthesilea

Le lancie in sin al calce si fiaccaro a quello horribil scontro come vetro ne perho chi le corsero piegaro che si notasse: un dito solo adietro

Marphisa che volea connoscer chiaro se a piu stretta battaglia simil metro servaria contra se il fiero Pagano: se gli rivolse con la spada in mano

Biastemmio il cielo et gli elementi il crudo Pagan: poi che restar la vide in sella Marphisa che penso rompergli il scudo non men sdegnosa contra il ciel favella

gia luno et laltro ha in mano il ferro nudo et su le fatali arme si martella larme fatali han parimente intorno che mai non bisognar piu di quel giorno

Si buona e quella piastra et quella maglia che spada o lancia non la taglia o fora siche potea seguir laspra battaglia tutto quel giorno: et laltro appresso anchora

ma Rodomonte in mezo lor si scaglia et riprende il rival de la dimora dicendo se battaglia pur far vuoi finian la cominciata hoggi fra noi

Facemmo (come sai) triegua con patto di dar soccorso alla militia nostra non dovem prima che sia questo fatto incominciare altra battaglia o giostra

indi a Marphisa riverente in atto si volta et quel messaggio le dimostra et le racconta come era venuto a chieder lor per Agramante aiuto

La priega poi che le piaccia: non solo lasciar quella battaglia o differire ma che voglia in aiuto del figliuolo del Re Troian con essi lor venire

onde la fama sua con maggior volo potra far meglio in sin al ciel salire che per querela di poco momento dando a tanto disegno impedimento

Marphisa che fu sempre disiosa di provar quei di Carlo a spada & lancia ne lhavea indutta a venire altra cosa di si lontana regione in Francia

se non per esser certa: se famosa lor nominanza era per vero o ciancia tosto dandar con lor partito prese che dAgramante il gran bisogno intese

Ruggiero in questo mezo havea seguito indarno Hippalca per la via del monte et trovo giunto al loco: che partito per altra via se nera Rodomonte

et pensando che lungi non era ito et che el sentier tenea dritto alla fonte trottando in fretta drieto gli venia per lorme che eran fresche in su la via

Volse che Hippalca a Montalban pigliasse la via: ch una giornata era vicino perche se alla fontana ritornasse si torria troppo dal dritto camino

et disse a lei: che gia non dubitasse che non s havesse a ricovrar Frontino ben le farebbe a Montalbano: o dove si trovasse ella: udir presto le nuove

Et le diede la lettera che scrisse in Agrismonte: et che se porto in seno et molte cose a bocca ancho le disse et la prego che lo excusasse a pieno

el tutto Hippalca in la memoria fisse prese licentia: & volto il palafreno et non cesso la buona messaggiera ch in Montalban si ritrovo la sera

Seguia Ruggiero in fretta il Saracino per lorme che apparian ne la via piana ma non lo giunse prima che vicino con Mandricardo il vide alla fontana

gia promessose havean che per camino lun non farebbe allaltro cosa strana ne fin ch al campo lor fusse soccorso prima che Carlo gli ponesse il morso

Quivi giunto Ruggier Frontin connobbe et connobbe per lui chi adosso gli era et su la lancia fe le spalle gobbe et sfido lAphrican con voce altiera

Rodomonte quel di fe piu che Iobbe poi che domo la sua superbia fiera & recuso la pugna: che havea usanza di sempre egli cercar con ogni instanza

El primo giorno et lultimo: che pugna mai ricusasse il Re dAlgier: fu questo ma tanto il desiderio che si giugna in soccorso al suo Re gli par honesto

che se credesse haver Ruggier in lugna piu chabbia tigre mai cervio mal presto non se vorria fermar: tanto con lui che fesse un colpo de la spada o dui

Hor giungi che sapea ch era Ruggiero che seco per Frontin volea battaglia tanto famoso chaltro cavalliero non e ch apar di lui di gloria saglia

lhuom che bramato ha di saper per vero experimento: quanto in arme vaglia et pur non vuol seco accettar limpresa tanto lassedio del suo Re gli pesa

Trecento miglia sarebbe ito et mille se cio non fusse a comperar tal lite ma se lhavesse oggi sfidato Achille piu fatto non havria di quel che udite

tanto a quel punto sotto le faville le fiamme havea del suo furor sopite narra a Ruggier perche pugna rifiuti et priega anchor chel suo disegno aiuti

Che facendol: fara quel che far deve al suo Signore un cavallier fedele sempre che questo assedio poi si leve havranno ben tempo a terminar querele

Ruggier rispose a lui mi sera lieve differir questa pugna fin che de le forze di Carlo si traggia Agramante pur che mi rendi il mio Frontino inante

Se lo provarti chai fatto gran fallo et fatto hai cosa indegna ad un huom forte dhaver tolto a una donna il mio cavallo vuoi ch io prolunghi fin che siamo in corte

lascia Frontino: et nel mio arbitrio dallo non pensar altrimente ch io supporte che la battaglia qui tra noi non segua o ch io ti faccia sol dun hora triegua

Mentre Ruggiero al Aphrican dimanda o Frontino o battaglia allhora allhora et quello in lungo luno et laltro manda ne vuol dare il destrier ne far dimora

Mandricardo ne vien da un altra banda et mette in campo un altra lite anchora poi che vede Ruggier: che per insegna porta laugel che sopra glialtri regna

Nel scudo azur lAquila bianca havea che de Troiani fu linsegna bella perche Ruggier lorigine traeha dal fortissimo Hettor: portava quella

ma questo Mandricardo non sapea ne vuol patire: et grande ingiuria appella che debbia: altro che se: nel scudo porre lAquila bianca del famoso Hettorre

Portava egli nel scudo similmente laugel che rapi in Ida Ganymede lhebbe poi ch in impresa fu vincente al castel de la fata per mercede

credo che ben vi sia lhistoria a mente quando insieme la fata gli lo diede col resto di quell arme che Vulcano gia havea donate al cavallier Troiano

Altra volta a battaglia erano stati Mandricardo et Ruggier solo per questo et perche caso fusser distornati io nol diro: che gia vi e manifesto

dopo non seran mai piu raccozzati se non quivi hora: et Mandricardo presto che miro il scudo: alzo il superbo grido minacciando: e a Ruggier disse io te sfido

Tu la mia insegna temerario porti ne questo e il primo di chio te lho detto & credi pazzo anchor che io lo comporti per una volta ch io thebbi rispetto

ma poi che ne minacce ne conforti ti pon questa follia levar del petto ti mostrero quanto miglior partito tera dhavermi subito ubidito

Come ben riscaldato arrido legno a piccol soffio subito se accende cosi se avampa di Ruggiero il sdegno al primo motto che di questo intende

ti pensi (disse) farmi stare al segno perche questaltro anchor meco contende ma mostrerotti che io son buon per torre a lui Frontino a te il scudo dHettorre

Un altra volta pur per questo venni teco a battaglia: & non e gran tempo ancho ma de ucciderti allhora mi contenni perche tu non havevi spada al fianco

io faro fatti adesso allhor fur cenni et mal sera per te quel augel bianco ch antiqua insegna e stata di mia gente tu te lusurpi: io il porto giustamente

Anzi ti usurpi tu la insegna mia rispose Mandricardo: & trasse il brando quello: che poco inanzi per follia havea gittato alla foresta Orlando

il buon Ruggier: che di sua cortesia non puo non sempre ricordarsi: quando vide il Pagan chavea tratta la spada la lancia chavea in man gitto in la strada

Et quasi a un tempo Balisarda stringe la buona spada: & meglio il scudo imbraccia ma lAphrican in mezo il caval spinge & Marphisa con lui presto si caccia

& luno questo: & laltro quel respinge & priegano amendui che non si faccia Rodomonte si duol che rotto il patto due volta ha Mandricardo che fu fatto

Prima credendo guadagnar Marphisa sera fermato a correr tante lance & hor col figlio del guerrier di Risa sera attaccato per favole & ciance

se pur (dicea) dei fare a questa guisa alla battaglia nostra ritorniance conveniente & piu debita assai ch alcuna di questaltre che prese hai

Con tal condition fu stabilita la tregua: & questo accordo ch e fra nui: come la pugna teco havro finita poi del destrier rispondero a costui

tu del tuo scudo rimanendo in vita la lite havrai da terminar con lui ma ti daro da far tanto: mi spero: che non avanzera troppo a Ruggiero

La parte che ti pensi non havrai rispose Mandricardo a Rodomonte io te ne daro piu che non vorrai & ti faro sudar dal pie alla fronte

& me ne rimarra per darne assai (come non manca mai lacqua del fonte) & a Ruggiero: & a millaltri seco e a tutto il mondo che la voglia meco

Moltiplicavan lire & le parole quando da questo & quando da quel lato con Rodomonte con Ruggier la vuole tutto in un tempo Mandricardo irato

Ruggier ch oltraggio sopportar non suole non vuol piu accordo anzi litigio & piato Marphisa hor va da questo hor da quel canto per riparar: ma non puo sola tanto

Come il villan se per le fragil sponde penetra il fiume: & cerca nuova strada frettoloso a vietar che non affonde li verdi paschi: & la sperata biada

chiude una via & unaltra: & si confonde che se ripara quinci che non cada: quindi vede lassar gliargini molli & fuor lacqua spicciar con piu rampolli

Cosi mentre Ruggiero & Mandricardo & Rodomonte son tutti sozopra ch ognun vuol dimostrarsi piu gagliardo de li compagni: & rimaner di sopra

Marphisa: ch acchetarli havea riguardo molto se affanna: et perde il tempo & lopra che come ne spicca uno & lo ritira glialtri dui risalir vede con ira

Marphisa che volea porli d accordo dicea: Signori udite il mio consiglio differire ogni lite e buon ricordo fin che Agramante sia fuor di periglio

se ognun vuole al suo fatto esser ingordo anch io con Mandricardo mi ripiglio & vuo vedere al fin se guadagnarme (come egli ha detto) e buon per forza darme

Ma se si de soccorrere Agramante soccorrasi: & tra noi non si contenda per me non si stara di andare inante disse Ruggier: pur chel caval si renda

o che mi dia il cavallo: a far di tante una parola: o che da me il difenda o che qui morto ho da restare: o ch io in campo ho da tornar sul destrier mio

Rispose Rodomonte: ottener questo non fia cosi come quellaltro lieve & seguito dicendo io ti protesto che se alcun danno il nostro Re riceve

fia per tua colpa: ch io per me non resto di far a tempo quel che far si deve Ruggiero a quei protesti poco bada ma stretto dal furor stringe la spada

Al Re d Algier come Cingial si scaglia & lurta si del scudo & de la spalla e in modo lo disordina & sbarraglia che fa che d una staffa il pie gli falla

Mandricardo gli grida: o la battaglia differisci: Ruggiero: o meco falla & crudele & fellon piu che mai fosse Ruggier su lelmo in questo dir percosse

Fin sul collo al destrier Ruggier se inchina ne quando vuolsi rilevar si puote perche gli sopragiunge la ruina del figlio dUlien che lo percuote

se non era dttempra adamantina fesso lelmo gli havria fin tra le gote apre Ruggier le mani per lambascia & luna il fren laltra la spada lascia

Porta il caval Ruggier per la campagna drieto gli resta in terra Balisarda Marphisa che quel di fatta compagna se gliera darme: par che avampi & arda

che fra que dui Ruggier solo rimagna et come era magnanima & gagliarda si drizza a Mandricardo: & col potere chavea maggior: sopra la testa il fiere

Rodomonte a Ruggier drieto si spinge vinto e il caval se un altra gli n appicca ma Ricciardetto con Vivian si stringe & tra Ruggiero e il Saracin si ficca

luno urta Rodomonte & lo rispinge & da Ruggier per forza lo dispicca laltro la spada sua: che fu Viviano: pone a Ruggier gia risentito in mano

Tosto ch el buon Ruggiero in se ritorna & che Vivian la spada gli appresenta a vendicar lingiuria non soggiorna et verso il Re dAlgier ratto se aventa

come il Leon che tolto su le corna dal bue sia stato: & ch el dolor non senta si lira il sdegno limpeto laffretta stimola & sferza a far la sua vendetta

Ruggier sul capo al Saracin tempesta et se la spada sua si ritrovasse che: come ho detto: al comminciar di questa pugna: di man gran fellonia gli trasse

mi credo ch a difendere la testa di Rodomonte lelmo non bastasse lelmo che fece il Re far di Babelle quando muover penso guerra alle stelle

La Discordia credendo non potere altro esser quivi che contese et risse ne vi dovesse mai piu luogo havere o pace o tregua: alla sorella disse

chomai sicuramente a rivedere li monachetti suoi seco venisse lascianle andare: & stian noi dove in fronte Ruggiero havea ferito Rodomonte

Fu il colpo di Ruggier di si gran forza che fece in su la groppa di Frontino percuoter lelmo et quella dura scorza di che havea armato il dosso il Saracino

et lui tre volte et quattro a poggia et orza piegar: per ire in terra a capo chino et la spada egli anchora havria perduta se legata alla man non fusse suta

Havea Marphisa a Mandricardo intanto fatto sudar la fronte: il viso: il petto et egli a lei havea fatto altretanto: ma si lusbergo dambi era perfetto

che mai poton falsarlo in nessun canto & stati eran sin qui pari in effetto ma in un voltar che fece il suo destriero bisogno hebbe Marphisa di Ruggiero

Il caval di Marphisa in un voltarsi che fece stretto: ove era molle il prato sdrucciolo in guisa che non pote aitarsi di non tutto cader sul destro lato

& nel volere in fretta rilevarsi da Brigliador fu pel traverso urtato con che il Pagan poco cortese venne siche cader di nuovo gli convenne

Ruggier che la Donzella a mal partito vide giacer: non differi il soccorso hor che lagio ne havea: poi che stordito da se lontan quel altro era trascorso

feri su lelmo il Tartaro: & partito quel colpo gli havria il capo come un torso se Ruggier Balisarda havesse havuta o Mandricardo in capo altra barbuta

Il Re dAlgier che se risente in questo si volge intorno: et Ricciardetto vede et se ricorda che gli fu molesto dianzi: quando soccorso a Ruggier diede

a lui si drizza: et gli havria dato presto del buono ufficio suo mala mercede se con grande arte & nuovo incanto tosto non se gli fusse Malagigi opposto

Malagigi che sa dogni malia quel che ne sappia alcun Mago excellente anchor chel libro suo seco non sia con che fermare il Sole era possente

pur la scongiuratione: onde solia commandare a demonii: haveva a mente presto in corpo al ronzino un ne constringe di Doralice & in furor lo spinge

Nel bianco ubin: che sul guernito dosso havea la figlia del Re Stordilano fece intrar un de gli angel di Minosso sol con parole il frate di Viviano

& quel che dianzi mai non si era mosso se non quanto ubidia al sprone e alla mano hor d improviso spicco in aria un salto che trenta pie fu lungo & sedici alto

Fu grande il salto: non perho di sorte che ne dovesse alcun perder la sella quando si vide in alto grido forte che si tenne per morta la Donzella

quel ronzin come il diavol se lo porte dopo un gran salto: se ne va con quella che pur grida soccorso: in tanta fretta che non lo havrebbe giunto una saetta

Da la battaglia il figlio dUlieno si levo al primo suon di quella voce et dove furiava il palafreno per la Donna aiutar: ne ando veloce

Mandricardo di lui non fece meno non piu a Ruggier non piu a Marphisa nuoce ma senza chieder loro o paci o tregue et Rodomonte: et Doralice segue

Marphisa intanto si levo di terra et tutta ardendo di disdegno et ira credesi far la sua vendetta: et erra che troppo lungi il suo nimico mira

Ruggier chaver tal fin vede la guerra rugge come un Leon: non che sospira: ben sanno che Frontino et Brigliadoro giunger non pon con li cavalli loro

Ruggier non vuol cessar fin che decisa col Re dAlgier non lhabbia del cavallo non vuol quietar il Tartaro Marphisa che provato a suo senno ancho non hallo

lasciar la sua querela a questa guisa parrebbe a luno e a laltro troppo fallo di commune parer disegno fassi di chi offesi li havea seguire i passi

Nel campo Saracin li troveranno quando non possan ritruovarli prima che per levar lo assedio iti seranno prima chel Re di Francia il tutto opprima

cosi dirittamente se ne vanno dove haverli a man salva fanno stima gia non ando Ruggier cosi di botto che non facesse alli compagni motto

Ruggier se ne ritorna ove in disparte era il fratel de la sua donna bella et al servigio suo per ogni parte per fortuna se gli offre et buona et fella

indi lo priega: et lo fa con bella arte: che saluti in suo nome la sorella et questo cosi ben gli venne detto che ne a lui die ne aglialtri alcun sospetto

Et da lui da Vivian: da Malagigi: dal ferito Aldigier tolse commiato si profersero et essi alli servigi di lui: debitor sempre in ogni lato

Marphisa havea si il core ire a Parigi che salutar gli amici havea scordato ma Malagigi ando tanto et Viviano che pur la salutaron di lontano

Et cosi Ricciardetto: ma Aldigiero giace & convien che suo malgrado resti verso Parigi havean preso il sentiero quelli dui prima: & hor lo piglian questi

dirvi Signori ne laltro canto spero miracolosi & sopra humani gesti che con danno de gli huomini di Carlo ambe le coppie fer di chi vi parlo

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Canto .XXIIII. · Ludovico Ariosto · Poetry Cove