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1474–1533

Canto ventottesimo

Ludovico Ariosto

dEh come invan si piange e si suspira drieto all error e non gli vale emenda se avien ch el sdegno e l impeto de l ira a cacciar d alto la ragione ascenda

quando con forza irreparabil tira o lingua o man siche li amici offenda lasso io mi doglio e affligo in van, di quanto dissi per ira al fin de l altro canto

Ma simile son fatto ad uno infermo che dopo molta patientia e molta quando contra il dolor non hà piu schermo cede a la rabbia, e bestemmiar si volta

manca il dolor nel impeto stà fermo che la lingua al dir mal facea sì sciolta l huom si ravede, e pente, et stassi cheto ma non può il detto ritornar piu a drieto

Ben spero donne (vostra cortesia) haver da voi perdon, poi ch io vel chieggio voi scusarete che per frenesia vinto da l aspra passion vaneggio

data la colpa alla nemica mia che mi fa star ch io non potrei star peggio e mi fa dir quel, di ch io son poi gramo sallo Idio s ella hà il torto essa s io l amo

Non men son fuor di me che fusse Orlando non manco son di lui di scusa degno chor per li monti, hor per le spiagge errando scorse in gran parte di Marsiglio il regno

molti dí la cavalla strassinando morta come era senza alcun ritegno ma giunto ove un gran fiume entra nel mare gli fu forza il cadavero lasciare

E perche sa nuotar come una lontra entra nel fiume, et surge all altra riva ecco un pastor sopra un cavallo incontra che per a beverarlo al fiume arriva

colui ben che gli vada Orlando contra perche egli è solo e nudo non lo schiva vorrei del tuo caval (gli disse il matto) con la giumenta mia far un baratto

Io te la mostrerò di quei se vuoi che morta là su l altra ripa giace tu la potrai far medicar dapoi altro diffetto in lei non mi dispiace

senza altra giunta il caval dar mi puoi smontane in cortesia perche mi piace el pastor ride, e senza altra risposta va verso il guado, e dal pazzo si scosta

Io voglio il tuo cavallo oh là non odi suggiunse Orlando, e con furore si mosse havea un baston con nodi spessi e sodi quel pastor seco, e il Paladin percosse

la rabbia e il sdegno passò tutti i modi del Conte, e parve fier piu che mai fosse sul capo del pastor un pugno serra che spezza l osso, e morto il lascia in terra

Salta a cavallo e per diversa strada va discorrendo, e molti pone a sacco non gusta il caval mai fieno ne biada tanto ch in pochi dì ne riman fiacco

ma non perhò ch Orlando a piedi vada che di vetture vuol vivere a macco e quante ne trovò tante ne mise in uso, poi che lor patroni uccise

Capitò al fin a Malega, e piu danno vi fece, ch egli havesse altrove fatto che oltra che ponesse a saccomanno il popul, sì che ne restò disfatto

ne si puotè rifar quel ne l altro anno tanti n uccise il periglioso matto vi spianò tante case e tante accese che disfé piu ch el terzo del paese

Quindi partito venne ad una terra Zizera detta, che siede sul stretto di Zibeltarro, o vuoi di Zibilterra che l uno e l altro nome gli vien detto

dove una barca che sciogliea da terra vide piena di gente da diletto che solazzando al aura matutina gia per la tranquilissima marina

Cominciò il pazzo a gridar forte, aspetta che gli venne disio d andare in barca ma vanamente e gridi et urli getta che volentier tal merce non si carca

per l acqua il legno va con quella fretta che va per l aria hirondine che varca Orlando per la briglia il caval stringe e con un mazzafrusto all acqua el spinge

Forza è ch al fin ne l acqua il cavallo entre ch in van contrasta e spende in vano ogni opra bagna i genocchi e poi la groppa e il ventre indi la testa, e apena appar di sopra

tornare a dietro non si speri mentre la verga tra l orecchie se gli adopra misero, o si convien tra via affogare o nel lito Aphrican passare il mare

Non vede Orlando piu poppe ne sponde del legno che l ha in mar tratto dal sciutto perch é troppo lontano e lo nasconde a gli occhi bassi, l alto e mobil flutto

e tuttavia il destrier caccia tra l onde ch andar di la dal mar dispone intutto el destrier d acqua pieno e d alma vuoto finalmente finì la vita e il nuoto

Andò nel fondo e vi trahea la salma se non si tenea il stolto in su le braccia mena le gambe, e l una e l altra palma soffia l onda e respinge da la faccia

era l aria suave, e il mare in calma e ben vi bisognò piu che bonaccia che ogni poco ch el mar fusse piu sorto restava il Paladin ne l acqua morto

Ma la Fortuna che de pazzi ha cura del mar lo trasse nel lito di Setta in una spiaggia, lungi da le mura quanto serian dui tratti di saetta

lungo il mar molti giorni alla ventura verso Levante andó correndo in fretta fin che trovò dove tendea sul lito di nera gente exercito infinito

Lascian ch el pazzo errando se ne vada ben di parlar di lui tornerà tempo quanto signor ad Angelica accada dopo ch uscì di man d Orlando a tempo

e come a ritornare in sua contrada trovasse e buon naviglio e miglior tempo e de l India Medoro havesse il settro forse altri canterà con miglior plettro

Io sono a dir tante altre cose intento che di seguir piu questa non mi cale volger conviemmi il bel ragionamento al Tartaro, che spinto il suo rivale

quella bellezza si godea contento a cui non resta in quei contorni uguale poi che d Europa Angelica è partita e la casta Issabella al ciel salita

De la sententia Mandricardo altiero ch in suo favor la bella donna diede non può fruir tutto il diletto intiero che contra lui son nuove liti in piede

l una gli muove il giovene Ruggiero perche l aquila bianca non gli cede l altra il famoso Re di Sericana che da lui vuol la spada Durindana

E non potea il Re d Aphrica accordarli de la querela principal non dico channo li dui col Tartaro, per trarli a buona pace, e l un sia a l altro amico

ma che tra lor si diano luoco, e parli questo e poi quello, e nel steccato aprico l uno lasci intrar l altro, e fuore aspetti tanto che l una lite si rassetti

Ruggier non vuol che Mandricardo vada col scudo suo, ne il Re Gradasso vuole che porti piu la gloriosa spada e di non esser primo ognun si duole

al fin veggiamo in chi la sorte cada disse Agramante, e non sian piu parole preposto sia quel ch el destin prepone l altro stia cheto a quel ch el ciel dispone

Se compiacere a punto mi volete siche io ve n habbia obligo ognhora chi dè di voi combatter sortirete con patto a quel che prima uscirà fuora

ch amendue le querele in man porrete siche per se vincendo, vinca anchora pel compagno, e perdendo l un di vui così perduto habbia per ambidui

Tra Gradasso e Ruggier credo che sia di valor nulla, o poca differenza siche venga qual vuol d essi fuor pria so ch in arme farà per excellenza

poi la vittoria da quel canto stia che vorrà la divina providenza el cavallier non havrà colpa ignuna ma il tutto imputerassi alla fortuna

Stero taciti al detto d Agramante li dui guerrieri, e fero insieme liga che quel di lor che sorte porria inante havesse a torsi l una e l altra briga

così in dui brevi pari, e simigliante l uno con l altro, il nome lor si riga e dentro una orna poi li hanno rinchiusi versati molto, e sozopra confusi

Un semplice fanciul pose ne l orna la sortilega mano, e venne a caso che fuor col nome di Ruggier ritorna e quel del Re Gradasso entro è rimaso

quindi Ruggiero alla pugna s adorna poi ch el suo nome è primo a uscir del vaso riman Gradasso pien d ira e di doglia ma quel che gli dá il ciel forza è che toglia

Ogni suo studio intentione et opra a favorire ad aiutar converte Ruggier, per farlo rimaner di sopra e le cose in suo prò chavea già experte

come hor di spada, hor di scudo si copra qual sien botte fallaci, e quali certe quando tentar, quando schivar fortuna si dè, tutte l insegna ad una ad una

El resto di quel dì che da l accordo e dal trar de le sorti sopravanza e speso da li amici a dar ricordo chi a l un guerrier chi a l altro come è usanza

el popul di veder la pugna ingordo s affretta a gara d occupar la stanza ne basta a molti inanzi giorno andarvi che voglion tutta notte ancho vegghiarvi

La sciocca turba disiosa attende che li dui cavallier vengano in prova che non mira piu lungi, o piu comprende di quel ch inanzi a li occhi si ritrova

ma Sobrino e Marsiglio, e chi piu intende e vede ciò che nuoce, e ciò che giova biasma questa battaglia, et Agramante che voglia comportar che vada inante

Ne cessan racordargli il grave danno che n ha d haver il popul saracino mora Ruggier o l Tartaro tyranno quel d essi cha prefisso il suo destino

d un sol di lor via piu bisogno havranno per contrastare al figlio di Pipino che di dieci altri mila che ci sono tra quai fatica è ritrovar un buono

Connosce il Re Aphrican, che dicon vero ma non puó piu negar ciò cha promesso ben prega Mandricardo, e il buon Ruggiero che gli ridonin quel cha lor concesso

et tanto piu, che il lor litigio è un Zero ne degno in prova d arme esser rimesso e s in ciò pur non l vogliono ubidire vogliano almen la pugna differire

Cinque o sei mesi il singular certame o meno o piu si differisca, tanto che cacciato habbian Carlo del Reame toltogli il scettro la corona e l manto

ma l un e l altro anchor che voglia, et brame il Re ubedir, pur sta duro da canto che tal accordo obbrobrioso stima a chi l consenso suo vi darà prima

Ma piu del Re, ma piu d ognun che in vano spenda a piegar il Tartaro parole la bella figlia del Re Stordilano supplice il prega, si lamenta et duole

lo prega, che consenta al Re Aphricano et voglia quel che tutto il campo vuole si lamenta et si duol, che per lui sia timida sempre, et piena d agonia

Lassa (dicea) che ritrovar poss io rimedio mai ch a riposar mi vaglia s hor contra questo hor quel, nuovo disio vi trarrà sempre a vestir piastra e maglia

cha potuto giovare al petto mio il gaudio, che sia spenta la battaglia che contra Rodomonte havate presa s un altra non minor se n é già accesa

Ohime che in vano io me n andavo altiera ch un Re sì degno un cavallier sì forte per me si fusse in perigliosa et fiera battaglia, posto al risco de la morte

chor veggio per cagion tanto liggiera anchor exporvi alla medesma sorte fu natural ferocità di core che combatter vi fe, piu chel mio amore

Ma se gli è ver ch el vostro amor sia quello che vi sforzate persuadermi ognhora per lui vi prego, et per quel gran flagello che mi traffige l alma et che m accora

che non vi caglia se l candido augello nel scudo azurro ha quel Ruggiero anchora utile o danno a voi non so ch importi che lasci quella insegna, o che la porti

Poco guadagno e perdita uscir molta de la battaglia può, che per far sete quando habbiate a Ruggier l aquila tolta poca mercè d un gran travaglio havrete

ma se fortuna le spalle vi volta che non perhò nel crin presa tenete causate un danno ch a pensarvi solo mi sento il petto già sparrar di duolo

Quando la vita a voi per voi non sia cara, e piu amate una aquila dipinta vi sia almen cara per la vita mia non serà l una senza l altra extinta

non già morir con voi grave mi fia son di seguirvi in vita e in morte accinta ma non vorrei morir sì mal contenta come io seró se dopo voi son spenta

Con tal parole et simili altre assai che lachryme accompagnano et suspiri pregar non cessa tutta notte mai perche alla pace il suo amator ritiri

e quel suggendo da li humidi rai quel dolce pianto, et quei dolci martiri da le vermiglie labra piu che rose lachrymando egli anchor così rispose

Deh vita mia non vi mettete affanno deh non per dio di così lieve cosa che se Carlo, e il Re d Aphrica, e ciò channo qui di gente Moresca, et di Franciosa

spiegasse le bandiere in mio sol danno pur non ne devereste esser pensosa ben mi mostrate in poco conto havere se per me un Ruggier sol vi fa temere

Et vi devria pur ramentar che solo (et spada io non havea ne scimitarra) con un troncon di lancia a un grosso stuolo d armati cavallier tolsi la sbarra

Gradasso, anchor che con vergogna et duolo lo dica, pur a chil dimanda narra che fu in Soria a un castel mio prigioniero et è pur d altra fama che Ruggiero

Non niega similmente il Re Gradasso et sallo Isolier vostro, et Sacripante io dico Sacripante il Re Circasso e il famoso Griphone et Aquilante

cent altri et piu, che pur a questo passo stati eran presi alcuni giorni inante macomettami, et gente di batesmo che tutti liberai quel dì medesmo

Non cessa anchor la maraviglia loro de la gran prova ch io feci quel giorno maggior che se l exercito del Moro et del Franco inimici havessi intorno

et hor potrà Ruggier giovene soro farmi da solo a solo, o danno, o scorno et hor cho Durindana et l armatura d Hettor, vi dé Ruggier metter paura?

Perche con Rodomonte non venni io a far di voi con l arme in mano, acquisto? so che v havrei si aperto il valor mio che havreste il fin già di Ruggier previsto

sciugate queste lachryme, et per dio non mi fate un augurio così tristo et siate certa ch el mio honor m ha spinto et non l augel che è nel scudo dipinto

Cosí disse egli, et molto ben risposto gli fu da la mestissima sua donna che non pur lui murato di proposto ma di luoco havria mossa una colonna

ella era per dever vincer lui tosto anchor ch armato, e ch ella fusse in gonna e l havea indutto a dir, che sel Re parla d accordo piu, che volea contentarla

Et lo facea, se non che come al Sole la vaga Aurora fe l usata scorta l animoso Ruggier, che mostrar vuole che con ragion la bella Aquila porta

per non udir piu d atti e di parole dilation, ma far la lite corta sonando il corno s appresenta armato dove circonda il populo il steccato

Hor come sente il Tartaro superbo l altiero suon ch alla battaglia il sfida non vuol piu de l accordo intender verbo ma si lancia del letto, et arme grida

et si dimostra sì nel viso acerbo che Doralice istessa non si fida dirgli, ne piu di pace ne di tregua et forza è n fin che la battaglia segua

Subito s arma, et a fatica aspetta da suoi scudieri i debiti servigi poi monta sopra quel cavallo infretta che del buon difensor fu di Parigi

et vien correndo inver la piazza eletta per terminar con l arme i gran litigi vi giunse il Re et la corte allhora allhora siche all assalto fu poca dimora

Posti lor furo et allacciati in testa li lucidi elmi, et dato lor le lancie segue la tromba a dar il segno presta che fece a mille impallidir le guancie

posero l haste i Cavallieri in resta e corridori punsero alle pancie e venner con tal impeto a ferirsi che parve il ciel cader la terra aprirsi

Quinci et quindi venir si vede il bianco augel che Giove per l aria sostenne come ne la Thessalia si vide ancho venir piu volte, ma con altre penne

quanto sia l uno et l altro guerrier franco mostra l portar de le massiccie antenne et piu al ferir, et piu ch al scontro duro qual torri a venti, o scogli a l onde furo

Li tronchi sin al ciel ne sono ascesi scrive Turpin verace in questo luoco che dui o tre giu ne tornaro accesi ch eran saliti alla spera del fuoco

li Cavallieri i brandi haveano presi et come quei che si temeano poco si ritornaro in contra, e a prima giunta ambi alla vista si ferir di punta

Ferirsi alla visera al primo tratto et non miraron per mettersi in terra dar a cavalli morte, ch è mal atto per ch essi non han colpa de la guerra

chi pensa che tra lor fusse tal patto non sa l usanza antiqua, et di molto erra senz altro patto era vergogna et fallo et biasmo eterno a chi feria il cavallo

Ferirsi alla visera ch era doppia et a pena ancho a tanta furia resse l un colpo appresso l altro si radoppia le botte piu che grandine son spesse

grandine che lo gran strugga et la stoppia et fraudi altrui de la sperata messe sapete ben se Durindana è fina e quanto il brando può di Falerina

Ma degno di se colpo anchor non fanno sì l un et l altro ben sta su l aviso uscì da Mandricardo il primo danno per cui fu quasi il buon Ruggier ucciso

d uno de quei gran colpi che far sanno gli fu per mezo il bel scudo diviso et la corazza apertagli di sotto et fin sul vivo il crudel brando ha rotto

L aspra percossa a giacciò l cor nel petto per dubbio di Ruggier a i circonstanti nel cui favore inclinava l affetto ben de li piu, se non di tutti quanti

et se fortuna ponesse ad effetto quel che la maggior parte vorria inanti già Mandricardo seria morto o preso sich el suo colpo ha tutto il campo offeso

Io credo che qualche angel s interpose per salvar da quel colpo il Cavalliero ma ben senza piu indugia gli rispose terribil piu che mai fusse Ruggiero

la spada in capo a Mandricardo pose ma tanto il sdegno fu subito et fiero et tal fretta gli fe, ch io men l incolpo se non venne a ferir di taglio il colpo

Se Balisarda lo giungea pel dritto l elmo d Hettore era incantato in vano fu sì del colpo Mandricardo afflitto che si lasciò la briglia uscir di mano

et per andar tre volte a capo fitto in terra fu, mentre scorreva il piano quel Brigliador che connoscete al nome dolente anchor de le mutate some

Calcata serpe mai tanto non hebbe ne ferito leon sdegno et furore quanto il Tartaro poi che si rihebbe del spasmo che di se lo trasse fuore

et quanto l ira et la superbia crebbe tanta, et piu crebbe in lui forza e valore fece spiccar a Brigliadoro un salto verso Ruggiero, e alzò la spada in alto

Levossi in su le staffe, et a l elmetto segnolli, et se credette veramente partirlo a quella volta sin al petto ma fu di lui Ruggier piu diligente

che pria ch el braccio scenda al duro effetto gli caccia sotto la spada pungente et gli fa ne la maglia ampla finestra ch era a difesa de l ascella destra

Et Balisarda al suo ritorno trasse di fuor il sangue tepido et vermiglio e vietò a Durindana che calasse impetuosa con tanto periglio

ben che fin su la groppa si piegasse Ruggier, et per dolor strignese il ciglio et s elmo in capo havea di peggior tempre gli era quel colpo memorabil sempre

Ruggier non cessa, et spigne il suo cavallo e Mandricardo al destro fianco truova quivi scelta finezza di metallo e ben condutta tempra poco giova

contra la spada che non scende in fallo che fu incantata e solo a cotal prova da Fallerina, perche piastra e maglia che sia incantata contra lei non vaglia

Taglionne quanto ella ne prese, e insieme lasciò ferito il Tartaro nel fianco ch el ciel bestemmia, et di tanta ira freme ch el tempestoso mare è horribil manco

hor s apparecchia a por le forze estreme il scudo ove in azurro è l augel bianco dal sdegno vinto si gettò lontano e messe al brando e l una e l altra mano

Ah (disse lui Ruggier) senza piu basti a mostrar che non merti quella insegna chor tu la getti, e dianzi la tagliasti ne potrai dir mai piu, che ti convegna

così dicendo forza è ch egli attasti con quanta furia Durindana vegna che sì gli grava, e sì gli pesa in fronte che piu liggier potea cadergli un monte

Et per mezo gli aperse la visera buon fu che da la faccia era discosta poi caló su l arcion che ferrato era ne lo difese haverne doppia crosta

giunse al fin su l arnese, et come cera l aperse con la falda sopraposta et ferì gravemente ne la coscia Ruggier, siche assai stette a guarir poscia

De l un come de l altro fatte rosse il sangue l arme havea con doppia riga tal che diverso era il parer chi fosse de li dui sul vantaggio in quella briga

ma Ruggier presto tal dubbio rimosse con la spada che tanti ne castiga mena di punta, et drizza il colpo crudo donde il Tartaro havea gettato il scudo

Dal lato manco la corazza aperse e un palmo vi cacciò dentro la spada entró la punta fra l ossa traverse e il core andó a ferir per quella strada

Mandricardo così l aquila perse et è forza ch insieme se ne vada la vita, che gli fu di piu iattura che spada e scudo e tutta l armatura

Il miser non morì senza vendetta cha quel medesmo tempo che fu colto la spada poco sua menò di fretta et a Ruggier havria partito il volto

se già Ruggier non gli havesse intercetta prima la forza, e assai del vigor tolto di forza e di vigor troppo gli tolse dianzi che sotto il destro braccio il colse

Da Mandricardo fu Ruggier percosso nel punto ch egli a lui tolse la vita tal ch el cerchio di ferro anchor che grosso e la cuffia d acciar ne fu partita

Durindana tagliò cotenna et osso e nel capo a Ruggier entro dua dita Ruggier stordito in terra si riversa e di sangue un ruscel dal capo versa

Il primo fu Ruggier ch andò per terra e dapoi stette l altro a cader tanto che quasi crede ognun che de la guerra riporti Mandricardo il pregio e l vanto

et Doralice sua che con li altri erra et che quel dì piu volte ha riso e pianto Dio ringratiò con mani al ciel supine chavesse havuta la pugna tal fine

Ma poi ch appar a manifesti segni vivo chi vive, et senza vita il morto nel cor de li fautor mutano regni di là mestitia, e di qua vien conforto

li Re li Duci, et Principi piu degni con Ruggier ch a fatica era risorto a rallegrarsi et abbracciar si vanno et senza fin gloria et honor gli danno

Ognun s allegra con Ruggiero, et sente il medesmo nel cor cha ne la bocca sol Gradasso il pensiero ha differente tutto da quel che fuor la lingua scocca

mostra gaudio nel viso, e occultamente del glorioso acquisto invidia il tocca e maledice, o sia destino, o caso che inanzi a se Ruggier trasse del vaso

Che dirò del favor che de le tante carezze e tante affettuose et vere che fece a quel Ruggiero il Re Agramante senza il qual dar al vento le bandiere

ne volse mover d Aphrica le piante ne senza lui si fidò in tante schiere hor che del Re Agricane ha spento il seme stima piu lui, che tutto il mondo insieme

Ne di tal volontà li huomini soli eran verso Ruggier, ma le donne ancho che d Aphrica et di Spagna fra li stuoli eran venute al territorio Franco

et Doralice istessa che con duoli piangea l amante suo pallido et bianco forse con l altre ita sarebbe in schiera se di vergogna un duro fren non era

Io dico forse, non ch io ve l accerti ma potrebbe esser stato di liggiero tal la bellezza, e tal erano i merti i costumi e i sembianti di Ruggiero

ella per quel che già ne semo experti sì facile era a variar pensiero che per non si veder priva d amore potuto havria porre in Ruggiero il core

Per lei buono era vivo Mandricardo ma che ne volea far dopo la morte? proveder le convien d un che gagliardo sia notte e dì ne suoi bisogni, e forte

non era stato intanto a venir tardo el piu perito medico di corte che di Ruggier veduta ogni ferita l haveva assicurato de la vita

Con molta diligentia il Re Agramante fece colcar Ruggier ne le sue tende che notte e dì veder sel vuole inante sì l ama sì di lui cura si prende

al letto il scudo e l arme tuttequante che fur di Mandricardo, il Re gli appende tutte le appende excetto Durindana che fu lascita al Re di Sericana

Con l arme l altre spoglie a Ruggier sono date a Mandricardo, e insieme dato gli è Brigliador, quel destrier bello e buono che per furor Orlando havea lasciato

poi quello al Re diede Ruggier in dono che s avide ch assai gli seria grato non piu di questo, che tornar bisogna a chi Ruggiero in van suspira e agogna

L amorosi tormenti che sostenne Bradamante aspettando, io v hò da dire a Montalbano Hippalca a lei rivenne e nuova le arrecò del suo desire

prima di quanto di Frontin le avenne con Rodomonte, l hebbe a referire poi di Ruggier che ritrovò alla fonte con Ricciardetto e frati da Agrismonte

E che con essolei s era partito con speme di trovare il Saracino e punirlo di quanto havea fallito d haver tolto a una donna il suo Frontino

e ch el disegno poi non gli era uscito perche diverso havea fatto il camino la cagione ancho perche non venisse a Montalban Ruggier, tutta le disse

E riferille le parole a pieno ch in sua scusa Ruggier l havea commesse e si trasse la lettera di seno chebbe da lui perche a costei la desse

con viso piu turbato che sereno prese la charta Bradamante e lesse che se non fusse la credenza stata già di veder Ruggier, fora piu grata

L haver Ruggier ella aspettato, e in vece di lui vedersi hora appagar d un scritto del bel viso turbar l aria le fece di timor, di cordoglio, e di dispitto

baciò la charta diece volte e diece havendo a chi la scrisse il cor diritto le lachryme vietar che su vi sparse che con suspiri ardenti ella non l arse

Lesse la charta quattro volte e sei e volse ch altretante l ambasciata replicata le fusse da colei che l una e l altra havea quindi arrecata

e piangea tuttavolta, e crederei che mai non si seria piu racchetata se non havesse havuto pur conforto di rivedere il suo Ruggier di corto

Termine a ritornar quindici o venti giorni, havea Ruggier tolto, et affermato l havea ad Hippalca poi, con giuramenti da non temer che mai fusse mancato

chi m assicura ohime de li accidenti (ella dicea) chan forza in ogni lato? ma ne le guerre piu, che non distorni alcun tanto Ruggier che piu non torni

Ohime Ruggiero, ohime chavria creduto chavendote amato io piu di me stessa tu piu di me, non ch altri, ma potuto habbi amar gente tua inimica expressa

a chi opprimer devresti doni aiuto chi tu devresti aitar, e da te oppressa non sò se biasmo o laude esser ti credi chal premiar e al punir sì poco vedi

Fu morto da Troian (non so sel sai) el padre tuo, ma fin a sassi il sanno e tu del figlio di Troian cura hai che non riceva alcun disnhor ne danno

e questa la vendetta che ne fai? renditu questo premio a quei che l hanno poi vendicato? che del sangue loro me fai morir di stratio e di martoro

Dicea la donna al suo Ruggiero absente queste parole et altre lachrymando non una sola volta, ma sovente Hippalca la venia pur confortando

che Ruggier servarebbe intieramente sua fede, e ch ella l aspettasse, quando altro far non potea, sin a quel giorno chavea Ruggier prescritto al suo ritorno

Li conforti d Hippalca e la speranza che de li amanti suole esser compagna alla tema e al dolor tolgon possanza di far che Bradamante ognhora piagna

in Montalban senza mutar mai stanza voglion che fin al termine rimagna sin al promesso termine, e giurato che poi fu da Ruggier mal osservato

Ma ch egli alla promessa sua mancasse non perhò debbe haver la colpa affatto ch una causa et unaltra sì lo trasse che gli fu forza preterire il patto

convenne che nel letto si colcasse e piu d un mese si stesse di piatto in dubbio di morir, sì il dolor crebbe dopo la pugna che col Tartaro hebbe

L innamorata giovane l attese tutto quel tempo e disiollo in vano ne mai ne seppe fuor quanto n intese hora da Hippalca, e poi dal suo germano

che le narrò che Ruggier lui difese e Malagigi liberò, e Viviano questa novella anchor chavesse grata pur di qualche amarezza era turbata

Che di Marphisa in quel discorso udito l alto valore e le bellezze havea udì come Ruggier s era partito con essolei, e che d andar dicea

la dove con disagio in debil sito mal sicuro Agramante si tenea sí degna compagnia la donna lauda ma non che se n allegri o che ne applauda

Ne piccolo è il sospetto che la preme che se Marphisa è bella come hà fama et che sin a quel dì siano iti insieme è maraviglia se Ruggier non l ama

pur non vuol creder ancho, e spera, e teme e quel dì che la può far lieta et grama misera attende, e suspirando stassi da Montalban mai non movendo i passi

Stando ella quivi, il principe, il signore del bel castello, il primo de suoi frati io non dico di etade, ma d honore che di lui prima dui n erano nati

Rinaldo, che di gloria e di splendore li há, come il sol le stelle, illuminati giunse al castello un giorno in su la nona ne, fuor ch un servo, era con lui persona

Del suo venir fu causa, che da Brava ritornandosi un dì verso Parigi come v hò detto che sovente andava per ritrovar d Angelica vestigi

havea sentita la novella prava del suo Viviano, et del suo Malagigi ch eran per esser dati al Maganzese e per ciò ad Agrismonte la via prese

Dove intendendo poi ch eran salvati e li aversarii lor morti e destrutti e Marphisa e Ruggier erano stati che li haveano a quei termini ridutti

et suoi fratelli, et suoi cugin tornati a Montalbano insieme erano tutti gli parve un hora un anno di trovarsi con essolor la dentro ad abbracciarsi

Venne Rinaldo a Montalbano, e quivi madre moglie abbracciò figli e fratelli e i cugini che dianzi eran captivi e parve quando egli arrivò tra quelli

dopo gran fame hirondine che arrivi col cibo in bocca a pargoletti augelli e poi ch un giorno vi fu stato o dui partirse e fe partir altri con lui

Ricciardo, Alardo, e Ricciardetto e d essi figli d Amone, il piu vecchio Guicciardo Malagigi et Vivian, si furon messi in arme, dietro al Paladin gagliardo

Bradamante aspettando ch s appressi il tempo, ch al disio suo ne vien tardo inferma disse a gli fratelli ch era et non volse venir con loro in schiera

Et ben lor disse l ver, ch ella era inferma ma non di febre o corporal dolore era l disio che l alma dentro inferma et fa alteration patir d amore

Rinaldo in Montalban piu non si ferma et seco mena di sua gente il fiore come a Parigi ne venisse, e quanto Carlo aiutasse, io dirò in l altro canto

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