cOrtesi donne hebbe l antiqua etade che le virtù non le ricchezze amaro al tempo nostro si ritrovan rade a cui piu del guadagno, altro sia caro
ma quelle poche chan tanta bontade che non seguon di molte il stilo avaro vivendo degne son, viver contente e fama eterna haver poi che sian spente
Degna d immortal laude è Bradamante che non amò thesor non amò impero ma la virtude e l animo prestante e l alta gentilezza di Ruggiero
e meritò che ben le fusse amante un così valoroso cavalliero e per piacere a lei facesse cose ne secoli avenir miracolose
Lasciai nel altro canto che Ruggiero con dui di Chiaramonte era venuto dico con Ricciardetto et Aldigiero per dar a dui fratei prigioni aiuto
vi dissi anchor che armato un cavalliero era comparso lor, non connosciuto che portava l augel che se ritruova unico al mondo, e al fuoco si rinuova
Quel cavallier che de li tre s accorse che sul sentiero insieme erano stretti in prova disegnò di voler porse per sentir come saldi haveano i petti
e poi ch a lor vicino il caval torse è di voi (disse) alcuno a chi diletti far un colpo di lancia meco o dui sì che ne veggia chi è miglior di nui?
Farei (disse Aldigier) teco o volessi menar la spada a cerco o correr l hasta ma un alta impresa, che se qui tu stessi veder potresti, questa turba e guasta
di parlar teco, non che ci trahessi a correr giostra, a pena tempo basta seicento huomini al varco, o piu attendemo con quali hoggi provarsi obligo havemo
Per tor lor dui de nostri, che prigioni quinci trarran, pietade, e amor n ha mosso e seguitò narrando le cagioni che li fece venir con l arme indosso
sí giusta é questa excusa che m opponi (disse il guerrier) che contradir non posso e fò certo giudicio che voi siate tre cavallier che pochi pari habbiate
Io chiedea un colpo o dui con voi scontrarme per veder quanto fusse il valor vostro ma quando al altrui spese dimostrarme lo vogliate, mi basta e piu non giostro
ben prego che vi piaccia tra quest arme annoverar la lancia e il scudo nostro e spero dimostrar se con voi vegno che di tal compagnia non sono indegno
Parmi veder ch alcun saper disia el nome di costui, che quivi giunto a Ruggier e compagni s offeria compagno d arme al periglioso punto
costei non piu costui detto vi sia era Marphisa, chavea il mal assunto dato al miser Zerbin de la ribalda vecchia Gabrina ad ogni mal sí calda
Li dui di Chiaramonte, e il buon Ruggiero accettaron Marphisa in la sua schiera ch esser credeano certo un cavalliero e non donzella, e non quella ch ella era
non molto dopo, scoperse Aldigiero e mostrò alli compagni una bandiera che facea l aura tremolare in volta e intorno havea gente a caval raccolta
E poi che piu lor fur fatti vicini e che meglio notar l habito Moro connobbero che li eran saracini e videro i prigioni in mezo loro
legati e tratti su piccol ronzini a Maganzesi, per cambiarli in oro disse Marphisa a li altri, hora che resta poi che son qui, di cominciar la festa?
Ruggier rispose, l invitati anchora non ci son tutti, e manca una gran parte gran ballo s apparecchia di far hora e perche sia solenne, usiamo ogni arte
ma far non ponno homai lunga dimora cosí dicendo, veggono in disparte venir li traditori di Maganza siche era presso a comminciar la danza
Giungean da l una parte i Maganzesi e conducean con loro i muli carchi d oro e di vesti, et altri ricchi arnesi dal altra in mezo a l ance spade et archi
stavan dolenti i duo germani presi ch attesi si vedeano essere ai varchi e Bertolagi empio inimico loro udian parlar col capitano Moro
Ne il figliuolo di Bovo ne d Amone veduto il Maganzese, indugiar puote la lancia in resta l uno e l altro pone e l uno e l altro il traditor percuote
l un gli passa la pancia e il primo arcione e l altro il viso per mezo le gote così n andasser tutti li malvagi come a quei colpi n andò Bertolagi
Marphisa con Ruggiero a questo segno si move, e non attende altra trombetta ne prima rompe l arrestato legno che tre l un dopo l altro in terra getta
de l hasta di Ruggier fu il pagan degno che guidò li altri, e uscì di vita infretta e per quella medesima, con lui uno et un altro andò ne regni bui
Di qui nacque uno error, tra li assaliti che lor causò lor ultima ruina quinci li Maganzesi esser traditi credeansi da la squadra saracina
quindi li Mori in tal modo feriti l altra schiera chiamaveno assassina e tra lor comminciar con fera clade a tirar archi, e vibrar lancie e spade
Salta hor in questa squadra, et hora in quella Ruggiero, e ne tol via quindici o venti altri tanti per man de la donzella di qua e di la ne son scemati e spenti
tanti si veggiono ir morti di sella quanti ne toccan le spade taglienti a cui dan l elmi e le corazze luoco come nel bosco i legni secchi al fuoco
Se mai d haver veduto vi racorda o r apportato v hà fama all orecchie come quando il collegio si discorda uscendo in aria a guerreggiar le pecchie
entri fra lor la Rondinella ingorda e mangi e uccida, e guastine parecchie devete imaginar che simelmente Ruggier fusse e Marphisa in quella gente
Non così Ricciardetto, e il suo cugino tra le due genti variavan danza perche lasciando il campo saracino solo havean l occhio a quelli di Maganza
il fratel di Rinaldo paladino con molto animo havea, molta possanza e quivi raddoppiar gli la facea l odio che contra Maganzesi havea
Facea parer questa medesma causa un leon fiero il bastardo di Bovo che con la spada senza indugia e pausa fende ogni elmo, o lo schiaccia come un ovo
e qual persona non seria stata ausa e non seria comparsa un Hettor nuovo? Marfisa havendo in compagnia, e Ruggiero ch era l eletta, e il fior d ogni guerriero
Marphisa tuttavolta combattendo spesso a compagni gli occhi rivoltava e di lor forza paragon vedendo con maraviglia tutti li lodava
ma di Ruggier pur il valor stupendo senza uguaglianza alcuna le sembrava e talhor si credea che fusse Marte sceso dal quinto cielo in quella parte
Mirava quelle horribili percosse miravale non mai calare in fallo parea che contra Balisarda fosse el ferro charta, e non duro metallo
fendeva li almi e le corazze grosse da capi sin al ventre, e da cavallo in parti ugual facea caderli al prato così da l un come da l altro lato
Continuando la medesma botta uccidea col signore il caval anche li capi da le spalle alzava infrotta e li busti partia spesso da l anche
cinque e se a un colpo ne tagliò talhotta e se non che pur dubito che manche credenza al ver cha faccia di menzogna di piu direi, ma di men dir bisogna
El buon Turpin che sà che dice il vero e lascia creder poi quel che alhuom piace narra mirabil cose di Ruggiero ch udendo, il stimareste voi mendace
così parea di giaccio ogni guerriero contra Marphisa, et ella ardente face e non men di Ruggier gli occhi se trasse ch ella di lui l alto valor mirasse
E s ella lui Marte stimato havea stimato egli havria lei forse Bellona se per donna così la connoscea come parea il contrario alla persona
forse emulation tra lor nascea per quella gente misera non buona perche alle spese d altrui sangue et ossa provavan chi di lor havea piu possa
Bastò di quattro l animo e il valore a far ch un campo e l altro andasse rotto non restava arme a chi fuggia migliore che quella che si porta piu di sotto
beato chi l cavallo ha corridore ch in prezzo non è quivi ambio ne trotto e chi non ha destrier, quivi s avede quanto il mistier de l arme è tristo a piede
Riman la preda e il campo a vincitori che non è fante, o mulatier che resti la Maganzesi, e qua fuggiono i Mori quei lasciano i prigion, le some questi
furon con lieti visi, e piu co i cori li dui di Chiaramonte a scioglier presti Malagigi e Viviano, e fur lor paggi non manco d essi presti a i carriaggi
Oltra una buona quantità d argento ch in diverse vasella era formato et alcun muliebre vestimento di lavoro bellissimo fregiato
e per stanze reali un paramento d oro e di seta in Fiandra lavorato et altre cose ricche in copia grande fiaschi di vin trovar pane e vivande
Al trar de l elmi tutti vider come havea lor dato aiuto una donzella fu connosciuta all auree crespe chiome et alla faccia delicata e bella
l honoran molto e pregano chel nome di gloria degno non ascondi, et ella che sempre tra li amici era cortese di se buon conto volentier lor rese
Non si ponno satiar di riguardarla che la vider sì fera in la battaglia sol mira ella Ruggier, sol con lui parla altri non prezza, altri non par che vaglia
vengono i servi intanto ad invitarla con li compagni, ove la vittuaglia apparecchiata havean sopra una fonte che difendea dal raggio estivo un monte
Era una de le fonti di Merlino di quattro, che per Francia n havea fatte d intorno cinta di bel marmo fino lucido e terso, e bianco piu che latte
quivi d intaglio havea in lavor divino d huomini e fiere, imagini retratte direste che spiravano, e se prive non fussero di voce, ch eran vive
Quivi una bestia uscir de la foresta parea di crudel vista odiosa e brutta chavea lorecchie d asino, e la testa di lupo e denti, e per gran fame asciutta
branche havea di leon, l altro che resta tutto era volpe, e parea scorrer tutta l Alemagna, la Francia, e l Inghilterra Italia, Spagna, e al fin tutta la terra
Per tutto havea genti ferite e morte ne piu la bassa plebe che li capi de cittadi e provincie, anzi piu forte noceva a Regi a Principi e Satrapi
facea piu danno in la Romana corte che v havea uccisi Cardinali e Papi contaminato havea la bella sede di Pietro, e messo scandalo in la fede
Non stà dinanzi a questa Bestia horrenda alcun ripar, cade ogni mur che tocca non si vede città che se difenda se le apre incontra ogni castello e rocca
par che a li honor divini ancho s estenda e sia adorata da la gente sciocca e che le chiavi s arrogi d havere del cielo e del abysso in suo potere
Poi si vedea d Imperiale alloro cinto le chiome un cavallier venire con tre gioveni a par che i gigli d oro tessuti havean nel lor real vestire
e con insegna simile, con loro parea un leon contra quel mostro uscire havean lor nomi chi sopra la testa e chi nel lembo scritto de la vesta
L un chavea sin a lelsa ne la pancia la spada immersa alla maligna fiera Francesco primo havea scritto di Francia Maximigliano d Austria apar seco era
e Carlo di Borgogna che di lancia havea passato il Mostro alla gorgiera l altro era, che di stral gli figea il petto Enrigo ottavo d Inghilterra detto
Decimo havea il Leon scritto sul dosso chavea attaccate l Asinine orecchi e tanto il Mostro havea fermato e scosso che v erano arrivati altri parecchi
parea del mondo ogni timor rimosso et in emenda de li errori vecchi nobil gente accorrea, non perhò molta donde alla Belva era la vita tolta
Li cavallieri stavano, e Marphisa con desiderio di connoscer questi per le cui mani era la bestia uccisa che fatti havea tanti luochi atri e mesti
avegna che la pietra fusse incisa de nomi lor, non eran manifesti si pregano tra lor, che se sapesse l historia alcuno, agli altri la dicesse
Volse Viviano a Malagigi gli occhi che stava a udire, e non facea lor motto a te (disse) narrar l historia tocchi ch esser ne dei per quel chio veggia dotto
chi son costor che con saette e stocchi e lance, a morte han l animal condotto? rispose Malagigi non è historia di che sin qui ne faccia author memoria
Questi (havete a saper) che li nomi hanno scritti nel marmo, al mondo mai non furo ma fra settecento anni vi seranno con gran splendor del secolo futuro
Merlino il savio incantator Britanno fe far la fonte al tempo del Re Arturo e de cose ch al mondo hanno a venire la fe da buoni artifici sculpire
Questa bestia crudele uscì del fondo del inferno, a quel tempo che fur fatti li termini alli campi, e che fu il pondo trovato e la misura, e scritti i patti
ma non andò a principio in tutto il mondo di se lasciò molti paesi intatti al tempo nostro in molti luochi sturba ma populari offende e la vil turba
Dal suo principio insino al secol nostro sempre è cresciuto, et anderà crescendo sempre crescendo, al lungo andar fia il Mostro lo maggior che mai fusse, e lo piu horrendo
quel Phython che per charte e per inchiostro s ode che fu si horribile e stupendo alla metà di questo non fu tutto ne tanto abominevol ne si brutto
Crudel strage farà, ne serà luoco che non guasti, contamini, et infetti e quanto mostra la scultura è poco de li nefandi suoi crudeli effetti
al mondo di gridar mercè già roco questi di chi li nomi havemo letti che chiari splenderan piu che piropo verranno a dare aiuto al maggior uopo
Alla fiera crudele il piu molesto non serà di Francesco Re de Franchi e ben convien che molti exceda in questo e nessun prima, e pochi n habbia a fianchi
quando in real splendor, quando nel resto di virtù farà molti parer manchi che già parver compiuti, come cede tosto ognaltro splendor chel sol si vede
L anno primier del fortunato regno non ferma anchor ben la corona in fronte passerà l alpe, e romperà il disegno di chi all incontro havrà occupato il monte
da giusto spinto e generoso sdegno che vendicate anchor non sieno l onte che dal furor da paschi e mandre uscito l exercito di Francia havrà patito
E quindi scenderà nel ricco piano di Lombardia col fior di Francia drieto e su gliocchi del popul di Milano ucciderà l Elvetio immansueto
ne il campo de la Chiesa ne l Hispano ne il Fiorentin gli potrà far divieto expugnerà il castel, che prima suto sera non expugnabile tenuto
Sopra ognaltre arme ad expugnarlo molto piu gli varra quella honorata spada con che già prima havrà di vita tolto el Monstro corruttor d ogni contrada
convien ch inanzi a quella sia rivolto in fuga ogni stendardo o a terra vada ne fossa, ne ripar, ne grosse mura potran da lei tener città sicura
Questo principe havrà quanta excellenza haver felice Imperator mai debbia l animo del gran Cesar, la prudenza di chi mostrolla a Transimeno e a Trebbia
con la fortuna d Alexandro, senza cui, seria fumo ogni disegno e nebbia fera sì liberal chio lo contemplo non haver qui ne paragon ne exemplo
Così dicea Malagigi, e messe disire a cavallier d haver contezza del nome d alcunaltro ch uccidesse l infernal bestia, uccider li altri avezza
quivi un Bernardo tra primi si lesse che Merlin molto nel suo scritto apprezza per lui fia nota (dice) Bibiena quanto Fiorenza sua vicina, e Siena
Quivi non é che piedi inanzi pona a Hippolyto, a Gismondo, a Ludovico da Este, da Gonzaga, d Aragona ciascuno al fiero Mostro aspro nemico
v è Francesco di Mantua ne abbandona la sua vestigie il figlio Federico et ha il cognato e il genero vicino quel di Ferrara, e quel Duca d Urbino
Ma Consalvo Ferrante, ove hò lasciato l Hispano honor ch intanto pregio v era che fu da Malagigi sí lodato che pochi il pareggiar di quella schiera
Guglielmo si vedea di Monferrato fra quei che morto havean la brutta fiera et eran pochi verso l infiniti ch ella v havea chi morti e chi feriti
In giuochi honesti e parlamenti lieti dopo mangiar spesero il caldo giorno corcati su finissimi tapeti tra li arbuscelli ond era il rivo adorno
Malagigi e Vivian, perche quieti piu fusser li altri, tenean l arme intorno quando una donna senza compagnia vider, che verso lor dritto venia
Questa era quella Hippalca a chi fu tolto el caval di Ruggier, da Rodomonte l havea il dì inanzi ella seguito molto pregandolo hora, hora dicendogli onte
ma non giovando, havea il pensier rivolto d ire a trovar Ruggiero, e in Agrismonte dove sua via la trasse, lè fu detto che quivi il troveria con Ricciardetto
E perche il luoco ben sapea (che v era stato altre volte) se ne venne al dritto all ombrosa fontana, e in la maniera lo ritrovò, chio v hò disopra scritto
ma come buona e cauta messaggiera che sà meglio essequir che non l è ditto quando vide il fratel di Bradamante non connoscer Ruggier fece sembiante
A Ricciardetto tutta rivoltosse si come drittamente a lui venisse e quel che la connobbe se le mosse incontra, e dimandò dove ne gisse
ella ch anchora havea le luci rosse del pianger lungo, suspirando disse, (ma disse forte, acciò che fusse expresso a Ruggier il suo dir ch era lui presso)
Mi trahea drieto (disse) per la briglia come imposto m havea la tua sorella un bel cavallo e buono a maraviglia ch ella molto ama, e che Frontino appella
credendolo condur sin a Marsiglia dove in breve devea poi venire ella e l havea tratto de le miglia venti senza mai ritrovar impedimenti
Era sì baldanzoso il creder mio ch io non stimavo alcun di cor sí saldo che me l havesse a tor, dicendogli io ch era de la sorella di Rinaldo
ma vano il mio disegno hieri m uscio che me lo tolse un saracin ribaldo ne per udir di chi Frontino fusse mai a volerlo rendermi s indusse
Tutto hieri lo pregai, l hò pregato hoggi e poi che nulla valse al fin lasciallo di qui poco lontano, oltra quei poggi la dove ha gran mistier del buon cavallo
perche con li occhi piu che fuoco roggi dianzi lo vidi in periglioso ballo contra un guerrier ch in tal travaglio il mette che spero chabbia a far le mie vendette
Ruggier a quel parlar salito in piede chavea potuto a pena il tutto udire sì volta a Ricciardetto, e per mercede e premio e guidardon del ben servire
(preghi aggiungendo senza fin) gli chiede che con la donna sol lo lascì gire tanto chel Saracin gli sia mostrato chel buon destrier di man le havea levato
A Ricciardetto anchor che discortese el conceder altrui troppo paresse di terminar le a se debite imprese al voler di Ruggier pur se rimesse
e quel licentia da compagni prese e con Hippalca a ritorna si messe lasciando a quei che rimanean stupore non maraviglia pur del suo valore
Poi che da li altri allontanato alquanto Hippalca l hebbe, gli narrò, che ad esso era mandata da colei, che tanto havea nel core il suo valore impresso
et senza finger piu, seguitò quanto la sua Donna al partir le havea commesso e che se dianzi havea altrimente detto per la presentia fu di Ricciardetto
Disse, che chi le havea tolto il destriero anchor detto l havea con molto orgoglio perche sò ch el cavallo è di Ruggiero piu volentier per questo te lo toglio
s egli di ricovrarlo havrá pensiero fagli saper ch asconder non gli voglio che io son quel Rodomonte, il cui valore nel mondo appar con immortal splendore
Ascoltando Ruggier mostrò nel volto di quanto sdegno acceso il cor gli sia si perche caro havria Frontino molto si perche venia il don donde venia
si perche in suo dispregio gli par tolto vede che biasmo e dishonor gli fia se torlo a Rodomonte non s affretta e sopra lui non fa degna vendetta
La donna Ruggier guida, e non soggiorna che por lo brama col Pagano a fronte e giunge, ove la strada fa dua corna l un va giu al piano, e l altro va su al monte
e quello e questo in la vallea ritorna dove ella havea lasciato Rodomonte aspra, ma breve, era la via del colle l altra piu lunga assai, ma piana e molle
El desiderio che conduce Hippalca d haver Frontino, e vendicar l oltraggio fa ch el sentier de la montagna calca donde molto piu curto era il viaggio
per l altra in tanto il Re d Algier cavalca con Mandricardo e li altri che detto haggio e giu nel pian la via piu facil tiene ne con Ruggiero ad incontrar si viene
Come habbian le querele differite quelli dui Re, fin che soccorso sia al Re Agramante, et habbian de lor lite la cagion Doralice in compagnia
sò che v è a mente, hora il successo udite alla fontana fu lor dritta via dove Aldigier, Marphisa, Ricciardetto, Malagigi e Vivian stanno a diletto
Marphisa a prieghi de compagni, havea veste da donna, et ornamenti presi di quelli ch a Lanfusa si credea mandare il traditor de Maganzesi
e ben che veder raro si solea senza l usbergo, e li altri buoni arnesi pur quel dì se li trasse, e come donna a prieghi lor lasció vedersi in gonna
Tosto che vede il Tartaro Marphisa per la credenza chà di guadagnarla in ricompensa e in cambio ugual s avisa di Doralice, a Rodomonte darla
si come Amor si regga a questa guisa che vender la sua donna, o commutarla possa l amante, ne a ragion s attrista se quando una ne perde una ne acquista
Per dunque provedergli di donzella acciò per sè quest altra si ritegna Marphisa che gli par liggiadra e bella e d ogni cavallier femina degna
come habbia ad haver questa come quella subito cara, a lui donar disegna e quelli cavallier che con lei vede a giostra seco et a battaglia chiede
Malagigi e Vivian che l arme haveano come per guardia e sicurtà del resto si mossero dal luoco ove sedeano e s acconciaro alla battaglia presto
perche giostrar con amendui credeano ma l Aphrican che non venia per questo non ne fe segno o movimento alcuno siche la giostra restò lor contra uno
Viviano è il primo, e con gran cor si muove e nel venire abbassa un hasta grossa el Re Pagan da le famose pruove da l altra parte vien con maggior possa
dirizza l un e l altro e segna dove crede meglio fermar laspra percossa Viviano in darno a l elmo il Pagan fere che non lo fa piegar non che cadere
El Re Pagan chavea piu l hasta dura fe il scudo di Vivian parer di giaccio e fuor di sella in mezo la verdura lo mandò all herbe, et alli fiori in braccio
vien Malagigi, e ponsi in aventura di vendicare il suo fratello avaccio ma poi d andargli appresso hebbe tal fretta che gli fe compagnia piu che vendetta
L altro fratel fu prima del cugino coll arme in dosso e sul caval salito e disfidato contra il Saracino venne a scontrarlo a tutta briglia ardito
risonó il colpo in mezo a l elmo fino di quel Pagan sotto la vista un dito volò al ciel l hasta in quattro tronchi rotta ma non mosse il Pagan per quella botta
El Pagan ferì lui dal lato manco e la ferita fu di sì gran forza che poco il scudo e la corazza manco gli valse, che s aprir come una scorza
passó il ferro crudel l homero bianco piegó Aldigier ferito a poggia e ad orza tra fiori et herbe al fin si vide avolto rosso su l arme, e pallido nel volto
Con molto ardir vien Ricciardetto appresso e nel venire arresta sì gran lancia che mostra ben che come ha mostrato spesso che degnamente è paladin di Francia
et al Pagan ne facea segno expresso se fusse stato pare alla bilancia ma sossopra n andò, perche il cavallo gli cadde adosso, e non già per suo fallo
Poi ch altro cavallier non se dimostra ch al Pagan per giostrar volti la fronte pensa haver guadagnato de la giostra la donna, e venne a lei presso alla fonte
e disse, damigella sete nostra s altro non è per voi ch in sella monte non potete negarlo, o farne excusa che di ragion di guerra così s usa
Marphisa alzando con un viso altiero la faccia (disse) il tuo parer molto erra io ti concedo che diresti il vero ch i seria tua per la ragion di guerra
quando mio signor fusse o cavalliero alcun di questi chai gettato in terra io sua non son, ne son d altri che mia dunque me tolga a me, chi mi disia
Sò scudo e lancia adoperare anch io e piu d un cavalliero in terra hò posto presto arrecate l arme e il destrier mio gridò a scudier, che l ubidiron tosto
trasse la gonna, et in farsetto uscio e le belle fattezze, e il ben disposto corpo mostrò, ch in ciascuna sua parte fuor che nel viso, assimigliava a Marte
Poi che fu armata, la spada ne cinse e sul caval montó d un leggier salto e qua e la tre volte e quattro il spinse e quinci e quindi il fe girare in alto
e poi sfidando il Saracino, strinse la grossa lancia, e comminciò l assalto tal ne campi Troiani esser devea contra il Thessalo Achil Pantesilea
Le lancie in sin al calce si fiaccaro a quello horribil scontro come vetro ne perhò chi le corsero piegaro che si notasse un dito solo a dietro
Marphisa che volea connoscer chiaro s a piu stretta battaglia simil metro servaria contra se il fiero Pagano se gli rivolse con la spada in mano
Biastemmiò il cielo e li elementi il crudo Pagan, poi che restar la vide in sella Marphisa che pensò rompergli il scudo non men sdegnosa contra il ciel favella
già l uno e l altro ha in mano il ferro nudo e su le fatali arme si martella l arme fatali han parimente intorno che mai non bisognar piu di quel giorno
Sì buona è quella piastra e quella maglia che spada o lancia non la taglia o fora siche potea seguir l aspra battaglia tutto quel giorno, e l altro appresso anchora
ma Rodomonte in mezo lor si scaglia e dice al suo rival, se far dimora per singular battaglia qui far vuoi finiam la comminciata hoggi fra noi
Facemmo (come sai) triegua con patto di dar soccorso alla militia nostra e non devemo prima che sia fatto incomminciare altra battaglia o giostra
indi a Marphisa riverente in atto si volta, e humanamente le dimostra el messo, e narra come sia venuto a chieder lor per Agramante aiuto
La prega poi che le piaccia, non solo lasciar quella battaglia o differire ma che voglia in aiuto del figliuolo del Re Troian con essi lor venire
onde la fama sua con maggior volo potrà far meglio in sin al ciel salire che per querela di poco momento dando a tanto disegno impedimento
Marphisa che fu sempre disiosa di provar quei di Carlo a spada e lancia ne l havea indutta a venire altra cosa di sì lontana regione in Francia
se non per esser certa, se famosa lor nominanza era per vero o ciancia tosto d andar con lor partito prese che d Agramante il gran bisogno intese
Ruggiero in questo mezo havea seguito indarno Hippalca per la via del monte e trovò giunto al luoco, che partito per altra via se n era Rodomonte
e pensando che lungi non era ito e ch el sentier tenea dritto alla fonte trottando in fretta drieto gli venia per l orme che eran fresche in su la via
Volse che Hippalca a Montalban pigliasse la via, ch una giornata era vicino perche s alla fontana ritornasse si torria troppo dal dritto camino
e disse a lei, che già non dubitasse che non s havesse a ricovrar Frontino ben le farebbe a Montalbano, o dove si trovasse ella, udir presto le nuove
E le diede la lettera che scrisse in Agrimonte, e che se portò in seno e molte cose a bocca ancho le disse e la pregò che lo excusasse a pieno
el tutto Hippalca in la memoria fisse prese licentia, e voltò il palafreno e non cessò la buona messaggiera ch in Montalban si ritrovò la sera
Ruggier seguiva Rodomonte in fretta per l orme che apparian ne la via piana ma non ne puote haver prima vendetta che fusse ritornato alla fontana
già fatta era la tregua ch io v hò detta perche alla gente d Aphrica, e alla Hispana senza piu differir fusse soccorso prima che Carlo lor ponesse il morso
Quivi giunto Ruggier Frontin connobbe e connobbe per lui chi adosso gli era e su la lancia fe le spalle gobbe e sfidò l Aphrican con voce altiera
Rodomonte quel dì fe piu che Iobbe poi che domó la sua superbia fiera e recusò la pugna, che havea usanza di sempre egli cercar con ogni instanza
El primo giorno e l ultimo che pugna mai recusasse il Re d Algier fu questo ma tanto il desiderio che si giugna in soccorso al suo Re gli par honesto
che se credesse haver Ruggier in l ugna piu chabbia tigre mai cervio mal presto non se vorria fermar, tanto con lui che fesse un colpo de la spada o dui
Giungevi che sapea ch era Ruggiero che seco per Frontin volea battaglia tanto famoso ch altro cavalliero non é ch apar di lui di gloria saglia
l huom che bramato ha di saper per vero experimento, quanto in arme vaglia e pur non vuol seco accettar l impresa tanto l assedio del suo Re gli pesa
Trecento miglia sarebbe ito e mille se ció non fusse a comperar tal lite ma se l havesse hoggi sfidato Achille piu fatto non havria di quel che udite
tanto a quel punto sotto le faville le fiamme havea del suo furor sopite narra a Ruggier perche pugna rifiuti e prega anchor ch el suo disegno aiuti
Che facendol, farà quel che far deve al suo signore un cavallier fedele sempre che questo assedio poi si leve havranno tempo a terminar querele
Ruggier rispose a lui, mi serà lieve differir questa pugna fin che de le forze di Carlo si traggia Agramante pur che mi rendi il mio Frontino inante
Se lo provarti chai fatto gran fallo e fatto hai cosa indegna a un hom forte d haver tolto a una donna il mio cavallo vuoi ch io prolunghi fin che siamo in corte
lascia Frontino, e nel mio arbitrio dallo non pensar altrimente ch io supporte che la battaglia qui tra noi non segua ne ch io ti faccia d un hora tregua
Mentre Ruggiero al Aphrican dimanda o Frontino o battaglia allhora allhora e quello in lungo l uno e l altro manda ne vuol dar il destrier ne far dimora
Mandricardo ne vien da un altra banda e mette in campo un altra lite anchora poi che vede Ruggier, che per insegna porta l augel che sopra li altri regna
Nel scudo azur l Aquila bianca havea che de Troiani fu l insegna bella perche Ruggier l origine trahea dal fortissimo Hettor, portava quella
ma questo Mandricardo non sapea ne vuol patire, e grande ingiuria appella che debbia, altro che se, nel scudo porre l Aquila bianca del famoso Hettore
Portava egli nel scudo similmente l augel che rapì in Ida Ganymede l hebbe poi ch in l impresa fu vincente al castel de la fata per mercede
credo che ben vi sia l historia a mente quando insieme la fata gli lo diede col resto di quell arme che Vulcano già havea donate al cavallier Troiano
Altra volta a battaglia erano stati Mandricardo e Ruggier solo per questo e perche caso fusser destornati io nol dirò, che già v è manifesto
dopo non seran mai piu raccozzati se non adesso, e Mandricardo presto che mirò il scudo, alzò il superbo grido minacciando, e a Ruggier disse io te sfido
Tu la mia insegna temerario porti ne questo è il primo dì ch io te l hò detto e credi pazzo anchor che lo comporti per una volta ch io t hebbi rispetto
ma poi che ne minaccie ne conforti ti pon questa follia levar dal petto ti mostrerò quanto miglior partito t era d havermi subito ubidito
Come ben riscaldato arrido legno a piccol soffio subito s accende così s avampa di Ruggiero il sdegno al primo motto che di questo intende
ti pensi (disse) farmi stare al segno perche quest altro anchor meco contende ma mostrerotti ch i son buon per torre a lui Frontino a te il scudo d Hettore
Un altra volta pur per questo venni teco a battaglia, e non é gran tempo ancho ma d ucciderti allhora mi contenni perche tu non havevi spada al fianco
io faró fatti adesso allhor fur cenni e mal será per te quel augel bianco ch antiqua insegna è stata di mia gente tu te l usurpi, io l porto giustamente
Anzi t usurpi tu l insegna mia rispose Mandricardo, e trasse il brando quello, che poco inanzi per follia havea gettato alla foresta Orlando
el buon Ruggier, che di sua cortesia non può non sempre ricordarsi, quando vide il Pagan chavea tratta la spada la lancia havea in man gettò in la strada
E quasi a un tempo Balisarda stringe la buona spada, e meglio il scudo in braccia ma Laphrican in mezo l caval spinge e Marphisa con lui presto si caccia
e l uno questo, e l altro quel, respinge e pregano amendui che non si faccia Rodomonte si duol che rotto il patto due volta ha Mandricardo che fu fatto
Prima credendo guadagnar Marphisa sera fermato a correr tante lance et hor col figlio del guerrier di Risa sera attaccato per favole e ciance
se pur (dicea) dei fare a questa guisa alla battaglia nostra ritorniance conveniente e piu debita assai ch alcuna di quest altre che prese hai
Con tal condition fu stabilita la tregua, e questo accordo ch è fra nui come la pugna teco havrò finita poi del destrier responderò a costui
tu del tuo scudo rimanendo in vita la lite havrai da terminar con lui ma ti darò da far tanto, mi spero, che non avanzerà troppo a Ruggiero
La parte che ti pensi non havrai rispose Mandricardo a Rodomonte io te ne darò piu che non vorrai e ti farò sudar dal piè alla fronte
e me ne rimarrà per dar ne assai come non manca mai l acqua del fonte et a Ruggiero, et a mill altri seco e a tutto il mondo che la voglia meco
Moltiplicavan l ire e le parole quando da questo e quando da quel lato con Rodomonte con Ruggier la vuole tutto in un tempo Mandricardo irato
Ruggier ch oltraggio sopportar non suole non vuol piu accordo anzi litigio e piato Marphisa hor va da questo hor da quel canto per riparar, ma non può sola tanto
Come il villan se per le fragil sponde penetra il fiume, e cerca nuova strada frettoloso a vietar che non affonde li verdi paschi, e la sperata biada
chiude una via et un altra, e si confonde che se ripara quinci che non cada, quindi vede lassar li argini molli e fuor l acqua spicciar con piu rampolli
Cosí mentre Ruggiero e Mandricardo e Rodomonte son tutti sossopra ch ognun vuol dimostrarsi piu gagliardo de li compagni, e rimaner di sopra
Marphisa, ch acchetarli havea riguardo molto s affanna, e perde il tempo e l opra che come ne spicca uno e lo ritira li altri dui risalir vede con ira
Marphisa che volea porli d accordo (dicea) signori udite il mio consiglio differire ogni lite e buon ricordo fin che Agramante sia fuor di periglio
s ognun vuole al suo fatto esser ingordo anch io con Mandricardo mi ripiglio e vuò vedere al fin se guadagnarme (come egli ha detto) è buon per forza d arme
Ma se si dè soccorrere Agramante soccorrasi, e tra noi non si contenda per me non si starà d andare inante disse Ruggier, pur ch el caval si renda
o che mi dia il cavallo, a far di tante una parola, o che da me il difenda o che qui morto hò da restare, o ch io in campo hò da tornar sul destrier mio
Rispose Rodomonte. ottener questo non fia così come quell altro lieve e seguitò dicendo, io ti protesto che s alcun danno il nostro Re riceve
fia per tua colpa, ch io per me non resto di far a tempo quel che far si deve Ruggiero a quei protesti poco bada ma stretto dal furor stringe la spada
Al Re d Algier come Cingiar si scaglia e l urta sì del scudo e de la spalla e in modo lo disordina e sbarraglia che fa che d una staffa il piè gli falla
Mandricardo gli grida, o la battaglia differisci Ruggiero, o meco falla e crudele e fellon piu che mai fosse Ruggier su l elmo in questo dir percosse
Fin sul collo al destrier Ruggier s inchina ne quando vuolsi rilevar si pote perche gli sopraggiunge la ruina del figlio d Ulien che lo percuote
se non che l elmo era di tempra fina gli fendea il capo per mezo le guote Ruggier stordito ambo le mano aperse e l una il fren, l altra la spada perse
Porta il caval Ruggier per la campagna drieto gli resta in terra Balisarda Marphisa che quel dì fatta compagna s egli era d arme, par che avampi et arda
che fra que dui Ruggier solo rimagna e come era magnanima e gagliarda si drizzò a Mandricardo, e col potere chavea maggior, sopra la testa il fiere
Rodomonte a Ruggier drieto si spinge vinto è il caval s un altra gli n appicca ma Ricciardetto con Vivian si stringe e tra Ruggiero e il Saracin si ficca
l uno urta Rodomonte e lo rispinge e da Ruggier per forza lo dispicca l altro la spada sua, che fu Viviano, pone a Ruggier già risentito in mano
Tosto ch el buon Ruggiero in se ritorna e che Vivian la spada gli appresenta pien d ira sì che ne trabbocca l orna per vendicarsi al Re d Algier s aventa
come il leon che tolto su le corna dal bue sia stato, e ch el dolor non senta sí l ira e il sdegno l impeto l affretta stimola e sferza a far la sua vendetta
Ruggier sul capo al Saracin tempesta e se la spada sua si ritrovasse che, come hò detto al comminciar di questa pugna, di man gran fellonia gli trasse
mi credo che a difendere la testa di Rodomonte l elmo non bastasse l elmo che fece il Re far di Babelle quando muover pensò guerra alle stelle
La Discordia credendo non potere altro esser quivi che contese e risse ne vi devesse mai piu luoco havere o pace o tregua alla sorella disse
chomai sicuramente a rivedere li monachetti suoi seco venisse lascianle andare, e stian qui dove, in fronte Ruggiero havea ferito Rodomonte
Fu l colpo di Ruggier di sì gran forza che fece in su la groppa di Frontino percuoter l elmo e quella dura scorza di che havea armato il dosso il Saracino
e lui tre volte e quattro a poggia et orza piegar, per ire in terra a capo chino e la spada egli anchora havria perduta se legata alla man non fusse suta
Havea Marphisa a Mandricardo intanto fatto sudar la fronte il viso il petto et egli a lei havea fatto altro tanto, ma sí l usbergo d ambi era perfetto
che mai poter falsarlo in nessun canto e stati era sin qui pari in effetto ma in voltar che fece il suo destriero bisogno hebbe Marphisa di Ruggiero
El caval di Marphisa in un voltarsi che fece stretto, ove era molle il prato sdrucciolò in guisa che non puote aitarsi di non cader tutto sul destro lato
e nel volere in fretta rilevarsi da Brigliador fu pel traverso urtato con che il Pagan poco cortese venne siche cader di nuovo gli convenne
Ruggier che la Donzella a mal partito vide giacer, non differì il soccorso hor che l agio n havea, poi che stordito da se lontan quel altro era trascorso
ferì sul elmo il Tartaro, e partito quel colpo gli havria il capo come un torso se Ruggier Balisarda havesse havuta o Mandicardo in capo altra barbuta
El Re d Algier che se risente in questo si volge intorno, e Ricciardetto vede e se ricorda che gli fu molesto dianzi, quando soccorso a Ruggier diede
a lui si drizza, e gli havria dato presto del male ufficio suo, mala mercede, se con grande arte e nuovo incanto tosto non se gli fusse Malagigi opposto
Malagigi che sà d ogni malia quel che ne sappia alcun Mago excellente anchor ch el libro suo seco non sia conche fermare il Sole era possente
pur la scongiuratione, onde solia commandare a demonii, haveva a mente presto con essa in corpo un ne constringe d un palafren, siche in furor lo spinge
Nel palafren, che sul guarnito dosso la bella figlia havea di Stordilano fece intrar un de li augel di Minosso sol con parole, il frate di Viviano
e quel che dianzi mai non s era mosso se non quanto ubidì al sprone e alla mano hor d improviso spiccò in aria un salto che trenta piè fu lungo e sedici alto
Fu grande il salto, non perhò di sorte che ne devesse alcun perder la sella quando si vide in alto gridò forte che si tenne per morta la Donzella
quel ronzin come il diavol lo porte dopo un gran salto, se ne va con quella che pur grida soccorso, in tanta fretta che non l havrebbe giunto una saetta
Da la battaglia il figlio d Ulieno si levò al primo suon di quella voce e dove furiava il palafreno per la Donna aiutar, n andó veloce
Mandricardo di lui non fece meno non piu a Ruggier non piu a Marphisa nuoce ma senza chieder loro o paci o tregue e Rodomonte, e Doralice segue
Marphisa intanto si levò di terra e tutta ardendo di disdegno et ira credesi far la sua vendetta, et erra che troppo lungi il suo nemico mira
Ruggier chaver tal fin vede la guerra rugge come un leon non che sospira ben sanno che Frontino e Brigliadoro giunger non pon con li cavalli loro
Ruggier non vuol cessar fin che decisa col Re d Algier non l habbia del cavallo non vuol quietar il Tartaro Marphisa che provato a suo senno ancho non hallo
lasciar la sua querela a questa guisa parrebbe a l uno e a l altro troppo fallo di commune parer disegno fassi di chi offesi li havea seguire i passi
Quando non possan ritrovarli prima nel campo Saracin li troveranno che nanzi ch el Re Carlo il tutto opprima per torlo da l assedio iti seranno
quivi facendo ritrovarli stima al hoste Saracin diritti vanno già non andò Ruggier così dibotto che non facesse alli compagni motto
Ruggier se ne ritorna ove in disparte era il fratel de la sua donna bella et al servigio suo per ogni parte per fortuna se gli offre e buona e fella
indi lo priega (e lo fa con bella arte) che saluti in suo nome la sorella e questo così ben gli venne detto che ne a lui diè ne alli altri alcun sospetto
E da lui Vivian da Malagigi dal ferito Aldigier tolse commiato et essi s offeriro alli servigi di lui, debitor sempre in ogni lato
Marphisa havea sì il cor ire a Parigi che salutar li amici havea scordato ma Malagigi andò tanto e Viviano che pur la salutaron di lontano
E così Ricciardetto, ma Aldigiero giace e convien che suo mal grado resti verso Parigi havean preso il sentiero quelli dui prima, et hor lo piglian questi
dirvi signor ne l altro canto spero miracolosi e sopra humani gesti che con danno de li huomini di Carlo ambe le coppie fer di chi vi parlo
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