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1474–1533

Canto .XXIII.

Ludovico Ariosto

e Gran contrasto in giovenil pensiero desir di laude: & impeto d amore: ne chi piu vaglia anchor si truova il vero che resta hor questo hor quel superiore

quivi hebbe in luno e in laltro cavalliero molta possanza il debito & lhonore che lamorosa lite se intermesse fin che soccorso il campo lor si havesse

Ma piu vi lhebbe Amor: che se non era che cosi commando la donna loro non si sogliea quella battaglia fera che lun nhavrebbe il triumphale alloro

et Agramante in van con la sua schiera laiuto havria aspettato di costoro dunque Amor sempre rio non se ritruova se spesso nuoce: ancho talvolta giova

Hor luno & laltro cavallier pagano che tutti han differiti i suoi litigi van per salvar lo exercito Aphricano con la donna gentil verso Parigi

& va con essi anchora il piccol Nano che seguito del Tartaro i vestigi fin che con lui condotto a fronte a fronte havea quivi il geloso Rodomonte

Capitaro in un prato: ove a diletto erano cavallier sopra un ruscello dui disarmati: & dui chavean lelmetto e una donna con lor di viso bello

chi fusser quelli: altrove vi fia detto hor non che di Rugger prima favello del buon Ruggier: di cui vi fu narrato chavea summerso il bel scudo incantato

Non era ito lontan dal pozzo un miglio che venir un correr vide a gran corso un de quei chel Re dAphrica & Marsiglio mandava in fretta a dimandar soccorso

fermar Rugger lo fece eudi il periglio di quei che agli suo amici havean ricorso lobligatione alhora si fe inante che grande havea Ruggero al Re Agramante

Fu da molti pensier ridutto in forse ch assalito lhavean tutti in un tratto ma qual per lo miglior dovesse torse ne luogo havea ne tempo a pensar atto

lascio andare il messaggio e il freno torse la dove fu da quella donna tratto chadhor adhor in modo laffrettava che nessun tempo dindugiar gli dava

Quindi seguendo il camin preso: venne (gia declinando il Sole) ad una terra chel Re Marsiglio in mezo Francia tenne tolta di man di Carlo in quella guerra

ne al ponte ne alla porta si ritenne che non gli niega alcuno il passo o serra ben ch intorno al rastrello e in su le fosse gran quantita dhuomini & darme fosse

Per che era connosciuta da la gente quella donzella chavea in compagnia fu lasciato passar liberamente ne dimanda o pur donde venia

giunse alla piazza & di fuoco lucente & piena la trovo di gente ria & vide in mezo star con viso smorto il giovene dannato ad esser morto

Ruggier come gli alzo gliocchi nel viso che chino a terra 6 lachrymoso stava di veder Bradamante gli fu aviso tanto il giovine a lei rassimigliava

piu dessa gli parea quanto piu fiso al volto e alla persona il riguardava et fra se disse: o questa e Bradamante o ch io non son Ruggier come ero inante

Per troppo ardir si sera forse messa del garzon condennato: alla difesa & poi che mal la cosa le e successa ne sara stata (come io vegho) presa

deh perche tanta fretta? che con essa non potessi trovarmi a questa impresa ma Dio ringratio: che ci son venuto che a tempo anchora: io potro darle aiuto

Et sanza piu indugiar la spada stringe (chavea al altro castel rotta la lancia) e adosso il vulgo inerme il caval spinge su pei fianchi pel petto: & per la pancia

mena la spada acerco: & a chi cinge la fronte: a chi la gola: a chi la guancia fugge il popul gridando: & la gran frotta resta: o sciancata: o con la testa rotta

Come stormo daugei ch in ripa a un stagno vola sicuro: e a sua pastura attende s improviso dal ciel falcon grifagno lor da nel mezo: & un ne batte o prende

si sparge in fuga: ognun lascia il compagno & sol dil scampo suo cura si prende cosi veduto havreste far costoro tosto chel buon Ruggier diede fra loro

A quattro o sei dal collo i capi netti levo Ruggier: ch indi a fuggir fur lenti ne divise altretanti in sino a i petti sin agli occhi infiniti & sin ai denti

conciedero che non trovasse elmetti ma ben di ferro assai cuffie lucenti & se fini elmi ancho vi fusser stati son certo che non men glihavria tagliati

La forza di Ruggier non era quale hor si ritruovi in cavallier moderno ne in Orso: ne in Leon: ne in animale altro piu fiero: o nostrano: od esterno

le seria forse il terremoto uguale o il gran diavol: non quel de lo inferno ma quel del mio Signor: che va col fuoco che a cielo et terra & mar dar si fa loco

Dogni suo colpo mai non cadea manco d un huomo in terra: et le piu volte un paio & quattro a un colpo & cinque ne uccise ancho si che si venne presto al centinaio

tagliava il brando che trasse dal fianco come un tenero latte il duro acciaio Falerina per dar morte ad Orlando fe nel giardin dOrgagna il crudel brando

Haverlo fatto poi ben le rincrebbe chel suo giardin disfar vide con esso che stratio dunque: che ruina debbe far hor: ch in man di tal guerriero e messo?

se mai Ruggier furor: se mai forza hebbe se mai fu lalto suo valor expresso qui lhebbe: il pose qui: qui fu veduto sperando dar alla sua donna aiuto

Qual fa la lepre contra i cani sciolti facea la turba contra lui riparo quei che restaro uccisi furon molti furon infiniti quei ch in fuga andaro

havea la donna in tanto i lacci tolti ch ambe le mani al giovine legaro et come pote meglio presto armollo gli die una spada in mano e un scudo al collo

Egli che molto e offeso piu che puote si cerca vendicar di quella gente & quivi son si le sue forze note che riputar si fa prodo & valente

gia havea attuffato le dorate ruote il Sol ne la marina dOccidente quando Ruggier vittorioso: & quello giovine seco: uscir fuor del castello

Quando il garzon sicuro de la vita con Ruggier si trovo fuor de le porte gli rende molta gratia & infinita con gentil modi & con parole accorte

che non lo connoscendo a dargli aita si fusse messo a rischio de la morte: & prego chel suo nome gli dicesse per sapere a chi tanto obligo havesse

Vegho (dicea Ruggier) la faccia bella & le belle fattezze: e il bel sembiante ma la suavita de la favella non odo gia de la mia Bradamante

ne la relation di gratie: e quella ch ella usar debbia al suo fedel amante ma se pur questa e Bradamante: hor come ha si presto in oblio messo il mio nome?

Per ben saperne il certo: accortamente Ruggier gli disse: io vho veduto altrove & ho pensato: & penso: & finalmente non so ne posso ricordarmi dove

ditemel voi se vi ritorna a mente & fate chel nome ancho udir mi giove accio che saper possa a cui mia aita dal fuoco habbia salvata hoggi la vita

Che voi mhabiate visto esser potria (rispose quel) che non so dove o quando ben vo pel mondo anch io la parte mia strane aventure hor qua hor la cercando

forse una mia sorella stata fia che veste larme: & porta al lato il brando che nacque meco: & tanto mi somiglia che non ne puo discerner la famiglia

Ne primo ne secondo voi ne quarto sete di quei che errato habbieno in questo la donna ch ambi noi produsse a un parto lun da laltro non scorge cosi presto

glie vero chel mio crin raccorcio & sparto secondo il militar costume honesto & il suo lungo: e in treccia al capo avolta ci solea far gia differentia molta

Ma poi ch un giorno ella ferita fu nel capo (lungo saria a dirvi come) & per sanarla un servo di Iesu a meza orecchia le taglio le chiome

alcun segno tra nui non resto piu di differentia: fuor chel sesso e il nome Ricciardetto son io: Bradamante ella io fratello a Rinaldo: essa sorella

Et se non vincrescesse lascoltare cosa direi che vi faria stupire occorsa per lun laltro assimigliare che fu al principio gioia: e al fin martire

Ruggier che non volea daltro parlare ne daltra historia gli piacea piu udire che dove alcun ricordo intervenisse de la sua donna: il prego si: che disse

Accadde a questi di: che pei vicini boschi passando la sorella mia ferita da uno stuol de Saracini che la trovar senza elmo in su la via

& fu constretta di scorciarse i crini se volse risanar la piaga ria chavea con gran periglio ne la testa & cosi scorcia erro per la foresta

Errando giunse ad una ombrosa fonte & perche afflitta & stanca ritrovosse da caval scese: & disarmo la fronte & su le tenere herbe addormentosse

io non credo che fabula si conte che piu di questa historia bella fosse Fiordispina di Spagna soprarriva che per cacciar nel bosco ne veniva

Et quando ritrovo la mia sirocchia tutta coperta darme excetto il viso chavea la spada in luogo di conocchia le fu veder un cavallier aviso

la faccia: & le viril: fattezze adocchia tanto chel cor se ne senti conquiso la invita a caccia: & tra le ombrose fronde lunge da glialtri al fin seco se asconde

Poi che lha seco in solitario loco dove non teme desser sopraggiunta con cenni & con parole a poco a poco le scopre il fisso cor di grave punta

& hor con sguardi: hor con suspir di fuoco le mostra lalma di disio consunta hor si scolora in viso: hor si raccende tanto s arrischia ch un bacio ne prende

La mia sorella havea ben connosciuto che questa donna in cambio lhavea tolta ne dar poteale a quel bisogno aiuto & si trovava in grande impaccio avolta

glie meglio (dicea seco) s io rifiuto questa havuta di me credenza stolta & dimostrarmi femina gentile che esser tenuta un huom da poco & vile

Et dicea il ver: chera viltade expressa conveniente ad huom di legno o stucco con cui si bella donna fusse messa piena di dolce & di nectareo succo

& tuttavia stesse a parlar con essa tenendo basse lale come il cucco con modo accorto il suo parlar ridusse che venne a dir come donzella fusse

Che gloria: qual gia Hippolyta & Camilla cercava in larme: e in Aphrica era nata sul lito estremo in la terra dArzilla a scudo & lancia da fanciulla usata

per questo non si smorza una scintilla del fuoco de la donna inamorata questo rimedio allalta piaga e tardo tanto havea Amor cacciato inanzi il dardo

Per questo non le par men bello il viso men belli i sguardi: & men belli costumi per cio non torna il cor che gia diviso da lei godea dentro gli amati lumi

vedendola in quel habito le aviso che puo far chel desir non la consumi & quando che e pur femina ella pensa lachryma et geme: e mostra doglia immensa

Chavesse il suo ramarico e il suo pianto quel giorno udito havria pianto con lei quai tormenti (dicea) furon mai tanto crudel: che piu non sian crudeli i miei

dognaltro amor: o scelerato: o santo il desiato fin sperar potrei saprei partir la rosa da le spine solo il mio desiderio e senza fine

Se pur volevi Amor darmi tormento che tincrescesse il mio felice stato dalcun martir dovevi star contento che fusse anchor ne gli altri amanti usato

tra gli huomini: tra le fiere: & tra larmento femina mai non ha femina amato non par la donna all altre donne bella ne a cervie cervia: ne alle agnelle agnella

In terra: in aria: in mar: sola son io che patisco da te si duro scempio & questo hai fatto accio che lerror mio sia nel imperio tuo lultimo exempio

la moglie del Re Nino hebbe disio amando il figlio scelerato & empio & Myrrha il padre: & la Cretense il Toro ma glie piu folle il mio ch alcun di loro

La femina nel maschio fe disegno speronne il fine: & hebbelo come odo altra si chiuse in la vacca di legno altre per varii mezi: & vario modo

ma se volasse a me con ogni ingegno Dedalo: non potria scioglier quel nodo che fece il mastro troppo diligente Natura dogni cosa piu possente

Cosi si duole & si consuma et ange la bella donna: & non se accheta in fretta talhor si batte il viso o il capel frange & di se: contra se: cerca vendetta

la mia sorella per pieta ne piange et e a sentir di quel dolor constretta del folle et van disio si studia trarla ma non fa alcun profitto: e in vano parla

Ella ch aiuto cerca: & non conforto sempre piu si lamenta & piu si duole era del giorno il termine homai corto che rosseggiava in Occidente il Sole

hora opportuna da ritrarsi in porto a chi la notte al bosco star non vuole quando la donna invito Bradamante a questa terra sua poco distante

Non le seppe negar la mia sorella et cosi insieme ne vennero al loco dove la turba scelerata & fella posto m havria (se tu non v eri) al fuoco

fece la dentro Fiordispina bella la mia sirocchia accarezzar non poco & rivestita di feminil gonna connoscer fe a ciascun ch ella era donna

Pero che connoscendo che nessuno util traeha da quel virile aspetto non le parve ancho di voler ch alcuno biasmo di se per questo fusse detto

fello ancho accio chel mal chavea da luno virile habito errando gia concetto: con laltro feminil scoprendo il vero provassi di cacciar fuor del pensiero

Commune il letto hebbon la notte insieme ma molto differente hebbon riposo che luna dorme: et laltra piange e geme del suo desir che sempre e piu focoso

et sel sonno talhor gli occhi le preme quel breve sonno e tutto imaginoso le par veder chel ciel le habbia concesso Bradamante cangiata in miglior sesso

Quale allo infermo acceso di gran sete se in quella ingorda voglia se addormenta nel interrotta et turbida quiete ogni chiaro ruscel se gli ramenta

tale a costei di far sue voglie liete la imagine del sonno rappresenta si desta: & nel destar mette la mano & ritruova pur sempre il sogno vano

Quanti prieghi la notte: quanti voti: offerse al suo Machone: e a tutti i dei che con miracoli apparenti & noti mutassero in miglior sesso costei

ma tutti vede andar deffetto vuoti & forse anchora il ciel ridea di lei passa la notte: & Phebo il capo biondo traeha del mar & dava luce al mondo

Poi chel di venne & che lasciaro il letto a Fiordispina s augumenta doglia che Bradamante ha del partir gia detto ch uscir di questo impaccio havea gran voglia

la gentil donna un ottimo ginetto in don da lei vuol che partendo toglia guarnito doro: & una sopravesta che riccamente ha di sua man contesta

Accompagnolla un pezzo Fiordispina poi lachrymando a suoi fece ritorno la mia sorella si ratto camina che venne a Montalbano ancho quel giorno

noi suoi fratelli: & la madre meschina tutti le semo festeggiando intorno che: di lei non sentendo: havammo forte dubbio havuto & timor de la sua morte

Mirammo al trar del elmo il mozzo crine che intorno al capo prima s avolgeva cosi le sopraveste peregrine ne fer maravigliar ch indosso haveva

& ella il tutto dal principio al fine narronne (come dianzi io vi diceva) come ferita fusse al bosco: & come lasciasse per guarir le belle chiome

E come poi dormendo in ripa all acque la bella cacciatrice sopraggiunse a cui la falsa sua sembianza piacque & come da la schiera la disgiunse

poi del lamento dessa non ne taccque che di pietade lanima le punse & come alloggio seco & tutto quello che fece sin che ritorno al castell o

Di Fiordispina gran notitia hebbi io chin Siragoza: & gia la vidi in Francia & piacquer molto allo appetito mio li suoi begli occhi: & la polita guancia

ma non lasciai fermarvisi il disio che lamar senza speme: e sogno & ciancia hor quando in tal ampiezza mi si porge lantiqua fiamma subito risorge

Di queste speme Amor ordisce il nodo che daltre fila ordir non lo potea onde mi piglia & mostra insieme il modo che da la donna havrei quel ch io chiedea

a succeder sera facile il frodo che come spesso altri ingannato havea questo: che a mia sorella mi assimiglio: cosi fara la figlia di Marsiglio

Faccio o non faccio in somma io mi dispono provar la mia aventura: o buona: o ria del mio pensier con altri non ragiono tanto aspettai ch in casa si dormia

tacito vo la dove larme sono & sopraveste de la sora mia tolgole col destriero: & via camino ne sto aspettar che luca il matutino

Io me ne vo la notte: Amore e duce a ritrovar la bella Fiordispina & vi arrivai che non era la luce del Sole al tutto ascosa in la marina

beato e chi correndo si conduce prima de glialtri a dirlo a la Reina da lei sperando per lo annuntio buono acquistar gratia: & riportar gran dono

Tutti mhaveano tolto cosi in fallo come hai tu fatto anchor: per Bradamante tanto piu che le vesti hebbi e il cavallo con che partita era ella il giorno inante

vien Fiordispina di poco intervallo con feste incontra: & con carezze tante & con si allegro viso & si giocondo che farne piu non si potrebbe al mondo

Le belle braccia al collo indi mi getta & dolcemente stringe & bacia in bocca tu puoi pensar allhor se la saetta dirizzi Amor se in mezo il cor mi tocca

per man mi piglia: e in camera con fretta mi mena: & non ad altri ch a lei tocca che da lelmetto in sino allo spron mi slacci che nessuno ella vuol che se ne impacci

Poi fattasi arrecare una sua veste adorna & ricca: di sua man la spiega & come io fussi femina mi veste e in reticella doro il crin mi lega

io fingea i sguardi & le maniere honeste che donna io sia nessun mio gesto niega la voce che accusar mi potea forse si bene usai ch alcun non se ne accorse

Uscimmo poi la dove erano molte persone in sala cavallieri & donne da quali fummo con lhonor raccolte ch alle Regine fassi & gran madonne

quivi alcuni mi risi io piu volte che non sappiendo cio che sotto gonne si nascondesse valido & gagliardo mi vagheggiavan con lascivo sguardo

Poi che si fece la notte piu grande et gia un pezzo la mensa era levata la mensa: che fu d ottime vivande secondo la stagion apparecchiata

non aspetta la donna ch io dimande quel che m era cagion del venir stata ella me invita per sua cortesia che quella notte a giacer seco io stia

Poi che donne donzelle hormai levate si fur et paggi et camerer dintorno essendo ambe nel letto dispogliate co i torchi accesi che parea di giorno

io cominciai non vi maravigliate Madonna se si presto a voi ritorno che vi dovate andare imaginando di non mi riveder fin Dio sa quando

La cagion diro prima del partire accio intendiate del ritorno anchora s io havessi havuto speme intepidire il vostro ardente amor con mia dimora

vivere in vostro servitio & morire voluto havrei: ne starne senza un hora ma visto quanto il star mio vi nocessi per non poter far meglio: andare elessi

Fortuna mi tiro fuor del camino in mezo un bosco d intricati rami dove odo un grido risonar vicino come di donna che soccorso chiami

vi accorro: & sopra un lago crystallino ritruovo un Fauno chavea preso a glihami in mezo lacqua una donzella nuda & mangiarse il crudel la volea cruda

Cola mi trassi: & con la spada in mano (perche aiutar non la potea altrimente) tolsi di vita il pescator villano ella salto nel acqua immantinente

non mi havrai (disse) dato aiuto in vano ben ne serai premiato & riccamente quanto chieder saprai: perche son Nympha che vivo dentro a questa chiara lympha

Et ho possanza far cose stupende & sforzar li elementi & la natura chiedi tu: quanto il mio valor si estende poi lascia a me di satisfarti cura

dal ciel la Luna al mio cantar discende se aggiaccia il fuoco & l aria si fa dura & ho talhor con semplici parole mossa la terra: & ho fermato il Sole

A questa offerta non le dimando unire thesor: ne dominar populi & terre ne in piu virtu ne in piu vigor salire ne vincer con honor tutte le guerre

ma sol che qualche via: donde il desire vostro si adempia: mi schiuda & disserre ne questa ne quell altra le propono ma mi rimetto al suo giudicio buono

Hebbile a pena mia dimanda exposta ch unaltra volta la vidi attuffata ne fece al mio parlare altra risposta che di spruzzar ver me lacqua incantata

quel liquor non si presto mi se accosta chio (non so come) son tutta mutata iol veggo: iol sento: & parmi a pena vero maschio son fatto di femina ch ero

Et se non fusse che la pruova e appresso io son ben certo che nol credereste come hebbi in laltro: ho cosi in questo sesso tutte mie voglie ad ubidirvi preste

commandate lor pur: che fieno e adesso & sempre mai: per voi vigile & deste cosi le dissi: & feci ch ella istessa trovo con man la veritade expressa

Come interviene a chi gia fuor di speme di cosa sia che nel pensier molto habbia che mentre piu desserne privo geme piu se nafflige: & se ne strugge e arrabbia

se ben la truova poi: tanto gli preme lhaver gran tempo seminato in sabbia & la disperation lha si mal uso che non crede a se stesso: & sta confuso

Cosi la donna: poi che tocca & vede quel di che havuto havea tanto desire a gliocchi: al tocco: a se stessa: non crede & sta dubbiosa anchor di non dormire

& buona pruova bisogno a far fede che sentia quel che le parea sentire fa Dio (disse ella) se son sogni questi chio dorma sempre et mai piu non mi desti

Non rumor di tamburi: o suon di trombe furon principio all amoroso assalto ma baci ch imitavan le colombe davan segno hor di gire hor di far alto

usammo altre arme che saette o frombe io senza scale in su rocca salto et il stendardo piantovi di botto et la nimica mia mi caccio sotto

Se fu quel letto la notte dinanti pien di suspiri: et di querele gravi non stette laltra poi senza altretanti risi: feste: gioir: giuochi soavi

non con piu nodi i flessuosi acanthi pingonsi intorno alle colonne e travi di quelli con che noi legammo stretti et colli: et fianchi: et braccia: et gambe: et petti

La cosa stava tacita fra noi si che duro il piacer per alcun mese pur si trovo chi se ne accorse poi tanto che con mio danno il Re lo intese

voi che mi liberaste da li suoi & da la fiamma che per me se accese comprendere hoggi potete il resto ma Dio sa ben con che dolor ne resto

Cosi a Ruggier narrava Ricciardetto & la notturna via facea men grave salendo tuttavia verso un poggietto cinto daspre pendici & ripe cave

un erto calle: & pien di sassi & stretto apria il camin con faticosa chiave sedea al sommo un castel detto Agrismonte ch in guardia havea Aldigier di Chiaramonte

Di Bovo era costui figliuol bastardo fratel di Malagigi & di Viviano chi legitimo dice di Gerrardo e testimonio temerario & vano

fusse come si voglia: era gagliardo prudente: liberal: cortese: humano & de fratelli suoi facea le mura la notte e il di guardar con buona cura

Raccolse il cavallier cortesemente come dovea il cugin suo Ricciardetto ch amo come fratello: & parimente fu ben visto Ruggier per suo rispetto

ma non gli usci gia incontra allegramente come era usato: anzi con tristo aspetto perche uno aviso il giorno havuto havea che nel viso & nel cor mesto il facea

A Ricciardetto in cambio di saluto disse: fratello haven nuova non buona per certissimo messo hoggi ho saputo che Bertolagi iniquo di Baiona

con Lanfusa crudel se convenuto che pretiose spoglie esso a lei dona & essa a lui pon nostri frati in mano il tuo bon Malagigi: e il tuo Viviano

Ella dal di che Ferrau gli prese gliha ognor tenuti in scuro loco & fello fin chel brutto contratto et discortese n ha fatto col fellon di chi favello

gli de mandar dimane al Maganzese ne confin tra Baiona e un suo castello verra in persona egli a pagar la mancia ch il meglior sangue compera di Francia

Rinaldo nostro n ho avisato hor hora & ho cacciato il messo di galoppo ma non mi par ch arrivar possa ad hora che non sia tarda: chel camino e troppo

io non ho meco gente da uscir fuora lanimo e pronto: ma il potere e zoppo se gli ha quel traditor li fa morire si che non so che far non so che dire

La dura nuova a Ricciardetto spiace & perche spiace a lui: spiace a Ruggiero che poi che questo & quel vede che tace ne trar profitto alcun del lor pensiero

disse con grande ardir: datevi pace sopra me questa impresa tutta chero & la mia valera per mille spade a tornarvi i fratelli in libertade

Io non voglio altra gente altri sussidi chio credo bastar solo a questo fatto io vi dimando solo un che me guidi al luogo: ove si de far il baratto

io vi faro sin qui sentir i gridi di chi sera presente al rio contratto cosi dicea: ne dicea cosa nuova all un de dui che nhavea visto pruova

Laltro non lascoltava: se non quanto se ascolti un che assai parli: & sappia poco ma Ricciardetto gli narro da canto come fu per costui tratto del fuoco

& ch era certo che maggior del vanto faria veder leffetto a tempo e a loco gli diede allhora udienza piu che prima & riverillo: & fe di lui gran stima

Et alla mensa: ove la Copia fuse il corno lhonoro come suo donno quivi senza altro aiuto si concluse che liberare i dui fratelli ponno

in tanto sopravenne & gliocchi chiuse a Signori & sergenti il pigro sonno fuor che a Ruggier: che lui per tener desto punge Amor sempre dun pensier molesto

Lassedio dAgramante chavea il giorno udito dal corrier gli sta nel core ben vede ch ogni minimo soggiorno che faccia d aiutarlo e suo disnore

o quanto fia maggior la infamia e il scorno se coi nemici va del suo Signore o come a gran viltade a gran delitto battizarssi in quel tempo gli sia ascritto

Potria in ognaltro tempo esser creduto che vera religion lo havesse mosso ma hor che bisognava col suo aiuto Agramante dassedio esser riscosso

piu presto da ciascun sera tenuto che timor & vilta lhabbi percosso ch alcuna opinion di meglior fede questo il cor di Ruggier stimula & fiede

Che s habbia da partire anhco lo punge senza licentia dela sua Regina quando questo pensier quando quel giunge chel dubio cor diversamente inchina

gli era lo aviso riuscito lunge di trovarla al castel di Fiordispina dove insieme dovean: come ho gia detto in soccorso venir di Rizardetto

Poi gli sovien: ch egli le havea promesso di seco a Valspinosa ritrovarsi pensa che andar v habbi ella: & quivi d esso che non vi truovi poi: maravigliarsi

potesse almen mandar lettera o messo si chella non havesse a lamentarsi che oltra ch egli mal le havea ubidito senza far motto anchor fusse partito

Poi che piu cose imaginate si hebbe pensa scriverle al fin quanto gli accada & ben che egli non sappia come debbe la lettera inviar si che ben vada

non perho vuol restar: che ben potrebbe alcun messo fedel trovar per strada piu non se indugia: & salta de le piume si fa dar charta: inchiostro: penna: & lume

Li camarier discreti & aveduti arrecano a Ruggier cio che commanda egli comincia a scrivere: e i saluti (come si suol) nei primi versi manda

poi narra de li avisi che venuti son dal suo Re: ch aiuto gli dimanda et se landata sua non e ben presta o morto o in man de li nimici resta

Poi seguito ch essendo a tal partito & ch a lui per aiuto si volgea vedesse ella chel biasmo era infinito se a quel punto negar gli lo volea

& ch esso a lei dovendo esser marito guardarsi da ogni macchia si dovea che non si convenia con lei: che tutta era sincera: alcuna cosa brutta

Et se mai per adrieto un nome chiaro bene oprando cerco di guadagnarsi & guadagnato poi se havuto caro se cercato lhavea di conservarsi

hor lo cercava et n era fatto avaro poi che dovea con lei participarsi la qual sua moglie & totalmente in dui corpi esser dovea una anima con lui

Et si come gia a bocca le havea detto le ridicea per questa charta anchora finito il tempo in che per fede astretto era al suo Re: quando non prima mora

che si fara christian cosi d effetto come di buon voler stato era ogni hora & che a Rinaldo e aglialtri frati suoi per moglie dimandar la faria poi

Voglio le soggiungea quando vi piaccia levar al mio Signor lo assedio intorno accio che lignorante vulgo taccia il qual direbbe a mia vergogna et scorno

Ruggier mentre Agramante hebbe bonaccia mai non lo abandono notte ne giorno hor che Fortuna per Carlo si piega egli col vincitor linsegna spiega

Voglio quindici di termine: o venti tanto che comparir possa una volta siche de gli Aphricani alloggiamenti la grave ossedion per me sia tolta

in tanto cerchero convenienti cagioni & che sian giuste di dar volta io vi dimando per mio honor sol questo tutto e poi vostro di mia vita il resto

In simili parole se diffuse Ruggier: che tutte non so dirvi appieno et segui con moltaltre: et non concluse fin che non vide tutto il foglio pieno

et poi piego la lettera: et la chiuse et suggellata se la pose in seno con speme che gli occorra il di seguente che alla donna la dia secretamente

Chiusa chebbe la lettera: chiuse ancho gli occhi sul letto: et ritrovo quiete chel Sonno venne: et sparse il corpo stanco col ramo intinto nel liquor di lethe

et poso fin che un nembo rosso et bianco di fiori sparse le contrade liete del lucido oriente dognintorno et indi usci del aureo albergo il giorno

E poi che a salutar la nuova luce per verdi rami incominciar li augelli Aldigier che voleva essere il duce di Ruggiero e de laltro: et guidar quelli

perche non sieno in man del fero et truce Bertolagi condotti i dui fratelli fu il primo in piede: & quando sentir lui del letto usciro ancho quellaltri dui

Poi che vestiti furo & bene armati co i dui cugin Ruggier si mette in via gia molto in darno havendoli pregati che questa impresa a lui tutta si dia

ma essi pel desir chan di lor frati & perche lor parea discortesia steron negando piu duri che sassi ne consentiron mai che solo andassi

Furo al loco quel di: che si dovea Malagigi mutar nei carriaggi era una ampla campagna che sedea tutta scoperta alli celesti raggi

ne quivi allor ne mirto si vedea ne cypressi ne frassini ne faggi ma nuda giara: & qualche humil virgulto non mai da marra: o mai da vomer culto

Li tre guerrieri arditi si fermaro dove un sentier fendea quella pianura & giunger quivi un cavallier miraro chavea doro fregiata larmatura

& per insegna in campo verde: il raro & bello augel che piu dun secol dura Signor non piu: che giunto al fin mi veggio di questo canto: & riposarmi chieggio

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