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1474–1533

Canto XIIII.

Ludovico Ariosto

gRavi pene in amor si provan molte di che patito io n ho la maggior parte et quelle in danno mio si ben raccolte ch io ne posso parlar come per arte

perho s io dico et s ho detto altre volte et quando in voce: et quando in vive charte ch un mal sia leve: un altro acerbo & fiero date credenza al mio giudicio vero

Io dico & dissi & diro fin ch io viva che chi si truova in degno laccio preso se ben di se vede sua donna schiva: se in tutto aversa al suo desir acceso:

se ben Amor d ogni mercede il priva: poscia chel tempo et la fatica ha speso pur ch altamente habbia locato il core: pianger non de: se ben languisce et more

Pianger de quel: che gia sia fatto servo di dua vaghi occhi: et d una bella treccia sotto cui si nasconda un cor protervo che poco puro habbia con molta feccia

vorria il miser fuggir: et come Cervo ferito: ovunque va porta lafreccia ha di se stesso & del suo amor vergogna ne sola dir e in van sanarsi agogna

In questo caso e il giovene Griphone che non se puo emendar: e il suo error vede vede quanto vilmente il suo cor pone il Horrigille iniqua & senza fede

pur dal mal uso e vinta la ragione et pur larbitrio allo appetito cede perfida sia quantunque ingrata et ria e sforzato a cercar dove ella sia

Dico la bella historia ripigliando: che usci de la citta secretamente ne parla ne se ardi col fratel: quando ripreso in van da lui ne fu sovente

verso Rama a sinistra declinando prese la via piu piana et piu corrente fu in sei giorni a Damasco di Soria quindi verso Antiochia se ne gia

Scontro presso a Damasco il Cavalliero a chi Horrigille havea donato il core et convenian di rei costumi in vero come ben si convien lherba col fiore

che luno et laltro era di cor leggiero perfido luno et laltro & traditore et copria luno et laltro il suo difetto con danno altrui: sotto cortese aspetto

Come io vi dico il cavallier venia s un gran destrier con molta pompa armato la perfida Horrigille in compagnia in un vestir azur doro fregiato

& duo valletti: donde si servia a portar lelmo e il scudo: haveva allato come quel che volea con bella mostra comparir in Damasco ad una giostra

Una splendida festa che bandire fece il Re di Damasco in quelli giorni era cagion di far quivi venire li cavallier quanto potean piu adorni

tosto che la puttana comparire vede Griphon: ne teme oltraggi & scorni sa che lamante suo non e si forte che da Griphon lhabbia a campar da morte

Ma si come audacissima et scaltrita anchor che tutta di paura trema s acconcia il viso: et si la voce aita che non appare in lei segno di tema

col Drudo havendo gia lastutia ordita corre: et fingendo una leticia extrema: verso Griphon laperte braccia tende lo stringe al collo: et gran pezzo ne pende

Dopo accordando affettuosi gesti alla suavita de le parole dicea piangendo Signor mio son questi debiti premi a chi te adora e cole?

che sola senza te gia un anno io resti et va per laltro: e anchor non te ne duole & sio stavo aspettar il tuo ritorno non so se mai veduto havrei quel giorno

Quando aspettavo che di Nicosia dove tu te n andasti alla gran corte tornassi a me: che con la febre ria lasciata havevi i dubbio de la morte

intesi che passato eri in Soria il che a patir mi fu si duro & forte che non sapendo come io ti seguissi quasi il cor di man propria mi traffissi

Ma Fortuna di me con doppio dono mostra d haver (quel che non hai tu) cura mandommi il fratel mio col quale io sono sin qui venuta del mio honor sicura

& hor mi manda questo incontro buono di te: ch io stimo sopra ogni aventura & bene a tempo il fa: che piu tardando morta sarei: te Signor mio bramando

E seguito la Donna fraudolente dicui lopere fur piu che di volpe la sua querela cosi astutamente che nverso in Griphon tutte le colpe

gli fa stimar colui: non che parente: ma che da un patre seco habbia ossa et polpe & con tal modo sa tesser linganni che men verace par Luca & Giovanni

Non pur di sua perfidia non riprende Griphon la donna iniqua piu che bella: non pur vendetta di colui non prende che fatto s era adultero di quella:

ma gli par far assai se si difende che tutto il biasmo in lui non riversi ella & come fusse suo cognato vero non cessa accarezzar quel cavalliero

E con lui se ne vien verso le porte di Damasco: & da lui sente tra via che la dentro dovea splendida corte tener il ricco Re de la Soria

et ch ognun quivi: di qualunque sorte o sia christiano: o daltra legge sia dentro & di fuor ha la citta sicura per tutto il tempo che la festa dura

Non perho son di seguitar si intento lhistoria de la perfida Horrigille ch a giorni suoi: non pur un tradimento fatto a gliamanti havea: ma mille & mille

ch io non ritorni a riveder dugento mila persone: o piu de le scintille del stuzzicato fuoco: ove alle mura di Parigi facean danno & paura

Io vi lasciai come assaltato havea Agramante una porta de la terra che trovar senza guardia si credea: ne piu riparo altrove il passo serra:

perche in persona Carlo la tenea & havea seco i mastri de la guerra duo Guidi: duo Angelini: uno Angeliero Avino: Avolio: Othone: & Berlingiero

Nanzi al re Carlo: & nanzi il Re Agramante lun stuolo & laltro si vuol far vedere ove gran loda: ove merce abondante si puo acquistar: facendo il suo dovere

li Mori non perho fer pruove tante che par ristor al danno habbino havere perche ve ne restar morti parecchi che a glialtri fur di folle audacia specchi

Grandine sembran le spesse saette che son dal muro in li nemici sparte & forse insino al ciel paura mette lalto gridar de luna & laltra parte

ma Carlo un poco: & Agramante aspette ch io vuo cantar de lo Aphricano Marte Rodomonte terribile & horrendo che per mezo Parigi iva correndo

Non so Signor se piu vi ricordiate di questo Saracin tanto sicuro che sue genti in la fossa havea lasciate tra il secondo riparo e il primo muro

da la rapace fiamma devorate che non fu mai spettaculo piu oscuro dissi ch entro dun salto ne la terra sopra la fossa che la cinge & serra

Quando fu noto il Saracino atroce al strano armar de la scagliosa pelle la dove i vecchi: e il popul men feroce tendean lorecchie a tutte le novelle:

levossi un pianto: un strido: una alta voce con un batter di man ch ando alle stelle & chi pote fuggir non vi rimase per serrarsi ne templi & ne le case

Ma questo a pochi il brando rio conciede ch intorno arruota il Saracin robusto qui fa restar con meza gamba un piede la fa un capo sbalzar lungi dal busto

lun tagliare a traverso se gli vede dal capo all anche un altro fender giusto & di tanti che uccide fere & caccia non si vede che alcun mai segni in faccia

Quel che la Tigre de lo armento imbelle ne campi Hircani: o la vicino al Gange ol lupo de le capre & de lagnelle nel monte che Typheo sotto si frange

quivi il crudel Pagan facea di quelle non diro squadre: non diro phalange ma vulgo et populazzo voglio dire degno: prima che nasca: di morire

Non ne truova un che veder possa in fronte fra tanti che ne taglia fora & svena per quella strada che vien dritto al ponte di san Michel: si popolata & piena

corre il fiero & terribil Rodomonte & la sanguigna spada a cerco mena non riguarda ne al servo ne al Signore ne al giusto ha piu pieta: che al peccatore

Religion non giova al sacerdote ne la innocentia al pargoletto giova per sereni occhi: o per vermiglie gote merce ne donna ne donzella truova

la vecchiezza si caccia et si percuote ne quivi il Saracin fa maggior pruova di gran valor: che di gran crudeltade che non discerne sesso: ordine: etade

Non pur nel sangue human lira si stende del empio Re: capo & Signor de gli empi ma contra i tetti anchor: si che ne incende le belle case & li sacrati tempi

le case eran per quel che se ne intende quasi tutte di legno in quelli tempi et ben creder si puo ch in Parigi hora de le dieci le sei son cosi anchora

Non par: quantunque il fuoco ogni cosa arda: che si grande odio anchor satiar si possa dove saggrappi con le mani: guarda si che ruini un tetto ad oni scossa

Signor havete a credere che bombarda mai non vedeste a Padua cosi grossa che tanto muro possa far cadere quanto fa in una scossa il Re dAlgiere

Mentre quivi con sangue il maledetto fuoco et ruina facea tanta guerra se di fuor Agramante havesse astretto perduta era quel di tutta la terra

ma non vi hebbe agio: ch gli fu interdetto dal Paladin che venia dInghilterra con lInglese alle spalle & popul Scotto dal Silentio & da lAngelo condotto

Dio volse che all intrar che Rodomonte fe ne la terra: & tanta fiamma accese: che presso a muri il fior di Chiaramonte Rinaldo giunse: & seco il campo Inglese:

tre leghe sopra havea gittato il ponte & torte vie da man sinistra prese che disegnando i Barbari assalire il fiume non lhavesse ad impedire

Mandato havea sei mila fanti arcieri sotto laltiera insegna di Odoardo & presso allor mille cavai leggieri drieto la guida dAriman gagliardo

& mandati li havea per i sentieri che vanno et vengon dritti al mar Picardo ch a porta san Martino: o san Dionygi intrassero a soccorso di Parigi

Li carriaggi & glialtri impedimenti con lor fece drizzar per questa strada egli con tutto il resto de le genti piu sopra ando girando la contrada

seco havean navi: & ponti: & argumenti da passar Senna: che non ben si guada passato ognuno: & rotti i ponti adrieto ordino il campo & lo fe mover cheto

Ma prima i Baroni e i Capitani Rinaldo intorno havendoli ridutti sopra la riva ch alta era da i piani si che poteano udirlo & veder tutti

disse: Signor ben a levar le mani havete a Dio: che qui vi habbia condutti accio dopo un brevissimo sudore sopra ogni nation vi doni honore

Per voi saran dui principi salvati Se levate lassedio a queste porte el vostro Re: che voi sete ubligati da servitu difendere: & da morte

& uno Imperator de piu lodati che mai tenuto al mondo habbino corte & con loro altri Re: Duci: & Marchesi: Signor: & Cavallier di piu paesi

Si che salvando una citta: non soli Parigini ubligati vi saranno che molto piu che di lor proprii duoli timidi afflitti & sbigottiti stanno

di lor moglie & lor teneri figliuoli ch a un medesmo pericolo seco hanno & de le sante vergini richiuse che de li voti lor non sien deluse

Dico: salvando voi questa cittade vi ubligate non soli i Parigini ma dognintorno tutte le contrade non parlo sol de populi vicini

ma non e terra per christianitade che non habbia qua dentro cittadini si che vincendo: havete da tenere che piu che Francia vi habbia obligo havere

Se donavan li antiqui una corona a chi salvsse a un cittadin la vita hor che degna mercede a voi si dona? salvando multitudine infinita?

ma se da invidia: o da vilta: si buona opra: o d altra cagion sera impedita credetemi: che prese quelle mura ne Italia na Lamagna fia sicura

Ne quella parte tutta: ove si adora quel che volse per noi pender sul legno ne sete voi senza periglio anchora ben che per mare sia forte il vostro regno

che s altre volte i Mori uscendo fuora di Zibeltaro: & del Herculeo segno riportar prede da lIsole vostre che faranno hor: s havran le terre nostre?

Ma quando anchor nessuno honor: nessuno util: ve inanimasse a questa impresa commun debito e ben: soccorrer luno laltro: che militian sotto una Chiesa

darvi nemici rotti: senza alcuno dubbio prometto: & senza gran contesa che gente male experta tutta parmi senza possanza: senza cor: senza armi

Pote con queste & con miglior ragioni con parlar expedito & chiara voce excitar quei magnanimi baroni Rinaldo: & lor exercito feroce

& fu: com e in proverbio: aggiunger sproni al buon corsier che gia ne va veloce finito el ragionar nanti alle schiere fe mover passo passo le bandiere

Senza strepito alcun senza rumore fa il tripartito exercito venire lungo el fiume a Zerbin dona lhonore di dover prima i Barbari assalire

& fa quelli dIrlanda con maggiore volger di via: piu tra campagna gire: col Duca di Lencastro in mezo serra et cavallieri: et fanti dInghilterra

Drizzati che gli ha tutti allor camino cavalca il Paladin lungo la riva & passa inanzi al buon Duca Zerbino e a tutto il campo che con lui veniva

tanto che al Re dOrano: e al Re Sobrino e lor altri compagni soprarriva che mezo miglio appresso quei di Spagna guardavan da quel canto la campagna

Lexercito Christian che con si fida et si sicura scorta era venuto chebbe il Silentio: & lAngelo per guida non pote hormai patir piu di star muto

sentiti li nemici alzo le grida & die in le trombe: et sparse il suono arguto et con lalto rumor ch arrivo al cielo mando ne lossa a Saracini il gelo

Rinaldo inanzi aglialtri il caval punge & tien la lancia per cacciarla in resta et lascia i Scotti un tratto darco lunge (che ogni indugio a ferirsi lo molesta)

come groppo di vento talhor giunge che traggia drieto un horrida tempesta tal fuor di squadra: il cavallier gagliardo ne vien spronando il corridor Baiardo

Al comparir del paladin di Francia dan segno i Mori alle future angosce tremare a tutti in man vedi la lancia li piedi in staffa: & ne larcion le cosce

Re Puliano sol non muta guancia che questo esser Rinaldo non connosce ne pensando trovar si duro intoppo gli muove il destrier contra di galoppo

E su la lancia nel partir si stringe & tutto si raccoglie in la persona & poi con ambo i sproni il caval spinge et le redine inanzi gli abandona

dalaltra parte il suo valor non finge & mostra in fatto quel che in nome suona quanto habbia nel giostrar et gratia & arte il figliuolo dAmone: anzi di Marte

Furo al segnar de li aspri colpi pari che si posero i ferri ambi alla testa ma furo in arme: et in virtu dispari che lun via passa: et laltro morto resta

bisognan di valor segni piu chiari che por con leggiadria la lancia in resta ma fortuna ancho piu bisogna assai che senza: val virtu raro o non mai

La buona lancia il paladin ricovera et verso il Re dOran ratto si spicca a cui Natura la persona povera fece di cor: ma dossa et polpe ricca

tra brutti colpi questo non si annovera se ben in fondo al scudo gli lo appicca et ognun chil sapesse lhavria excuso perche non si potea giunger piu suso

Non vieta il scudo al colpo: che non entre ben che fuor sia dacciar: dentro di palma & che da quel gran colpo uscir pel ventre non faccia linequale et piccola alma

el caval che portar si credea mentre durasse il lungo di: si grave salma riferi in mente sua gratia a Rinaldo ch a quel incontro gli schivo un gran caldo

Rotta lhasta Rinaldo il destrier volta tanto leggier: che fa sembiar chabbia ale et dove la piu stretta & maggior folta stiparsi vede: impetuoso assale

mena fusberta sanguinosa in volta che fa larme parer di vetro frale tempra di ferro il suo tagliar non schiva che non vada a trovar la carne viva

Ritrovar poche tempre & pochi ferri puo la tagliente spada: ove se incappi ma targhe: altre di cuoio: altre di cerri giuppe trappunte: e attorcigliati drappi

giusto e ben dunque che Rinaldo atterri qualunque assale: et fori: et squarci: e affrappi che non piu si difende la sua spada cherba da falce: o da tempesta biada

La prima schiera era gia messa in rotta quando Zerbin con lantiguardo arriva el gentil cavallier nanzi alla frotta con la lancia arrestata ne veniva

la gente sotto il suo pennon condotta con non minor fierezza lo seguiva tanti lupi parean tanti leoni che andassero assalir capre o montoni

Spinse a un tempo ciascuno il suo cavallo poi che fur presso: & spari immantinente quel breve spatio: quel poco intervallo che si vedea fra luna e laltra gente

non fu sentito ma piu strano ballo che seriano i Scozesi solamente solamente i pagani eran destrutti come sol per morir fusser condutti

Parve piu freddo ogni pagan che giaccio parve ogni Scoto piu che fiamma caldo li Mori si credean chaver il braccio dovesse ogni Christian chebbe Rinaldo

mosse Sobrino i suoi schierati avaccio senza aspettar che lo invitasse araldo de laltra squadra questa era migliore di capitano darme: et di valore

Daphrica vi era la men trista gente ben che ne questa anchor gran prezzo vaglia Dardinel la sua mosse incontinente non meglio armata: o meglio usa in battaglia

ben chegli in capo havea lelmo lucente et era tutto armato a piastra et maglia io credo che la quarta miglior fia con chi Isoliero appresso lo seguia

Trason in tanto il buon Duca di Marra che ritrovarsi in lalta impresa gode alli suoi cavallieri apre la sbarra et quelli invita seco alle gran lode

poi che Isolier con quelli di Navarra intrar ne la battaglia vede & ode poi mosse Ariodante la sua schiera che nuovo Duca dAlbania fatto era

Lalto rumor de le sonore trombe timpani: corni: et barbari stromenti giunti al continuo suon darchi et di frombe di disserrate machine: et tormenti

et quel: di che piu par chel ciel ribombe: gridi & tumulti gemiti et lamenti rendeno un alto suon: che a quel s accorda con che i vicini il Nil cadendo assorda

Grande ombra dognintorno il ciel involve nata dal saettar de li dui campi il fumo del sudor alito & polve par che ne laria oscura nebbia stampi

lun campo et laltro hor qua hor la si volve vedresti hor come un segua hor come scampi et vi alcuno o non troppo diviso rimaner morto? ove ha il nimico ucciso

Dove una squadra per stanchezza e mossa un altra presto fassi andar inanti di qua di la: la gente darme ingrossa la cavallieri: & qua si metton fanti

la terra che sostien lassalto e rossa mutato ha il verde ne sanguigni manti & dove erano i fiori azurri & gialli giaceno uccisi gli homini e i cavalli

Zerbin facea le piu mirabil pruove che mai facesse di sua eta garzone lo exercito pagan che intorno piove taglia et uccide: et mena a destruttione

Ariodante alle sue genti nuove mostra di sua virtu gran paragone et da di se timore et maraviglia a quelli di Navarra: & di Castiglia

Chelindo et Mosco i duo figliuol bastardi del morto Calabrun Re di Aragona & un che reputato fra gagliardi era Calamidor de Barcelona

lasciar da lungi adrieto illor stendardi & credendo acquistar gloria & corona per uccider Zerbin: gli furo addosso et ne fianchi il caval gli hanno percosso

Passato da tre lance il destrier morto cade: ma il buon Zerbin subito e in piede ch a quei che al suo cavallo han fatto torto per vendicarlo va dove gli vede

et prima a Mosco al giovene mal scorto che gli sta sopra: & di pigliar s el crede mena di punta: & lo passa nel fianco & fuor di sella il caccia freddo & bianco

Poi che si vide tor come di furto Chelindo il fratel suo: di furor pieno venne a Zerbino: et penso dargli d urto ma gli prese egli il corridor pel freno

trasselo in terra: onde non e mai surto & non mangio mai piu ne biada ne fieno che Zerbin si gran forza a un colpo mise che lui col suo Signor dun taglio uccise

Come Calamidor quel colpo mira volta la briglia per levarsi in fretta ma Zerbin dietro un gran fendente tira dicendo traditor aspetta aspetta

non va la botta ove ne ando la mira non che perho lontana vi si metta lui non pote arrivar: ma il caval prese sopra la groppa destra: e in terra il stese

Colui lascia il cavallo: & via carpone va per campar: a poco gli successe che venne caso chel duca Trasone gli passo sopra: & col peso loppresse

Ariodante & Lurcanio si pone dove zerbino e fra le gente spesse & seco hanno altri cavallieri et conti che fanno ogni opra che Zerbin rimonti

Menava Ariodante il brando in giro et ben lo seppe Attalico & Margano ma molto piu Etearcho & Casimiro la possanza sentir di quella mano

li primi dui feriti se ne giro rimaser gli altri dui morti sul piano Lurcanio fa veder quanto sia forte che fere: urta: riversa: et mette a morte

Non crediate Signor che fra campagna pugna minor che presso al fiume sia ne che a drieto lexercito rimagna che di Lincastro il buon Duca seguia

le bandiere assali questo di spagna & molto ben di par la cosa gia che fanti cavallieri: & capitani di qua et di la sapean menar le mani

Dinanzi vien Oldrado & Fieramonte un Duca di Glocestra un di Eborace con lor Ricardo di Varvecia conte & di Chiarenza il Duca Henrigo audace

han Matalista et Follicone a fronte & Baricondo: & ogni lor seguace tiene il primo Almeria: tien il secondo Granata: tien Maiorca Baricondo

La fiera pugna un pezzo ando di pare che vi si discernea poco vantaggio vedeasi hor luno hor laltro ire & tornare come le biade al ventolin di maggio

o come sopra il lito un mobil mare hor vien hor va ne mai tien un viaggio poi che fortuna hebbe scherzato un pezzo dannosa a i Mori ritorno da sezzo

Tutto in un tempo il Duca di Glocestra a Matalista fa votar larcione ferito a un tempo ne la spalla destra Fieramonte riversa Follicone

et lun pagano et laltro si sequestra & tra lInglesi se ne va prigione et Baricondo un tempo riman senza vita: al scontrar del Duca di Chiarenza

Indi li Mori tanto a spaventarsi indi i Fedeli a pigliar tanto ardire che quei non facean altro che ritrarsi & partirse da lordine & fuggire

& questi andar inanzi: & avanzarsi sempre terreno: et spinger et seguire & se non vi giungea: chi lor die aiuto lor campo da quel lato era perduto

Ma Ferrau che sin qui mai non s era dal Re Marsilio suo troppo disgiunto quando vide fuggir quella bandiera & lexercito suo mezo consunto

sprono el cavallo: & dove ardea piu fiera la battaglia lo spinse: e arrivo a punto che vide dal destrier cadere in terra col capo fesso Olimpio da la serra

Un giovinetto che col dolce canto concorde al suon de la cornuta cetra di intenerir un cor si dava vanto anchor che fusse piu duro che petra

felice lui se contentar di tanto honor sapeassi: & scudo: arco: & pharetra haver in odio: & scimitarra: & lancia che lo fecer morir giovine in Francia

Quando lo vide Ferrau cadere chel solea amar: e aver in prezzo e in stima si sente di lui sol via piu dolere che di mille altri che periron prima

& sopra chi luccise in modo fere che gli divide lelmo da la cima per la fronte: per gliocchi: & per la faccia per mezo il petto: & morto a terra il caccia

Ne qui s indugia: e il brando intorno ruota ch ogni elmo rompe: ogni lorica smaglia a chi segna la fronte: a chi la gota ad altri il capo: ad altri il braccio taglia

hor questo hor quel di sangue: & dalma vota & ferma de quel canto la battaglia dove la spaventata ignobil frotta senza ordine fuggia spezzata & rotta

Cacciossi in la battaglia il Re Agramante duccider gente & far gran pruove vago & seco ha Baliverzo & Farurante Prusion: Soridano: & Bambirago

poi son le genti senza nome tante che del lor sangue hoggi faranno un lago che meglio conterei ciascuna foglia quando lautunno gli arbori ne spoglia

In tanto il Re Agramante una gran banda de fanti: & cavallier dal muro tolta col Re di Setta & Re di Feza manda che drieto ai padiglion piglin la volta

& vadano ad opporsi a quei dIrlanda le cui squadre vedea con fretta molta dopo gran giri: & larghi avolgimenti venir per levar lui li allogiamenti

Quei se ne andaro: & bisogno ben presto ch ogni tardar troppo nociuto havria raguna in tanto il Re Agramante il resto parte le squadre alla battaglia invia

egli va al fiume: che gli par ch in questo luogo: del suo venir bisogno sia & da quel canto un messo era venuto del Re Sobrin: che dimandava aiuto

Menava in una squadra piu di mezo lAphrica drieto: & sol del gran rumore tremaro i Scotti: & tanto fu il ribrezo ch abbandonavan lordine & lhonore

Zerbin: Lurcanio: e Ariodante in mezo vi restar soli incontra a quel furore & Zerbin ch era a pie vi peria forse mal buon Rinaldo a tempo se ne accorse

Altrove intanto il Paladin se havea fatto inanzi fuggir cento bandiere hor che le orecchie la novella rea del gran periglio di Zerbin gli fere

ch a piedi fra la gente Cyrenea lasciato sol havean tutte sue schiere volta il caval: & dove il popul Scotto vede fuggir: prende la via di botto

La dove i Scotti ritornar fuggendo vede: s appara: & grida hor dove andate perche tanta viltade in voi comprendo che a si vil gente il campo abbandonate

son queste forse le spoglie ch io intendo che a vostri templi gia promesso havate? o che laude: o che gloria: chel figliuolo del vostro Re si lasci a piedi & solo

Da un suo scudier una grossa hasta afferra & vede Prusion poco lontano Re d Alvaracchie: e adosso se gli serra & de larcion lo porta morto al piano

morto Agricalte: & Bambirago a terra dopo fere aspramente Soridano & come glialtri lhavria messo a morte se nel ferir la lancia era piu forte

Stringe fusberta: poi che lhasta e rotta & tocca Serpentin quel da la stella fatate larme havea: ma quella botta pur tramortito il manda fuor di sella

& cosi al Duca de la gente Scotta la piazza intorno spatiosa & bella si che senza contesa in destrier puote salir di quei che vanno a selle vuote

E ben si ritrovo salito a tempo che forse nol facea se piu tardava perche Agramante: & Dardinello a un tempo Sobrin col Re Balastro vi arrivava

ma egli che montato era per tempo di qua & di la col brando se aggirava mandando hor questo hor quel giu nel inferno a dar notitia del stato moderno

Rinaldo che a cacciar & porre in terra li piu dannosi havea sempre riguardo la spada contra il Re Agramante afferra che troppo gli parea fiero & gagliardo

& gli facea piu che mille altri guerra & se gli spinge adosso con Baiardo lo fere a un tempo: & urta di traverso si che lui col destrier manda riverso

Mentre di fuor con si crudel battaglia odio: rabbia: furor: lun laltro ostende Rodomonte in Parigi il popul taglia le belle case: e i sacri templi accende

Carlo ch in altra parte si travaglia questo non vede: & nulla anchor ne intende Odouardo raccoglie & Arimanno ne la citta col lor popul Britanno

Allui venne un scudier pallido in volto che potea a pena trar dal petto il fiato ahime Signor ahime: replica molto: prima chabbia a dir altro incominciato

hoggi il Romano imperio: hoggi e sepolto hoggi ha il suo popul Christo abandonato il Demonio dal ciel e piovuto hoggi perche in questa citta piu non si alloggi

Satanasso (perche altri esser non puote) strugge & ruina la citta infelice volgiti & mira le fumose ruote de la rovente fiamma predatrice

ascolta il pianto che nel ciel percuote & faccian fede a quel chel servo dice un solo e quel: che a ferro & fuoco strugge la bella terra e inanzi ognun gli fugge

Qual e colui che prima oda il tumulto & devicine squille il batter spesso che vegha il fuoco: a nessun altro occulto ch a se: che piu gli tocca et gli e piu presso

tal e il Re Carlo: udendo il nuovo insulto & connoscendol poi con locchio istesso onde col sforzo di sua miglior gente si drizza al grido al gran rumor che sente

De Paladini et cavallier piu degni Carlo si chiama drieto una gran parte & ver la piazza fa drizzare i segni chil Pagan s era tratto in quella parte

ode il rumor vede gli horribil segni di crudelta: lhumane membra sparte hora non piu: ritorni un altra volta chi volentier la bella historia ascolta

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