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1474–1533

Canto trentaseiesimo

Ludovico Ariosto

lUngo seria se li diversi casi volessi dir di quel naval conflitto e raccontarlo a voi sarebbe quasi magnanimo figliuol d Hercole invitto

portar (come se dice) a Samo vasi nottole Athene e crocodilli a Egytto che quanto per udita io ve ne parlo signor miraste e feste altrui mirarlo

Gran spettacolo e lungo hebbe il fedele vostro popul, la notte e il dì che stette come in theatro, l inimiche vele mirando in Pò tra ferro e fuoco a strette

che gridi udir si possano e querele, ch onde veder di sangue humano infette per quanti modi in tal pugna si muora vedeste e a molti il dimostraste allhora,

Nol vide io già, ch ero sei giorni inanti mutando ognhora altre vetture, corso con molta fretta e molta, a i piedi santi del gran pastore a dimandar soccorso

poi ne cavalli bisognar ne fanti ch in tanto al leon d or l artiglio e il morso havate rotto sì, che piu molesto non l hò sentito da quel giorno a questo

Absente ero io, ma il Bagno, il Zerbinatto Luigi, Alfonso, Elpasto, Afranio, Alberto, Alexandro, Hannibal ch erano in fatto tanto me ne contar ch io ne fui certo

me ne chiarir poi le bandiere affatto vistone al tempio il gran numero offerto e quindice galee ch a queste rive con mille legni star vidi captive

Chi vide allhor l incendi e li naufragi le tante uccisioni e sì diverse che vendicando i nostri arsi palagi fin che fu preso ogni naviglio ferse

potrà le varie morti e li disagi imaginarsi, e i strati che sofferse la gente vinta d Aphrica in le salse onde, la notte che Dudon l assalse

Era la notte e non si vedea lume quando se incominciar l aspre contese ma poi ch el solpho, la pece, il bitume sparso in gran copia, hà prore e sponde accese

e la vorace fiamma arde e consume le navi e le galee poco difese sì chiaramente ognun si vedea intorno, che la notte parea mutata in giorno,

Onde Agramante che per l aer scuro fece al principio di combatter stima, chaver contrasto non credea sì duro che resistendo, al fin non lo reprima

poi che rimosse le tenebre furo, e vide quel che non credeva prima, che le navi nemiche eran duotante fece pensier diverso a quel dinante

Smonta con pochi, ove in spalmata barca ha Brigliadoro el altre cose care tra legno e legno taciturno varca fin che si truova in piu sicuro mare

da suoi lontan che Dudon preme e carca et a condition mena acri e amare li arde il foco il mar sorbe il ferro strugge egli che n è cagion via se ne fugge

Fugge Agramante et hà con lui Sobrino con cui si duol di non gli haver creduto quando previde con occhio divino e il mal gli annonciò chor gli è avenuto

ma ritorniamo a Orlando paladino che prima che Biserta habbia altro aiuto consiglia Astolfo che la getti in terra siche a Francia mai piu non faccia guerra

E cosí fu publicamente detto chel campo in arme al terzo dì sia instrutto molti navigli Astolfo a buono effetto tenuti havea, ne Dudone hebbe il tutto

e nè diede il governo a Sansonetto buon guerrier parimente al molle e al sciutto e quel si pose, in su l ancore sorto, contra a Biserta, un miglio appresso al porto

Come veri christiani Astolfo e Orlando che senza Dio non vanno a rischio alcuno nel exercito fan publico bando ch oratione sia fatta e digiuno

e poi ch el terzo Sol dal mar spuntando ritruovi in arme apparecchiato ognuno per expugnar Biserta che data hanno vinta che s habbia, a fuoco e a saccomanno

E così poi che l abstinentie e i voti debitamente celebrati foro li amici, li parenti, e li piu noti si cominciaro a convitar tra loro

dato restauro a corpi exhausti e vuoti, abbracciandosi insieme lachrymoro tra loro usando i modi e le parole che tra li amici al dipartir si suole

Dentro a Biserta i sacerdoti santi supplicando col populo dolente battonsi il petto, e con dirotti pianti chiamano illor Machon che nulla sente

quante vigilie, quante offerte, quanti doni promessi son privatamente quanto in publico templi, statue, altari, memoria eterna de lor casi amari,

E poi che dal Cadì fu benedetto prese il populo l arme, e tornò al muro anchor giacea col suo Tithon nel letto la bella Aurora, et era il cielo oscuro

quando Astolfo e li suoi (come fu detto) con l arme in dosso alli ordini lor furo e poi ch el segno che diè il Conte udiro Biserta con grande impeto assaliro

Havea Biserta da dui canti il mare sedea da li altri dui nel lito asciutto, con fabrica excellente e singulare fu antiquamente il suo muro construtto

poco altro hà che l aiuti o la ripare che poi ch el Re Branzardo fu ridutto dentro da quella, pochi mastri, è poco tempo haver puote a riparare il luoco

Astolfo dà l assunto al Re de Neri che faccia a merli tanto nocumento con falariche fonde e con arcieri che non s affacci alcun di quelli drento

siche passin pedoni e cavallieri fin sotto la muraglia a salvamento de quai non viene alcun che non sia grave d asce, o di pietra, o di falcina, o trave,

E legna, e strame, ognun nel fango getta torna per anche, e vien di mano in mano la grossa acqua il dí nanzi fu intercetta siche in piu parti si scopria il pantano

tutta la fossa fu atturata infretta e quasi è sin a muri uguale il piano Astolfo, Orlando, et Olivier procura di far salir li fanti in su le mura

Li Nubi d ogni indugia impatienti da la speranza del guadagno tratti, non mirando a pericoli, imminenti, coperti da testugini e da gatti

con arieti e lor altri instrumenti a forar torri e porte rompere atti, tosto si fero alla città vicini ne ritrovar sprovisti i saracini

Che di ferro e di fuoco e sassi gravi d alto spargendo horribili tempeste facean per forza aprir tavole e travi de le machine in lor danno conteste

ne l aria oscura li principii pravi danneggiar piu le battizate teste ma poi ch el Sole uscì del ricco albergo voltò Fortuna a saracini il tergo

Da tutti i canti risforzar l assalto fe il conte Orlando da mare e da terra, Sansonetto chavea l armata in alto entrò nel porto e s accostò alla terra

e con frombe e con archi facea d alto e con varii tormenti estrema guerra e d altra parte expedia lance e scale ogni apparecchio e munition navale

Facea Oliviero, Orlando, e Brandimarte e quel che fu sì dianzi in aria ardito aspra e fiera battaglia da la parte che lunghi al mar era piu dentro al lito

ciascun d essi venia con una parte de l hoste, che s havean quadripartito qual a mur, qual a porte, e qual altrove tutti davan di sè lucide prove

Il valor di ciascun meglio si puote veder così che se fusser confusi chi sia degno di premio e chi di note, appare inanzi a mill occhi non chiusi

torri di legno trannosi con ruote e li elephanti altre ne portano usi su dossi lor, che così in alto vanno che i merli sotto a molto spatio stanno

Vien Brandimarte e pon la scala a muri e sale, e di salir altri conforta segueno molti intrepidi e sicuri che non puon dubitar sotto tal scorta

non è chi miri o chi mirar si curi se quella scala il gran peso comporta sol Brandimarte all inimici attende pugnando sal tanto ch un merlo prende

E con mano e co piè quivi s attacca salta su i merli, e mena il brando involta urta, riversa, e fende, e fora, e ammacca e di mostra experientia molta

ma tutto a un tempo la scala si fiacca che troppa soma e di soperchio ha tolta li altri in la fossa tornano a gran salto, e Brandimarte sol lasciano in alto,

Per ció non perde il cavallier l ardire ne pensa riportare adrieto il piede ben che de suoi non vede alcun seguire ben che berzaglio alla città si vede

pregavan molti, e non volle egli udire, di ritornar, ma dentro al mur si diede i dico che saltò dentro alla terra dentro dal mur che la circonda e serra

Come trovato havesse o piume o paglia presse il duro terren senza alcun danno quelli cha intorno affrappa, fora, e taglia come s affrappa, e taglia, e fora il panno

hor contra questi hor contra quei si scaglia e quelli e questi in fuga se ne vanno pensan quelli di fuor che l han veduto dentro saltar, che tardi fia ogni aiuto

Per tutto l campo alto rumor si spande di voce in voce il mormorio e l bisbiglio la vaga Fama intorno si fa grande e narra et accrescendo vá il periglio

dov era Orlando (perche da piu bande si dava assalto) ove Oliviero, e l figlio era di Othon, quella volando venne senza posar mai le veloci penne

Questi guerrieri, e piu di tutti Orlando, ch amano Brandimarte e l hanno in pregio udendo che se van troppo indugiando perderanno un compagno così egregio

piglian le scale e qua e là montando mostrano a gara animo altiero e regio con sì audace sembiante e sì gagliardo che l inimici fan tremar col sguardo

Come nel mar che per tempesta freme assaglion l acque il temerario legno chor da la prora hor da le parti estreme cercano entrar piene di rabbia e sdegno

e il pallido nocchier sospira e geme che aiutar deve, e non ha cor ne ingegno una onda viene al fin ch occupa el tutto e dove quella entrò segue ogni flutto

Così da poi chebbeno presi i muri quelli tre primi su sì largo il passo che li altri hormai seguir ponno sicuri che mille scale hanno fermate al basso

haveano in tanto li arieti duri rotto in piu luochi, e con sí gran fraccasso, che si poteva in piu che in una parte soccorrer l animoso Brandimarte

Con quel furor ch el Re de fiumi altiero quando rompe tal volta argini e sponde ne campi Mantuani apre il sentiero e i grassi solchi e le biade feconde

e con le sue capanne il gregge intiero e con li cani i pastor porta in l onde guizzano i pesci all olmi in su la cima ove solean volar li augelli in prima

Con quel furor l impetuosa gente la dove havea in piu parti il muro rotto entrò col ferro e con la face ardente a destrugere il popul mal condotto

homicidio, rapina, e man violente nel sangue e nel haver, trasse dibotto la ricca e triomphal città a ruina che fu di tutta l Aphrica regina

D huomini morti pieno era per tutto e de le innumerabili ferite fatto era un stagno piu scuro e piu brutto di quel che cinge la città di Dite,

di casa in casa un lungo incendio indutto ardea palagi, portici, e meschite, de pianti e strida e man percosse a i petti suonano i vuoti e depredati tetti

Li vincitori uscir de le funeste porte vedeansi de gran preda onusti chi con bei vasi, e chi con ricche veste, chi con rapiti argenti a Dei vetusti,

chi trahea i figli, e chi le madri meste, stupri infiniti e mille altri atti ingiusti commessi fur, di che gran parte intese ne lo puote vietare il Duca inglese

Fu Bucifar de l Algazera morto con esso un colpo da Olivier gagliardo perduta ogni speranza ogni conforto s uccise di sua mano il Re Branzardo

con tre ferite onde morì di corto fu preso Folvo dal Duca dal pardo questi eran tre che al suo partir lasciato havea Agramante a guardia de lo stato

Agramante che intanto havea deserta larmata, e con Sobrin n era fuggito, pianse da lungi e sospirò Biserta veduto sì gran fiamma arder sul lito

poi piu dappresso hebbe novella certa come de la sua terra il caso era ito e d uccider se stesso in pensier venne e lo facea, ma il Re Sobrin lo tenne

Dicea Sobrin che piu vittoria lieta signor potrebbe il tuo inimico havere che la tua morte udire? onde quieta si speraria poi l Aphrica godere

questo contento il viver tuo gli vieta quindi havrà sempre causa di temere sa ben che lungamente Aphrica sua esser non può se non per morte tua

Tutti i sudditi tuoi, morendo, privi de la speranza, un ben che sol ne resta spero che n habbi a liberar se vivi e trar d affanno e ritornare in festa,

sò che se mori, sian sempre captivi Aphrica sempre tributaria e mesta dunque s in util tuo viver non vuoi vivi signor per non far danno a tuoi

Dal Soldano d Egytto tuo vicino esser puoi certo haver denari e gente mal volentieri el figlio di Pipino in Aphrica vedrà così potente

verrà con ogni sforzo Norandino per ritornarti in regno il tuo parente, Armeni, Turchi, Persi, Arabi, e Medi tutti in soccorso havrai se tu li chiedi

Con tali e simil detti il Vecchio accorto ritornar puote il suo signor in speme de racquistarsi l Aphrica di corto, ma nel suo cor forse el contrario teme

sa ben quant è a mal termine e mal porto e come spesso in van sospira e geme chiunque il regno suo si lascia torre e per soccorso a Barbari ricorre

Hannibale e Iugurta di ciò foro buon testimoni, et altri al tempo antico, al tempo nostro Ludovico il Moro dato in poter d unaltro Ludovico

vostro fratello Alfonso, da costoro ben hebbe exempio, a voi signor mio dico che sempre ha riputato pazzo expresso chi piu si fida in altri che in se stesso

E perhò ne la guerra che gli mosse del pontifice irato un duro sdegno anchor che ne le deboli sue posse non potesse egli far molto disegno

e chi già il difendea d Italia fosse spinto, e n havesse il suo nemico il regno ne per minaccie mai ne per promesse si puote indur ch el stato altrui cedesse

Il Re Agramante all Oriente havea volta la prora, e s era spinto in l alto quando da terra una tempesta rea mosse da banda impetuoso assalto

il nocchier ch al governo vi sedea io veggio (disse alzando li occhi ad alto) una procella apparecchiar sì grave che contrastar non le potrà la nave

S attendete signori al mio consiglio qui da man manca a una isola vicina a salvamento io ridurrò el naviglio fin che passi el furor de la marina

consentí il Re Agramante, e di periglio uscì, pigliando la spiaggia mancina che per salute de nocchieri giace tra li Aphri e di Vulcan l alta fornace

D habitationi è l isoletta vuota di lauri e myrti piena e di ginepri ioconda solitudine e remota a cervi a danne a caprioli e lepri

e fuor che a piscatori è poco nota dove sovente a rimondati vepri suspendon per sciugarle humide reti dormeno in tanto i pesci in mar quieti

Quivi trovar che s era un altro legno cacciato de fortuna già ridutto e il gran guerrier ch in Sericana ha regno levato d Arli havea quivi condutto

con modo reverente e di se degno l uno e l altro signor s abbraccia al sciutto ch erano amici e poco inanzi furo compagni d arme al Parigino muro

Con molto dispiacer Gradasso intende del Re Agramante le fortune averse poi confortollo, e come Re cortese con la propria persona se gli offerse,

ma ch egli andasse all infedel paese d Egytto per aiuto non sofferse che vi sia (disse) periglioso gire devria Pompeio i profugi ammonire

E perche detto m hai che con l aiuto de li Ethiopi sudditi al Senapo Astolfo a tuorti l Aphrica è venuto e ch arsa ha la città che n era capo

e che Orlando è con lui che diminuto poco inanzi di senno haveva el capo mi pare al tutto un ottimo rimedio haver pensato a farti uscir di tedio

Io pigliarò per amor tuo la impresa d entrar col Conte a singular certame contra me sò che non havrà difesa se tutto fosse di ferro o di rame

morto lui stimo la christiana Chiesa quel che l agnelle il lupo chabbia fame hò poi pensato (e mi fia cosa lieve) di far li Nubi uscir d Aphrica in breve

Farò che li altri Nubi, che da loro el Nilo parte, e la diversa legge li Arabi, li Macrobii, questi d oro e gente ricchi, et quei d equino gregge

Persi e Caldei, perche tutti costoro con altri molti il settro mio corregge farò che in Nubia lor faran tal guerra che non potran fermarsi in la tua terra

Al Re Agramante assai parve opportuna del Re Gradasso la seconda offerta e se chiamò obligato alla fortuna che l havea tratto all isola deserta

ma non vuol tor condition alcuna (se racquistar credesse indi Biserta) che battaglia per lui Gradasso prenda che in ciò gli par che l honor troppo offenda

Se a disfidar s ha Orlando, son quell io (rispose) a cui la pugna piu conviene e pronto vi sarò, poi faccia Dio di me come gli pare o male o bene

faccian, disse Gradasso, al modo mio a un nuovo modo che in pensier mi viene questa battaglia pigliamo ambedui incontra Orlando, e un altro sia con lui

Pur ch io non resti fuor non me ne lagno disse Agramante, o sia primo o secondo ben sò ch in arme ritrovar compagno di te miglior non si può in tutto il mondo

et io (disse Sobrin) dove rimagno e se vecchio vi paio vi rispondo ch io debbio esser piu experto, e nel periglio presso alla forza è buono haver consiglio

D una vecchiezza valida e robusta era Sobrino e di famosa prova e dice ch in vigor l età vetusta da la sua prima indifferente truova

perhò li altri dui Re stimaron giusta la sua dimanda, e presto se ritruova un che si mandi a gli Aphricani lidi e da lor parte il conte Orlando sfidi

Che s habbia a ritrovar con numer pare de cavallieri armati in Lipadusa una isoletta è questa, che dal mare medesmo che li cinge è circonfusa

non cessó il messo a vela e remi andare come quel che prestezza al bisogno usa che fu a Biserta, e trovò Orlando quivi partir la preda a i Nubi e li captivi

L invito di Gradasso e d Agramante e di Sobrino in publico fu expresso tanto giocondo al principe d Anglante che d ampli dono honorar fece il messo

havea da li compagni udito inante ch el Re Gradasso al fianco s havea messa sua Durindana, et egli per disire de racquistarla, in India volea gire

Stimando non haver Gradasso altrove poi ch udì che di Francia era partito hor piu vicin gli è offerto luoco, dove spera ch el suo gli fia restituito

el bel corno d Aimonte ancho lo muove ad accettar sì volentier l invito e Brigliador non men, che sapea in mano esser venuti al figlio di Troiano

S elegge per compagni alla battaglia el fedel Brandimarte e il suo Cognato provato ha quanto e l uno e l altro vaglia sà che da trambi è sommamente amato

buon caval, buona piastra, e buona maglia e spade cerca e lancie in ogni lato per sé e compagni, che sappiate parme che nessun d essi havea le solite arme

Orlando (come i v hò detto piu volte) de le sue sparse per furor la terra a gl altri ha Rodomonte le lor tolte chor alta torre in ripa un fiume serra

non se ne può per Aphrica haver molte si perche in Francia portato alla guerra havea Agramante ciò ch era di buono si perche poche in Aphrica ne sono

Ciò che di ruginoso e di brunito haver si può, fa ragunare Orlando con li compagni in tanto va pel lito de la futura pugna ragionando

gli avien, ch essendo fuor del campo uscito piu di tre miglia, e li occhi al mar alzando vide con le vele alte un grosso legno verso il lito calar senza ritegno

Senza nocchieri e senza naviganti sol come il vento e sua fortuna il mena venia con le vele alte il legno inanti tanto che se ritenne in su l arena

ma prima che di questo piu vi canti l amor ch a Ruggier porto mi rimena alla sua historia, e vuol ch io vi racconte di lui e del guerrier di Chiaramonte

Di questi dui guerrier, dissi che tratti serano fuor del martial agone viste convention rompere e patti e turbarsi ogni squadra e legione

chi prima havesse i giuramenti fratti e fosse del gran mal stato cagione o l Imperator Carlo o il Re Agramante studian saper da chi lor passa inante

Un servitor in tanto di Ruggiero ch era fedele e pratico et astuto ne pel conflitto di dui campi fiero havea di vista il patron mai perduto

venne a trovarlo, e la spada e il destriero gli diede, perche a suoi fusse in aiuto montó Ruggiero e la sua spada tolse ma in battaglia intrar non perhò volse

Quindi si parte, ma prima rinuova quel patto, quel che con Rinaldo havea che se pergiuro il suo Agramante truova lascierà lui con la sua setta rea

per quel giorno Ruggier far altra prova d arme non volse, ma solo attendea fermar hor questo hor quello, e adimandarlo chi prima ruppe o il re Agramante o Carlo

Ode da tutto il mondo che la parte del Re Agramante fu che ruppe prima Ruggiero ama Agramante, e se si parte per ciò da lui, far grande error si stima

fur le genti Aphricane e rotte e sparte (questo hò già detto inanzi) e da la cima de la volubil ruota tratte al fondo come piacque a colei che gira il mondo

Tra se volve Ruggiero e fa discorso se restar deve o il suo signor seguire gli pon l amor de la sua donna un morso per non lasciarlo in Aphrica piu gire

lo volta e gira et a contrario corso lo sprona e lo minaccia di punire s el patto e il giuramento non tien saldo che fatto havea col paladin Rinaldo

Non men da l altra parte il sferza e sprona la vigilante e stimulosa cura che se Agramante a tanto uopo abbandona a viltà gli fia ascritto et a paura

se del restar la causa parrà buona a molti, a molti accettar fia dura molti diran che non se dè osservare quel ch era ingiusto e illicito a giurare

Tutto quel giorno e la notte seguente stette solingo, e così l altro giorno pur travagliando in la dubbiosa mente se partir deve o far quivi soggiorno

pel signor suo conclude finalmente di fargli dietro in Aphrica ritorno potea in lui molto il coniugale amore ma piu vi potea il debito e l honore

Torna verso Arli che trovar vi spera l armata anchor, ch in Aphrica il transporti ne legno in mar ne dentro alla riviera ne saracini vede se non morti

seco al partire ogni legno che v era trasse Agramante, e l resto arse ne porti fallitogli il pensier, prese il camino verso Marsiglia pel lito marino

Sá che vi potrá haver qualche naviglio ch a preghi o forza il porti all altra riva giá v era giunto del Danese il figlio con l armata de Barbari captiva

non s havrebbe potuto un gran di miglio gettar ne l acqua, tanto la copriva la spessa moltitudine de navi de vincitori e de prigioni gravi

Le navi de pagani, che avanzaro dal fuoco e dal naufragio quella notte (excetto poche che in fuga n andaro) tutte a Marsiglia havea Dudon condotte

sette di quei ch in Aphrica regnaro che poi che le lor genti vider rotte con sette legni lor serano resi stavan dolenti inanzi a l altri presi

Era Dudon sopra la spiaggia uscito ch a trovar Carlo andar volea quel giorno e de captivi e de lor spoglie, ordito con lunga pompa havea un triompho adorno

eran tutti i prigion stesi nel lito li Nubi vincitori allegri intorno facean gridando il nome di Dudone sentirsi oltra la aerea regione

Venne in speranza di lontan Ruggiero che questa fusse armata d Agramante e per saperne il certo, urto il destriero ma riconnobbe come fu piu inante

il Re de Nasamona prigioniero Bambirago, Agricalte, e Farurante Manilardo, e Balastro, e Rimedonte che piangendo tenean bassa la fronte

Ruggier li amava, e sofferir non puote lasciarli in la miseria in che trovolli quivi sa che a venir con le man vuote potrian poco valere i preghi molli

la lancia abbassa, e chi li tien percuote e fora spalle, e fianchi, e petti, e colli, stringe la spada e in un piccol momento ne fa cadere intorno piu di cento

Dudone ode il rumor, la strage vede che fa Ruggier, ma chi sia non connosce vede li suoi ch in fuga han volto il piede con gran timor con pianto e con angosce

presto el destriero il scudo e l elmo chiede che già havea armato e petto e braccia e cosce salta a cavallo e si fa dar la lancia e non oblia ch è paladin di Francia

Grida che se ritiri ognun da canto spinge il cavallo, e fa che sente i sproni Ruggier cent altri n havea occisi in tanto e gran speranza dato alli prigioni

e come venir vide Dudon santo solo a caval, che l altri eran pedoni stimò che capo o che signor lor fosse e contra lui con gran desir si mosse

Già mosso prima era Dudon, ma quando senza lancia Ruggier vide venire lunge da se la sua gettò, sdegnando con tal vantaggio il cavallier ferire

Ruggiero al cortese atto riguardando disse fra se, costui non può fallire esser de buoni cavallier del mondo piu presso al primo che drieto al secondo

E inanzi che segua altro, voglio il nome saper di lui, se non mi vuol celarlo e così dimandollo, e seppe come era Dudon de paladin di Carlo,

Dudon gravò Ruggier poi d ugual some e lo trovò cortese in satisfarlo poi ch i nomi tra lor s hebbeno detti si diffidaro e venero alli effetti

Havea Dudon quella ferrata mazza ch in mille imprese gli diè eterno honore con essa mostra ben, che egli è di razza di quel Danese pien d alto valore

la spada che non cura elmo o corazza di che non era al mondo la migliore trasse Ruggiero e fece paragone de sua virtude al paladin Dudone

Ma perche in mente ogn hora havea, di meno offender la sua Donna che potea certo era ben, che se spargea il terreno del sangue di costui quella offendea

de le case di Francia instrutto a pieno sà che Armelina che produtto havea Dudone, era sorella di Beatrice che fu di Bradamante genitrice

Per questo mai di punta non gli trasse e di taglio rarissimo feria schiermiase ovunque la mazza calasse hor ribattendo hor dandole la via

crede Turpin che per Ruggier restasse che Dudon morto in pochi colpi havria ne mai qualunque volta si scoperse ferir se non di piatto lo sofferse

Del piatto usar potea come del taglio Ruggier la spada sua chavea gran schiena e quivi a strano giuoco di sonaglio sopra Dudon con tanta forza mena

che spesso a li occhi gli pon tal barbaglio che si ritien di non cader a pena ma per esser piu grato a chi m ascolta il cantar differisco a una altra volta

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